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La Camera vota per il ritorno nelle mani di comuni,
province e regioni e la Lombardia di Formigoni tenta il colpo di mano

Le buone notizie passano spesso sotto silenzio. E questa è sicuramente una di quelle. Riguarda l'acqua: abusata, sprecata, irrinunciabile. Un business per pochi. Ma anche un diritto intangibile di tutti.
Il 6 giugno la Camera ha votato in questa direzione, ovvero per la nazionalizzazione dell'acqua. Allo scadere dei diritti delle municipalizzate, che ormai sono quasi tutte società di capitali quotate in borsa, l'acqua tornerà nelle mani di Comuni, Province e Regioni. E cioè degli Enti pubblici. A loro soltanto spetterà la gestione delle reti e dei servizi idrici. “La titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata a enti pubblici”: è scritto proprio così nel subemendamento al decreto Bersani sulle liberalizzazioni, voluto e firmato dai due deputati verdi Angelo Bonelli e Giuseppe Trepiccione.
Aspettando che il provvedimento abbia la fiducia al Senato, possiamo ben sperare che esso serva a fermare le ardite mosse della regione Lombardia e del comune di Milano che, a colpi di leggi  poco trasparenti e di dubbia validità, stanno mettendo a segno la privatizzazione dell'acqua in barba ai cittadini e a solo vantaggio dei suoi mercificatori.
L'estate scorsa, infatti, nella distrazione e apatia canicolare, il governo regionale ha votato la legge 18 che definisce il servizio idrico “un servizio di carattere economico”, da far rientrare così in quei servizi da liberalizzare e immettere nel mercato.
In assoluta controtendenza rispetto alla linea del governo nazionale, la legge lombarda costringe in pratica gli ATO (ambiti territoriali ottimali) provinciali a privatizzare i propri servizi idrici, attraverso la messa a gara obbligata del servizio di erogazione.
Un obbligo che non sta né in cielo né in terra. E con un'altrettanto strampalata eccezione. Per l'ATO di Milano. Probabilmente perchè nel disegno Moratti-Formigoni, il servizio idrico della città deve essere privatizzato non tramite gara ma attraverso l'assorbimento di MM (dove sta parcheggiata l'acqua) da parte di AEM, la SPA Azienda Energetica Milanese, il cui pacchetto azionario è prevalentemente privato.
A questo punto è facile prevedere chi si accaparrerà, alla fine dei giochi, la gestione del servizio, visto che all'inizio di giugno si è realizzata la fusione di AEM e ASM di Brescia. Una SPA che assorbirà energia, acqua e tra un po' anche i rifiuti.
Risultato: l'acqua dei rubinetti milanesi sarà in mano ai privati.
A questo punto, non  ci resta che firmare. Per il diritto più elementare di tutti. C'è tempo fino al primo luglio per sottoscrivere  la proposta di Legge a favore dell'acqua pubblica. La campagna nazionale è organizzata dal Forum dei Movimenti per l'Acqua e si può trovare su  www.acquabenecomune.org . Oppure, si può approfittare degli appositi banchetti al Festival delle Diversità che si svolgerà per iniziativa dei Grilli Altoparlanti di Milano, sabato 23 giugno nel Parco Sempione, davanti all'Arena Civica di Milano dalle 11 alle 24.
Un gesto che non costa nulla. Come l'acqua…almeno per ora!

(Pubblicato su monzalacitta.it mercoledì 20 giugno 2007)