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Vorrei | Rivista non profit


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Notiziario ENPA. Vivere con il cane, la caccia e il ministro Brambilla, il setter inglese "pescato" nel Villoresi

 

Riceviamo e pubblichiamo

Anno VIII - Numero 19 - 9 novembre 2010

IN QUESTO NUMERO:
> Banco ENPA sabato 13 novembre contro lo sfruttamento degli animali:
> La grande fortuna di finire in canile … se è quello di Monza
> “Pescato” nel canale Villoresi un setter inglese
> Vivere con il cane: Lo stress di canile
> La caccia e il ministro Brambilla: ecco la risposta di Berlusconi

BANCO ENPA SABATO 13 NOVEMBRE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI
Pellicce, circhi, zoo, allevamenti intensivi, sperimentazione, caccia… sono innumerevoli i modi in cui gli animali sono sfruttati dagli esseri umani. Qualche esempio?
Nei circhi, oltre ad essere prigionieri, gli animali sono costretti ad addestramenti crudeli ed umilianti. Ballare, saltare attraverso un cerchio infuocato, giocare con un pallone sono comportamenti innaturali che provocano disagio psicologico e malessere fisico. Nell’immagine: una tigre e un asino in uno “spettacolo” circense - predatore e preda costretti a “esibirsi” insieme. Cosa può esserci di educativo e di divertente in uno spettacolo basato sulla coercizione, sulla violenza, sulla privazione della libertà e della dignità di un essere vivente?
Il 90% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria: sono quelle che producono le uova contrassegnate nei supermercati con il codice “3”. L’allevamento in batteria è un sistema intensivo dove milioni di galline sopravvivono recluse in uno spazio più piccolo di un foglio di carta A4. E’ un sistema che prevede ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione. Una tortura per gli animali, privati dei loro bisogni elementari: muoversi, razzolare, covare, fare bagni di terra. I danni alla salute sono innumerevoli, dall’osteoporosi alla frattura delle ossa. Ciò che è peggio sono i danni psicologici. In queste condizioni le galline impazziscono letteralmente, tanto da diventare cannibali. Per questo subiscono la mutilazione del becco.
La cultura e le leggi stanno cambiando pur molto lentamente: la Direttiva UE n.74/1999 impone la data del primo gennaio 2012 per il bando delle gabbie di batteria convenzionali. Eppure in Italia l’associazione nazionale allevatori e produttori avicunicoli (Assoavi) sta cercando di allungare fino alla fine del 2014 i tempi di adeguamento degli allevamenti.
Sabato 13 novembre i volontari ENPA saranno presenti in via Italia (nell’isola pedonale di centro Monza) con un banco di informazioni contro lo sfruttamento degli animali in qualsiasi forma. Troverete diversi pannelli informativi e tanti volantini liberamente disponibili. Al gazebo, che sarà allestito dalle ore 9,30 alle 18,30 orario continuato, troverete in anteprima anche i calendari 2011 dell’ENPA monzese in due versioni (da tavolo e da parete, con immagini e grafica diverse) e un’ampia selezione di gadget e idee regalo tutti a tema animale.


LA GRANDE FORTUNA DI FINIRE IN CANILE … SE E’ QUELLO DI MONZA
Per paradosso, arrivare al canile di Monza ha segnato una svolta positiva nell’esistenza di 13 sfortunati cani.
Non lo sanno, ma per Susi, Pitt, Bonga, Gastone, Gerald, Clyde, Dante, Timbo, Gag, Tenore, Frolla, Mary e Border venerdì 29 ottobre 2010 è stato il giorno più bello della loro vita. Perché, grazie ad una nuova convenzione stipulata tra il Comune di Cernusco sul Naviglio (MI) e il Canile intercomunale di Monza, i 13 cani accalappiati o ceduti nei 13 anni tra il 1997 e il 2010 sul territorio di Cernusco sono stati trasferiti al nostro rifugio di via Buonarroti 52. Questa accordo, voluto fortemente dall’Assessorato all’Ecologia del Comune di Cernusco e condiviso dagli altri 11 comuni già convenzionati e dall’ENPA monzese, è in vigore dal primo novembre.
I nuovi amici arrivano da un canile nel quale sono entrati da giovani e dove hanno trascorso sei, dieci, 12 anni, invecchiando lentamente, dove spesso non hanno ricevuto adeguate cure o attenzioni e dal quale non sono mai riusciti ad uscire... Timbo, classe 1998, aveva due anni quando è stato accalappiato a Cernusco e vi è rimasto dieci... La bella Frolla, dieci anni di età, è stata accalappiata diversi mesi fa, eppure le vistose masse tumorali sparse sul corpo (chiaramente visibili nella foto a sinistra) non sono state curate.... Bonga, dal muso triste e la rassegnazione stampata negli occhi, nata nel 1999, accalappiata nel 2000, da operare con urgenza per otite acuta... Gerald è entrato cucciolo nel 2004: molto comunicativo, attraverso le sbarre ti chiama con la zampa, buttandosi a terra per farsi fare le coccole... Dante (nella foto sotto a destra con la volontaria Marika), 11 anni, aperto e socievole, è dietro le sbarre dal 2002 per aver commesso quale reato?
Non si tratta evidentemente di un canile in un infelice paese della Romania o del sud Italia dove le leggi ci sono ma le istituzioni sono assenti, ma di una struttura nella civile ed evoluta provincia di Milano. Definito “lager” da molti, il canile a 16 km a sud-est di Milano, di gestione privata, riceve sovvenzioni calcolate per ogni giorno di permanenza di ogni cane. Il pubblico non è gradito perché ogni adozione erode i profitti, come pure le spese per le cure sanitarie e per le sterilizzazioni e per il cibo di buona qualità. Così, per i nostri nuovi ospiti il trasloco - nella pur fatiscente e obsoleta struttura di via Buonarroti - ha segnato un nuovo bellissimo capitolo in quel che rimane della loro vita.
Nei primi giorni i nuovi ospiti sono stati visitati dai nostri veterinari, le condizioni di salute sono state valutate e le prime cure avviate. Ilaria Cerrato, volontaria istruttrice cinofila, sta studiando invece il carattere e comportamento per poter mettere a punto, ove necessario, un programma di riabilitazione dei cani che nelle prossime settimane e mesi verranno seguiti dai volontari sotto la sua guida. Ci racconterà nei prossimi numeri del notiziario il lavoro in corso.

Epilogo
Per due del gruppo di Cernusco, Mary e Border, il giorno più bello è stato non il 29 ottobre ma sabato 6 novembre 2010. Perché appena otto giorni dopo il loro arrivo al canile di Monza, ci hanno salutati! Mary, buona e timida, nata nel 2002 e fin da cucciola sempre vissuta in canile, solo ora, dopo otto anni di prigionia, ha trovato l’amore di una famiglia. E anche il piccolo Border (sembra un border collie in miniatura!), dopo 12 lunghissimi anni spesi tutti in canile, ha finalmente trovato dopo una sola settimana una casa vera.
Sono purtroppo tanti i canili in Italia dove gli animali non sono seguiti e curati, e dove soprattutto le adozioni per motivi puramente economici non sono incentivate. Arrivano accalappiati, giovani e vecchi, e ci rimangono fino alla morte. Al canile di Monza una permanenza che dura anni è un’eccezione, una rarità assoluta; in troppi canili è la norma. Dice Anna Cerantola, volontaria responsabile del nostro canile: “Non è che noi siamo più bravi; è proprio la volontà che è diversa. E’ che noi ci crediamo col cuore e lo facciamo col cuore…”.  
Dopo aver salutato Mary e Border, non resta che augurare ai loro 11 compagni di sventura di trovare presto anche loro l’amore di una famiglia che tutti i cani meritano.

“PESCATO” NEL CANALE VILLORESI UN SETTER INGLESE
E’ arrivata al servizio di accalappiamento il pomeriggio di Halloween - quella buia domenica che pioveva a dirotto - la segnalazione di un cane avvistato nel canale Villoresi a pochi passi dal canile di Monza. Sono giunti prontamente sul luogo anche i volontari ENPA e i Vigili del Fuoco, ma il cane, probabilmente spaventato anche per i tentativi di catturarlo, è sparito nel nulla. Il canale Villoresi, lungo 86 km, costruito per l’irrigazione dei campi della pianura padana, fortunatamente in questa stagione è quasi vuoto, anche se in alcuni punti le rive sono talmente ripide da rendere il soccorso difficoltoso e anche pericoloso.
Lunedì mattina, con la prima luce, abbiamo ripreso le ricerche. Il cane, un incrocio setter inglese del pelo bianco e arancio, è stato avvistato, sempre nel canale, dirigersi ad ovest. Così è stato monitorato fin quando non è giunto in via Ampère, a circa due chilometri di distanza dalla prima segnalazione, e dove è stato finalmente recuperato con l'aiuto dei Vigili del Fuoco e del servizio di accalappiamento e portato presso il canile di Monza.
Dopo il drammatico soccorso di Rain - così l’abbiamo chiamato in ricordo della spaventosa nottata trascorsa sotto la pioggia -, i volontari lo hanno subito asciugato, rifocillato e messo al caldo davanti alla stufa. Inizialmente diffidente, si è gradualmente rilassato, finalmente al sicuro e al caldo, fino a piombare in un sonno così profondo che ha cominciato a russare. Chissà cosa avrà sognato…
Rain (nella foto) ha circa tre anni e sembra essere in buona salute. Non ha microchip e quindi non c’è modo di risalire al suo proprietario, semmai ne avesse uno. E’ possibile che sia uno dei tanti cani custoditi nei numerosi orti posti sulle rive del Lambro, devastati dal recente esondazione del fiume.
Per informazioni, potete scrivere a canile@enpamonza.it o rivolgervi al canile di via Buonarroti 52 in orario di apertura al pubblico: dalle 14.30 alle 17.30 eccetto mercoledì.

VIVERE CON IL CANE: LO STRESS DI CANILE
In questa nuova puntata della sua rubrica, Ilaria Cerrato, volontaria educatrice cinofila, parla dei fattori che provocano lo stress psicologico nei cani che hanno la sfortuna di trovarsi in un canile e di come lo si può contrastare.
Il canile è un luogo concepito per l’accoglienza temporanea nel quale il cane randagio o abbandonato trova rifugio e cure in attesa di un’adozione e di un nuovo proprietario.  Purtroppo, anche in una struttura come la nostra, che registra più di 300 adozioni di cani all’anno, è possibile che un cane rimanga in canile per diversi mesi o - in rari casi - addirittura anni.
Il cane è un animale sociale e per lui vivere a lungo in canile significa a volte isolamento dai suoi simili (se costretto in box da solo) e quasi sempre carenza di quei contatti affettivi che solo un proprietario e una famiglia gli possono dare; i cani ceduti dai padroni infatti sono quelli che soffrono di più.
Bisogna considerare inoltre la sovrastimolazione a cui è esposto, provocata dagli abbai e dagli odori con i quali gli altri cani comunicano le loro emozioni, spesso negative, e dai rumori e dalla vista dei visitatori e di chi opera in canile.
Tutto questo determina stress e il cane cerca di adattarsi all’ambiente con delle risposte comportamentali.
Come si manifesta lo stress e come lo combattiamo
Quando la permanenza in canile si protrae, e quindi l’esposizione allo stress si prolunga, possono svilupparsi dei comportamenti quali: abbaiare ininterrottamente, distruggere ogni cosa, girare su stessi, leccarsi insistentemente o autolesionarsi…
Faccio alcuni esempi significativi che riguardano cani che sono stati ospiti del canile o che lo sono tuttora.
Churga (nella foto sopra a sinistra al mare con la sua nuova famiglia) è un incrocio pitbull che è stata quasi tre anni in canile. Prima di essere adottata rispondeva allo stress con uno stato di apatia: se ne stava sempre sdraiata in un angolo del suo box e si alzava solo per ricevere i bocconcini. Al contrario, quando veniva portata in passeggiata sfogava il suo disagio mordendo il guinzaglio al punto che, per non farglielo rompere, le veniva fatta indossare la museruola fino a quando si calmava.
Dylan (il bull terrier nella foto sopra a destra), prima di essere ceduto dal precedente proprietario, era sempre stato socievole con le persone e con gli altri cani. Dopo poco più di un mese di permanenza in canile sfogava lo stress dell’abbandono e della reclusione saltando in continuazione nel box e mordendo gli operatori che si occupavano di lui e che lo portavano in passeggiata. Gestito con l’uso della museruola, anche nei primi tempi di adozione, Dylan è tornato in breve ad essere un cane tranquillo.
Teky è un incrocio pitbull ospite attualmente in canile da quattro mesi e, come faceva Churga, quando esce dal box morde il guinzaglio. Con lui è stato iniziato un lavoro di recupero comportamentale che consiste nell’incentivare con premi (cibo, carezze, lodi...) gli stati di calma, soprattutto quelli che precedono l’uscita in passeggiata al guinzaglio, e nel tenerlo impegnato con giochi di attivazione mentale, come ad esempio il “kong”, e ricerche olfattive, che possono benissimo essere fatti anche con i vostri cani di casa. Nella foto a sinistra lo vedete con la volontaria Francesca, una delle volontarie che lo segue.
Anche con Lillo, segugio italiano in canile da sei mesi, viene svolto lo stesso lavoro. La sua risposta allo stress è quella di abbaiare e ululare quasi incessantemente e di muoversi freneticamente nel box, bruciando il suo apporto calorico giornaliero. Nella foto a destra lo vedete con il volontario Simone impegnato con il kong: il giocattolo è stato riempito con cibo e il cane deve ingegnarsi per estrarlo.
La risposta allo stress varia molto a seconda della storia del cane che entra in canile e a seconda dal suo temperamento. Le cosiddette “razze ad alto temperamento”, quali ad esempio dobermann, pitbull, bull terrier, sono quelle che patiscono di più lo stress in canile.

LA CACCIA E IL MINISTRO BRAMBILLA: ECCO LA RISPOSTA DI BERLUSCONI
ENPA, insieme a LIPU, LAV, Lega del Cane, Animalisti Italiani e Fare Verde, ha inviato nei giorni scorsi al presidente del consiglio un documento che esprimeva preoccupazione in merito all’attività venatoria e, in particolare, ai recenti attacchi subiti dal ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla da parte della lobby della caccia estremista.
Sul notiziario n. 17 (edizione straordinaria: “Sostegno al ministro Brambilla”) avevamo invitato anche i nostri lettori a scrivere al presidente del consiglio per esprimere la propria solidarietà al ministro.
Siamo lieti di pubblicare la risposta inviata da Silvio Berlusconi a Carla Rocchi, presidente nazionale dell’ENPA.

“Gentile Presidente,
desidero ringraziarLa per l’importante lavoro che svolge a tutela della natura e della biodiversità , un grandissimo patrimonio che il mondo ci ha regalato in milioni di anni e di cui tutti dobbiamo essere custodi. E’ grazie anche all’azione generosa ed efficace di associazioni come l’Enpa e di tutte le altre firmatarie della gradita lettera che ha voluto inviarmi se nel nostro Paese si è diffusa una nuova coscienza di amore e di rispetto per gli animali e per i loro diritti, una cultura già da tempo affermata in Europa.
Un grande Paese come l’Italia deve rappresentare un esempio anche in queste battaglie, che sono condivise dalla maggior parte degli italiani. A nome mio personale e del governo, posso assicurarLe che sosterrò con convinzione le iniziative che vorrete promuovere per una maggiore tutela nel nostro patrimonio naturalistico e per una sempre maggiore convivenza tra l’uomo e gli animali.
Desidero, inoltre, confermare il mio pieno sostegno ed apprezzamento per l’operato del Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, che in accordo con la Presidenza del Consiglio, si è resa interprete di queste esigenze e opera con efficacia per la loro tutela.
A tutti Voi, un grazie di cuore per il Vostro impegno contro lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali. Siete l’Italia che ama la natura e la rispetta: anche per questo date un contributo prezioso perché si affermi sempre di più un’immagine moderna e positiva del nostro Paese.
Cordialmente
Silvio Berlusconi"

Questa inequivocabile dichiarazione è una chiara risposta a chi ha chiesto, con inaudita arroganza, il silenzio sulla caccia e sulle tematiche relative agli animali da parte del ministro del turismo, che, invece, è pienamente legittimata dal Governo ad esprimere l'evidente preoccupazione e anche la contrarietà per l’attività venatoria, che pone un grande problema di sicurezza del territorio ed è dannosa per le attività legate al turismo, cardine della nostra economia. Essa esercita un forte impatto sulla biodiversità, patrimonio che attrae un numero sempre maggiore di cittadini nel nostro Paese.
ENPA continuerà a combattere la caccia e a promuovere una cultura di rispetto per la natura e per gli animali, e ringrazia il presidente del consiglio per aver chiarito che non ci saranno altri spazi per chi vuole ridurre le tutele per gli animali e il patrimonio faunistico.

SITO DELLA SEZIONE MONZA E BRIANZA. Sul sito www.enpamonza.it, troverete in home page news e appelli. Le schede degli animali in affido sono alla pagina Adozioni > Animali da adottare, divisa poi in cani, gatti e altri animali. La pagina Lieto fine è dedicata agli ospiti del nostro rifugio felicemente adottati. Nella sezione Informazioni > Newsletter troverete le precedenti edizioni di questo notiziario. Sempre nella sezione Informazioni troverete una selezione di proteste, appelli, notizie e iniziative varie che riceviamo tramite posta elettronica e che potrebbero essere di vostro interesse.

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