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«Anna Maria Angelini Chiarvetto ha lo sguardo vivace e l’entusiasmo di un’adolescente. Mi parla di sé e della sua passione per la poesia e la fotografia con un’euforia primigenia.»

 

«….ho avuto modo di definire le sperimentazioni di Anna Maria  Angelini Chiarvetto come visione del “fuori di sé” attraverso un Terzo occhio. Attraverso l’occhio della mente che trasforma l’oggetto dell’osservazione, nel legare la retina al cervello, in una sostanziale e reale visione delle proprie emozioni…l’entrare nel profondo dell’oggetto per scoprirne i più veri valori, per farli presenti alla nostra attenzione e renderci compartecipi della loro emozione spirituale… una visione rapportata a quello che si prova ascoltando una musica, a quello che si prova ascoltando un poeta, al profumo di un fiore..»
Giuseppe Franzoso
critico d’arte

Appuntamento al caffè Ferro, nella piazzetta di Finale Ligure. La piazzetta racchiusa dalla basilica di San Giovanni. E’ il tardo pomeriggio e fa ancora molto caldo.
Anna Maria Angelini Chiarvetto ha lo sguardo vivace e l’entusiasmo di un’adolescente. Mi parla di sé e della sua passione per la poesia e la fotografia con un’euforia primigenia. La incontro qualche giorno più tardi a casa sua: un luogo d’arte che custodisce la sua inarrestabile creatività. Quadri, sculture, pietre raccolte nei suoi tanti viaggi per il mondo, immagini, foto e oggetti che si animano di storia. Per amore della nonna, la sua mamma al cubo, come la chiamava da piccola, pubblica nel 2003 Grani di sabbia: un libro di poesie con immagini che il critico d’arte Giuseppe Franzoso definisce aniconografiche. Macro-estreme “illuminate”, dense di  essenza.

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Nelle sue opere l’artista cerca di raccontare l’altro, cerca di rendere visibile l’invisibile, inseguendo la completezza e rendendo eterno l’istante. La fotografia diventa ricerca e studio sull’informale, attraverso i giochi di colore, l’intreccio armonioso della luce che si riflette e si rifrange. Fiori che diventano sinfonie di colori su intersecazioni di piani. La sua Nikon 801 cattura geometrie metafisiche, cattura la semplicità e l’umiltà dell’essenza, della pienezza. La bellezza che si respira osservando quelle macro estreme che racchiudono l’emozione primitiva.

Sue mostre personali a Milano, Torino, Bologna, Funale Ligure, Genova, Firenze, Parigi; quelle collettive in Italia,  a Parigi, Berlino, New York, Hong Kong, Il Cairo, Buenos Aires, Luxor.
Le sue opere figurano in diverse collezioni private.

Anche i suoi viaggi si caricano di emozione. Il Sossusvlei, l’antico deserto del Namibia, con le sue dune monocolore. Un viaggio mistico: quasi un’ora di cammino a piedi, in salita, sotto un cielo nuvoloso, strappato di azzurro. Dell’intenso azzurro delle terre d’Africa. Le dune di Sossuvlei trasformate con l’accumulazione di sabbia trasportata dal vento d’Est si intravedono su grandissime distese, avvolte dall’interno del Kalahari. Il Sossuvlei, il deserto più antico del mondo, che prende il terreno dal mare, con le sue alte dune. Uno scenario magnifico, ai confini del mondo reale. Il cielo si adagia sul dorso di una grande duna, più in basso la piana di sale, qualche albero nero, mummificato, e una morbida, sinuosa distesa albicocca. «Davanti a così tale bellezza, mi sono seduta e ho pregato. Avevo davanti a me l’essenziale. Il presente naufragato in quell’eternità che mi parlava di vita e di morte, di colori e presenze.» racconta Anna Maria Chiarvetto

L’amore per la poesia, gli anni di meditazione e di yoga. L’incontro magico con Richard Bach e le sue Illusioni. Libro intenso e pieno di significati nascosti.
"C'era una volta un villaggio di creature che vivevano nel fondo di un gran fiume di cristallo. La corrente del fiume scorreva silenziosamente su tutte le creature... Ogni creatura si avvinghiava strettamente, come poteva, alle radici e ai sassi del letto del fiume, poichè avvinghiarsi era il loro modo di vivere, e opporre resistenza alla corrente era ciò che ognuna di esse aveva imparato sin dalla nascita. Ma finalmente una delle creature disse: "Sono stanca di avvinghiarmi. Poichè, anche se non posso vederlo con i miei occhi sono certa che la corrente sappia dove sta andando, lascerò la presa e consentirò che mi conduca dove vorrà..... Le altre creature risero: "Sciocca! Lasciati andare e la corrente che tu adori ti scaraventerà rotolandoti fracassata contro le rocce".... Quella non dette loro ascolto e tratto un respiro si lasciò andare e subito venne fatta rotolare dalla corrente e frantumata contro le rocce. Ciò nonostante, dopo qualche tempo... la corrente la sollevò dal fondo, liberandola, ed essa non fu più nè contusa nè indolenzita. E le creature più a valle ...gridarono:" Guardate un miracolo! Una creatura come noi eppure vola! Guardate il Messia, venuto a salvarci tutte" E la creatura trascinata dalla corrente disse:" io non sono un Messia più di voi. Il fiume si compiace di sollevarci e liberarci se soltanto osiamo lasciarci andare. La nostra missione vera è questo viaggio, questa avventura".                                                
(da Illusioni)

«Quel pomeriggio ricordo di aver terminato di leggere quasi tutto d’un fiato il libro e avvertii il bisogno di andare in chiesa. Intorno a me una grande luce: chiara, chiarissima. La chiesa si era illuminata all’improvviso. Una sensazione irripetibile, un’emozione incontenibile di pace e amore sconfinato per ogni cosa.»

“Non voltare le spalle a futuri possibili prima di essere certo che non hai niente da imparare da essi”
Richard Bach

E Anna Maria Angelini Chiarvetto si è lasciata trasportare dal flusso delle acque, cogliendone il suo divenire perché “in ognuno di noi risiede la capacità di possedere salute e malattia, ricchezza e miseria, libertà e schiavitù. Siamo noi a dominare queste cose, e non altri.”

Un’artista ricca di significato e saggezza che ha fatto del suo bisogno di vivere l’insegnamento per imparare a vivere, del suo bisogno di imparare  a vivere l’insegnamento per amare la vita, del suo bisogno di amare la vita l’insegnamento per non temere la morte.
Antonetta Carrabs

 


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