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Varato il nuovo Consorzio per la Villa Reale, ma dello storico Istituto d'arte si sono perse le tracce

Riceviamo e pubblichiamo


Oggi ho ricevuto una email (a firma di un consigliere comunale monzese) dalla quale si evince che l'IIS di Villa reale (Istituto d'arte e Liceo artistico)  in Villa non c'è più, senza che nessuno abbia mai pubblicamente detto dove intende realisticamente metterlo.
Circa 900 studenti, duemila genitori, quasi duecento tra docenti e non docenti sono fantasmi.
Infatti, nella seduta del Consiglio comunale che ha approvato quasi unanimemente (un evento straordinario quanto lo tsunami, per Monza!) lo Statuto che consentirà l’avvio del Consorzio di gestione dell’intero patrimonio del Parco e della Villa, nessuno sembra essersene preoccupato nemmeno per dire che se ne farà, salvo - forse - il consigliere di Rifondazione che ha votato contro.
Il  consigliere in questione nel tessere il suo elogio del Consorzio, del resto,  non cita assolutamente quanto previsto dal progetto Carbonara, ma santifica genericamente un percorso di cui è stato coautore e corresponsabile, costellato di polemiche e anche di ricorsi legislativi che, pur se respinti, han sollevato più di un dubbio e di una polemica per niente superati tra esperti e cittadini.
A scopo di cautela preventiva - quasi un preliminare "poi non ditemi che non vi avevo avvertito!" - conclude sollecitando la società civile perchè "sia attenta che (il Consorzio, ndr) non diventi un “Carrozzone” per i posti, per le prebende, per gli appalti cospicui che si dovranno fare sia per l’EXPO, per usi privatistici e inadeguati al valore del bene etc.", poichè, come ammette, gli spiragli perchè così possa avvenire ci son tutti.
Nell'elenco che traccia dei soggetti ed associazioni che potrebbero concorrere alla valorizzazione di Villa e Parco e che si rammarica esser stati trascurati c'è di tutto, ma la scuola no: le scuole in Italia non sono agenzie culturali e di partecipazione civile come in tutte le altre società avanzate e democratiche, da considerare almeno al pari dei soggetti privati o pubblici.
Nemmeno quando per decenni hanno dimostrato di sapersi assumere questo compito: la Villa abbandonata l'ha riaperta l'ISA quarant'anni fa, non qualche assessore di passaggio.
C'è, alla fine della mail, anche il richiamo, davvero un pò disinvolto, ad alcuni dei protagonisti dell'ambientalismo monzese ora scomparsi, uno dei quali - Bruno Di Tommaso - padre di un allievo dell'ISA, a differenza di altri e pur trattando appassionatamente di Villa, parco e territorio, non si era mai dimenticato le prospettive di interazione che potevano aprirsi tra scuole e patrimonio museale e ambientale, ne nei suoi incarichi istituzionali ne nelle occasioni pubbliche di confronto.
Quelle stesse prospettive che il progetto Carbonara accenna del tutto vagamente e nega nei fatti, usandole come foglia di fico buona per coprire la sostanziale "privatizzazione" pubblica di quello che poteva esser un patrimonio espositivo e museale interessante.
Non possiamo stupirci, però: gli attuali amministratori non provvedono neppure agli obblighi di ordinaria manutenzione; i precedenti, invece, provvidero anzitutto a redarre Piani regolatori probabilmente aleatori, a lastricar piazze e disseminar fontanelle, stanziando si qualche centinaio di milioni per il restauro dell'ex Borsa, ma dilazionando l'intervento al punto tale da permettere ai loro successori di depennarlo agevolmente dal bilancio comunale.
Questa è la considerazione che si ha della scuola, a Monza e in gran parte d'Italia: non un luogo da valorizzare ed accudire ma un costo malaugurato da sopportare, nel solco della tradizione che guarda anzitutto a quanti sghej potrebbero entrare in cassa.
E sulla cui consistenza reale e non immaginaria, curiosamente, dovrebbe poi vigilare soprattutto non chi è eletto per farlo, ma quella "società civile" che si esclude abitualmente da ogni vera partecipazione, se non si ha bisogno di chiamarla al soccorso urgente.

Michelangelo Casiraghi
RSU FLC CGIL Isamonza