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Vorrei | Rivista non profit

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È

consigliere comunale a Olgiate Molgora, dove abita. Gli abbiamo chiesto cosa si aspetta dal suo impegno personale e il suo punto di vista sul coinvolgimento politico dei giovani. Ventiquattro anni, studente di Giurisprudenza all'Università Bicocca di Milano e politico quasi per caso. Roberto Romagnano, ragazzo di Olgiate, è uno di quegli under30 che ha vinto il senso di rigetto verso la politica per tentare di migliorarla. Senza farsi illusioni, certo. Ma senza nemmeno voler cedere.

Come è nata l'idea di candidarti?
Prima del 2006, anno in cui ho vinto le elezioni comunali con la lista di cui facevo parte, non avevo mai pensato seriamente ad una partecipazione attiva alla vita politica del mio paese. Semplicemente, collaborando con la vecchia amministrazione comunale ho conosciuto persone molto valide che, all’avvicinarsi del periodo elettorale mi hanno proposto candidarmi e di entrare a far parte del gruppo di lavoro che avrebbe steso il programma della lista.

I politici di oggi fingono di non vedere quali siano i reali problemi concentrandosi, invece, su sterili polemiche

Hai un'affiliazione politica?
Adesso sono assolutamente estraneo a qualsiasi partito politico. Penso che l’attuale classe politica, sia di destra che di sinistra, sia la peggiore dal secondo dopoguerra. I politici di oggi, a parte rarissime eccezioni, fingono di non vedere quali siano i reali problemi che soffocano il nostro Paese concentrandosi, invece, su sterili polemiche o su inutili provvedimenti volti esclusivamente a distogliere l’attenzione della gente dai veri nodi cruciali su cui si gioca il futuro dell’ Italia.

Di cosa ti occupi normalmente? Nella tua attività rientrano le tematiche giovanili?
Nella mia attività di consigliere comunale mi occupo della Commissione Statuto e Regolamenti di cui sono presidente, della commissione elettorale e della commissione per le politiche giovanili. Attraverso il lavoro di quest’ultima commissione, in collaborazione con l’assessorato, si pianificano, si decidono e si organizzano iniziative, dibattiti, incontri e attività rivolte ai giovani. Ultimamente come commissione alle politiche giovanili ci stiamo occupando della creazione di un’area attrezzata capace di ospitare eventi musicali, teatrali, culturali di vario genere che possa attirare ragazzi e ragazze da tutta la Brianza.

la maggior parte dei giovani reagisce con l’allontanamento dal mondo politico, disinteressandosi,  “tanto nulla cambierà, sarà sempre il solito schifo…”

In base alla tua esperienza, qual è il coinvolgimento dei giovani in politica, intendendo il termine nel suo senso più ampio, di partecipazione e consapevolezza sociale e civile?
A livello locale mi pare che ci sia una sensibilità maggiore rispetto agli anni passati verso il mondo giovanile. Finalmente ci si è resi conto che il voto dei ragazzi può modificare i risultati delle elezioni. Per questo motivo, sempre più spesso vengono inseriti nelle liste giovani candidati a cui, però, normalmente non viene affidato un ruolo di particolare importanza in quanto ritenuti erroneamente “inesperti” rispetto ai candidati più “navigati”. A livello nazionale, la situazione è più complicata. Per un giovane è assolutamente desolante rendersi conto che da decenni il dialogo politico è tra i soliti nomi noti che non lasciano il minimo spazio a nuove idee, a nuove menti, a nuove persone; vedere quotidianamente che i tuoi rappresentanti, gente di 70 anni, decidono sul tuo futuro non è incoraggiante. Scoprire che la classe politica italiana, che dovrebbe essere composta da persone dedite al bene comune, alla cultura e all’onestà, sia semplicemente corrotta ed interessata esclusivamente al bene di alcuni determina una forte reazione del mondo giovanile. A tutto questo, infatti, la maggior parte dei giovani reagisce con l’allontanamento dal mondo politico, disinteressandosi, portandosi verso uno stato di apatia generalizzata del “tanto nulla cambierà, sarà sempre il solito schifo…”. Altri, purtroppo la assoluta minoranza, reagisce in modo opposto: rendendo il ripudio a questo modo di fare politica un punto di forza e una spinta ad agire.

Nella politica, come agisce oggi, al tuo livello, che scenario vedi?
Penso che a livello locale, come a livello nazionale, il problema stia nei partiti politici che spesso stabiliscono “a tavolino” assessorati ed incarichi, non in base alle capacità personali dei candidati, ma in base ad accordi, appunto, politici. Un enorme passo in avanti si avrebbe separandosi dai partiti politici ed organizzando liste civiche che lavorino con passione per l’effettivo bene della cittadinanza.

Quali proposte avresti per migliorare il tuo paese, la tua provincia, qui e ora?
Concentrerei le politiche territoriali locali e provinciali sull’aspetto energetico ed ambientale. In mancanza di un piano nazionale e visto il totale disinteresse sull’argomento da parte del governo, penso che gli enti locali debbano iniziare ad organizzarsi autonomamente. Inoltre punterei molto sull’ottimizzazione e sul potenziamento dei mezzi di trasporto pubblici per cercare di contenere traffico ed inquinamento.

Migliorare la tua realtà locale: non ci si riesce forse meglio attraverso l'associazionismo, il volontariato, le buone pratiche?
Sono un ottimo modo per migliorare la realtà locale e sono importanti tanto quanto l’impegno politico. In questo ambito di fondamentale importanza è la collaborazione tra le diverse realtà associative. Per questo motivo ho fondato da alcuni anni un associazione di promozione sociale con la quale mi occupo di organizzare iniziative culturali, eventi, concerti, dibattiti il tutto sempre collaborando con altre associazioni come l’A.N.P.I., Greenpeace, la LILA, Emergency.

Sono assolutamente dalla parte degli studenti, dei manifestanti, delle vittime di questa legge senza senso

Cosa pensi della mobilitazione studentesca contro la legge 133/08?
Sono assolutamente dalla parte degli studenti, dei manifestanti, delle vittime di questa legge senza senso. So benissimo che una riforma del sistema scolastico-universitario sia necessaria, ma le riforme non si fanno con tagli ad un settore così delicato e già “in ginocchio”. Inoltre una riforma del genere ha bisogno per lo meno di una discussione con le parti interessate per cercare di trovare una soluzione comune. Che lo stato italiano non abbia più soldi lo sappiamo tutti ma eventuali “tagli” a settori fondamentali come la scuola e l’università si devono evitare in quanto investire nell’istruzione e nella cultura vuol dire investire nel futuro di un paese. Attuando una politica di riduzione degli sprechi degli enti ed istituti pubblici si potrebbe recuperare addirittura il necessario per poter investire nella ricerca e nelle università. Ma per il governo, distratto, se si deve tagliare qualcosa, prima di tutto si inizia dalle università. In ogni caso è chiara a tutti, ormai da anni, la politica di Berlusconi e del suo governo in tema di istruzione pubblica. In fondo non ci si poteva aspettare di meglio da un governo figlio della P2…

Pensi di ricandidarti? Vorresti far carriera in ambito politico? E perchè?
Se dovessi trovare un buon gruppo di persone disposte a mettere da parte gli indirizzi dettati dai partiti per far posto al solo bene del paese e ai bisogni della gente mi ricandiderei con grandissimo piacere. La carriera politica non mi interessa molto. Non la prendo neanche in considerazione in un sistema marcio come quello italiano. Nel caso in cui qualcosa davvero dovesse cambiare ne valuterei la possibilità.

Secondo te qual è il futuro dei giovani in Italia?
Quale sia il futuro dei giovani italiani non posso saperlo. Spero solo che escano presto dallo stato di coma e apatia in cui si trovano. Penso che solo la crescita di una generazione con nuove proposte, nuove idee e la voglia di renderle realtà possa risollevare il nostro bel paese.

 

Gli autori di Vorrei
Simone Camassa
Author: Simone Camassa

Nato a Brindisi il 7 maggio del 1985. Insegnante di Italiano, Storia e Geografia nella scuola pubblica, si è laureato in Lettere, in Culture e Linguaggi per la Comunicazione e in Lettere Moderne, sempre all'Università degli studi di Milano. Suona la chitarra elettrica (ha militato in due gruppi rock, LUST WAVE e BLACK MAMBA) e scrive poesie.

Appassionato di sport, ha praticato il nuoto a livello agonistico fino ai diciotto anni, per un anno ha anche giocato a pallacanestro. Di recente, è tornato al cloro.
È innamorato della letteratura in tutti i suoi aspetti, dalla poesia fino al fumetto supereroistico statunitense. Sogna di realizzare un supercolossal hollywoodiano della Divina Commedia, ovviamente in forma di trilogia e abbondando con gli effetti speciali.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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