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Dossier. Consumo consapevole. Un antidoto contro l’insostenibilità dell’essere contemporaneo, una produzione che ha come base il mutuo lavoro fra uomo e api.

C'è un'ape che si posa su un bottone di rosa:
lo succhia e se ne va.
Tutto sommato,
la felicità è una piccola cosa.
Trilussa

 

Sostenibilità? È un vocabolo frequente nelle nostre orecchie, spesso nei nostri occhi e talvolta sulle nostre bocche; di norma è associato alle parole economica o ambientale, eppure questo termine potrebbe essere la chiave per ragionare in termini più ampi sul nostro vivere contemporaneo: sostenibile è qualcosa che può star sotto, essere una base. addirittura una pietra angolare che permette a qualcosa o a qualcuno di “stare in piedi” e, quindi, di non cadere.

A partire da questa visione, vi racconterò la storia del miele di Leo, il miele che Vale.

Tutto comincia nel 2011, quando Leo Fetta per aiutare un caro amico, in procinto di scoprire le gioie della paternità, inizia ad occuparsi di api nel tempo libero, anzi liberato (capirete più in là cosa intendo).
Leo è un agronomo, uno in pace con gli elementi, forse un po’ meno con l’uomo; una persona dai silenzi intelligenti... un ecologista della mente! Potreste figurarvelo come un lupo di mare o un artigiano. Insomma, Leo appartiene al mondo dei detentori del sapere fare!

Come tanti, in giovane età ha deciso cosa avrebbe fatto da grande, ha studiato e per un po’ è anche riuscito ad essere coerente con i suoi obiettivi lavorativi, ma poi la contingenza seguita dalla necessità hanno superato la coerenza. Così l’uomo che lavorava fra vigneti e animali, si trova costretto in una delle più note fabbriche d’alienazione che la società dei consumi ha prodotto: il supermercato! Uno di quelli che al solo pensiero sono insostenibili.

I bisogni primari erano sostenuti, quelli propri dell’uomo con l’anima no. Finché giunse la richiesta di aiuto di un amico. In cambio del suo lavoro l’amico regalò a Leo la prima arnia e Leo divenne un apicoltore amatore: un amante della cultura delle api!

Amando lui lavorare con le api, la sua amata Valeria, che di mestiere è una cooperante nelle terre d’Africa, cosa avrebbe potuto fare se non seguirlo in quest’impresa amatoriale?! Così le arnie negli anni sono aumentate di numero; Valeria che dà valore al miele di Leo, ha iniziato a lavorare prima alla smielatura (lontano e al sicuro dalle api che forse potrebbero essere gelose) e poi, con il crescere della produzione e delle ambizioni, all’immagine e al marketing del loro prodotto. Vale è quella che parla e che si espone, forte della sua fonte di energia pressoché inesauribile e del piglio del leader: lei sa come gestire le cose.

 

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Così i nostri due si sono dati l’obiettivo di diventare apicoltori a tutti gli effetti entro il 2015, quando avranno in cura più di 54 arnie. Il numero di arnie, 50, è il discrimine fra un amatore e un produttore effettivo.

A questo punto direte: “va beh, questa è la storia di uno che si è trovato un hobby e ha coinvolto la sua fidanzata per sopravvivere alla quotidianità!” Può darsi che abbiate ragione, però questa storia è l’occasione per ragionare su un tema di cogente attualità: una produzione che ha come base il mutuo lavoro fra uomo e api. Per chiunque abbia una formazione classica, il termine api riporta subito alle infinite traduzioni de le“storie” di Plinio, delle riflessioni di Cicerone o delle odi di Virgilio! Senza dimenticare i paragoni politici da Aristotele in avanti? Le api come metafora di operosità, di purezza e di organizzazione sociale e politica, le api negli emblemi dei casati nobiliari, le api nella Bibbia, le api per i massoni. A partire dagli antichi egizi le api sono sempre state oggetto di attenzione dell’uomo ed oggi un po’ in sordina tornano interessarci, poiché parlare di loro significa porre in evidenza il fenomeno di rischio ambientale e paesaggistico che tocca evidentemente tutti.

Ricordate la frase «se l'ape scomparisse dalla terra, all'umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani»?

Fu attribuita a Einstein ed utilizzata nel 2006 dal sindacato degli apicoltori francesi per un opuscolo informativo che metteva in guardia dall’uso di pesticidi. I francesi avevano assistito ad un’ecatombe di api. Le cause furono rintracciate nell’uso di diserbanti e insetticidi nelle monocolture. L’opuscolo fu distribuito in occasione di una famosa manifestazione che si svolse davanti alla sede della Commissione Europea a Bruxelles, colpendo efficacemente l’opinione pubblica mondiale. In breve il panda, specie simbolo della crisi ambientale, si accompagnò all’ape. Solo che l’ape è un soggetto attivo! L’alveare (nettare, polline, propoli, cera, api vive e morte) è un indicatore biologico dell'inquinamento ambientale, grazie al numero di microprelievi circa 10 milioni, che le api compiono giornalmente in un'area di circa 7 km2.  All’interno di un alveare vivono circa 35.000 – 50.000 api operaie e di queste circa un quarto sono esclusivamente deputate a raccogliere nell'ambiente tutto ciò di cui la colonia ha bisogno per potersi sostenere e sviluppare, ovvero nettare, polline, propoli e acqua. Le api funzionano come un sensore viaggiante che campiona gran parte delle componenti ambientali: suolo, vegetazione, acqua e perfino l'aria poiché le particelle di inquinanti si fissano sul suo corpo irto di peli, durante le trasferte da e per l’alveare. Negli anni '80 si notò che i territori in cui era statisticamente accertata un'alta incidenza di patologie tumorali, soprattutto tra gli agricoltori, erano gli stessi in cui avvenivano le morie di api; questo aprì la strada allo sviluppo della lotta biologica e integrata ai parassiti delle piante. Per questo Leo e Vale sono degli apicoltori nomadi: seguono il caldo e le fioriture alla ricerca degli ambienti più incontaminati fra Lombardia, Piemonte e Toscana, in modo da garantire una vita migliore alle loro api. Potreste concepire il sistema delle api come quello delle famiglie; no, loro non hanno i panieri di beni cui fare riferimento o non precisamente. Ciascuna provvede al sostentamento della famiglia garantendo l’approvvigionamento nella casa. apicoltori usano il surplus di scorte che si trova in soffitta. In questo senso possiamo dire che ape e uomo cooperano: le api producono, Leo e Vale (che per l’occasione ci fanno da esempio) lavorano affinché le condizioni di produzione siano le migliori possibili. Sarà utile ricordare anche il ruolo economico dell’insetto giallo-nero! Secondo Coldiretti, buona parte delle coltivazioni da frutto e delle colture orticole da seme dipendono completamente o in parte dall’impollinazione per opera delle api, così come le colture foraggere, l’erba medica ed il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento.

 

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In Italia, la perdita degli alveari dello scorso anno ha provocato un danno economico per la mancata impollinazione pari a 250 milioni di Euro. Esiste una notevole varietà di mieli italiani, derivante dal vasto ed eterogeneo patrimonio ambientale e paesaggistico di questo paese: oltre 30 varietà di monoflora e un'infinità di millefiori. Un insieme di diversità e specificità caratterizzate da sapore, aroma, colore e profumo: ognuna delle quali con la sua distinta origine botanica. Come per la cultura del vino e dell’olio, anche il miele di qualità si differenzia da quello industriale che ha stesso colore, odore e sapore: un miele senza storia, origine e varietà. Vale e Leo hanno deciso di intraprendere un percorso di vita sostenibile, per loro ma anche per noi; agiscono perché il loro miele sia bio-logico e si preparano affinché i frutti del loro lavoro siano sostenibili anche economicamente. Nel frattempo potete leggere tutto sulle loro attività da apicoltori e sulla cultura delle api nel loro blog ilmieledileo.wordpress.com

 

Gli autori di Vorrei
Alessandra De Nicola
Author: Alessandra De Nicola

Nasco a Milano alla fine degli anni Sessanta, ma vivo in Brianza dall'età di 8 anni. Laureata in Lettere moderne da sempre lavoro nel campo della promozione al libro e alla lettura. Le mie grandi passioni sono i libri, naturalmente, il teatro di narrazione e andar per mostre e musei. Abilissima nell'arte del giftwrapping (far pacchetti regalo) sono donna curiosa e impegnata.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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