Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

testata-rubriche

Print Friendly, PDF & Email

20100424_welcome

Da “Il profeta” a “Welcome”, dal carcere alla piscina, da oltralpe arrivano storie in cui  immigrazione significa dolore ma soprattutto coraggio.

Troppo lungo e troppo grigio questo profeta.

M’inchino alla volontà di ritrarre il mondo del carcere senza coprirlo di fondotinta lucido, patina hollywoodiana, o trasformarlo con mano pesante in un inferno di parolacce e risse. Ringrazio per l'equilibrio quasi documentaristico che si mantiene durante tutta la pellicola ma, lo ammetto, non ho apprezzato “Il profeta” come mi aspettavo di fare.

L'attore protagonista è molto bravo e ben esprime la solitudine e la sofferenza quotidiane di una quotidianità in un mondo che schiaccia come prerogativa prima, senza chiedersi chi, come, e figuriamoci perchè. Mi attendevo una sorta di parallelismo tra il mondo dentro e il mondo fuori dal carcere, forse è presente ma risulta difficile da percepire quando troppe scene ricalcano gli orari e gli orrori che avvengono tra le sbarre, crudamente e a volte gratuitamente.

Agli antipodi della pellicola di questo lunedì sta la commedia italiana "Tutta colpa di Giuda" che, seppure molto “favolistica” ed irreale, riesce a donare allo spettatore una chiave di lettura originale relativamente al problema educativo nelle prigioni, puntando a seminare spunti costruttivi che mi sono mancati invece ne “Il profeta”.

Film sicuramente da vedere con un pizzico di pazienza richiesto da quella mezzora in eccesso scappata di mano al regista, film non da gustare ma doverosamente da non dimenticare. E lo spunto costruttivo lo aggiungo io con questo link utili per abbattere il muro che separa due quotidianità che parallelamente si dipanano nella nostra città.

Giorno dopo giorno.

Guardiamoci dentro, siamo tutti prigionieri di qualcosa.

 Carcere aperto

 

Welcome

Un film di Philippe Lioret. Con Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard. Drammatico, durata 110 min. - Francia 2009. - Teodora Film

Welcome, un film con mente e con cuore, porta in sala il tema dell’immigrazione con semplicità e realismo narrando la storia di un adolescente clandestino curdo in attesa di attraversare la Manica per raggiungere la sua fidanzatina che si trova già a Londra con tutta la famiglia,legalmente,lei, e promessa sposa ad un altro. Bloccato a Calais Bilal entra in scena Simone, il cittadino comune per eccellenza, di una cittadina considerata da molti francesi “la nostra frontiera messicana”. 

Mente e cuore, si diceva.

Il cervello si arrovella attorno al centro etico del film: la proibizione di dare alloggio ai sans papier, punibile con parecchi anni di galera per il cittadino caritatevole e con l'espulsione per il clandestino che accetta il suo aiuto (trovata del ministero dell'identità nazionale voluto dal governo Sarkozy, molto criticata dalla sinistra francese).

Il cuore si domanda: come si comporta il singolo individuo quando lo stato gli chiede di chiudere il proprio cuore? E mai accadrà che la parola intolleranza possa essere sostituita da integrazione

Intersezione tra questi due opposti sguardi alla pellicola è il coraggio del singolo, l’accanimento e la forza di volontà Bilal, e la risonanza paterna che fuoriesce dal legame creatosi tra i due uomini inizialmente agli antipodi, per dirla con una battuta del film “Lui ha fatto 4000 km a piedi per rivedere la sua ragazza - dice Simon alla moglie -, tu sei andata via e io non ho nemmeno attraversato la strada per fermarti”.

“Ogni tanto arriva sui nostri grandi schermi un film che intercetta un'aberrazione del nostro tempo e riesce a raccontarla in modo non retorico e non stereotipato” afferma Paola Casella dalle colonne del quotidiano “Europa”, ecco io correggo:“raramente”non “ogni tanto”

e aggiungo: “lunedi carpe diem, non perdiamo questi flash di realismo”.

 

POPCORN CURIOSITIES

Vincitore di svariati premi, come il Premio LUX assegnato dal Parlamento europeo, ha ottenuto dieci candidature ai Premi César 2010, fra cui quelle per il miglior film e il miglior regista.

Vincent Lindon attore francese attivo nel cinema e nel teatro, è stato protagonista, tra gli altri, del film Il tempo delle mele 3, di Claude Pinoteau e di Vite strozzate di Ricky Tognazzi.

La colonna sonora è di Nicola Piovani, Gabriel Yared

 

PREMI

David di Donatello

César

Premio LUX

Festival di Berlino 2009: premio della giuria ecumenica - sezione Panorama

Premi Lumière 2010: miglior film

 

LINK

Trailer

Intervista al regista (Fra)

 


Iscriviti alla newsletter
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)