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Sabato 9 aprile, presso le Officine Libra, via Michelangelo Buonarroti 72 , Monza, a partire dalle ore 16, saranno presenti gli autori del libro, con le copie calde e flagranti, pronte da acquistare

 

 

Ci siamo, dopo due anni di intenso lavoro, il libro “ Muri Parlanti, Musica Rimbombante “ è pronto, bello e stampato, in formato A4, per la gioia di quella giovane generazione che ne ha vissuto la storia e per le altre a venire. Si tratta dei quattro anni, dal 1981 al 1984 che diedero vita ad Art Nouveau, un progetto nato dal Circolo Culturale Cantalupo, con sede nel seminterrato della biblioteca comunale di via Zuccoli.

 

L'idea di scrivere un libro, per testimoniare un'indimenticabile e forse irripetibile esperienza di vita e di cultura in quel di Monza degli anni '80, è venuta a Gianfranco Catania dopo aver letto un articolo, pubblicato dal sottoscritto nella rivista Vorrei. Si trattava di un pezzo inserito nel Dossier Speciale della “Monza anni '80” in cui si provava a far riemergere una piccola perla dimenticata: un'esplosione di vitalità di intensa ma di breve durata, nata nel contesto del quartiere popolare Cantalupo di Monza.

 

In una città dannatamente provinciale, per varie ragioni storiche di cui occorrerebbero diversi volumi di un ipotetica enciclopedia per trattarne, avvenne un fatto insolito: l'avvio, del tutto spontaneo, di un fenomeno collegato alla cultura musicale dell'epoca, Punk e New Wave. Un piccolo nucleo di giovani, figli di proletari abitanti nel quartiere-agglomerato di case popolari della periferia di Monza, decise che era il momento di dire basta ed affrancarsi da un'esistenza già segnata e confinata alla vita marginale, senza grandi prospettive ideali e si lanciò una formidabile connessione al movimento rivoluzionario del rock, nato nell'Inghilterra decadente della seconda metà degli anni '70.

 

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Era un moto istintivo per riscattarsi, provare a mettere dietro le spalle una condizione di sofferenza, gravata da disagi e limiti e condizionata da una nuova fase della storia che dispiegava un'ulteriore e virulenta espansione del sistema capitalista e delle disuguaglianze sociali, quella nota come neoliberismo. I giovani, quelli più motivati, in genere figli di militanti dei partiti di massa (sono esistiti anche questi) sentirono che bisognava reagire in qualche modo, tentare di appropriarsi della vita e del proprio destino, essere protagonisti.

 

La via fu la chiave culturale-musicale, una declinazione del no future. Peraltro questo fenomeno che accompagna gli anni '80, è emerso con maggior vigore nelle provincie, piuttosto che nelle metropoli. Le avanguardie di questa cultura che ha coinvolto uno strato consistente di popolazione giovanile, in Italia si riscontrano soprattutto nelle città di media grandezza come Bologna e nei centri periferici, come la città di Pordenone nel Friuli e altre ancora, tra cui Monza.

 

A Milano c'era di fatto un solo punto di riferimento: era la Libreria Calusca di Porta Ticinese, quella gestita da Primo Moroni. Nella metropoli erano nati numerosi centri sociali occupati, di cui il più vicino per somiglianza, anche se in parte, al nostro Art Nouveau era il Virus di via Correggio, nato otto mesi dopo. In seguito, il genere particolare Punk Oi, di cui Art Nouveau fu tra i primi a proporre, venne ripreso anche da altri centri. Tuttavia Art Nouveau ebbe una valenza del tutto particolare, perché la sua sede non fu il frutto di un'occupazione fatta da un movimento politico, come per esempio il Cox18 e il Centro Sociale Leoncavallo o il citato Virus, ma il semplice utilizzo di uno spazio sociale già predisposto, incredibilmente unico a Monza, nel contesto delle case popolari. Il famoso Bronx di Monza.

 

I nostri quattro amici, fondatori del CCC (Circolo Culturale Cantalupo, la sigla di cui si erano dotati per essere riconoscibili) nonché autori, dopo un lavoro faticosissimo a cui ho contribuito ad aiutare nella gestione finale, ci spiegano con le loro parole, riportate integralmente, il senso intimo del libro che peraltro contiene testimonianze e contributi di circa una trentina di altre persone. Praticamente una comunità.

 

Il risultato non è un libro di storia propriamente detto, ma è più una riconnessione sentimentale con quella esperienza, carica di passioni ed emozioni, il ripercorrere il fascino di un amore giovanile, mai dimenticato, guardandolo da quaranta anni di distanza e vedendolo ancora vicino e vitale. Il libro ha una cronologia sequenziale delle date che accompagnano il percorso, ma in generale ha una disposizione a getto della narrazione, riprendendo lo stile e il linguaggio di quei tempi, quando si producevano volantini d'acchito, ciclostilati, a volte stilati con pennarelli o manifesti e fanzine prodotte con le fotocopiatrici. Grazie al contributo di tutti, il libro contiene numerose immagini, alcune rare e tutte, o quasi, le locandine degli eventi e dei concerti.

 

Art Nouveau “ Muri Parlanti, Musica Rimbombante “ è auto prodotto
Il costo è di 15 euro.

 

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Foto di Pino Timpani

 

Gianfranco Catania

 

 A 16 anni non mi resi conto di niente, eravamo nell'urgenza dovevamo esprimerci e l'abbiamo fatto nel modo che ci apparteneva

E' innegabile che ho cominciato a diventare "adulto", intellettualmente parlando, in quegli anni. Nel quartiere per nostra fortuna non tutto si riduceva a micro criminalità' ed eroina, si respirava anche aria nuova, sana e per chi avesse voglia di imparare e scoprire non mancavano di certo gli input giusti per darsi da fare, ed i gruppi che sono nati nel quartiere e l'esperienza autogestita dell'Art Nouveau ne sono stati un esempio.

 

A 16 anni non mi resi conto di niente, eravamo nell'urgenza dovevamo esprimerci e l'abbiamo fatto nel modo che ci apparteneva. Non mi e' mai sembrato che stessimo facendo qualcosa d'importante, di speciale. Che le scelte fatte in quegli anni siano state importantissime per me ne ero cosciente, ma non immaginavo che avessero lasciato un segno cosi' indelebile anche nei ragazzi che frequentavo e che spesso ci aiutavano. Me ne sono reso conto quando ho cominciato a leggere le testimonianze che ci sono state rilasciate o inviate.

 

A parte l'idea stessa di rintracciare la storia dell'Art Nouveau che da anni covava in me, c'era anche se all'inizio non riuscivo ad ammetterlo, il bisogno di confrontarmi e relazionarmi con i compagni di viaggio di quella stagione.

 

Ora sono in pace con me stesso, contento di essere riuscito insieme ad Aru, Edo e Dario a mettere in parole sensazioni sempre presenti d'allora, che mi appartengono più che mai e soddisfatto di aver portato a termine questo progetto in cui credevo ed a cui ho dedicato con piacere questi ultimi due anni.

 

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 Foto di Pino Timpani

 

Edoardo Fossati

 

Voglia di vivere artisticamente a modo proprio e di condividere insieme agli altri ogni forma di espressione culturale

Il libro sull’Art Nouveau dal titolo “ Muri Parlanti, Musica Rimbombante “ è un lavoro di profonda e sincera ricerca durato due anni, scritto con l’aiuto di una trentina di amici che hanno riportato e ridato vita a quello che accadde a Monza, nel rione Cantalupo, tra gli anni 1981-1984.

 

Un libro che è pura emozione palpabile sin dalle prime due immagini: quella presente davanti sulla copertina e quella sul retro. Il contenuto ed il contenitore, che sono inseparabili, laddove tutto accadde e prese vita. Sono l’alfa e l’omega. Il principio e la fine. Il bello ed il brutto. Nelle due illustrazioni vi è già descritto e riassunto l’intero libro. Nella copertina viene messa in evidenza la rappresentazione fotografica della vita all’interno dell’Art Nouveau.

 

Un pulsare veemente, furioso e continuo di gioia e vitalità, che trovò nella musica, ma non solo, la sua espressione artistica di maggiore riferimento. La sua ragion d’essere. Il nucleo incandescente dal quale noi giovani, venivamo risucchiati e travolti, dalla sua ineffabile bellezza. Una forma artistica, attraverso le onde vibrazionali musicali fluorescenti, che ci mandavano completamente fuori di testa. Venivano attratti da un vortice inebriante senza fondo.

 

La musica non ristagna mai, si propaga nei cuori degli individui e rimarrà per sempre, una delle tante luci dorate esistenziali, alla quale attingere per dissetare la nostra voglia di essere ed esprimerci. Nella quarta di copertina troviamo la fotografia del bellissimo involucro magico dove tutto accadde. È la biblioteca del quartiere. È il centro sociale di aggregazione giovanile. È il luogo prediletto per poter esprimere le nostre capacità artistiche intrinseche e insite nel nostro umano sentire. Nessuna restrizione e nessun dogma. Liberi di essere, di fare e di esprimerci a 360°.

 

 

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Retro copertina

 

 

A mio avviso la copertina del centro sociale richiama ciò che era sempre presente nelle locandine di presentazione alle serate. Sotto la scritta Art Nouveau vi si trova la frase: Club di Nuove Immagini. La comunicazione con un opera artistica è immediata e non passa attraverso il linguaggio fatto di parole. Non la puoi definire. Chi ci prova, vede solo riflessi i suoi stessi pensieri, perdendo di fatto, la possibilità di fusione totale con l’opera stessa che rimane di per sé indefinibile. Resta unica e indivisibile. Io non so spiegare perché questa foto mi ha rapito il Cuore e, del resto, non me ne frega nemmeno il doverlo fare. Quando l’ho vista la prima volta son rimasto senza parole. È riuscita a far fermare il tempo, sia quello cronologico e sia quello psicologico. La mia mente era Vuota. Sono stato risucchiato al suo interno. Mi ha ammaliato e incantato. Ho perso per un breve periodo la connessione spazio – temporale consueta che vivo abitualmente.

 

La fotografia al negativo richiama le serate notturne da noi vissute. È un sogno notturno adolescenziale che prese vita e vigore. Si realizzò. Fu portato a compimento. Non rimase rinchiuso in un cassetto. Gli fu data luce ed energia. Poi esplose come una bomba atomica rigenerante. Ci dissetammo tutti quanti. Bevemmo a piene mani tra: nuovi gruppi musicali emergenti, voglia di vivere, ritmi incalzanti, pogate forsennate incontrollate, risate, pianti, lutti, litigate, danze mielose acquietanti, cuori infranti, film d’epoca, esposizioni artistiche, rappresentazioni teatrali e al centro di tutto l’esplosione di sana Vitalità che caratterizzarono quei tre fantastici anni. Non resta che aprire il libro ed immergersi, pagina dopo pagina, con grande emozione, in quella rivoluzione spontanea che prese vita da migliaia di stimoli individuali che può essere riassunta con una semplice frase: “ Voglia di vivere artisticamente a modo proprio e di condividere insieme agli altri ogni forma di espressione culturale “.

 

 

 

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 Foto di Pino Timpani

 

Aru

 

Roberto Meroni, con il nomignolo Aru, si è fatto carico del grosso del lavoro di redazione del libro e di ricostruzione del periodo. E' stato il cantante fin dall'inizio di diversi gruppi, di cui il più pregnante era il gruppo Professor Romei. E' più o meno sempre lo stesso: poche sintetiche parole. (n.d.r.)

 

Continuo a relazionarmi con le cose con 40 anni di esperienze e conoscenze in più

Innanzitutto  voglio precisare che l'idea Libro è partita da Gianfranco.
Quando ho ricevuto la telefonata di Edoardo per una collaborazione sono rimasto abbastanza sorpreso.

Durante la chiacchierata telefonica mi sono reso conto che in quel momento c'erano una idea vaga e relativa confusione. Ho accettato perché volevo che il libro fosse redatto con profondità e leggerezza e soprattutto con chiarezza. Il più possibile preciso nei contenuti.

Per quanto riguarda il sottoscritto, 40 anni dopo non è cambiato un granché. Proseguo nel discorso Pre e Art Nouveau. Che è nell'essenza indipendenza. Lontano dall'omogeneizzazione del mercato. Continuo a produrre musica e dischi con due sigle: m-r che rappresenta il mio aspetto più Rock, collabora Gianpaolo Civita (peraltro fu il primo bassista Underground Life) ed mr² dove si libera la mia creatività Dada. Continuo a relazionarmi con le cose con 40 anni di esperienze e conoscenze in più.

 

 

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Dario Fossati

 

Devo sottolineare che senza l’intraprendenza di Gianfranco, l’entusiasmo di Edoardo e gli archivi ed il lavoro di Aru e degli amici tutto ciò non sarebbe stato possibile

Benvenuti sulla macchina del tempo di “Muri parlanti, musica rimbombante” che vi riporterà là dove tutto è iniziato, back to the future.
Da tempo rimuginavo sull’ingiustizia che aveva condannato la nostra esperienza all’oblio e quando Gianfranco, proprio come all’inizio dell’avventura , ci ha parlato del progetto di questo libro, mi sono sentito trasportato indietro di quaranta anni e ho capito che, ora come allora, avremmo dovuto cavarcela da soli.
La struttura dell’opera riflette perfettamente il modus operandi con cui eravamo soliti organizzare le serate: dopo che il CCC aveva scelto il tipo di avvenimenti che saremmo andati ad organizzare, tutti i collaboratori esterni si attivavano e rendevano possibili gli accadimenti incredibili che vedrete descritti in questo libro. Così la storia dell’Art Nouveau è narrata attraverso i ricordi di tutti i (co)partecipanti, e la narrazione diventa un racconto collettivo, proprio così come collettiva fu tutta l’avventura di quegli anni.

Come nelle opere migliori la struttura narrativa e la forma diventano il contenuto e viceversa.
Personalmente devo riconoscere che per me questa esperienza ha rivestito un carattere seminale e fondante in tutto ciò che in seguito ho intrapreso, sia sul piano personale che su quello professionale ed intellettuale: la certezza che se puoi pensare qualcosa la puoi anche realizzare era già in nuce dopo l’esperienza in Inghilterra nel ‘77, ma con l’AN ne ho avuto la certezza, e con me i miei compagni di quell’incredibile viaggio.


Devo sottolineare che senza l’intraprendenza di Gianfranco, l’entusiasmo di Edoardo e gli archivi ed il lavoro di Aru e degli amici tutto ciò non sarebbe stato possibile.
Mi piace ricordare Nadia Civita che non ha voluto/potuto essere della partita e Fabio Gasparotto che ci ha lasciati troppo presto, ma che, a mio parere, ha lasciato un’impronta indelebile in tutta quella bellissima esperienza.

 

 

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 40 anni fa: una scritta sul muro del seminterrato, rimasta superstite - Foto di Pino Timpani

 

 

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese e dell' Associazione Culturale Vorrei. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

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