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palasharp milano

Sabato scorso almeno 10.000 persone al Palasharp, sul palco Eco, Lerner, Saviano e molti altri

Palasharp di Milano letteralmente stracolmo sabato pomeriggio 5 febbraio 2010 per la manifestazione "Dimettiti-Resignation" organizzata dall'Associazione Libertà e Giustizia.
Un successo forse preannunciato, visti i nomi di grande richiamo, su tutti Roberto Saviano e Umberto Eco. Ma gli interventi sono stati molti, per oltre tre ore e mezza.

A un quarto d'ora circa dall'inizio previsto gli organizzatori hanno dovuto chiudere i cancelli di ingresso alla struttura, che conta 9.000 posti dichiarati, per l'eccessiva affluenza. Molte persone in piedi all'interno e molti di più rimasti fuori a seguirla tramite gli altoparlanti e i video.

Ad introdurre ci ha pensato Sandra Bonsanti, presidente dell'associazione: "Noi non siamo un'Italia migliore, siamo semplicemente un'Italia più informata e dobbiamo informare gli altri". Gli fa eco poco dopo Gustavo Zagrebelski, presidente emerito, con il motto che accompagnerà la giornata: "Noi non chiediamo niente per noi stessi, ma tutto per tutti".


umberto eco roberto saviano 

Un momento dell'intervento di Umberto Eco


Umberto Eco è intervenuto con sarcasmo. "Ma che cavolo ci stiamo a fare noi qua? Io ci sono venutoi con un'idea molto ben precisa: siamo venuti qui a difendere l'onore dell'Italia". Poi definisce il premier "affetto da schizofrenia". "Se ha difeso (giustamente) la nostra magistratura indipendente nei confronti del Brasile nel caso Battisti, allora come mai poi attacca e definisce terrorista la stessa magistratura?"

È stato poi il momento di Roberto Saviano, arrivato all'ultimo momento in elicottero con la scorta. Applausi da vera star per lui, che ha faticato quasi a iniziare il suo discorso, un po' commosso.
Saviano è partito dal Sud, dal voto di scambio al Sud e dal risvaglio delle coscienze degli italiani. Nel video sottostante la prima parte del suo intervento.

 

 

Molti applausi anche per Gad Lerner e Concita De Gregorio, reduci dagli scontri televisivi con il Cavaliere in persona e con la Santanchè.

Paul Ginsborg, in collegamento da Firenze, "Per salvare l'Italia serve salvare l'educazione", attaccando la riforma Gelmini che non è per nulla una riforma dell'Università.

Moni Ovadia ha rubato solo pochi minuti - "Il disastro italiano è iniziato con la Legge Mammì" - invitando a una mobilitazione permanente e a tenere alta la guardia fino a che Berlusconi non se ne sia andato.

Ha detto la sua anche Lorella Zanardo, autrice del docu-film "Il corpo delle donne", sulla televisione sessista "Spegnere la TV è un atto elitario, significa riscoprire il piacere di un libro, di una serataa teatro, o anche di stare semplicemente con se stessi".

Giuliano Pisapia, candidato di centrosinistra alle prossime elezioni comunali di Milano, come Ovadia ha chiamato alla mobilitazione permanente: "Se Berlusconi non si dimette, lo dobbiamo dimettere noi tutti".

Hanno chiuso la serata Carla e Bice Biagi, leggendo un celebre editoriale del padre Enzo a "Il fatto", dopo che Berlusoni aveva promulgato su di lui il famoso "editto bulgaro".

 

susanna camusso 

Susanna Camusso durante il suo intervento

 


conchita de gregorio 

Concita De Gregorio

 

gad lerner

Gad Lerner

 

Gli autori di Vorrei
Author: Antonio Grazioli
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