Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Vorrei | Rivista non profit

Dal 2008 rivista non profit di cultura, ambiente e politica. Senza pubblicità.

testata-rubriche

Print Friendly, PDF & Email

E' incredibile quante cose si imparano leggendo un dizionario. Prendete il verbo "scocciare", per esempio: una miniera di significati nascosti. 

2013-11-11-salernitana-nocerina-a

 

E' incredibile quante cose si imparano leggendo un dizionario. Prendete il verbo "scocciare", per esempio. Impiegato nel registro familiare, molti di noi l'hanno utilizzato per descrivere una situazione noiosa, monotona, ma che tende a ripetersi.
"Scocciarsi" descrive il tedio dovuto a un evento che si ripropone con l'aggiunta di una nota di fastidio.

Siamo pronti a scommettere che parecchi tra i lettori di questa rubrica si saranno domandati una volta o l'altra l'origine di questa strana parola: e dopo aver pensato al nastro adesivo (lo Scotch, per antonomasia), esattamente come noi avranno concluso che  l'etimo non poteva certo risalire a tale pur meravigliosa conquista della modernità. 

Ovviamente avevano ragione. 

Come riporta il Wikizionario, che si rifà alla Treccani, il significato originale del termine ha piuttosto a che fare con i concetti di rottura, fracassamento, riduzione in pezzi. Vi lasciamo immaginare, in senso figurato, di cosaa.  Per traslazione si è quindi arrivati al significato attuale. 

E qui veniamo a noi: cio che è accaduto nel derby Salernitana-Nocerina di domenica ci ha profondamente scocciato

La vicenda: il questore proibisce agli ultrà della squadra ospite l'accesso allo stadio per motivi di sicurezza; i i tifosi minacciano la compagine se scenderà in campo; la Nocerina comincia una pietosa pantomima fatta di infortuni e sostituzioni telecomandate che condurrà alla sospensione della partita per mancanza del numero tecnico, documentata dalle immagini televisive in diretta. Nei bar si esulta.  

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: è ora di finirla con gli stadi ostaggio degli ultrà. Le tifoserie e gli sfottò  fanno parte della festa; ma il calcio è un gioco, e gli impianti non possono essere utilizzati come ricettacoli di violenza.
Soprattutto, è ora di finirla con la complicità delle società e della Lega che continuano a fare finta di non accorgersi di quello che accade ogni domenica solo per vendere qualche tessera in più o avere gente disposta a sobbarcarsi trasferte in Siberia dove neanche i cani. 

Domenica la partita non avrebbe dovuto giocarsi: fra qualche settimana, e magari a porte chiuse, la situazione sarebbe stata più gestibile. Ma se non lo capiranno i dirigenti e le autorità, non aspettatevi che a farlo siano i tifosi. 

antoniopiemontese [ a t ] hotmail.it

http://antoniopiemontese.com/

 


Iscriviti alla newsletter
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)