AMORE AI TEMPI DEL COLERA

UNA FUSIONE TRA MUSICA E PAROLE

AL TEATRO BINARIO 7

Monza, 5 aprile. Ultimo spettacolo in abbonamento della stagione di prosa Teatro+Tempo presente, sabato 16 e domenica 17 aprile al Teatro Binario 7 di Monza. In scena Amore ai tempi del colera, un’Operita musical per cantattrice e suonatori che coniuga sapientemente parole e musica rivelando un’inedita Laura Marinoni che recita e canta accompagnata dal vivo.

La regista Cristina Pezzoli porta in scena una riduzione teatrale di uno dei capolavori di Gabriel García Márquez che ha mantenuto intatta la struttura fondamentale del romanzo, conservando la complessità e la varietà di registri narrativi.

Il compito di cantare la storia di un amore a distanza che trova compimento solo nella vecchiaia avanzata è affidato a Laura Marinoni, attrice tra le più premiate del teatro italiano, accompagnata dal vivo da Marco Caronna (chitarra e percussioni) e Alessandro Nidi (pianoforte), a cui è affidata anche la direzione musicale.

La musica accompagna quasi tutto lo spettacolo e la forma scelta per rievocare le atmosfere emotive della storia è frutto di una ricerca che intende creare una fusione tra l’arte della parola e l’arte dei suoni. Il progetto musicale, che prende spunto dalle vicende del romanzo, è strutturato su un repertorio vasto di matrice prevalentemente caraibica: Cuba, Giamaica, Colombia, Venezuela sono infatti i luoghi in cui è ambientato il romanzo, ma ci sono anche alcune “incursioni” in altri generi musicali, con contaminazioni tra jazz, flamenco e soul.

SINOSSI

Florentino e Fermina si incontrano poco più che adolescenti, si innamorano e si separano, ma si tengono nel cuore da lontano, mentre le loro vite scorrono parallele con le scelte che ne conseguono: marito, amanti, figli, infelicità e abitudine. Quello che si era acceso tra loro nella prima giovinezza si compie con uno stupefacente happy end autunnale, dopo un’attesa durata “51 anni, 4 mesi e undici giorni, notti comprese”.

 

RASSEGNA STAMPA

L'attrice ci mette una passione devota, con un entusiasmo personale e non sindacale, attraverso una fusione ideale di parole e musica (...). Corto circuiti musicali per arrivare alle atmosfere del romanzo, in una dichiarata contaminazione di flamenco, jazz e soul.

Maurizio Porro, il Corriere della Sera

Alla fatica di estrarre la sintonia incantatoria e senile delle pagine di Marquez, la protagonista arriva dopo un bel percorso laborioso (...), in cui la regista Cristina Pezzoli - già esperta di affreschi sociali multidisciplinari - la guida bene come narratrice e interprete di dialoghi ed esecutrice d'un canzoniere caraibico, francese, brasiliano e italiano.

Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica