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Tra lo Ngorongoro e il Serengeti, ritorna la stagione degli amori

Tra lo Ngorongoro e il Serengeti ritorna la stagione degli amori e ritornano i futilismi. Questa volta ci occuperemo del Pd e delle relazioni con gli ex. Sempre presenti, sempre attuali, sempre pronti. Quando non si sa che strada si deve prendere, è comodo fare un richiamino (così si chiama tecnicamente) all'ex di turno, scorrendo l'agenda, facendosi venire in mente chi è il caso di contattare in quel momento. Perché c'è un ex indicato per ogni situazione: se in quel periodo non ci piacciamo, tanto vale sentire la persona che ci adorava. Se siamo arrabbiati, sarà un po' come tradire senza impegno: un bel ritorno al passato e chi ci pensa più. Se siamo in pena per qualcuno o per qualcosa, l'ex ci terrà compagnia. Funziona sempre, anche se per poco, e non è proprio sintomo di grande autostima e maturità. Soprattutto se si ha paura delle relazioni, quelle nuove, tanto vale tenersi una schiera di ex a portata di mano. Possono venire sempre comodi e per loro non sarà un problema dare una mano (anche loro si trovano, infatti, nella stessa situazione). Ci si sente a casa, con l'ex, anche se le cose erano degenerate, se non c'era più stato l'amore, se allora si aveva bisogno di altro: si stava meglio quando si stava peggio. Per paura della luce del domani e dell'ignoto, un ripasso del noto fa sempre piacere. Poi, indietro non si torna, e lo sanno tutti, perché indietro non si può tornare. Ma una bella rentrée distrae, ci allontana dai problemi, ci rafforza. Apparentemente e soltanto narcisisticamente. Perché l'unica cosa certa è che non si costruisce né una relazione, né un partito con la "telefonata da casa". Perché una relazione sentimentale o politica non è come il Milionario. L'ha capito Muccino, in quel film. Speriamo lo capisca anche il Pd.

 


Manuale d'amore di Giovanni Veronesi