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20100306-napolitano

Il decreto legge di ieri sana le controversie riguardo 1)  ai termini di presentazione delle liste 2)  all’autenticazione delle firme e 3) ai ricorsi contro l’ufficio centrale.

 

Cos’è un decreto legge

Un decreto-legge è un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione della Repubblica italiana.

Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall'inizio se il Parlamento non li "converte" in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Il decreto-legge deve essere deliberato dal Consiglio dei Ministri, emanato dal Presidente della Repubblica e immediatamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto legge  deliberato ieri dal Governo sana le controversie  riguardo 1)  ai termini di presentazione delle liste 2)  all’autenticazione delle firme e 3) ai ricorsi contro l’ufficio centrale.

 

Perché Formigoni è stato riammesso?

Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva  presentata dei legali di Formigoni riguardo al provvedimento di esclusione emanato dalla sezione elettorale della Corte d’Appello di Milano. Semplificando, il testo recita che una volta dichiarata ammessa la lista, il luogo dove presentare ricorso è il Tar. In altre parole, si tratta di un vizio formale. La sentenza del Tar di sabato pomeriggio ha semplicemente messo in chiaro che la della Corte d’Appello del tribunale di Milano non aveva competenza per decidere l’esclusione, che quindi tecnicamente non c’è mai stata, così come sostenuto dagli avvocati del governatore. Le motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni. La sentenza  è comunque appellabile al Consiglio di Stato.

Formigoni  ha quindi tenuto a precisare, con ragione, che il decreto legge non è servito.

 

Perché fare un decreto, allora?

Per quanto riguarda la Lombardia, nel caso il provvedimento di esclusione della lista del Pdl emanato dalla Corte d’Appello fosse stato giudicato ammissibile dal Tar (o nel caso fosse giudicato ammissibile in seguito al Consiglio di Stato), il tribunale avrebbe dovuto decidere  sulla validità delle firme in base alle norme vigenti. Il decreto legge “interpretativo”  del Governo ha la funzione di fornire ai giudici la corretta interpretazione delle norme da applicare in questo caso; in particolare, precisa che “le firme si considerano valide anche se l’autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti”.

 

E nel Lazio?

Per quanto riguarda il Lazio, la questione è  diversa. Qui si tratta dei termini di presentazione della lista. In questo caso il decreto legge invece serve da subito: il testo  precisa che la norma va interpretata nel senso che “il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del tribunale”.

Da qui scarichi il testo del decreto


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