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L’associazione Progetto Cernobyl anche quest’anno accoglierà bambini provenienti dalla zona contaminata dalla centrale nucleare esplosa nel 1986

È mercoledì sera, una quindicina di famiglie si ritrova negli spazi dell’oratorio di Carugate, non ci si conosce tutti, ma l’intento è comune: accogliere nelle proprie case un bambino proveniente dalla zona contaminata dalla tragedia di Cernobyl.
Dal 2001 l’Associazione Progetto Cernobyl Carugate ha creato con i comuni limitrofi una rete di famiglie che accolgono nel mese di giugno un bambino russo o bielorusso.

 

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«L’ospitalità è rivolta a bambini di età compresa tra 8 e 12 anni - spiega Elena Sala, responsabile delle famiglie - trascorrere un mese lontano dalle zone ancora altamente radioattive e alimentarsi con cibi non contaminati, consente loro di recuperare le difese immunitarie in modo naturale». Dati dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) evidenziano come al termine del periodo di permanenza dei bambini in Italia, il valore del Celsio 137 presente nell’organismo diminuisca di circa il 60%.

A seguito dell’esplosione del reattore 4 della centrale atomica di Cernobyl - era il 26 aprile 1986 - furono liberare in atmosfera sostanze radioattive che espose la popolazione di un vasto raggio attorno alla centrale a livelli esorbitanti di radiazioni. Tra queste sostanze radioattive, chiamate radionuclidi, troviamo lo Iodio con i suoi isotopi (131, 132, 134, 135), il Celsio (134 e 137), lo Stronzio (89 e 90).

Durante uno dei primi incontri con le famiglie ospitanti, l’associazione di Carugate ha esposto l’attuale preoccupante situazione della Bielorussia, paese da dove provengono tutti i bambini accolti quest’anno.

 

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Il fallout radioattivo in Bielorussia, ha coperto un’area pari al 23% del territorio. I distretti di Khoyniki, Bragin, Novlya, Rechitsa, Dodrush e Loev, nella regione di Gomel sono stati quelli più colpiti e ancora se ne registrano le conseguenze. Le campagne di monitoraggio effettuate da Legambiente, con tecnici italiani e bielorussi, hanno rilevato valori incompatibili con la vita, sebbene proprio queste aree siano abitate da famiglie: giovani, anziani e soprattutto bambini.

La radiazione non ha odore, non ha sapore, non cambia i colori della vegetazione che cresce rigogliosa anche nelle aree più contaminate. Però ti aspetta la varco, non sai se colpirà te o tuo figlio, il tuo vicino o il tuo compagno. Tiroidi, ingrossamento diffuso della ghiandola tiroidea, noduli iper-funzionali, noduli maligni e così via. Sono solo alcune delle conseguenze che può portare un’esposizione reiterata alle radiazioni, per questo durante il soggiorno i bambini accolti vengono sottoposti ad accurate visite mediche.

Ma le famiglie ospitanti non si devono preoccupare afferma Elena Sala: «Tutte le spese sono a carico dell’associazione, dal volo aereo, ai costi dei soggiorni, fino alle visite mediche. L’unico contributo richiesto riguarda il vitto e l’alloggio, poi ovviamente è libera scelta di chiunque fare altro. I bambini durante il giorno sono coinvolti nelle attività dell’oratorio feriale di Carugate questo dà la possibilità a chi lavora di poter partecipare, inoltre i bambini possono essere ospitati da famiglie, da pensionati e anche da single».

 

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Per le famiglie ospitanti, oltre a vari incontri informativi, l’Associazione organizza un breve corso di russo, durante il quale si apprendono alcune frasi ed espressioni essenziali per il dialogo quotidiano. Trovare persone che parlano la propria lingua, seppure in modo molto limitato, tranquillizza e mette a proprio agio i bambini. I responsabili dell’associazione ci raccontano che i primi giorni sembrano essere il momento più delicato di tutta l’esperienza. Per molti bambini è la prima volta fuori casa: arrivano spaventati e curiosi, alcuni non conoscono l’acqua calda, non sanno nuotare, non sono mai andati in macchina, hanno timore di fare la doccia e annusano con stupore le pesche e le albicocche.

Gli incontri settimanali con Tania, l’insegnante di russo, sono inoltre molto importanti per la socializzazione delle famiglie ospitanti. Ci si incomincia a conoscere e si condividono le aspettative sull’esperienza di accoglienza che si andrà a vivere ed in più i responsabili e volontari dell’associazione sono sempre presenti e disponibili nel dare informazioni aggiuntive e risolvere le perplessità delle famiglie ospitanti.

Una cosa è certa, l’esperienza dell’accoglienza è emozionante e molto educativa per tutti coloro che la intraprendono: «Questi bambini entrano a far parte delle nostre vite per un mese, ma non usciranno più dai nostri ricordi» afferma Elena Sala.

Per informazioni sul progetto di accoglienza e sulla tematica del nucleare consultare il sito internet dell’ Associazione Progetto Cernobyl Carugate, www.progetto-cernobyl.com, o rivolgersi all’associazione “Verso Est Onlus” che nel 2010 ha supportato 63 progetti di accoglienza nel nord e centro Italia assistendo 984 bambini, www.versoest.it.

 

 


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