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Per Formigoni il San Gerardo va rifatto da zero. Come Vimercate e Niguarda. Strutture che servono o megalomania?


Lo chiamano tutti ospedale nuovo. Ma per Formigoni il San Gerardo sarebbe già vecchio. Anzi vecchissimo. Al punto che sarebbe preferibile costruirne un altro ex novo piuttosto che ristrutturare quello esistente. È quello che il Governatorissimo ha dichiarato ai microfoni del tg regionale di Raitre un paio di giorni fa, prontamente ripreso dall’agenzia stampa della Regione Lombardia Notizie.

Secondo il lancio dell’agenzia, la proposta di un ospedale completamente nuovo a Monza avrebbe ricevuto una “accoglienza molto positiva” dagli enti locali, facendo confidare alla Regione in “tempi molto brevi”.

Sono molto lieto – ha detto Formigoni – che il metodo della sussidiarietà, che sempre applico nel governo della Regione, abbia dato buoni esiti anche in questa importante questione: il coinvolgimento dei vertici istituzionali del territorio, che ho voluto, ci consente ora di lavorare insieme sulla proposta che ho avanzato”.

L’idea di costruire da zero gli ospedali anche in presenza di strutture non particolarmente obsolete non è del resto nuova per la giunta regionale di centrodestra: l’ha già applicata a Vimercate, dove l’ospedale nuovo-nuovo firmato dall’archistar Mario Botta (chiamiamolo così per distinguerlo da quello, anch’esso nuovo, che una trentina d’anni fa ha affiancato l’originale struttura ultrasecolare), iniziato nel 2006, è quasi pronto e nel legnanese dove l’impresa aveva a suo tempo attirato l’attenzione critica di Report, la trasmissione d’inchiesta più audace di Raitre.

A Niguarda, invece, per ovvie ragioni logistiche la nuova struttura sorge sempre all’interno del vecchio perimetro ospedaliero e recupera in parte edifici esistenti. Ma anche qui la logica è quella di costruire il più possibile ex novo. E, con il project financing, coinvolgere i privati. Che poi sono sempre i soliti noti.

 

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Foto tratta da "San Gerardo Oggi"

 

Ai più maliziosi non è sfuggita la duplice mossa: l’annuncio di una nuova infrastruttura, di quelle che hanno particolare impatto sugli elettori come gli ospedali, a poco più di 60 giorni dalle regionali; e l’accento sulla sussidiarietà e il metodo condiviso proprio nel momento in cui la polemica sullo strapotere di Cl in Lombardia si riaccende con il clamore suscitato dal caso del direttore sanitario sospeso dalla Regione per avere ‘osato’ parlarne in un libro.

Tanto nel caso di Niguarda quanto dell’ipotetico, futuro San Gerardo, Formigoni ha posto l’accento sul fatto che non si tratterebbe semplicemente di edifici nuovi, ma piuttosto di una nuova concezione di ospedale, “che ruota intorno al paziente, anziché essere il paziente che si sposta su e giù per l’ospedale”. Come questo accada in concreto non è dato sapere: il nume ciellino non l’ha spiegato.

Da qui il sospetto che la ratio del progetto punti a soddisfare più il desiderio di Formigoni di ‘passare alla storia’, in un modo o nell’altro, piuttosto che le esigenze di efficienza del sistema sanitario. È del resto la stessa filosofia che ha guidato la realizzazione della nuova sede della Regione Lombardia, in via Melchiorre Gioia a Milano, ormai pressoché finita (martelli pneumatici 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per due anni e mezzo, per la gioia dei residenti…). Giusto in tempo per un’inaugurazione all’italiana, a lavori ‘quasi’ ultimati. Filosofia che si riassume in architetti di grido (quindi costosissimi), ambizioni faraoniche e vantaggi dubbi. Formigoni sostiene che concentrando qui gran parte degli uffici la Regione risparmierà centinaia di migliaia di euro in affitti delle numerose sedi oggi sparse per la città. A investimento ammortizzato, forse. Di certo, invece, è sparita un’area verde (il Bosco di Gioia) in una zona che ne aveva davvero bisogno. E nonostante la vedova del proprietario dell'area avesse donato il terreno alla Regione a condizione che fosse destinato esclusivamente a verde pubblico. Per Cl, si sa, la ‘vita’ deve essere assecondata sempre e comunque. Dei morti, invece, a quanto pare ce ne si può infischiare.

 


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