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20101209-damatra

Sabato 11 e domenica 12 "Monza città aperta", terza festa di tesseramento dell' A.N.P.I. di Monza,  al Circolino di viale Libertà

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Terza edizione della Festa di Tesseramento A.N.P.I. di Monza. Ancora due giorni per riflettere sul lascito culturale e politico che abbiamo ereditato dalla Resistenza. MONZA CITTÀ' APERTA è un'occasione di confronto tra diverse generazioni, un'occasione per trovare ciò che accomuna le battaglie di ieri e di oggi. "Abbiamo bisogno di nuovi partigiani", non c'è dubbio. Quelli di allora, quelli veri, se ne stanno andando in silenzio, probabilmente pieni di dubbi sulle contraddizioni che attraversano l'attuale sistema politico e sociale italiano. Non è questa la Repubblica per cui hanno combattuto. Non è questa l'Italia che volevano, non è questa l'Italia che vogliamo noi. E allora i nuovi partigiani, antifascisti e antirazzisti, devono sapersi organizzare e mettersi in gioco, trovare le forme di lotta più adatte a fronteggiare il nemico di oggi. Collaborare con la sezione monzese dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia intitolata a "Gianni Citterio" è una delle tante modalità in cui si declina il nostro essere antifascisti. Crediamo importante che l'A.N.P.I. "sopravviva" alla scomparsa dei partigiani combattenti, portandosi dentro ciò che di più profondo la Resistenza ha insegnato a noi tutti, ossia la necessità di mettersi in gioco fino in fondo nelle proprie scelte quotidiane. Vogliamo un'A.N.P.I. combattiva, come più volte la sezione monzese ha dimostrato di essere nei confronti di un Sindaco che da anni si impegna, con azioni e prese di posizione degne dell'ignoranza del partito che rappresenta, ad infangare il ricordo dell'antifascismo monzese. Vogliamo un'A.N.P.I. che non condivida i palchi delle ricorrenze con i fascisti del terzo millennio, nè tantomeno un'A.N.P.I. immobile, arruginita da inutili faide intestine. Vogliamo un'A.N.P.I. che guardi alla base, alla spinta di chi si tessera in nome di un antifascismo senza retorica, ma pieno di passione, di rabbia, di creatività.

F.O.A. BOCCACCIO 003

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A.N.P.I.  di Monza sezione "Gianni Citterio", F.O.A. Boccaccio 003, Teatro alla Scala Pericolante e Collettivi studenteschi monzesi presentano

*sabato 11 e domenica 12 dicembre 2010*

*MONZA CITTÀ APERTA*

*III festa di tesseramento dell' A.N.P.I. di Monza*

presso il Circolino di viale Libertà, 33 (Monza) - INGRESSO GRATUITO
info http://boccaccio.noblogs.org/


*PROGRAMMA:*
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*sabato 11 dicembre*

ore 17.30 presentazione del video "*Memoria di Ghiaccio*", documentario realizzato nel gennaio 2010 sul Treno della memoria per Auschwitz che ha visto la partecipazione di centinaia di studenti medi (tra cui tanti di Monza e Brianza).
Video realizzato dalla F.O.A. Boccaccio e dall'associazione Rosebud con il contributo dell'A.N.P.I. di Monza e FLC CGIL Monza.

ore 19 *Aperitivo*

ore 21 *Sull'Italia calavan le bombe*
Spettacolo teatrale del NudoeCrudo Teatro (www.nudoecrudoteatro.org <http://www.nudoecrudoteatro.org/>).
Scrittura scenica, canti e regia: Alessandra Pasi. Sculture di scena: Alessandra Mornati. Con: Loredana Mazzola, Alessandra Pasi, Daniela Galetta.
Diario sorprendente della resistenza di un’adolescente, liberamente tratto da “Bandiera rossa e borsa nera” di Gloria Chilanti.

ore 22.30 *Concerto* con
*ZOE TIPPETE AND HER DUB FRIENDS* Anarco Reggae da Monza
*BEPPE REBEL *Reggae Militante da Milano http://www.myspace.com/bepperebel

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*domenica 12 dicembre*

ore 17.30 presentazione con *letture musicate *e *videproiezioni* della ricerca "*Monza fascista, ovvero come la città brianzola visse l'utopia mussoliniana, la tragedia della guerra e l'occupazione nazista*". A cura della F.O.A. Boccaccio. A seguire e durante tutta la serata sarà possibile attraversare la videoistallazione creata per la presentazione presso gli spazi sotteranei del circolino.

ore 19 *Aperitivo*

ore 21 *L'ammutinamento*
Spettacolo teatrale della compagnia Militanti

ore 22.30 *Concerto* con
*DAMATRA' *Folk e musiche popolari da tutta Europa http://www.myspace.com/damatra/

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**Sull'Italia calavan le bombe
*“L’attrice-autrice-regista muove da una spinta a comprendere e a far meglio comprendere, a partire dalla propria generazione, la storia recente del nostro paese. In tempi in cui i palcoscenici rigurgitano di inutilità, giovani gruppi e giovani militanti del teatro come questi meritano il nostro elogio e il nostro sostegno”
(Antonio Calbi, su City Milano, Aprile 2004)
“Vestite di nero, contando solo sulla propria voce e qualche canzoncina d’epoca registrata, le tre ragazze hanno messo in scena una sorta di musical resistenziale, straniato e straniante, quasi una versione unplugged della storia della Resistenza, eseguito da un Trio Lescano vintage e scanzonato. Questo non toglie che tutta la drammaticità dell’epoca sia restituita molto bene dallo spettacolo che gioca proprio sul contrasto tra la scanzonata messa in scena e la tragedia che rappresenta.”
(L’Eco di Bergamo)
La guerra. La resistenza. Una ragazzina di 13 anni.
Quando ho letto per la prima volta il diario autobiografico di Gloria, mi ha stupito trovare tanta consapevolezza in una ragazza così giovane.
Altri tempi, avrebbe detto la mia nonna.
Una genuina voglia di libertà, un incontenibile bisogno di riscatto, una rocambolesca vitalità, forse un po’ incosciente, ma sincera ed umana, questo ho trovato nelle parole di Gloria. Una come tante altre, più fortunata forse, ma anche lei bambina cresciuta in un paese in guerra. Ancora oggi, a più di cinque anni dal debutto al Teatro dell’Elfo di Milano nel dicembre 2003, ad ogni replica sentiamo forte la necessità di raccontare di una guerra del passato, così simile ad altre, così attuale.
E lo facciamo partendo dal piccolo, dal quotidiano.
Dalla vita vera, veramente vissuta.
Dagli episodi di grandi e piccole tragedie, eroismi, umanità.
E’ stato straordinario constatare come, per Gloria, la “resistenza” fosse insita nel suo stare al mondo, senza pretese o grandi giri di parole, con nessun tipo di eroismo. Questa ragazza non è un’eroina, ma ha un’ostinata volontà di capire il perché di ogni arbitrio, di ogni sopruso e di combatterlo.

Una forma ancora e nuovamente nuda e cruda, senza artifici, luci essenziali, un gioco in cui continuamente le attrici entrano ed escono dal loro ruolo per farsi ora servi di scena, ora voci narranti, ora immagini che illustrano i forti contenuti della storia. Uno spettacolo fatto di pochissimi oggetti, semplici costumi, tutto affidato al ritmo, all’intersecarsi del lavoro delle tre protagoniste, alla forza evocativa del canto popolare e della narrazione.
Per l’argomento trattato e l’agile struttura scenica, lo spettacolo è adatto anche a repliche scolastiche (medie inferiori e superiori) nonché a spazi teatrali non convenzionali.

**Zoe Tippete & Her Dub Friend*
Bob ci apparve in Panda e disse:"Andate e riproducetemi!". Così è nata Zoe. Il nostro progetto sta nel proporre in nuova chiave quelli che sono i fondamenti della musica reggae. Strumentazione essenziale, dolce canto, groove music, per diffondere e attualizzare la poesia e la semplicità della cultura reggae. Allo stesso tempo non scordiamo quanto la musica sia portatrice sana di informazioni e testimonianze, di come sia un valido strumento di lotta per mantenere vivo un confronto costante fra espressione artistica e quotidianità, fra narrazione ed esperienza. In questo momento il repertorio é incentrato sulla storia di Bob Marley, ma non è detto che il futuro non riservi altre sorprese. Fatevi un giro, non rimarrete delusi. Il tutto é reso possibile dall'incontro fra jazzisti alle prime armi, rockers incalliti, speculatrici etico-morali. Dolci carezze dalla cantina. Musica sott'acqua. Get up, stand up. .


**Beppe Rebel*
Beppe Rebel inizia ad ascoltare reggae music all’eta’ di 12 anni contemporaneamente al punk e alle posse-rap politicizzate nostrane, capisce fin da subito l’importanza della musica in generale come mezzo e strumento di comunicazione per dare voce a chi lotta quotidianamente contro le giustizie e a chi è costretto a vivere ai margini della società e è da sempre attento alle problematiche sociali, attivo a fianco delle lotte degli immigrati, lavoratori e studenti. Alla fine del 2001 inizia quasi per gioco l’esperienza del sound system. Nel 2004 Comincia la bellissima avventura, che va avanti tuttora, con la band milanese “Bovisa reggae foundation”. Nel 2005 Insieme a Red Roots Sound System vince lo “Smalz like clash” un reggae contest a cui partecipano oltre quindici sound system provenienti da Milano e dintorni. Nel 2005 registra un cd autoprodotto su riddim Jamaicani con “Obeah man" (batterista della Bovisa reggae foundation).Tra il 2006 e il 2007 registra dei singoli presso lo studio di “XTREME ENTERTAINMENT” e nell’autunno del 2007 esce il secondo album della “Bovisa reggae foundation”, Giorno dopo Giorno. Oggi continua a registrare canzoni sulle basi di Catchy e di Speakeasy come le sue versioni contenute sul nuovo “New Generation Vol.1” cd. Citando Beppe: ”La musica è un’arma usiamola contro le ingiustizie" .

**L'ammutinamento*



Cosa succede quando un ordine prestabilito e mai messo in discussione dall'alba dei tempi subisce un vero e proprio scossone?
In un mondo in cui tutto ci veniva venduto come risolto o in via di risoluzione ecco che il terremoto finanziario della crisi globale va a colpire individui e collettività da lungo tempo ormai assopite.
Basta però che la propria sicurezza lavorativa venga messa incomprensibilmente in discussione per scatenare in qualcuno un moto di rivolta, una sete di sapere, un bisogno di non mollare senza precedenti.
E questo moto a volte può risultare implacabile, scatenare conflitti, dissotterrare esigenze di appartenenza a categorie che non si lasciano sorpassare facilmente laddove il bisogno vince la paura.
Una storia comune di presa di consapevolezza e di lotta di chi da un giorno all'altro si è trovato a che fare con parole quali "mobilità", "cassa integrazione" e "riduzione del personale"; di chi, davanti a tutto questo non ha accettato lo spietato verdetto della finanza e della speculazione e ha dato il via all'Ammutinamento!

**Damatrà*

Damatra’: dammi retta in dialetto Brianzolo, ma anche gioco di parole con “Dama delle Tradizioni”. Il gruppo proporre, attraverso arrangiamenti e contaminazioni di sonorità più moderna, composizioni proprie e pezzi tradizionali. Un repertorio di musiche e danze popolare da tutta l’Europa, con una predilezione per quelle francesi e italiane. Sonorità tradizionale e influenze più moderne s’incontrano quindi per dare vita a una musica allegra e piena di energia al servizio della danza. Il gruppo conta al suo attivo numerosi concerti in diverse feste,locali e festival, alcuni tra i più noti: (“Summer Fest” di Suisio, “Isola folk” nella Bergamasca, “Stra vaganti” nei dintorni di Trezzo, “Wulstock” a Pavia) della Lombardia e dell’Emilia Romagna, ”Tarantanno” in Puglia nella provincia di Foggia e al festival di Lautenbach Alsazia

 

In apertura i damatrà (foto G. Brunelli)