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Precarietà, diritto alla casa e caro affitti al centro dell'ultimo intervento dei ragazzi di "We are Monza"

Riceviamo e pubblichiamo


La precarietà non è solamente lavorativa, ma è una precarietà della vita in senso più ampio, poiché riguarda tutti quegli aspetti che impediscono di intraprendere progetti a lungo termine, come pagare un mutuo o un affitto. La precarietà è una condizione esistenziale che minaccia le nostre vite, e che richiede, soprattutto in questo attuale periodo di crisi, un impegno concreto nella rivendicazione dei diritti sociali. Per questo la FOA BOCCACCIO 003 ribadisce la presenza, come ogni anno, alla MAYDAY PARADE, e partecipa al COUNTDOWN della MAYDAY 009 lanciando sul territorio di Monza e Brianza una campagna di sensibilizzazione sul costo esorbitante degli affitti: una delle principali leve della precarizzazione che colpisce con forza tanto maggiore quanto più è fragile la condizione di partenza, come nel caso di quei migranti che pochi giorni fa hanno cercato di occupare uno stabile dismesso a Bruzzano, e come nel caso di tanti altri che invece cedono al ricatto della precarietà nel silenzio, nell’ombra.

La campagna di sensibilizzazione lanciata da Monzagiovani consiste in un’operazione comunicativa articolata su più livelli che ha comunicato i risultati di un’inchiesta contenente alcune interviste svolte a giovani precari monzesi, attraverso:
- il posizionamento di case di cartone, riportanti i dati della nostra inchiesta, in punti ben visibili della città;
- l’attacchinaggio di 100 manifesti nei pressi delle agenzie immobiliari (che trovate in allegato);
- il volantinaggio e la presenza di uno stand informativo al mercato di Monza;

LA QUESTIONE ABITATIVA SU SCALA NAZIONALE: QUALCHE DATO PER COMPRENDERE LA DIMENSIONE DEL FENOMENO L’Italia è, come spesso accade, all’ultimo posto nella classifica dei diritti sociali in Europa, e la questione degli alloggi spicca per le dimensioni che il problema ha a livello nazionale:
- la quota degli affitti sociali corrisponde al 4,5% di contro alla media europea che corrisponde al 21% (Censis Sunia, CGIL, 2007);
- i fondi statali di sostegno all’affitto 'stanziati',dal 2000 al 2011 sono diminuiti del 69,58%;
- nel periodo 2000 – 2008 gli affitti sono aumentati del 130%;
- negli ultimi 5 anni sono stati emessi circa 175.000 sfratti per morosità;
- 750 mila famiglie hanno il contratto scaduto e non possono sopportare aumenti di canone;
- circa 8,5 milioni di giovani tra 20 e 34 anni, dei quali quasi la metà percettori di reddito, vivono ancora in famiglia;
- considerando l’incidenza tra morosità e totale sfratti, negli ultimi 5 anni verosimilmente sono stati eseguiti quasi 100.000 sfratti per morosità. L’affitto è una condizione alla quale sono sottoposte il 20% delle famiglie italiane. Di queste:
- 20,5% sono nuclei uni personali (di cui il 58% composti da donne);
- 67% sono nuclei monoreddito; - 39% sono operai e 29,2% sono pensionati;
- 22,7% dei capifamiglia hanno meno di 65 anni e il 25% sono donne. (Sunia, CGIL, 2009) Questi dati sottolineano la debolezza, la fragilità, la precarietà (in questo caso sì, esistenziale) di queste famiglie, che sono costrette a investire nell’affitto una parte consistente dello stipendio, delle ore di vita spese al lavoro per ottenere un reddito. L’incidenza del canone d’affitto, nelle famiglie con un reddito fino ai 15000 euro, è del 48%: se si considera la spesa complessiva per la casa (canone di affitto + le spese per le bollette, e il condominio) il canone ammonta a 615 euro/mese (media nazionale), e arriva a 760 euro/mese nelle città con oltre 250 mila abitanti. Quindi per le famiglie con un reddito fino a 10.000 euro rappresenta il 62% del reddito, fino all’86% nelle città con più di 25.000 abitanti. Per le famiglie con un reddito fino ai 25.000 euro il canone incide del 38,8% (nelle grandi città).(Censis, CGIL, Sunia,2007)

IL COSTO DEGLI AFFITTI A MILANO Milano è una città in cui il costo di una abitazione (di 70 mq) corrisponde a 2.600 € al mq in zona periferica, fino a raggiungere i 3.400 € al mq in zona semi-centrale e i 6.725 € al mq in zona centrale (al I semestre 2008). Il costo medio di un’abitazione di 70mq corrisponde a 182.000€ in periferia, 238.000€ in semi-centro, 470.750€ in centro; il costo medio è pari a 296.920€ (al I semestre 2008). Il costo mensile medio di un affitto corrisponde a 8,00€ al mq in periferia, 11,25€ al mq in zona semi centrale, 23,50€ al mq in centro(al I semestre 2008). Il costo mensile medio di affitto di un appartamento di 70 mq corrisponde a 560,00€ in periferia, 787,501€ in zona semi centrale e 1.645,00€ in centro; il costo mensile medio per affittare una casa di 70mq corrisponde a 997,50€(al I semestre 2008). (E’ superata da Roma con 1782,70€, Venezia con 1470,00€, Firenze con 1082,70€). Nel periodo dal gennaio-dicembre 2007 sono stati emessi a Milano 2.062 provvedimenti di sfratto, dei quali 1.302 per morosità; 983 sono gli sfratti eseguiti. (UIL Servizio Politiche Territoriali, 2008).

L'INCHIESTA A MONZA Di seguito riportiamo gli estratti da un'inchiesta svolta nell'aprile 2009 tra i giovani monzesi, di età compresa tra i 25 e i 38 anni. Abbiamo fatto 20 interviste a giovani coppie, precari (categoria trasversale) e migranti.

1. Estratto dall'intervista a Marco, disoccupato di 32 anni, che vive con Alice, commessa in un supermercato. Il suo caso è un esempio di come la precarietà lavorativa si trasforma in vulnerabilità specifica in grado di inibire qualsiasi progettualità per il futuro di una giovane coppia. "Volevamo fare un mutuo, ma ora lavora solo la mia fidanzata... ma va bè, siamo giovani... e tempo un anno un lavoro lo troverò... per ora ci dobbiamo un po' adattare, risparmiare... l'appartamento è un po' piccolo, ma non potevamo permetterci di più... lo troverò il lavoro, però ora non ce l'ho, capisci? ... Quel cazzo di bilocale mi costa 650 euro... più della metà dello stipendio di alice".

2. Estratto dall'intervista a Marina, precaria pendolare di 28 anni, residente a Monza da 2 anni, barista in un locale notturno milanese. Il costo dell'affitto della sua camera è di 350 euro. "Non posso permettermi di avere una casa tutta mia, la condivido con due amici... certo sarebbe bello averne una tutta mia, ma ora si sa, è un po' dura... il mio non è un lavoro su cui costruire qualcosa, fra un mese non so neppure se mi rinnovano il contratto... e poi ci dicono che la ricetta contro la crisi è avere fiducia e lavorare di più..."

3. Estratto dall'intervista a Daniela, di 27 anni, stagista da 1 anno in una agenzia di pubbliche relazioni. Daniela vive con i suoi genitori: il vero ammortizzatore sociale su cui è costruito il welfare italiano. "sono laureata con 110e lode, da un anno e mezzo. Sono al terzo stage consecutivo e mi sono guadagnata un ottimo rimborso spese... con il quale mi pago a malapena il pranzo e i mezzi per andare al lavoro... chiaramente vivo con i miei, anche se vorrei andarmene a vivere da sola... al primo stipendio degno di questo nome giuro che lo faccio... poverini i miei, credevano che con una laurea mi sarei sistemata e avrei potuto fare carriera..."

4. Estratto dall'intervista a Miguel, peruviano di 38 anni, autotrasportatore. Il ricatto della precarietà colpisce con forza tanto maggiore quanto più è fragile la condizione di partenza: i migranti, essendo privati dei diritti essenziali di cittadinanza, e non avendo l'apppoggio di una famiglia che gli possa coprire le spalle, subiscono la precarizzazione più estrema. "Siamo in sei, e quindi la casa è un po' stretta... mia figlia dorme con mia mamma... arriverà anche mia sorella con suo figlio... mia madre è contenta, io sono un po' spaventato... nella sua situazione chissà per quanto non troverà una sistemazione, una casa tutta sua..."

monzagiovani.altervista.org

 

 

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