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 20181209 cynthia nixon

In diretta da NYC il rush finale della sfida Nixon-Cuomo con false ed infamanti accuse di antisemitismo scagliate contro l'attrice attraverso materiale pubblicitario proveniente  dal Partito Democratico dello Stato di New York "ad insaputa" di Cuomo e dei dirigenti. Quanto a Bernie Sanders il silenzio su Cynthia e il supporto dichiarato in dirittura d'arrivo ai suoi due compagni di corsa dice quanto sia complicata  la strategia degli endorsement 

Oggi 13 settembre i cittadini dello stato di New York registratisi al voto per le primarie del Partito Democratico vanno alle urne per una delle sfide più calde ed attese in tutto il paese, quella che vede contrapposti per la posizione di governatore il potentissimo Andrew Cuomo, in corsa per il terzo mandato con  una quantità impressionante di denaro raccolto da pacs, superpascs, corporations e privati cittadini milionari e miliardari,  e la star progressista di Sex and the City Cynthia Nixon, che il suo budeget per la campagna elettorale se lo è costruito con le piccole donazioni della gente. 

Al momento della  candidatura dell'attrice  molte erano le perplessità degli osservatori indipendenti che temevano si trattasse dell’ennesimo caso di limousine liberal, ossia di quei ricchi personaggi spesso del mondo dello spettacolo che si professano progressisti ideologicamente ma che non hanno idea di cosa sia effettivamente la vita della gente comune e soprattutto quella delle classi più povere.

20181209 cynthia nixon 2Tuttavia sono bastati i primi comizi di Cynthia e una scorsa  al suo passato perché anche i più scettici si rendessero conto di trovarsi davanti ad una donna con con una grinta da combattente e ad un vero esempio di progressismo militante. Non solo la sua storia di attivismo vanta battaglie in prima linea per la scuola pubblica e per i diritti civili delle donne e della comunità LGBT, ma il suo programma contiene tutte le istanze “sandersiane”, compresa la  rinuncia ad anche un solo dollaro proveniente dal big money, primo comandamento che i progressisti devono osservare.  
In questo senso i suoi affondi contro Andrew Cuomo, che  raccogliendo milioni a palate dai ricchi donatori deve poi renderli sotto forma di favori e di leggi  come fanno  tutti i corporate democrats,  sono stati puntuali, precisi e circoscritti  fin da subito. Cynthia ha portato alla luce tutte le magagne dell'attuale governatore, per il quale lei stessa ha votato nel 2010 sperando in una gestione che avrebbe messo in atto le promesse fatte in campagna  elettorale. Come quella ad esempio di sistemare il sistema di trasporto metropolitano, di pertinenza del governatore,  che continua però a versare in condizioni patetiche; oppure quella di porre fine ai mega finanziamenti di Wall Street, salvo poi non farne nula come la stramilionaria  campagna del 2018 ha dimostrato. Inotre Cynthia lo ha apertamente sbugiardato dati alla mano su questioni che dimostrano la sua corruzione. Per esempio ha fermato un'investigazione iniziata dal  procuratore distrettuale di Manhattan su Harvey Weinstein dopo aver ricevuto un finanziamento dal suo studio legale. Un altro eclatante caso da molti assimilato al paradosso del Comme 22  è quello  della chiusura di una investigazione interna da lui stesso avviata nel momento in cui si stava avvicinando  alla sua persona. Alcuni suoi stretti collaboratori poi sono finiti nel mirino della giustizia come Joseph Percoco, suo consiglere di fiducia e suo quasi fratello, dato che Mario Cuomo lo considerava come il suo terzo figlio, condannato per aver ricevuto mazzette da 300.000 dollari da ditte coinvolte in lavori per lo stato.  

Insomma Cynthia ha mostrato la sua grinta fin da subito e  così gli endorsement da parte di tutti i movimenti progressisti piccoli e grossi, tra cui  Working Family  Party, (l'importante movimento politico che ieri sera ha organizzato una emozionante riunione di Election Eve con i candidati principali e molti ospiti) Our Revolution (prima e diretta costola di Adamo della rivoluzione politica di  Bernie Sanders),  hanno presto cominciato a piovere da tutte le parti. Cynthia è stata quindi  di diritto accomunata  agli altri candidati progressisti dalla carriera politica ormai consolidata come  Jumaane Williams e Zephyr Teachout, che sono in corsa oggi per le altre due posizioni chiave di vicegovernatore e di attorney general

 

20181209 Jumaane Williams 2

Jumaane Williams

20181209 Zephyr Teachout

Zephyr Teachout

Dopo  cinque  giorni trascorsi  a New York, inseguendo per quanto possibile alcuni degli incontri che rincorrono a ritmo frenetico,  un primo resoconto deve innanzitutto sottolineare  l’estremo sforzo sinergico che i vari comitati stanno mettendo in atto non solo per il loro specifico candidato, ma per il pacchetto completo. Moltissimo del materiale propagandistico è costruito sull'abbinamento dei candidati, quasi come se il voto per uno si portasse dietro automaticamente anche quello degli altri. Alcuni volantini vedono per esempio abbinati Nixon e Williams quasi fosse   un ticket unico, quando invece nel caso delle primarie  le corse  di governatore e vicegovernatore sono indipendenti e l'abbinamento per le elezioni del 6 novembre sarà dunque quello che vedrà uniti due vincenti di oggi. 

Il fatto che i tre principali candidati si facciano vedere spesso insieme, e siano così intrecciati anche nelle telefonate  e negli street canvassing (camminate porta a porta per portare materiale elettorale e convincere le persone ad andare a votare) di attivisti abituali e di volontari temporanei, così come il fatto che agli eventi collettivi o individuali partecipi di frequente anche Alexandria Ocasio Cortez, mette  in risalto  l'idea di unità, compattezza e forza del movimento progressista, che  in questo momento sta raccogliendo i primi veri frutti della semina di Sanders.

Una semina che abbiamo raccontato fin dal 2016, quando dalle contestazioni di Filadelfia dopo la nomina di Hillary era apparso chiaro che  la sconfitta di Bernie Sanders stava per innescare  un terremoto che si sarebbe fatto sentire. Forse le scosse non sono ancora tali da distruggere il sistema ma il movimento tellurico è inesorabilmente in atto e il fatto che Cuomo spenda 500.000 dollari al giorno per contrastare la sua rivale Nixon la dice lunga sui  timori suoi e dell'establisment democratico newyorkese. 

 

20181209 jumaane williams e cynthia nixon

Jumaanee Williams e Cynthia Nixon al rally della vigilia in un locale del Greenwich Village

Serratissimi sono stati gli impegni di tutti i concorrenti negli spostamenti per i vari quartieri di New York e per le varie cittadine e zone dello stato sempre all’insegna  del reciproco sostegno che  ha visto anche la presenza di personalità di rilievo del m ondo progressista, come la presidente di Our Revolution  Nina Turner, che domenica 9 ha affascinato la platea radunatasi in una piazza di Williamsburg a Brooklyn,  grazie alla sua travolgente enfasi da predicatore alla Martin Luther King e con la ricca gestualità. O come quella della simpaticissima  Kerri Harris, la candidata al Congresso per il Delaware che purtroppo non ce l'ha fatta contro il senatore Tom Carper ( da 42 anni su quel seggio), una donna positiva,  sorridente e combattiva, rappresentante come Cynthia del movimento gay,  che non si lascia scoraggiare perché "la rivoluzione è iniziata e indietro non si torna."

 

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Nina Turner

20181209 Alexandria ocasio cortez e cynthia nixon 2

Alexandria Ocasio Cortez e Cynthia Nixon incontrano genitori e studenti davanti alla Public School 304  nel Bronx. 

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Cynthia Nixon e Kerri Harris 

Sebbene Cynthia stessa definisca la sua sfida simile a quella di Davide contro Golia e sebbene Cuomo sia dato in testa nei sondaggi, le possibilità di un ribaltameto delle previsoni non sono comunque da escludere, come parecchie inaspettate vittorie progressiste,  quella di Alexandria in primis, hanno  dimostrato.
Tuttavia è anche vero che  il voto dell'intero stato non è equiparabile a quello di un distretto. Ma le sorprese non sono mancate neppure a livello governatoriale come nel caso di Stacey Abrams o di Ben Jealous, di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti, o come quella del sindaco di Tallahassee Andrew Gillum che il 29 agosto scorso si è guadagnato la nomina democratica per la corsa a governatore della Florida.

Lo stato di New York è tuttavia un osso duro e vedremo se tutta quella serie di strategie messe in atto per portare al voto soprattutto chi è troppo deluso dallo status quo, o come dice Cynthia dallo "status cuomo", possono riuscire  a prevalere sul generico "democraticimo" dei newyorkesi della upper-middle class. 

Ed arriviamo a Bernie Sanders. Qualche giorno fa è uscito dal silenzio e ha dato il suo endorsement a Jumanee Williams, un funzionario nell'amministrazione newyorkese iscritto all'organizzazione  DSA (Democratic Socialists of America) molto amato dalla gente per le sue battaglie,  e a  Zephyr Teachout, l'agguerrita candidata ala carica di attorney general che ha in programma di dare battaglia a Trump indagando negli affari del tycoon che hanno prevalentemente sede proprio a New  York. Bernie però su Cynthia non si è pronunciato. Alla domanda sulla questione che  oggi sono riuscita a porre a Cynthia davanti ad una scuola pubblica dell'alto Bronx, dove si trovava insieme ad Alexandria Ocasio Cortez, l'attrice ha diplomaticamente risposto che Bernie ha  agito consequentemente a quanto aveva  dichiarato fin dalla primavera scorsa,  ma di essere molto contenta per l'appoggio dato a Jumaane e a Zephyr. 

In effetti il silenzio di Sanders sull'aspirante governatrice sembra  più una mossa di real politik per non inimicarsi Cuomo date le sue alte possibilità di vittoria, che non un tradimento. 

Nel 2017 quando Cuomo, temendo l'avanzata progressista, aveva abbracciato un paio di istanze sandersiane come la paga minima di 15 dollari e il free college per tutti (che in effetti tanto free non è secondo le documentate testimonianze  di competenti attivisti con dati ufficiali alla mano intervistati in questi giorni), Bernie era sul palco insieme a lui. 

Tuttavia  si era anche espresso in maniera inequivocabile e perentoria contro Tom Perez,  lo yes man messo a capo del Comitato Nazionale del partito Democratico per eseguire gli ordini dell'establishment, quando in un evento pubblico  aveva dichiarato il suo sostegno ad Andrew  Cuomo, a dispetto degli impegni di neutralità presi al momento del suo insediamento.   Nell'intervista  rilasciata in quell'occasione Bernie Sanders, oltre a criticare aspramente Perez,  aveva rimarcato quanto lui stesso avesse subito durante le presidenziali del 2016 con l'establishment totalmente contro. 

Inoltre dopo avre dato apertamente dato il suo sostegno a  Zephyr Teachout e  Jumanee Williams, Sanders  ha anche dichiarato: 

"Il movimento progressista oggi  sta trasformando la politica americana da costa a costa. Questo giovedì gli elettori dello Stato di New York  possono fare un gran passo avanti votando tutti quei candidati che sono pronti a  trasfornare il Partito democratico e a combattere per la giustizia economica, sociale, razziale ed ambientale. "

Poiché non è nemmeno lontanamente ipotizzabile che Bernie non sia a conoscenza dell'agenda progressista di Cynthia,  della tenacia e preparazione con cui ha affrontato ogni singolo punto durante i suoi comizi, del sostegno e della fiducia che  fin dai primi passi della sua campagna elettorale si è guadagnata da tutte le organizzazioni che fanno capo a lui e  dell'intreccio reciproco di endorsement che Zephyr Teachout, Jumaane Williams e Cynthia Nixon hanno tra di loro, il fatto che non l'abbia  citata non è un tradimento del guru verso una sua accolita, ma la dimostrazione di quanto sia complicato gestire la strategia degli endorsement.

Ne è prova che  anche Elizabeth Warren, l'altra big dell'ala sinistra democratica, si è astenuta dall'esprimersi.  Del resto  Bernie non aveva dato il suo endorsmente neppure ad Alexandria, che pure era stata una sua attivista nel 2016,  salvo chiamarla subito dopo la vittoria di giugno contro Joe Crowley per averla al suo fianco per i comizi a favore dei candidati progressisti del  Kansas.

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Alexandria Ocasio Cortez

In conclusione di questo primo, molto parziale ed incompleto resoconto notturno, un  accenno ad un affronto a dir poco vergognoso che Cynthia Nixon ha subito da parte del Partito Democratico dello Stato di New York. L'altro ieri, vale a dire a due giorni dalle elezioni, sono stati recapitati alle famiglie delle comunità ebraiche volantini in cui Cynthia veniva accusata di anisemitismo, nonostante i  suoi due figli maggiori discendano da parte del padre da una famiglia che ha avuto vittime nell'Olocausto,  siano stati cresciuti nella religione ebraica e Cynthia stessa frequenti la sinagoga con i suoi figli. Il materiale propagandistico era a nome del partito Democratico dello Stato di New York.

Prontamente dichiarazioni di indignazione per una bugia così infamante sono arrivate da più parti, comprese alte figure della comunità ebraica. Anche Cuomo  non si è potuto esimere dallo scusarsi pubblicamente, dichiarandosi comletamente all'oscuro dell'accaduto, così come hanno fatto i  dirigenti del partito.  Quasi che, come Cynthia ha dichiarato, una cosa del genere potesse essere il frutto di  "errori di stampa".  Tuttavia a dispetto delle scuse, delle ritrattazioni e soprattutto del lunghissimo ed incessante lavoro di tutti gli attivisti per smentire la notizia casa per casa, si sa bene come funzionano queste cose: una volta insinuato il dubbio, perquanto  con le più meschine menzogne, il danno è fatto. A meno che non si ritorca contro chi è o dovrebbe essere responsabile  di qualsiasi cosa esca dagli uffici del Partito Democratico dello Stato di New York, ossia il suo governatore. 

 

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Zephyr Teachout, Jumaane Williams, Nina Turner e Cynthia Nixonal comizio di domenica 9 settembre a Williamsburg, Brooklyn

 

 

 

Gli autori di Vorrei
Elisabetta Raimondi
Author: Elisabetta Raimondi
Disegnatrice, decoratrice di mobili e tessuti, pittrice, newdada-collagista, scrittrice e drammaturga, attrice e regista teatrale, ufficio stampa e fotografa di scena nei primi anni del Teatro Binario 7 e, da un anno, redattrice di Vorrei.
Ma soprattutto insegnante. Da quasi quarant’anni docente di inglese nella scuola pubblica. Ho fondato insieme ad ex-alunni di diverse età l’Associazione Culturale Senzaspazio.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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