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Vorrei | Rivista non profit

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Il movimento giovanile universitario si impegna da un anno a riunire lo sforzo di tutti i cittadini volenterosi per la pulizia del fiume Tormes, su cui sorge la città spagnola

Cuida tu madre. In spagnolo significa "prenditi cura di tua madre", e non è solo il nome di un movimento di studenti che ha a cuore le tematiche ambientali, ma ne riassume direttamente la filosofia. Sul proprio blog, si autodefinisce come «movimento di unione di gente, basato sull'azione, il riciclo e la cura verso la natura», la madre troppo spesso bistrattata. Riunisce studenti dell'università pubblica e della privata, e abbraccia tutte le facoltà, da Filologia a Chimica, da Giurisprudenza a Matematica, ciascuna offrendo contributi secondo le proprie competenze.

Come Monza, anche Salamanca sorge sulle rive di un fiume, e con esso ha un rapporto fatto di sfruttamento distratto o consapevolmente irresponsabile. Come il Lambro, anche il Tormes ha sopportato le attività di tintorie e industrie farmaceutiche, e ne è sempre più logorato. Certo, lo sviluppo industriale salmantino non avrà avuto le dimensioni di quello brianzolo, ma tanto basta per far parlare un giovane di meno di trent'anni con la nostalgia di un vecchietto: «La differenza tra quando andavo con i miei nonni sulle rive del fiume e ora – spiega Salvador, uno dei ragazzi che animano il movimento – è abissale e preoccupante, l'inquinamento ha rovinato uno dei punti più belli e affascinanti della mia città». Questo è forse la differenza vera fra Salamanca e casa nostra: i salmantini vivono ancora il proprio fiume, che è protagonista dei momenti più importanti della primavera. Diciamo che svolge per loro il ruolo che ha per noi il Parco: sui prati delle rive del Tormes non si contano i picnic, le feste, i semplici ritrovi di giovani per suonare e bere qualcosa insieme. Ma al momento ludico, come spesso anche da noi, quasi mai è accoppiata la responsabilità civica: anche sulle proprie rive, il fiume è sfruttato in maniera villana, troppe volte i rifiuti si accumulano.

Qui si inserisce l'azione di Cuida Tu Madre, un'azione spontanea e basata sull'esempio. Il primo obiettivo è sensibilizzare le persone perché riutilizzino e riciclino ciò che consumano, sulle rive del fiume come in qualsiasi altro ambiente. Comunicare un senso di responsabilità, ma soprattutto il rispetto verso la Natura, quella madre alla quale dobbiamo tutto e che troppo spesso si rinnega. «Non si tratta di cercare un colpevole – dicono – perché colpevoli siamo tutti. Si tratta di prendere atto della situazione, qui e ora, e rimboccarsi le maniche».

Cuida Tu Madre è un movimento nel senso più puro del termine: niente associazionismo, niente affiliazione, niente ufficialità: ognuno fa ciò che può quando può. Per mantenere questa indipendenza e spontaneità, rinuncia anche a possibili collaborazioni con le istituzioni. Il movimento è orgogliosamente autofinanziato e autogestito, la vera moneta di cui dice di aver bisogno è l'azione concreta di ciascuno. Quello che i ragazzi definiscono «la piccola goccia, o il piccolo granello che ognuno può offrire».

 

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Le rive del Tormes divise in zone di lavoro, in vista di un "giorno del fiume"

Il momento in cui tutte queste parole diventano realtà è durante "il giorno del fiume", appuntamento periodicamente organizzato dai ragazzi sulle rive del Tormes per rimuovere materiali e reperti vari, armati di guanti e sacchetti di plastica. Si trova di tutto: porte di gabinetti chimici, pezzi lamiera, insieme alle più tipiche scatolette e scarpe vecchie. La giornata di lavoro è scandita da momenti di riposo con musica e spettacoli, perché avere a cuore il proprio fiume non è per forza una cosa noiosa. Quando cala la sera, si caricano su carrelli di supermercato le sculture realizzate con i rifiuti, opera degli studenti di Belle Arti, e ci si dirige a Plaza Mayor, cuore della vita turistica e mondana di Salamanca. Qui, si improvvisa uno spettacolo e si sbandiera orgogliosamente che tutte quelle schifezze nobilitate dagli artisti provengono dal fiume le cui acque scorrono ogni giorno nei rubinetti delle case.

I rifiuti solidi sono soltanto una parte del problema, ovviamente, e questo i ragazzi lo sanno. Ma è ciò su cui si può agire immediatamente e con le proprie forze. Contro i residui chimici e l'inquinamento farmaceutico, i ragazzi delle facoltà scientifiche analizzano campioni di acqua in laboratorio e poi denunciano alle autorità, sperando che prima o poi si smuova qualcosa. Da un anno, Salamanca ha il suo grillo parlante. Oltre che parlare, però, agisce.

Lavorare con lentezza. Un tranquillo pomeriggio di volantinaggio

Cinque del pomeriggio, e nell'immenso viavai di Plaza Mayor incontro tre di questi ambientalisti del terzo millennio. La mia intenzione è intervistarli, tornare a casa e iniziare subito a battere l'articolo. Tutt'al più forse prendere un caffé con loro, per non essere proprio maleducato. Loro, invece, hanno altri piani. Devono cominciare a distribuire in quanti più bar e locali possibile i loro manifesti, per pubblicizzare il "grande giorno del fiume" che si terrà la settimana seguente, e mi invitano a venire con loro per vedere come lavorano e intanto fare due chiacchiere per conoscerci meglio. Accetto, e per un giorno faccio parte del loro movimento anch'io.

Girare per Plaza Mayor con i ragazzi di Cuida Tu Madre significa toccare con mano il loro entusiasmo e la loro buona volontà, ma soprattutto apprezzare la loro lentezza: «Non si conseguono buoni risultati con la rapidità e la fretta – spiegano – a noi non interessa la rivoluzione, preferiamo l'evoluzione. La seconda è molto più incisiva della prima, eppure è più lenta». I negozianti di Plaza Mayor, che per intenderci fa sembrare via Italia una straducola, sono comprensivi con questi ragazzi. Nessuno li tratta come i soliti svitati hippie in preda a deliri o utopie, tutt'altro. Ben pochi si infastidiscono di questa "intrusione" nella mondanità del proprio bar o ristorante. I locali raffinati della Plaza accettano di dare il proprio obolo alla causa, affiggendo semplicemente un cartello. Il loro piccolo granello, direbbero i ragazzi. A volte è facile, a volte no. Non si tratta soltanto di chiedere "possiamo appendere un cartello?", a ciascun gestore spiegano per filo e per segno di che si tratta, affinché possa poi ripetere qualcosa ai clienti curiosi che guardano il manifesto distrattamente, perché è su questi che bisogna puntare per diffondere il messaggio.

La parola d'ordine è riciclare, e il materiale informativo non fa eccezione: ogni manifesto appiccicato alla vetrina di un locale sarà raccolto di nuovo quando l'evento sarà passato, e sulla facciata bianca gli studenti di Belle Arti potranno dipingere e disegnare opere da rivendere (a prezzi modici, s'intende) per finanziare il movimento e dare anche qualcosa in beneficenza. Alla fine della giornata, quasi tutti i bar, ristoranti, gelaterie, e persino una farmacia della Plaza espongono un manifesto del "grande giorno del fiume". Probabilmente quel giorno ci saranno i soliti quattro gatti. Ma con lentezza, chissà, forse Salamanca si sveglierà.

Questo è il blog, in spagnolo, del movimento: http://cuidatumadre.blogspot.com/

 

Gli autori di Vorrei
Simone Camassa
Author: Simone Camassa

Nato a Brindisi il 7 maggio del 1985. Insegnante di Italiano, Storia e Geografia nella scuola pubblica, si è laureato in Lettere, in Culture e Linguaggi per la Comunicazione e in Lettere Moderne, sempre all'Università degli studi di Milano. Suona la chitarra elettrica (ha militato in due gruppi rock, LUST WAVE e BLACK MAMBA) e scrive poesie.

Appassionato di sport, ha praticato il nuoto a livello agonistico fino ai diciotto anni, per un anno ha anche giocato a pallacanestro. Di recente, è tornato al cloro.
È innamorato della letteratura in tutti i suoi aspetti, dalla poesia fino al fumetto supereroistico statunitense. Sogna di realizzare un supercolossal hollywoodiano della Divina Commedia, ovviamente in forma di trilogia e abbondando con gli effetti speciali.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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