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ce un mondo a milano

Isabella, Elena e Sandrine. «Crediamo che sia importante smettere di farci raccontare l'immigrazione, ma che sia più vitale e arricchente andare noi stessi a scoprire le sue tante facce. E tutti noi dobbiamo fare la nostra parte, ognuno con il proprio stile»

A Milano ci sono persone che arrivano da tutto il mondo ma solo a volte abbiamo l'occasione di conoscerle. C'è un Mondo a Milano è nato per creare occasioni di incontro fra persone di diverse culture. C'è un Mondo a Milano non ha niente a che vedere con il volontariato, ma mette al centro la curiosità e la voglia di condividere le stesse passioni con persone che hanno storie e punti di vista diversi dai nostri. Alla pari.

Chi siamo? Isabella, Elena e Sandrine. Ci siamo definite "milanesi" ma nessuna di noi tre lo è.

Isabella è l'ideatrice del blog Onalim, Milano al contrario, dove ribalta i luoghi comuni sulla città e va alla scoperta di tutte le Milano che ci sono dentro Milano. "Invidio molto i bambini di oggi che hanno la possibilità di crescere in mezzo a bambini di culture diverse dalla loro. E sono stufa di sentirmi dire cosa devo pensare, nel bene e nel male, ho solo voglia di farmi una mia personale idea." 

Elena è una fotografa. Le piace mettere insieme le persone. In una foto e nella realtà. Quando ha lavorato a Expo, anche se non era un'appassionata di calcio, ha organizzato i mondiali di calcetto fra lavoratori di tutto il mondo. Ha cominciato da poco a portare in giro dei migranti facendogli fotografare Milano con il cellulare. Perché fotografare aiuta a vedere le cose, a trovare punti di riferimento, a sentirsi a casa e protagonisti della propria storia.

Credo sia necessario smettere di concentrarsi su esperienze negative e iniziare a essere protagonisti della nostra vita andando alla ricerca di esperienze positive.

Sandrine lavora con passione nel sociale, conosce il mondo dei centri di accoglienza. "Credo sia necessario smettere di concentrarsi su esperienze negative e iniziare a essere protagonisti della nostra vita andando alla ricerca di esperienze positive."

Ci siamo conosciute grazie al 20 maggio. E siamo la prova che il 20 maggio senza muri ha acceso qualcosa.

Siamo state subito incuriosite l'una dall'altra. Abbiamo cominciato a frequentarci e a girare un po' intorno al tema dell'integrazione. Avevamo voglia di fare un racconto diverso dell'immigrazione, Elena voleva fotografare tutte le persone e Sandrine voleva andare alla ricerca di storie positive da raccontare.

Poi però ci siamo guardate e abbiamo capito che non dovevamo essere delle mediatrici, ma che dovevamo fare incontrare gli altri, così come c’eravamo incontrate noi. Abbiamo capito che creare occasioni di incontro era la cosa più semplice e rivoluzionaria che potevamo fare. 

Così abbiamo scelto il nome, abbiamo fatto il logo in un'ora che doveva essere allegro e infatti lo è, e abbiamo aperto un gruppo su fb. Abbiamo invitato tutti a proporre qualcosa: una cena, una passeggiata, un incontro, un progetto da pensare insieme. In pochi giorni si sono iscritte quasi 300 persone. Abbiamo voglia di cercare un mondo a Milano, che è ovunque, è a scuola, in cucina, sul tram, al parco, a lavoro, nei nostri condomini.

Ci siamo incontrati lunedì scorso per la prima volta ed è stato molto bello. C'erano una ventina di persone, tutte con la stessa curiosità e voglia di conoscere il mondo a Milano. Ci incontreremo di nuovo il 2 dicembre per organizzare insieme una festa a fine gennaio. Ci divideremo in tre gruppi: chi penserà al cibo, chi ai giochi e chi alla musica. 

Siamo state invitate a Milano Mondo e abbiamo raccontato al tavolo socialità e cittadinanza attiva "C'è un mondo a Milano".

Al tavolo al quale abbiamo partecipato c'erano tante altre realtà che si occupano di accoglienza diffusa nei condomini e nelle famiglie e di attività sportive tra le quali il cricket che è il terzo sport più seguito al mondo. C'era anche l'Accademia di Brera che sta facendo la sua parte e chi da semplice cittadino non vedendo un futuro per chi esce dai centri di accoglienza ha provato a immaginarlo lui questo futuro. E gli stanno dando retta in tutta Italia. Hanno parlato anche persone arrivate in Italia che hanno imparato l'italiano, che non è una cosa facile, e come erano felici di dire che si erano fatti degli amici.

Crediamo che sia importante smettere di farci raccontare l'immigrazione, ma che sia più vitale e arricchente andare noi stessi a scoprire le sue tante facce. E tutti noi dobbiamo fare la nostra parte, ognuno con il proprio stile (libero, delfino, farfalla, rana, tartaruga), ma con lo stesso obiettivo comune. 

Sappiamo che ci sono persone difficili da intercettare. La più grande difficoltà non è la cultura ma è la lingua.

Sappiamo che ci sono persone difficili da intercettare. La più grande difficoltà non è la cultura ma è la lingua. Potremmo pensare a degli incontri dove insegnare l'italiano. Abbiamo tante altre idee, ma vogliamo anche che sia un percorso più spontaneo possibile, e non sapere cosa succederà ci dà la leggerezza necessaria per portare avanti questo progetto. Un progetto che farà nascere nuove amicizie.

C'è un mondo a Milano, andiamo a conoscerlo?

Vi aspettiamo qui https://www.facebook.com/groups/309803566164471/