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Blitz della Guardia di Finanza in Regione. L'ex assessore all'Ambiente  Ponzoni indagato per i fatti riguardanti il fallimento dell'immobiliare "Il Pellicano".

 

Bancarotta fraudolenta. Un risveglio amaro quello del “giorno dopo” per  Massimo Ponzoni. Il primo eletto in Brianza, vincitore della guerra delle preferenze con più di 11.000 sigilli, dopo i festeggiamenti non ha potuto godersi il riposo del guerriero. A turbare i sogni dell’enfant prodige del Pdl ci ha pensato la Guardia di Finanza, che su disposizione della Procura di Monza gli ha notificato martedì di prima mattina un avviso di garanzia. Perquisiti anche gli uffici regionali al Pirellone e la residenza privata del suo commercialista. I fatti si riferiscono al fallimento della società immobiliare “Il Pellicano" con sede a Desio di cui Ponzoni è stato socio fino al mese di luglio scorso assieme agli ex colleghi assessori regionali Massimo Buscemi e Giorgio Pozzi, e all’assessore pavese Rosanna Gariboldi (che figurano nell’inchiesta come parti  lese). E’ stato  il Tribunale di Monza nel gennaio scorso a dichiarare il fallimento della società con un “buco” di 600mila euro. Secondo le indagini coordinate dal pm monzese Walter Mapelli, Ponzoni avrebbe distratto circa 200 mila euro dalla società assieme alla ex moglie, al cognato e al commercialista Sergio Pennati.

Fu proprio la  presenza nella società della Gariboldi, moglie del vice coordinatore nazionale e parlamentare del Pdl Giancarlo Abelli e sotto inchiesta a Milano per l’affaire Montecity- Santa Giulia , a motivare l’interesse degli inquirenti. Per chiarire i suoi rapporti con la donna, Ponzoni fu sottoposto lo scorso ottobre  a un interrogatorio fiume della durata  dieci ore che non mancò di suscitare qualche imbarazzo. Rosanna Gariboldi  a gennaio ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione con pena sospesa e 1,2 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto il re delle bonifiche Giuseppe Grossi oltre ad  alcuni militari della Guardia di Finanza e all’avvocato svizzero Fabrizio Pessina. Grossi, attualmente agli arresti domiciliari, ha dato mandato ai suoi avvocati di patteggiare tre anni di reclusione. Ma i risvolti della vicenda sono ancora ben lungi dall’essere svelati. Sui rapporti  fra imprenditoria e politica  stanno infatti indagando i magistrati, che però per il momento mantengono il più stretto riserbo. La traccia da seguire sono gli oltre cento orologi di grande valore (6,4 milioni di euro) che Grossi avrebbe regalato a politici e amministratori locali i cui destinatari non sarebbero stati ancora identificati.   Fonti giudiziarie annunciano sviluppi interessanti nei prossimi giorni.

Massimo Ponzoni era salito agli onori delle cronache due anni fa per via di una villetta bifamiliare costruita  abusivamente dalla ex moglie e fatta demolire dal Comune di Desio il 20 marzo del 2009.

 


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