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20101120-ke

Una pillola che tolga quella fastidiosa sensazione di estrema solitudine che ci attanaglia sbirciando il mondo

 

Beh senza dubbio è l’ora di “Strange world” di Kè, un artista americano che seppe far parlare di sé per le sue bizzarre interpretazioni sul palco e per una voce dal timbro unico caratterizzato a tratti da un falsetto capace di arrivare così in alto da farti perdere l’orientamento. Un modello a tempo a perso, un anima irrequieta dotato di quella sensibilità che per molti fu la causa della sua parabola ascendente. Catapultato all’improvviso fra i primi posti delle classifiche, forse non seppe gestirne il riverbero, la scia dorata che avvolge la celebrità, d'altronde per lui questo mondo è sempre stato troppo strano. Kevin Grivois , in arte Kè, lentamente scivolò nel passato, nel silenzio che attanaglia i musicisti trascorsi. Non sappiamo se per scelta o per sfinimento, ma ciò che sappiamo è che “Strange world” fece, anzi ha fatto breccia, nei nostri giorni nel bene e nel male. Un pezzo capace di mangiarsi letteralmente le viscere di chi s’è più volte detto fra le righe : “ Che mondo strano…”.

 

Ne suggerisco una dose superiore a quella raccomandata, l’effetto sarà più duraturo.

Strange world people talk and tell only lies
Strange world people kill an eye for an eye
Strange world dream one-day we'll see the light
Strange world believe and everything will be al right…”

Strano mondo, la gente parla e dice solo bugie
Strano mondo, la gente uccide occhio per occhio

Strano mondo, sognare un giorno che vedremo la luce
Strano mondo, credere ed ogni cosa sarà perfetta…”