Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Vorrei | Rivista non profit

Dal 2008 rivista non profit di cultura, ambiente e politica. Senza pubblicità.

Print Friendly, PDF & Email

20110604-etilometro

Dopo la repressione, il Comune di Monza punta alla rieducazione:
per gli incensurati ore di impegno in biblioteca o al Parco

 

Monza ha a lungo primeggiato nell’applicazione di leggi repressive nei confronti dell’utilizzo di bevande alcoliche: Il Comune fu fra i primi in Italia a fare propria la campagna “Tolleranza zero” che prevedeva il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni; cui seguì la direttiva che prevedeva la chiusura anticipata alla una di notte per tutti i Locali “la cui principale attività sia la somministrazione di alimenti e bevande. Oggi però siamo tra i primi in Italia a dare la possibilità a coloro che commettono il reato di guida in stato d’ ebbrezza, di commutare la pena detentiva e/o pecuniaria in giornate di lavori socialmente utili.

La proposta risale al 5 di aprile ed è in linea con la modifica dell’articolo 186 del Codice della Strada, (in particolare per quel che riguarda il comma 9-bis http://www.patente.it/normativa/articolo-186-cds), varata nel Luglio del 2010. È stata portata avanti, all’interno del Comune di Monza, dall’Assessore al Personale Alfonso Di Lio, il quale dichiara che “Questa iniziativa ha l’obiettivo di riabilitare con dei lavori utili alla collettività le persone che hanno sbagliato e che quindi hanno potenzialmente messo in pericolo altri cittadini. Si tratta di uno scambio, di un modo positivo per scontare l’errore commesso. Sono convinto che in questo modo sarà molto meno facile cadere nuovamente nello sbaglio di assumere bevande alcoliche prima di mettersi alla guida”. Di certo chi dovesse “cadere nuovamente nello sbaglio” non potrebbe ricevere tale trattamento. Infatti per godere di tale possibilità bisogna essere incensurati, non recidivi, non si deve aver provocato incidenti e bisogna essere residenti in Provincia. Chiunque presenti tali caratteristiche, potrà vedere estinto il proprio reato grazie all’esecuzione di attività sociali della durata massima di sei ore settimanali, a seconda delle esigenze lavorative, famigliari e di salute del soggetto, per un numero di giorni corrispondenti all’entità della cifra della sanzione pecuniaria, mutuata secondo la proporzione: 250 euro=1 giorno di lavoro. L’espletamento di tale tipo di attività comporterà inoltre la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e la revoca della confisca del veicolo, se sequestrato. 

Ma attenzione: nel caso in cui si vengano a violare gli obblighi che conseguono lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, è possibile revocare la sostituzione della pena e ritornare a quella tradizionale detentiva o pecuniaria.

I soggetti che aderiranno a questa proposta, saranno inseriti, a seconda delle proprie attitudini e sulla base di appositi progetti individuali curati dai Servizi Sociali, presso i Servizi Biblioteche e Parco e Villa Reale, oppure presso associazioni e cooperative che collaborano con l’Amministrazione Comunale. 

Dopo un anno di prova, se la sperimentazione avrà successo, il servizio verrà inserito stabilmente nella convenzione che l’Amministrazione Comunale rinnoverà prossimamente col Tribunale di Monza, inerente allo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Tutti i cittadini interessati a tali tipo di servizio, dovranno presentare la richiesta, già corredata dell’autorizzazione da parte dell’ Autorità Giudiziarie, all’Ufficio Affari Legali del Personale, al 1° piano del palazzo comunale di Piazza Trento e Trieste, da Lunedì a Venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.00.

Se da un lato questa Amministrazione si è distinta per un provvedimento repressivo che ha fatto scuola in Italia, dall’altro ci stiamo attivando per iniziative mirate all’educazione della cittadinanza verso comportamenti responsabili” ha concluso Di Lio. Sperando non siano soltanto belle parole, questa Brianza che educa e guarda al sociale e che, almeno su questo versante, non gonfia le casse approfittando degli errori dei propri cittadini, ci piace “assai”.

 

 

Gli autori di Vorrei
Author: Alberto Poli
I miei ultimi articoli