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Vorrei | Rivista non profit


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Visto che ancora sulla bandiera italiana non si può,

in Lombardia la si mette sul bosco della Moronera.

 

Sono le ore 20 e 30, il tempo chiama, questa volta devo raggiungere Lomazzo in mezzora. Decido di far agire il furbino del nord, uno stereotipo visibile da Bologna in giù e lo metto al volante della Colt Mitsubishi. Il criminale si impossessa del mio corpo e lancia l'auto sul filo della velocità di multa (e meno 5 punti patente ) lungo il Viale delle Industrie.

 - Scusi, ma l'anello di Alta Velocita di Monza? Non ci sono i soldi per demolirlo, ce lo dobbiamo tenere! - 

Arrivato all'ingresso delle autostrada, una frenata pronta e cinica del furbino evita di incolonnare irrimediabilmente la Colt lungo lo scivolo della Tangenziale Ovest e della sua Bretella: la Monza-Rho.

Rimango cosi a girare sui ponti e le rampe del Parco degli Svincoli di Ponza, potendo vedere dall'alto le lunghissime colonne spalmate sugli asfalti che si perdono fino e oltre l'orizzonte delle luci di Cinisello. Da qui non bastano neanche tre ore per arrivare sulla Milano-Meda.

Con estrema calma restituisco il controllo del corpo al bravo e affidabile calabresino. Ancora più calmo di me, si accende la sigaretta, avvia la mappa mnemo per la vecchia SP527 e si lancia alla velocità da vecchietto in auto con guanti e cappello, insinuandosi nelle viuzze deserte dei quartieri periferici. Sinistra, destra, destra, sinistra, sinistra, osserva, non ti curar di loro ma guarda e passa.

Alle 21 finalmente imbocca la rassicurante e familiare provinciale, già ricollaudata la volta scorsa per il precedente Road Shock di Mozzate. Arrivati a Saronno non so resistere a percorrere  un breve tratto autostradale, quindi comando al calabresotto di tirare dritto sulla A9 in direzione Como. Perché passare da qui? C'è il bosco della Moronera. Chissà quanti milioni di viaggiatori lo hanno visto senza conoscerlo. E' qui, poco dopo Turate, quando l'autostrada taglia in due un grande bosco, generando un effetto spettacolare nel paesaggio visto dall'auto. Per qualche istante si resta circondati dalla Moronera.

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Damiano &  Paolo

Colpa del furbino del nord, questa volta per 35 km devo pagare 1 ora e 30. Entro nella sala dello Shock. Paolo Conte è intento a terminare la sua gustosa pizza del Road Shock di Insieme in Rete, mentre due sedicenti preti si scaldano pronti prendere posto davanti al tavolo dei relatori. Sarà l'intervento più interessante e atteso della serata.

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 Roberto Capalbo e Fabrizio Di Stante

I due religiosi, con l'ausilio della tecnologia, computer, musica, telecamere e le proprie determinanti voci, intonano la solenne litania delle Santissime Strade Statali Cementificatrici:

SS33 – Cementifica per noi

SS36 – Cementifica per noi

SS336 – Cementifica per noi

SS35 – Cementifica per noi

SP233 – Cementifica per noi

A8 – Cementifica per noi

A9 – Cementifica per noi

(i fedeli presenti ripetono in coro)

Grandi Opere – Cementificate per noi

 

Dopo queste preghiere tocca a Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, fare il primo approccio di osservanza al comandamento evangelico di curare gli infermi e in particolare i malati terminali. Non c'è solo Pedemontana a cementificare il territorio, altre nubi dense di bitume avanzano dalle regioni dei Grigioni. La vicinissima Svizzera terminerà nel 2017 il traforo del San Bernardo. Saranno riversati su Lugano e la frontiera italiana un numero enorme di treni merci che avranno qui capolinea.

Nei territori italiani non ci sono infrastrutture ferroviarie adeguate a far proseguire il flusso merci. Così immense quantità di esse dovranno essere riversate su automezzi che inevitabilmente intaseranno la rete stradale. Capannoni, grandi centri di interscambio e logistici, strade, stradine, peduncoli: una quantità incalcolabile di mc.2. Non si sta riferendo al sud Italia, ma alla regione più avanzata del nord, a quanto pare arretrata di decenni nel sistema delle infrastrutture già al confronto con la confinante Svizzera.

 

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Enzo Prandini di  Immagina Lomazzo e  Francesca Botti

 

Sul palco si avvicenda una simpatica poetessa invitata da Immagina Lomazzo. Debutta recitando belle parole nell'idioma locale: tanti fatti e persone della storia e del territorio. L'investigatore calabresello, con la scusa di non capire bene l'accento della lingua basso-comasca, esce a fumare in giardino, davanti all'igresso dell'ex asilo (una bella villa paesana risalente a inizio '900). Pare uno spaccato scolastico del libro Cuore di De Amicis.

Fuori, in mezzo ad altri tabagisti si spettegola alla grande. La sfortuna di Lomazzo, dicono le malelingue nicotiniche, è di essere confinante con Turate. Li, tra gli amministratori, ci sono persone molto influenti nel panorama regionale: presidenti della provincia, consiglieri nel Cda di Pedemontana e persino l'autista del senatur Bossi, dice uno ridacchiando bellamente. Il tracciato è finito li sul bosco della Moronera come una croce, perché si dice: all'astuta Turate premeva solo di allontanarlo dai propri terreni comunali.

Mentre il calebresino gozzoviglia fuori, riesco a conoscere l'ex sindaco di Lomazzo Maurizio Saporito. Un uomo gioviale che mi contagia subito del suo lieto sorridere. Decido di tornare a trovarlo, un giorno. Il mistero della Moronera si infittisce e la troupe cinematografica di ADIEU MORONERA... REQUIEM PER UN BOSCO?  documenta imperterrita la serata. Diventerà un cult-movie? Nuove canzoni vanno di moda nel profondo nord: dalla robinudiana tasse, tasse, tasse, ora il pubblico locale cantilena la neo reginetta: cemento, cemento, cemento, ancora cemento.

Prima di proseguire con il Road-Shock urge una discussione nella Rete. C'è il forte rischio che il tutto si trasformi in uno spettacolo di successo, rimanendo sommersi da richieste dei paesi varesotti; già a Tradate sono intenzionati ad ospitare il tour e nel frattempo è stata spostata la data del 6° evento Road-Shock previsto a Seveso. A Lomazzo il reporter di Vorrei si è dovuto triplicare, tanto che sulla via del ritorno non trovava più il furbino del nord, rimasto ammaliato dal bellissimo centro paesano, mentre lo scaltro calabresaccio non perdeva l'occasione di fermarsi all'autogrill della A9 per gustare una torta e un caffè Alemagna. Mi riprometto, un po stizzito, di stare attento a non perdere pezzi di personalità nei labirinti stradali della Città Continua.

 

Nel frattempo la Rete fa una pausa e accetta l'ospitalità nell'assemblea di Cesano Maderno, organizzata da Sinistra Libertà e Ecologia e prevista l'11 dicembre 2009 - ore 21.00 Aula Consiliare di Cesano Maderno (presso la scuola media Salvo D’Acquisto) via Cozzi 7

 

Per aggiornamenti sul ROAD SHOCK!:

http://www.alternativaverde.it/rete/index.html

Vedi anche:

Venerdì 4 Road-Shock a Lomazzo

Mozzate dopo il Road-Shock della Pedemontana

Road-Shock a Mozzate

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Pedemontana, oggi Road Shock a Desio

Il ROAD SHOCK si presenta

Road-Shock a Vimercate

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Pedemontana, riduzione dell'impatto ambientale

Pedemontana, B2 veloce in un mare di confusione e polemiche

Dorsale Verde, Molta+Brianza e la Pedemontana

La Rete per lo sviluppo sostenibile all'erta per la Pedemontana

Associazioni ambientaliste, nasce un coordinamento Nord Milano

 

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Lomazzo Road-Shock

 

Richieste di Immagina Lomazzo:

 

che NON SI FACCIA l'autostrada soprattutto non si faccia passare dalla Moronera vogliamo dire forte che siamo contrari alla pedemontana non vogliamo essere compensati per averlo subito  NON VOGLIAMO IL DANNO quindi noi diciamo NO all’inevitabilità del danno

1- incorporare la moronera nel PLIS del Lura (perchè non lo si è voluto fare in passato? sarebbe stato magari un pò più difficile scegliere questo bosco se fosse stato un pò più protetto in un PLIS?)

2- monitorare che non venga tagliato un albero di troppo da parte delle guardie ecologiche e in subordine che vengano incaricate guardie ecologiche di altri comprensori per controllare

3- prevedere nei PGT di NON urbanizzare le aree adiacenti 

4- prevedere che le compensazioni vengano effettivamente fatte (non soldi in cambio) e che siano il primo pezzo della progettazione del parco agro forestale da progettare con la direzione generale agricoltura e foreste per dare una speranza agli agricoltori con la manutenzione delle aree

5- che l’interconnessione sia in sopraelevato e SU PILONI anzichè su massicciata per distruggere 2,5 volte in meno di bosco

6-  che si pretenda che le quote risparmiate siano usate per i progetti di cui sopra

7- che si studi un piano di panneli fotovoltaici sulle barriere di mitigazione per attutire l’impatto ambientale con una produzione di energia alternativa come avviene in altri paesi

8- che si armonizzi l’intervento con quello per la terza corsia della A9 almeno per quanto riguarda le vasche di laminazione (che non siano raddoppiate) 9- che NON si costruiscano strade nel bosco per il passaggio dei mezzi pesanti per evitare disboscamento e che siano il pre-tracciato di future strade asfaltate nel bosco

 

 

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

digilander.libero.it/pinotimpani/

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