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Docce scozzesi, bagni turchi, saune e idromassaggi nel mezzo della campagna, tra porcelli, vacche e galline. Zeitgeist dei tempi moderni?

Sono un emigrato. E sono terrone. In quanto emigrato e terrone, ho delle difficoltà a comprendere la modernità nordica che coniuga tradizione e innovazione nel solco della riscoperta bucolica occidentale della cura dell’anima all’orientale. Probabilmente, non ne ho i mezzi culturali. Tra nord-sud-oriente-occidente vado in confusione. Sono un umile calabro-cilentano.

 

Mi è stato regalato un “weekend benessere” in una cascina situata nel cuore del Parco del Ticino. Non mi era stato specificato altro al momento di ricevere il buono regalo, se non «vai e scoprirai, ma portati il costume». Un sabato, sono andato. Bellissima la cascina: una tenuta storica con casa del padrone, locale di pertinenza della famiglia del mungitore, le camere dei salariati, gli animali da cortile (maiali, mucche, cavalli), il pergolato per i brindisi all’aperto. Fin qui, tutto normale. In Puglia ci sono le masserie, in Calabria le case coloniche, in Lombardia le cascine. Sì, tutto quadrava nel mio testardo schematismo bruzio.

 

Al momento di prendere posto in camera, due tipici ambienti accoglienti e ruspanti al primo piano della casa padronale, ho fatto presente all’addetto che mi faceva strada che mi era stato regalato un “weekend benessere”. «Ah, allora dopo deve andare uscendo a destra, al fienile». Al fienile? “Che bello, mi fanno accudire gli animali come quando za Adelina mi portava a dar da mangiare alle galline e mi faceva vedere il maiale comprato alla festa dell’Immacolata che ingrassava!”, ho pensato.

 

Arrivo al fienile e, varcata una insolita e moderna porta a vetri, mi ritrovo in un ambiente ovattato, con musica lounge in sottofondo, banchi di accoglienza, piastrelle grande formato in gres porcellanato di alto livello. Il calabro-cilentano che è in me si irrigidisce. Dopo essermi presentato ed aver mostrato il buono regalatomi, una receptionist scrive qualcosa al pc (“che minchia ci fanno un computer e una reception nel fienile?”). Vengo invitato a indossare il costume da bagno (“santo consiglio”) in uno spogliatoio di stampo svedese (legno lindo e pinto). Tornato nel fienile, vengo dotato di asciugamani, accappatoio e infradito (“le infradito???”) e invitato a seguire un’altra addetta che finalmente mi fa scoprire il dorato mondo del “percorso natura”. Nel fienile è stata ricavata una piscina con una serie di aggeggi e, nell’altra ala (lì dove si raccoglieva il latte?), saune, bagni, area massaggi e altre amenità del genere. Sono interdetto: in Calabria si è più spartani.

 

Dopo due ore di “percorso natura”, esco fuori e il calabro-cilentano che è in me commenta: “si ci cuntu a zu Salvatore ca è buanu caminare supa i petre mentre getti di acqua cavuda e fridda ti bagnanu i pedi, mi mina nu scaffu ara faccia” (se racconto a zio Salvatore che è salutare camminare sulle pietre mentre getti di acqua calda e freddi ti bagnano i piedi, mi tira uno schiaffo in faccia). Infatti zu Salvatore (e pure za Maria) la camminata sulle pietre se la fanno gratis sulla spiaggia giù al paese e l’acqua la trovano fredda la mattina e calda dopo le 11.

Ma come spiegare agli zii (e meno male che la buonanima di nonnuzzu Carmine mi guarda da lassù e tutto benevolmente comprende degli affanni terreni) che è salutare entrare per 10 minuti in un forno a 88 gradi (sauna), poi fare la doccia con un catino di acqua gelida (doccia scozzese), rientrare in una bolgia a 45 gradi e 100% di umidità (bagno turco) e infine fare una nuova doccia tiepida con le lucine colorate (relaxing washing) mentre ti servono le tisane e la musica ti avvolge? Mi prenderebbero, come dire, per un babbeo… (“oi minchiune!”).

 

No, no lo posso raccontare al parentado. Tale esperienza rimarrà in me, indelebile. Al massimo farò accenno a zu Luigi (quello con la vocazione imprenditoriale) che se mette a posto la casetta di famiglia in collina, si dota di qualche porco che mangia e puzza di giorno e puzza-scorreggia-russa di notte, fa fare agli ospiti un po’ di attività ginnico-motoria con la zappa nell’orto e ci aggiunge pure l’esperienza olistica delle frittate preparate da sua moglie, forse può tirarci su qualche soldo. Chissà che, almeno lui, non apprezzi così la nuance lumbard nel carattere del nipote.

 

 

Gli autori di Vorrei
Ivan Commisso
Author: Ivan Commisso

Vado per i quaranta, mi occupo di soluzioni pubblicitarie online in una grande concessionaria. La mia formazione universitaria è economica. Sono giornalista pubblicista e su Vorrei scrivo per lo più di economia perchè da lì verranno (ulteriori) problemi e su quel tema si dicono un sacco di fesserie. Nota Bene: mi piacciono le metafore, i dolci e la Calabria.

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