Vorrei | Rivista non profit

Dal 2008 rivista non profit di cultura, ambiente e politica. Senza pubblicità.

200810-isa-monza.gif

 

Riceviamo e pubblichiamo il documento votato all'unanimità dal Consiglio di istituto dell'ISA Monza.

Il Consiglio d’Istituto dell’IIS di Monza (Isa e Liceo artistico), consapevole della gravità delle iniziative messe in atto soprattutto grazie al decreto legge Gelmini, invita tutti i Consigli d’Istituto e di Circolo di Monza e Brianza e le componenti sociali in essi rappresentati (dirigenti scolastici, docenti, personale non docente, genitori, studenti) a coordinarsi tra loro e a sostenere le iniziative in preparazione e messe in atto dai movimenti e dalle associazioni democratiche contro il violento attacco portato alla ruolo della scuola pubblica, in tutti i suoi livelli e ordini.

In questo momento, è più che mai necessario che ogni cittadino - aldilà dei ruoli e delle appartenenze politiche - comprenda che attraverso la difesa della scuola pubblica passa quella dei diritti civili della persona, dei quali il diritto al sapere fa parte, non contando meno di quello al lavoro, alla salute, alla previdenza sociale. Sono ormai diversi anni invece che, di fronte al problema di restituire alla scuola maggiore efficienza, serietà e dignità, non si fa altro che apportare tagli di bilancio e riduzioni dei poteri dell’Autonomia scolastica: ora, in particolare, si sta cercando di nascondere dietro iniziative demagogiche (il grembiulino, il voto in condotta, il maestro unico) la realtà devastante del taglio di 8 miliardi di euro che otterrà l’effetto di favorirne l’ulteriore degrado, ottimo pretesto per assestarle, presto o tardi, il colpo definitivo.

Infatti vengono sottratte risorse essenziali - prima erogate dallo Stato o dagli enti locali - per far fronte alla situazione di vera emergenza che già quasi tutte le scuole di ogni ordine e grado attraversano, come ben sanno i lavoratori della scuola, i genitori e gli studenti eletti negli organi collegiali che impegnano testardamente e gratuitamente il loro tempo per cercare di migliorare la situazione.

Gli edifici scolastici, ad esempio, sono in grande parte inadeguati alle normative di sicurezza, e dunque lo stato stesso e le amministrazioni locali eludono per primi il rispetto di quelle norme che pretendono dai cittadini privati; gli strumenti per un insegnamento all’altezza delle necessità del sapere e delle professioni attuali sono spesso obsoleti o insufficienti; le classi sono sempre più affollate; i docenti precari sempre più precari, con il conseguente vortice di avvicendamenti durante l’anno scolastico; il numero degli insegnanti di sostegno viene continuamente ridimensionato. Peraltro - e soprattutto così si è concretizzato l’attacco all’Autonomia scolastica che era chiamata, invece, a sviluppare iniziativa, partecipazione, progetti nelle diverse realtà locali - sono stati via via ridotti drasticamente anche i poteri prima attribuiti agli organi collegiali della scuola eletti democraticamente, Consigli d’Istituto compresi. Il tutto in nome di una managerialità che, chiusa tra il martello di norme ministeriali talvolta pressoché inapplicabili e l’incudine delle necessità, si è spesso dovuta tradurre in ulteriore e inutile accentramento e burocratizzazione. Cosicché mentre da un lato si chiede sempre maggiore corresponsabilizzazione e partecipazione dei docenti, dei genitori, degli allievi, delle istituzioni e delle associazioni culturali e professionali presenti sul territorio, dall’altra la si scoraggia e distrugge.

Oggi, oltre a tagliare i fondi per far cassa, il governo attacca i lavoratori della scuola come fossero tutti fannulloni, ma l’obiettivo è più ampio, perché i fannulloni veri e le sacche di rendita e opportunismo (che dovrebbero comprendere anche quelle comodamente adagiate nel nostro Parlamento e nell’ipertrofico sistema politico) si possono colpire con gli strumenti legislativi che già ci sono e devono esser fatti funzionare, ma senza sparare demagogicamente nel mucchio. Invece la scuola pubblica viene trasformata in un comodo capro espiatorio all’origine di tutti i mali del nostro paese e la si riporta indietro di un secolo, privando la gran parte dei giovani, che spesso non hanno altra opportunità di progettarsi e costruirsi un futuro più gratificante, della possibilità di farlo grazie all’istruzione, al sapere, alla crescita delle potenzialità e delle competenze individuali.

All’unanimità, Il Consiglio d’Istituto dell’IIS di Monza Monza,il 9/19/2008

Iscriviti alla newsletter
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)

Su Vorrei.org utilizziamo i cookie perché ci aiutano a migliorare la rivista. Se continui a leggere dichiari di aver capito. Va bene?