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 Un progetto di inclusione sociale molto concreto e creativo

 " Una porta chiusa non serve a niente, la tristezza non può uscire e l'allegria non può entrare" Sepulveda

All'inizio di novembre la cooperativa Iride attiverà un progetto innovativo aprendo le porte tutti i cittadini. Si tratta di un progetto di inclusione sociale molto concreto e creativo. L’ Iride è una coop. sociale che da più di  trent’anni è presente sul territorio della città di Monza e svolge la sua opera  nel sostegno di  persone  disabili adulte. Attualmente gestisce tre cse, due a Monza e uno a Besana Brianza ed una casa alloggio ad Arcore.

Il progetto prevede di aprire la sede di vai Parma 1 a Monza, tutti i giovedì proponendo corsi serali che si svolgeranno in contemporanea dalle 17 alle 19.30 circa. Ho avuto la fortuna di poterne fare parte, perchè mi hanno coinvolto direttamente Sara e Stefania due educatrici particolarmente creative che da anni dipingono insieme a me nel laboratorio che tengo al centro civico di via lecco. Il pensiero comune e la stima reciproca hanno fatto il resto. Da Novembre in via Parma, quattro professionisti proporranno altrettanti laboratori: libera espressione: un laboratorio di pittura gestito da me che di mestiere faccio la maestra d'arte e l' arteterapeuta per conto dell'associazione sociale proiezione180, un corso di mosaico, portato avanti dall'esperta Chiara Carboni, un gruppo di canto d'insieme, diretto da Alessandro Colombo cantautore monzese  e un atelier di tessitura creativa proposto da Flora Tognoli dell'associazione sociale Watinoma. Ad ogni corso, insieme alle persone che vorranno iscriversi, ci saranno anche due o tre ragazzi  frequentanti il centro diurno (centro socio educativo). Il cse di Via Parma attualmente accoglie 24 utenti con differenti disabilità. Il lavoro educativo quotidiano è volto principalmente al rafforzamento della personalità e dell’autostima e alla formazione dell’autonomia personale e sociale, finalizzata ad un benessere generale delle persone frequentanti. Le persone esterne che verranno coinvolte saranno una decina circa per ogni corso con l’obbiettivo principale della socializzazione.

L’idea è “far venire” la gente a conoscere, scoprire, e frequentare un luogo che possa usare anche per sé, è far familiarizzare con persone e situazioni che normalmente non “sceglierebbero” per arrivare a capire e sentire che in una condizione favorevole è normale condividere qualcosa che è bello per tutti. L’idea è raggiungere il maggior numero di persone diverse, studiando e variando le proposte e aprendo sempre nuovi scenari affinchè si esca di casa curiosi e motivati, si abbia voglia di incontrarsi

Dalle emozioni partono benessere (felicità) o malessere (ansia e paura), positività o negatività delle relazioni. Per superare le difficoltà o fronteggiare un disagio, abbiamo più o meno bisogno di fiducia, simpatia, affetto. Per favorire la relazione è necessario puntare su questo, in qualsiasi situazione o ambito ci si trovi, non mettendo in discussione regole o terapie, che se necessarie, sono utili e importanti, ma i modi di attuarle e portarle avanti. I bisogni dell’uomo, infondo sono comuni. Ci sono sfumature nella qualità della vita, fino ad arrivare alla felicità, ma si cerca sempre di soddisfare bisogni, sia che si stia abbastanza bene, sia che si sia in grande difficoltà. Per ciascuno è importante “essere parte” di un gruppo sociale, sentirsi accettati in un’esperienza concreta e vissuta: nessuno può sottrarsi alla naturale spinta all’aggregazione. Promuovere “la relazione” come cura significa capire quali siano le situazioni che possono diventare leganti e di conseguenza crearne. 

La sperimentalità del progetto Iride spinge a superare gli approcci rigidi, e appare subito eveidente che è per tutti utile e necessario, avendo a che fare con le persone, un atteggiamento caldo, solidale e di reciproco scambio. Per produrre “saperi” nuovi serve il contributo sia dei tecnici che della gente comune (da non escludere mai dalla scena terapeutica). Dall’incontro fra scienza e vita quotidiana nascono idee e progetti più vicini a ciascuno, capaci di farsi carico “della fragilità”. Per cambiare bisogna scommettere sulle persone e sulle relazioni, avere un’ idea di trasformazione e proporla.

 

udito

 

Per capire meglio da dove è nato questo progetto, me lo faccio raccontare direttamente dagli educatori.
Già da qualche tempo stiamo cercando  di aprire la cooperativa verso l’esterno perché pensiamo sia importante per noi conoscere persone nuove e per gli altri conoscere noi!  Nello specifico l’idea di creare dei corsi vuole essere un’opportunità per creare degli spazi in cui, si sta insieme nel fare qualcosa di bello valorizzando le diversità.

Con quale criterio avete scelto i laboratori da proporre?
Innanzitutto abbiamo valorizzato l’esperienza di professionisti che, oltre a mettere in campo capacità specifiche hanno anche esperienza di corsi integrati tra persone “normali” e persone con difficoltà relazionali. Inoltre abbiamo cercato, anche su consiglio dei ragazzi stessi, proposte che permettessero, a loro  di approfondire i loro interessi mettendo in campo le loro capacità senza necessariamente sentirsi sempre in difficoltà davanti alle diverse richieste. Lo scopo è quello di lavorare sulle risorse presenti in ognuno e non sui limiti anche se talvolta sono più evidenti. Ci auguriamo che ci si raggiunga almeno il numero minimo di partecipanti perché possano iniziare tutti i corsi previsti creando la possibilità di avviare un’esperienza nuova  che possa svilupparsi nel tempo. Dando la possibilità di unire le capacità espressive di tipologie diverse di persone, sviluppando la relazione attraverso la condivisione. Fondamentale per noi è creare, aumentare e rendere possibile gli incontri tra persone , valorizzando le diversità come ricchezza per tutti. Traendo benessere e godendo del semplice stare insieme. Per persone con difficoltà relazionali anche il semplice stare insieme ad altri spesso è un’occasione importante per sentirsi parte di un gruppo.

La cooperativa Iride si propone quindi come un servizio di qualità rivolto a tutti, un insieme di luoghi comunicanti, flessibili e diversificati in alternativa ad una offerta chiusa a cui adattarsi o esserne espulsi. La qualità è data dall’integrarsi di competenze e risorse, dall’investimento affettivo, intellettuale e organizzativo che lascia sempre un’apertura a nuove proposte e punti di vista. Offrire più di una alternativa, in un clima di condivisione fra partecipanti che spontaneamente scelgono di prendervi parte spinti dalla voglia di incontrarsi e di fare, rende lo spazio vissuto e vivibile. La libertà è stile e obbiettivo di un percorso che parte dal riconoscere le capacità di ognuno, valorizzarle rendendo più coraggiosi fino ad insegnare a godere della propria libertà: il che consente esperienze personali e cambiamenti che ognuno può riconoscere e accettare. Rende “attivi” di fronte a chi è vicino e desidera avere collaborazione e comunicazione. Le persone oggi, (non solo i malati psichici), hanno sempre più difficoltà ad esprimersi, comunicare, emozionarsi: una sorta di analfabetismo emotivo. Bisogna dare voce, accettare e valorizzare il ruolo delle emozioni per stare meglio.

 “Bisogna trovare insieme il modo di non liquidare le questioni attraverso le etichette perché soprattutto e in ogni caso, esistono le persone i cui rapporti e i cui legami si dovrebbero fondare sulla dialettica, sulla libertà e sulla responsabilità” P. dell’acqua

Il contatto reale fra le persone si ha attraverso la vicinanza e la frequentazione, l’interesse per l'altro nasce con la semplice conoscenza reciproca, che arriva lentamente, a volte per curiosità, ma sempre senza troppi fardelli. L’incontro umano, spesso è impalpabile, ma pieno di consistenza emotiva: è la qualità della relazione ad essere decisiva. Il confronto risulta terapeutico per tutte le parti in causa mentre ci si conosce in un “continum variabile” che è la vita di ciascuno. L’obbiettivo è cambiare in senso positivo la vita di ogni persona facendola sentire accolta dalla società in cui vive, gradita a chi gli sta intorno: il rapporto positivo anche nelle piccole relazioni potrà estendersi al mondo, senza che ci si senta rifiutati, estranei, indegni. L’affettività dei legami, si sposterà gradualmente anche su altri “legami possibili”. E’ questione di affetti e relazioni da stabilire in un intervento terapeutico squisitamente umano da parte del singolo e della società. Si entra in contatto, si condivide, ci si adegua ai bisogni che emergono, primo fra tutti quello di socializzare e di aggregarsi: ci si riappropria del proprio ruolo individuale e sociale attraverso lo strumento della “partecipazione”. 

 Il giovedì sera, al termine dei corsi, ci sarà l’opportunità per chi lo volesse, di fermarsi per un aperitivo/cena preparato da alcuni ragazzi aiutati da un volontario. L’aperitivo sarà aperto anche a chiunque volesse trascorrere un momento in compagnia senza che necessariamente abbia partecipato ai corsi. L’aperitivo/cena avrà un costo di 5 euro

“E’ nelle nostre mani, sia che operiamo professionalmente, sia che siamo abitanti di una città, la responsabilità permanente di praticare azioni e relazioni che danno o non danno senso e ricchezza: e non è mai finita fortunatamente” C. Palvarini

per informazioni:
www.nuovairide.it
iridecse1@gmail.comoppure www.proiezione180.comsu facebook: snormale libero stato della mente

 

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