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Si sono svolte a Lignano Sabbiadoro le finali del XV° Campionato di Wheelchair Hockey: Monza vince ai quarti e perde in semifinale

                                                                                      

 

Un tempo era l’Hockey Club Monza a tenere alto il nome della città di Teodolinda in campo sportivo: con all’attivo 7 scudetti e 3 coppe Italia, sono la squadra più titolata di Monza. Ora, sempre in campo hockeistico, ci sono gli Sharks Monza, che se non tengono così alto il nome della città come i primi, le danno sicuramente lustro. Anche loro possono vantare uno scudetto, vinto nel 2000. Ma dopo quel trionfo, gli squali conoscono però un periodo di black-out, e ora si stanno riaffacciando in maniera sempre più importante sul panorama nazionale: nelle finali del campionato italiano, giocate la scorsa settimana a Lignano Sabbiadoro, si sono classificati al quarto posto.

Se l’Hockey Club è una storica squadra di hockey su pista, gli Sharks sono anch’essi una storica squadra, ma di Wheelchair Hockey, ovvero l’hockey in carrozzina. Se i primi usano mazze e pattini per giocare, i secondi usano delle carrozzine elettroniche, mazze e, chi non è in grado di muovere gli arti superiori, utilizza un particolare strumento, lo stick, per giocare. Lo stick, costituito da due tavolette perpendicolari che si applicano alla parte anteriore della carrozzina, permettono all’atleta di spostare la pallina utilizzando la spinta della carrozzina stessa

 

Le finali del Campionato del Wheelchair Hockey

Il Monza arriva alle finali come testa di serie, dopo aver concluso il girone B, quello del Nord-Est, al primo posto davanti al Coco Loco Padova, superato all’ultima giornata.

Le fasi finali, iniziate il 6 e concluse l’11 giugno, hanno visto la partecipazione di otto squadre, provenienti da tutta Italia: gli Skorpions Varese, dominatori delle ultime tre edizioni del torneo; i Rangers Bologna, gli unici in grado di poter insidiare i varesini; gli ostici Thunder Roma; il team rivelazione della passata stagione: gli Sharks di Monza; l’Albalonga’s Craziest Cows, squadra finalista nello scorso torneo; i temibili Blue Devils Genova, giunti secondi nel girone condiviso con gli Skorpions Verese; il Coco Loco Padova e i Blue Devils Napoli.

L’avventura per gli Sharks comincia con la parata, in stile olimpiadi e con tanto di majorettes, che la Fiwh (Federazione Italiana Wheelchair Hockey) ha organizzato per celebrare i 15 anni dalla sua fondazione. A fare da porta bandiera della squadra c’era Giuseppe Natale, il giovanissimo talento degli squali biancorossi. Dopo la parata è la volta dei sorteggi che andranno a definire la composizione dei quarti di finale: gli Sharks pescano gli ostici Blue Devils Genova, squadra che non più tardi di tre settimane prima li aveva estromessi dalla Coppa Italia.

I quarti di finale – I monzesi sono consapevoli del fatto che la partita contro Genova è fondamentale, perchè vincerla significa raggiungere l’obiettivo stagionale: migliorare il sesto piazzamento ottenuto nel campionato precedente.

Gli Sharks partono bene per poi calare e alla fine del terzo tempo perdono per 4 reti a 2. Tutto accade nell’ultimo quarto, più precisamente nei minuti finali: il Monza perde 5 a 4, ma trova la forza per realizzare altre tre reti: pareggia con Natale, poi è Muratore, neo convocato in nazionale, a firmare il vantaggio e a mattere al sicuro la partita ci pensa Vanoli, che fissa il risultato sul 7 a 5 per i biancorossi.

 

La semifinale – Finalmente, dopo un’attesa durata dieci anni, gli Sharks approdano alle semifinali. L’ostacolo per raggiungere la finale porta l’ingombrante nome dei Rangers Bologna, che riduce, già prima di giocare, a un lumicino le possibilità di vittoria per gli squali.

Il campo conferma le aspettative: il Monza regge solo nel primo quarto (0 a 0), comincia a cedere nel secondo (0 a 2) e viene travolto nel terzo quarto, quando la porta di Bettineschi, anche lui neo convocato in nazionale, viene bucata per 5 volte. Nell’ultimo tempo non accade nulla e il risultato finale è un secco 7 a 0.

 

La finalina - Sfumato il sogno della finalissima, al Monza non resta altro che sconfiggere nella finalina per il terzo posto i Thunder Roma, ma anche in questo caso le possibilità per gli Sharks sono minime.

I biancorossi, infatti, alla fine del secondo quarto perdono già 4 a 0. Poi sfoderano il loro orgoglio e alla fine del terzo tempo sono sotto di due goal. Ma nell’ultimo quarto l’illusione svanisce e sono i romani a sfoderare il loro orgoglio: risultato finale Monza 3 Roma 9.

Nella finalissima sono ancora una volta, alla quarta consecutiva, gli Skorpions Varese a laurearsi campioni d’Italia, davanti ai Rangers Bologna, sconfitti per 6 reti a 3.

 

Il continuo progresso degli squali monzesi

Nonostante queste due sconfitte possiamo solo essere soddisfatti – dichiara il coach dei biancorossi Giorgio Dell’Oca – perché ogni anno acquisiamo sempre maggior forza e consapevolezza e arriviamo sempre più avanti. Quest’anno non potevamo fare di più, ci riproveremo nel prossimo campionato”.

Se è vero che gli squali quest’anno non potevano fare di più, è altresì vero che il divario così accentuato tra le prime tre classificate e i biancorossi è da ricondurre a una questione “elettronica”: infatti gli squali risultano svantaggiati sul campo proprio dalle carrozzine, meno potenti di quelle dei rivali.

Di sicuro gli Sharks, al di là del discorso riguardante le carrozzine, hanno avuto il merito di aver fatto, dal 2005, anno dopo anno, dei passi avanti considerevoli. Se solo quattro anni fa raggiungere i play-off scudetto era per gli squali un miraggio, due anno dopo le finli svaniscono solo per una cattiva differenza reti, mentre nella stagione passata diventano realtà: gli Sharks perdono ai quarti, sempre vittime dei Rangers Bologna, ma vengono nominati squadra rivelazione del campionato. Questa stagione hanno raggiunto le semifinali; e il prossimo anno?


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