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Il rapporto tra la danza e la lingua catalana

 

Il ballo nazionale della Catalunya non assomiglia per niente agli altri balli nazionali spagnoli. La sardana si balla formando cerchi e legando le mani e alzando la braccia, poi si formano i cerchi- rotllanes-, i quali diventano sempre più grandi finché altre persone si aggiungono al gruppo. Richiede movimenti esatti e una precisione esperta. Ad accompagnare le danze è un'orchestra denominata "cobla" e formata da dieci strumenti a fiato: due tenori, due tibles ( strumento simile ad un oboe), due trombette, due corni, un trombone e un doppio basso. I danzatori devono contare gli intervalli della musica e tradurli in passi di modo che girando ora a destra ora a sinistra la danza segua le regole che la disciplinano.

 

 Passeggio per le strade di Barcellona e sento echi di sardana. Almeno ogni sabato.In uno degli ultimi, particolarmente estroversa, mi affianco ad una delle rotllanes che si stavano riposando tra un ballo e l'altro e chiedo di partecipare.

Mi viene negato e ci rimango male.

Mi avevano parlato di una danza democratica, alla quale tutti potevano partecipare, una danza che per la lentezza dei passi e dei suoi movimenti non richiedeva particolari abilità e quindi aperta alla curiosità inesperta di chiunque. La prova di questo, per me, era che si ballasse nelle piazze da gente comune. Borse e cappotti nel mezzo accumulati nel mezzo del cerchio e via alle danze. Rimasi ad osservare e poi me ne andai un po' risentita. Mi prese un furore anti-catalano : "Al diavolo la vostra lingua !".

Avevo legato il ballo alla lingua, come parti indistricabili della cultura catalana. Forse per i corsi gratis di di lingua catalana in ogni dove e sardana in piazza ad ogni piè sospinto. Decisi poi di investigare e mi resi conto che c'era di più.


 Effettivamente ballare la sardana non è fondamentalmente differente dal parlare catalano (1).Di fatto la Agrupació Cultural Folklorista de Barcelona proclama che "la sardana è come un a lingua": chiunque voglia può ballare la sardana, come chiunque può parlare il catalano.

Inoltre la sardana non ha una storia molto distinta dalla lingua catalana. Al principio del secolo XiX si diffusero in Catalunia varianti di danze di quella che poi si chiamò sardana. Fu l'immigrante andaluso Pep Ventura a standardizzare la musica e la danza e ne fece il simbolo nazionale catalano assieme al musicista catalano Josep Anselm Clavé. Nè per la lingua, nè per la danza era stato necessario nessun intervento di standardizzazione. I molteplici dialetti si unificarono in una lingua codificata grazie alla grammatica del linguista Pompeu Fabra nel 1881. La diffusione di una forma standardizzata per la lingua e per la danza nella seconda meta del XIX hanno formato parte dello stesso movimento romantico que si estese per tutta la regione. La sardana rappresentò e continua a rappresentare uno dei più importanti valori catalani: la identità etnica come uno statuto che è stato raggiunto più che attribuito. Per entrare dunque nel circolo serrato della danza, come per "diventare" catalano, uno deve solo imparare le regole e seguirle.

Slavador Giner, nella sua opera intitolata "Estructura Social de Cataluña”(2), scrive che il popolo catalano, in assenza di uno stato ufficiale, ha manifestato la sua identità attraverso quello che l'autore denomina " atti simbolici di affermazione etnico-culturale". Tra questi la sardana che definisce come " la danza nazionale, nei quali ricchi, poveri, vecchi e giovani, uomini e donne partecipano in in un circolo chiuso". La sardana esemplifica l'idea espressa dall'antropologo Clifford Geertz, che definisce la danza come “un modello di ed un modello per la definizione della cultura”(3). Anche Fábregas i Barri, sottolinea il carattere egualitario della danza(4).

Leggendo questi testi e questi materiali ripenso al no impostomi nel voler partecipare.

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 Se la sardana rappresenta la fraternità e la democrazia, l'annullamento delle distinzioni, simbolizza anche, paradossalmente, una specie di isolamento ermetico ed esclusivista. Una volta iniziata la danza, ogni circolo si trasforma in un anello omogeneo, composto da uomini e donne alternati, senza percepibile differenza di ruoli. Eppure c'è un direttore, ovvero l'uomo o la donna che si incarica di contare gli intervalli in cui si basa il cambio dei passi. Quindi i danzatori di ogni cerchio formano quasi una piccola società temporale propria. La ammissione è teoricamente aperta a tutti . Però esistono regole che devono essere seriamente rispettate. Nè la eredità genetica nè il luogo di residenza permettono ad una persona, per lo meno dal punto di vista culturale, di entrare in questi circoli.

La funzione latente della sardana è , in realtà, offrire agli immigranti ed ai suoi figli un mezzo simbolico per dimostrare la loro nuova identità etnica. Prima di ogni cosa la sardana sottolinea e concilia le due tendenze catalane apparentemente contraddittorie: la democrazia profondamente radicata e la esclusività del gruppo .

La materializzazione del carattere nazionale in forma di danza.

 

 

"Retrat de Bearcelona" Archivio pubblico della Filmoteca di Catalunia

 

1-Brandes, Stanley, in La Sardana como Símbolo Nacional Catalán

2Salvador Giner: The Social Structure of Catalonia, Sheffield, England, 1980, pág. 10.

3 Clifford Geertz: "Deep play: notes on the Balinese cockfigth", in The Interpretation of Cultures, New York, 1973, págs. 412-453.

4Esteve FABREGAS I BARRI: "La Sardana, Dansa Catalana", Missatge de Pau i de Germanor. Lloret de Mar (Girona), 1979, pág. 7.

 

 

 


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