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 Un progetto per le scuole co-finanziato dall'Unione Europea e adottato dal Comune di Monza per combattere lo stereotipo e la discriminazione contro gli omosessuali. Ecco com'è strutturato e “Bob”, uno dei 9 film utilizzati.

Nelle ultime settimane a Monza si è sviluppato un acceso dibattito riguardo il Progetto Rainbow, accusato di voler «insegnare l'omosessualità ai bambini della scuola primaria». Sui giornali e sui social network sono apparse dichiarazioni allarmate e — addirittura — chiamate alla guerra santa, come nel caso del signor C.P. che su Facebook, in un post aperto e visibile a tutti, ha scritto: «Genitori monzesi. Presto grazie alla sinistra sodomita e ai progetti dell'UE, nuova Babele, nelle scuole della città circoleranno fiabe gay che turberanno per sempre la psiche e la sessualità dei vostri bambini. La lotta a favore della famiglia naturale e ( lo dico a scanso di equivoci) CONTRO i diritti gay e' una guerra santa perché santa e' la lotta contro le forze del male».

Che cos'è il Progetto Rainbow che il Comune di Monza e il suo Assessore all'istruzione hanno deciso di accogliere? Lo leggiamo sul suo sito: «È un progetto che mette in connessione associazioni gay e lesbiche europee, scuole e professionisti dei media attraverso lo studio degli stereotipi e promuove il diritto di bambini e bambine, ragazze e ragazzi alla loro identità - con particolare riferimento al genere e all'orientamento sessuale - aiutandoli a contrastare l'omofobia con l'uso di strumenti didattici».

Dalla premessa firmata da Marco Mori, Presidente CIG Centro d'Iniziativa Gay Milano: «Rainbow (Rights Against Intolerance – Building an Open-minded World/ Diritti contro l'intolleranza - Costruire un Mondo dalla mentalità aperta) è la nostra risposta per aiutare bambini, bambine, ragazze e ragazzi in varie situazioni, sia per l’acquisizione di strumenti utili in futuro a comprendere la natura del proprio orientamento sessuale, sia per sensibilizzare bambini e giovani non gay a rispettare, fin da piccoli, le diversità sostenendo inoltre famiglie e insegnanti a scuola e nel contesto domestico».

Co-finanziato dall'Unione Europea, ha partner in Belgio, Bulgaria, Italia, Olanda, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Sempre dal sito raccogliamo queste altre informazioni.

Alcuni dei suoi obiettivi:

  • Migliorare l'informazione sulle politiche e le teorie educative legate agli stereotipi di genere e all'omofobia a livello europeo, con un aggiornamento sulle principali legislazioni e politiche presentate nel recente studio su Omofobia e Discriminazione sugli Orientamenti Sessuali negli Stati Membri dell'Unione Europea.

  • Sviluppare uno studio comparativo degli stereotipi legati a ruoli di genere e omosessualità in tutti i livelli di scolarizzazione, presso gli adulti responsabili dell'educazione e, indirettamente, presso gli studenti.

  • Sviluppare uno studio comparativo sulle esperienze e i progetti attualmente esistenti nelle scuole dei paesi partner legati alla promozione del diritto all'identità sessuale educando contro l'omofobia/transfobia e il bullismo omofobico/transfobico.

  • Lo scambio tra Paesi di pratiche virtuose ed esperienze legate alle iniziative di cui sopra.

  • II coinvolgimento di un'ampia rete di soggetti (in particolare personale scolastico, professionisti della comunicazione, associazioni) nell'affrontare la questione degli stereotipi e dell'omofobia/transfobia e portare avanti azioni concrete nelle scuole.

  • Rendere accessibili a insegnanti di diversi paesi europei gli strumenti educativi tradotti in diverse lingue europee, perché possano essere usati nell'ambito dei loro percorsi didattici, aiutandoli a confrontarsi con un tema delicato quale quello dell'identità sessuale e dell'omofobia fin dalla prima infanzia, con un'attenzione particolare alla promozione di buone pratiche ed alla prevenzione.

Con quali strumenti opera:

  1. Un kit didattico per insegnanti e studenti dai 6 ai 16 anni. Esso si compone di una parte audiovisiva - nove cortometraggi - e un manuale per l'uso dei film. Quest'ultimo prevede alcune attività per gli alunni che li aiutino a comprendere il significato dei film e che supporti gli insegnanti nel creare un contesto libero da comportamenti omofobici.

  2. Un concorso cinematografico per cortometraggi prodotti da giovani di tutta Europa.

  3. Un kit ludico-ricreativo che possa essere usato per promuovere l'identità sessuale e affrontare l'omofobia in ambienti educativi informali con maggiori di 16 anni, come ad esempio i gruppi giovanili di associazioni lgbt, i gruppi sportivi, le associazioni ricreative.

Quindi lo strumento principale adottato è quello audiovisivo, in particolare la visione e l'analisi di nove film: “Bob”, “Danny's Parade”, “Donkey Girl”, “From Lucas to Luus”, “Mobile”, “Omar”, “Papa's Boy”, “Shark Bait” e “Sticks and Stones”.

 

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Chi ha selezionato i titoli? Sempre dal sito di Rainbow leggiamo: «ECFA - European Children’s Film Association si è occupata della selezione preliminare dei film, la cui scelta finale è stata condivisa con gli altri soggetti partecipanti al progetto Rainbow nel rispetto delle diverse sensibilità, delle modalità di approccio alla discussione, di un uso appropriato delle immagini e dei diversi livelli di dibattito nell'opinione pubblica in ciascuno dei Paesi partner. Abbiamo scelto i film in seguito ad un fitto, a volte anche acceso, scambio di opinioni: senza dubbio esso scaturiva per lo più dalla nostra sensibilità nei confronti dei progressi dei differenti Paesi sulla strada dell'uguaglianza. Gli approcci alla discussione nelle scuole sulle differenze sessuali e di genere sono indubitabilmente guidati dalle usanze correnti di uno Stato tanto quanto lo sono dalla legislazione europea, e noi non ci sottraiamo alla possibile critica di chi osserva che stiamo proponendo un pacchetto a "taglia unica" ad un insieme di Paesi che sono giunti alla situazione odierna attraverso percorsi culturali, storici e politici molto diversi. Abbiamo dovuto scartare molti ottimi film per evitare controversie ma, ciò che è più importante, ci auguriamo che le immagini e i dialoghi, che potrebbero essere considerati provocatori in alcuni Paesi, possano far emergere nuove tematiche, allargando così il dibattito ad un livello sociale più ampio».

E cos'è l'ECFA? «Un'organizzazione per tutti coloro che sono interessati in film di alta qualità per bambini e giovani». Fra i 60 enti che la compongono, per l'Italia troviamo il Giffoni Film Festival e la Cineteca di Bologna. Non è un'organizzazione specializzata in tematiche gay insomma.

Chiudiamo riportando le informazioni su come vengono presentati e letti i film, prendendo come esempio “Bob”.

 

Come funziona Rainbow?

Il film e la sua lettura

 

 

Informazioni

Titolo: Bob
Durata: 3 min.
Regia: Jacob Frey & Harry Fast
Paese d'origine: Germania, 2009
Lingua: Senza dialoghi (una semplice frase in inglese)
Genere: Animazione
Età consigliata: 11-14 anni

Sinossi

Un criceto vede di sfuggita una cricetina femmina e vuole fare di tutto per conquistare il suo cuore. E' disposto persino ad inseguirla in capo al Mondo. Ma lo aspetta una grande sorpresa...

Temi principali

Stereotipi
Aspettative di genere
Seguire l'istinto
Coming out

Premessa

In BOB il tema dell'inseguimento di un altro attraverso diversi luoghi finisce per rivelarsi niente più che un'illusione ottica. Il punto di vista della macchina da presa fa sì che i paesaggi sui poster di un'agenzia di viaggi sembrino ambienti reali in cui l'azione si svolge. Questa prospettiva ingannevole può essere il punto di partenza per svariati esercizi:

Esercizio 1: Ambienti

Qualche esercizio tra quelli già noti può essere un inizio piacevole con cui esplorare ambienti e punti di vista. Per questo esercizio avrete bisogno di proiettare immagini su uno schermo o sul muro. Potete usare un computer o un proiettore di diapositive.

Avrete diapositive raffiguranti 5 diversi paesaggi:

  • Distribuite agli studenti una copia a colori delle immagini, una copia ciascuno. Chiedete a ognuno, senza mostrare agli altri la propria immagine, di scrivere una descrizione del paesaggio che c'è sulla sua fotografia senza scendere troppo nei dettagli ma mantenendo un tono descrittivo. Poi raccogliete tutte le foto e le descrizioni in una scatola.

  • Uno ad uno gli studenti dovranno pescare dalla scatola una descrizione e leggerla ad alta voce. La descrizione corrisponde o meno all'immagine proiettata sullo schermo? Alla fine gli studenti sono in grado di dire quale descrizione era associata a quale immagine? C'è stato un effetto comico in alcuni momenti? (Più estreme saranno le immagini, maggiore sarà l'effetto comico del contrasto).

  • Chiedete agli alunni di scrivere una notizia con un testo il più neutro possibile, senza specificare troppo il contesto o il luogo, ma mantenendo un tono generico, ad esempio: "Molte persone si sono radunate per protestare ecc..." o "Quel luogo storico era l'ambientazione ideale per un incontro pacifico ecc.." Gli studenti dovranno leggere il testo ad alta voce stando in piedi di fronte all'immagine proiettata. Il luogo raffigurato sullo sfondo cambia il modo di interpretare la notizia? In che modo? C'è effetto comico?

  • Gli studenti potranno portare una foto con la loro destinazione di vacanza preferita. Potrebbe essere un posto in cui sono già stati, o uno in cui sognano di andare in futuro. In piedi di fronte all'immagine proiettata, parleranno dello scenario che si vede nella fotografia e di cosa li attrae in modo particolare. Stimolateli a usare quello sfondo in maniera creativa, come parte integrante della loro spiegazione.

Esercizio 2: Prospettiva I

In questo film la prospettiva è usata per ingannare il pubblico. Riguardate il film cercando di cogliere:

  • il momento esatto in cui si capisce qual è la vera ambientazione

  • problemi nell'uso della prospettiva (il tapis roulant che va a sbattere contro una roccia ecc.)

  • e, prestando attenzione alle fotografie turistiche usate come sfondo in BOB:

  • di che luoghi si tratta?

  • in che paese si trovano?

  • in quale continente?

  • dove preferireste andare?

Esercizio 3: Prospettiva II

E' capitato a tutti di vedere quelle foto delle vacanze in cui una particolare prospettiva crea un effetto divertente (il turista in primo piano che dà l'impressione di essere appoggiato contro la Torre di Pisa sullo sfondo, o un altro con il braccio sulla Torre Eiffel).

Un cambio di prospettiva può offrire una visione completamente diversa su una situazione. Come in questo esempio storico: il dettaglio di un uomo che spinge aggressivamente una donna giù dal marciapiedi; se però riguardiamo la scena a distanza scopriamo che l'uomo sta spingendo la donna perché un pesante oggetto sta cadendo da una finestra e potrebbe colpirla.

  • Possono gli studenti trovare anche loro immagini simili, nelle quali un allargamento di prospettiva cambia l'interpretazione delle emozioni che vi sono raffigurate?

Provate a considerare le reazioni emotive nella loro dualità (Piangere dal dolore - piangere di felicità; gridare di paura - gridare di gioia,...). Scegliete le idee migliori e fate usare una macchina fotografica agli studenti per realizzarle.

Esercizio 4: Immagina... film di animazione o fiction?

In un film d'animazione tutto è possibile. Anche le idee più folli possono essere rappresentate sullo schermo. Ma che succede nei film recitati da persone in carne e ossa, in cui sono gli attori a dover rendere certe situazioni?

Che cosa si sarebbe o non si sarebbe potuto fare se BOB fosse stato trasformato in un film non d'animazione? (Tolto il fatto che si sarebbe dovuto sostituire i criceti con delle persone?)

Esercizio 5: Riconoscere i sessi

Al primo incontro con Bob lo identifichiamo senza dubbio come un esemplare femmina. In seguito non abbiamo dubbi che si tratti di un maschio.

Che cosa fa sì che riconosciamo il sesso di una persona? Come mai - a differenza del criceto del film - noi ci sbagliamo raramente?

Provate a paragonare ciò che Bob fa all'inizio e alla fine del film. In cosa si differenziano i due personaggi? Quali sono le differenze di linguaggio corporeo, portamento, atteggiamento, aspetto fisico? (Prestate attenzione ai dettagli fisici: il petto, il mento, gli occhi...).

Potete dire qual è il momento preciso in cui il regista trasforma la femmina in un maschio? In che modo lo fa?

Come avviene che noi riconosciamo abitualmente il genere delle persone che incontriamo? Anche da molto piccoli, i bambini disegnano in modo diverso un maschio o una femmina. Come fanno?

In cima ad un foglio disegnate molte "uova" mettendole in fila una vicina all'altra: dei volti senza nessuna caratterizzazione. Distribuite tra gli alunni le pagine con le uova.

  • I ragazzi lavoreranno in coppia. Uno disegna una faccia su tre uova. Come fa a far capire se si tratta di un maschio o di una femmina? Il compagno identifica facilmente il sesso del personaggio? Può il disegnatore, con pochi segni della sua matita, cambiare il genere del personaggio raffigurato? Come si fa a trasformare un ragazzo in una ragazza e viceversa?

  • Si può fare lo stesso con delle silhouette? Come si fa a riconoscere una silhouette maschile da una femminile? Dalla vita, dai fianchi, dalle gambe? Com'è nella realtà? Paragonate la forma del corpo di un ragazzo e di una ragazza, prendendo in considerazione solo gli elementi secondari, non quelli direttamente sessuali.

  • Poi si possono usare vestiti e accessori per “trasformare” le silhouette in maschi o femmine. Che elementi uso per fare un ragazzo o una ragazza? Fate una lista degli elementi che avete usato. Sono accessori davvero tipici? Parlate degli stereotipi che hanno portato a quelle scelte.

Dibattito: ci sono ragioni “biologiche” nell'attribuire il genere di una persona. Possono gli studenti scoprire perché il nostro cervello ci fa dire “quello è un uomo” o “quella è una donna”? Avete mai sentito parlare degli stereotipi di genere?

E' mai capitato a qualcuno di loro di sbagliarsi su una persona di sesso opposto? E' mai capitato a qualche ragazzo di essere preso per una ragazza, o viceversa? Come si sono sentiti?

 

 

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