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 doposcuola

Nell’attuale periodo di “sofferenza” dell’istituzione scolastica, le realtà dei doposcuola parrocchiali di Monza si rivelano una ricchezza storica su cui investire.

“La realtà dei doposcuola di Monza, è una risorsa storica per la città, la cui specificità è una ricchezza da prendere come esempio”. Con queste parole Liliana Beretta, responsabile dell’ufficio coordinamento del piano offerta formativa di Monza, è intervenuta all’ultimo incontro annuale del Coordinamento dei doposcuola di Monza (7 Giugno 2011).

Attualmente sono 14 le realtà di doposcuola che punteggiano il nostro territorio e in cui sono coinvolti centinaia di ragazzi e altrettanti volontari. Si tratta di realtà multiformi sempre uniche e originali, accomunate dall’obiettivo di promuovere il successo formativo dei ragazzi, attraverso il sostegno nei compiti. Ogni progetto assume una forma propria determinata dal contesto  e dalle motivazioni che lo hanno generato, dal territorio di appartenenza, dai ragazzi che lo frequentano, dai volontari e professionisti che in esso operano, dal  rapporto istaurato con la scuola, con la famiglia e con le altre agenzie educative.

La rete di doposcuola è realizzata da soggetti differenti tra cui scuole, associazioni e parrocchie, i cui oratori sembrano essere il terreno più fertile per la nascita delle realtà che si occupano del tempo “oltre la scuola” (11 doposcuola sulle 14 realtà esistenti nascono da realtà parrocchiali).

Allo scopo di istaurare un confronto tra le varie realtà dei doposcuola parrocchiali, nella primavera del 2003 è nato il Coordinamento dei doposcuola di Monza di cui attualmente fanno parte sei realtà: San  Biagio (via Manara), San Pio X (quartiere Cazzaniga), San Carlo (via Volturno), Santa Maria Nascente e San Carlo (quartiere Sant Albino), Regina Pacis(via Buonarroti 45) e San Donato(via Buonarroti 104).

Il coordinamento è un progetto di eccellenza che crea prima di tutto momenti di confronto tra tutte le realtà di doposcuola che ne fanno parte grazie ad incontri mensili tra i coordinatori. «Il mondo dei doposcuola è molto eterogeneo; alcune realtà monzesi hanno più di trent’anni e sono meglio strutturate di altre che invece sono alle prime armi. Un confronto diretto tra i vari coordinatori  comporta un reciproco supporto gli uni con gli altri, per migliorare sempre di più il nostro servizio di doposcuola» così Cristina Tomatis Mauri responsabile del coordinamento, ci illustra il valore del confronto tra i vari doposcuola.

Don Augusto Panzeri, responsabile Caritas Decanale, è stato colui che nel 2003 ha ideato il coordinamento. Il suo scopo era quello non solo del confronto , ma anche di poter regalare alla cittadinanza, un tavolo di lavoro dove poter rafforzare la professionalità dei doposcuola parrocchiali che a volte si delineavano come realtà fragili perché privi di figure professionali.

Il coordinamento grazie alle risorse messe a disposizione dal Comune di Monza, organizza incontri di formazione su tre livelli per tre target di persone differenti: all’interno dei singoli doposcuola per i volontari, corsi per i coordinatori dei doposcuola che si tengono in 3 mattinate su un macro argomento scelto insieme (Gestione dei conflitti, Rapporti con le famiglie, I volontari, Bambini stranieri, Relazioni educative) ed in fine seminari aperti a tutta la cittadinanza (insegnanti, operatori del settore educativo ecc.) sempre su tematiche educative come quello di quest’anno sull’utilizzo dei  media da parte dei giovani  e le ricadute a livello cognitivo.

Una sempre maggiore professionalità dei servizi offerti dai doposcuola, insieme alla situazione di “sofferenza” che attualmente la scuola italiana sta vivendo, hanno  portato negli ultimi anni  al rafforzamento del legame tra le due realtà.

Ogni doposcuola del territorio ha spontaneamente incominciato a collaborare con uno o più istituti scolastici interagendo direttamente con i professori di riferimento dei ragazzi seguiti. Questa riscoperta collaborazione tra scuola e doposcuola ha portato a un arricchimento reciproco. I doposcuola hanno incominciato a ricoprire un ruolo “cuscinetto” tra la scuola e le famiglie a maggiore rischio di esclusione sociale, che hanno più difficoltà di comunicazione con l’istituzione scolastica. I professori invece, nella collaborazione con i volontari dei doposcuola, hanno riscoperto il piacere di essere educatori ancor prima che insegnanti “passa nozioni”.

Certamente  le difficoltà non mancano. Il lavoro in rete chiede oggi un maggiore investimento in termini di regia da parte dello stesso coordinamento e delle persone che ne fanno parte, poiché chiedere ad un servizio a prevalenza volontaria di costruire rete, spesso significa chiedergli risorse aggiuntive di cui non dispone. A fronte di tempi di vita sempre più frenetici e di una cultura del lavoro sempre più abitata dalla logica del profitto economico, i  doposcuola rappresentano un segno importante di testimonianza del valore di un tempo dedicato alla relazione, in particolare con i più “piccoli” nella società, e di un “profitto” valutabile in termini di promozione di benessere e garanzie di diritti.

Il coordinamento dei doposcuola e le singole realtà che punteggiano il nostro territorio sono dunque una ricchezza per tutti i cittadini di Monza, non solo per ragazzi che ne usufruiscono i servizi. Cristina Tomatis Mauri afferma: «Il Comune ha sempre guardato con interesse a questa realtà perché ogni doposcuola è un osservatorio sulla città, grazie alla loro capacità di raccogliere i problemi e le necessità dal basso, direttamente dal territorio in cui operano».

 


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