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Dossier. Ecologia dell'informazione. Intervista a Michele Mauri, direttore di Vivere, edita da Bellavite, e a Marta Migliardi, fondatrice e caporedattrice di Trantran, progetto di più recente nascita.

Vivere nel Trantran della Brianza può risultare monotono senza qualcosa da leggere per distrarsi. E Vivere e Trantran sono due riviste che offrono ai lettori brianzoli interviste e articoli. In modi diversi e forse complementari.

Vivere, edita da Bellavite, è la più anziana delle due. Diretta da Michele Mauri, nelle intenzioni si rivolge ad un target di manager, imprenditori e professionisti. Ma non solo. Vivere si pone come pubblicazione trasversale, capace di interessare allo stesso modo il dirigente d'azienda e la casalinga, gli insegnanti e il mondo dell'associazionismo. Chiunque in sostanza sia «alla ricerca di una rivista qualificata e allo stesso tempo d’evasione» dichiara il direttore Michele Mauri.

La più recente Trantran, rivista dal taglio fresco e giovanile diretta da Alfredo Rossi, punta su un pubblico interessato alla musica, al teatro, con un'attenzione particolare per i pendolari.

Marta Migliardi: Il ruolo della rivista deve essere di approfondimento, di riflessione e, perché no, anche di svago, di intrattenimento. Non siamo in concorrenza con chi fa cronaca quotidiana

Per misurare il pubblico di Trantran, la caporedattrice Marta Migliardi espone le statistiche del sito: «Conta circa 7000 iscritti, il 51% sono donne, il 49% uomini, di un età compresa tra i 25 e i 45 anni, ma non mancano lettori più giovani e sopra i cinquant'anni! Possiamo dire, dopo 4 anni di attività – aggiunge – che il nostro pubblico si è consolidato, ai nostri fedelissimi lettori se ne affiancano sempre di nuovi, a ogni uscita».

Entrambe a cadenza mensile (anche se Trantran non esce a luglio e agosto), contano molto sulla diffusione alternative alla vendita: Trantran è un vero e proprio free press, distribuito in 26.000 copie fra stazioni, bar e parrucchieri delle maggiori città del territorio, mentre Vivere distribuisce circa 15.000 copie fra associazioni, associazioni di categoria, enti pubblici e privati; solo una parte residua arriva in edicola. Ma come si mantengono queste riviste? «Vivere non gode di alcun finanziamento pubblico – risponde orgoglioso Mauri – i nostri ricavi provengono in gran parte dalla pubblicità». Anche Trantran si mantiene esclusivamente con la pubblicità, ma, fa notare Migliardi, non supera il 35% della rivista, «per non renderla un mero volantino pubblicitario». Trantran inoltre collabora con l'ENPA di Monza, a cui dedica 3 pagine gratuite al mese per appelli e campagne: per coerenza con questa collaborazione, su Trantran non si trovano pubblicità di pelliccerie.

 

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Se finora si è intravisto qualche punto in comune, la composizione delle redazioni inizia già a delineare un profilo diverso fra le due riviste: a Vivere «la redazione è composta da una dozzina di solidi collaboratori che sono con noi da anni – spiega il direttore Mauri – fra di loro ci sono giovani e meno giovani. In genere ci interesano poco i classici cronisti di formazione locale e privilegiamo giornalisti con un’esperienza più aperta – precisa – non importano tanto gli anni di lavoro alle spalle, ma piuttosto una certa aderenza al nostro progetto editoriale. Pur con tutti i limiti imposti da una rivista fatta con poche risorse, c’è spazio anche per i giovani».

Se a Vivere, dunque, lo spazio per i giovani è poco e va conquistato, Trantran è invece un progetto fatto da giovani coordinati da un giornalista esperto come il direttore Alfredo Rossi. Come racconta Migliardi, è collaborando a Trantran che i redattori della rivista (insieme a lei anche l'altra fondatrice Elena Gorla) hanno imparato come si costruisce un giornale in tutte le sue fasi. «Abbiamo tanti collaboratori giovani e assetati di conoscenza, pieni di idee e professionalissimi. I nostri grafici, Alberto Zanardo e Francesca Fawn Masperi, sono l'esempio concreto» aggiunge.

Anche sui temi trattati le due riviste manifestano due anime differenti: fedele alla propria trasversalità l'offerta di Vivere, «una rivista generalista con un’attenzione spiccata alla realtà e alle dinamiche economiche e produttive del territorio» spiega il direttore. Sulle pagine di Vivere si trovano interviste a personaggi famosi e servizi, brevi inchieste e rubriche ideate per un «lettore curioso di tutto».

20130925 Trantran Copertina FluoTrantran, dal canto suo, ha un'offerta maggiore di articoli di tema culturale, pur senza disdegnare attualità e reportage: «la nostra deve essere una rivista che si possa leggere sul treno, ma anche portarsi a casa – spiega la caporedattrice Migliardi, che ricorda con orgoglio la dimensione culturale di Trantran – cerchiamo di trattare temi anche con ironia e promuoviamo musica e arte a tutti i livelli: dagli emergenti a Piero Pelù. Non abbiamo famiglie facoltose alle spalle o appoggi politici – conclude – e non parliamo di politica sul nostro giornale».

A dispetto di quanto si possa pensare, il panorama informativo brianzolo rispetto a 5 anni fa si è ulteriormente infittito: se è vero che alcune testate vivacchiano o muoiono, è anche vero che è aumentata l'informazione locale online, sono nate alcune radio, Il Cittadino ha una TV... In questo panorama, qual è la funzione che può avere una rivista?

Secondo Marta Migliardi di Trantran, si tratterebbe di una funzione «di tradizione, di approfondimento, di riflessione e, perché no, sotto alcuni aspetti anche di svago, di intrattenimento. La nostra – aggiunge – è una rivista edita in maniera volutamente classica, che si può toccare, portare a casa, conservare. Non siamo in concorrenza con chi fa cronaca quotidiana».

Per Michele Mauri di Vivere, il punto chiave è la cura del dettaglio, giornalistico e tipografico, anche quando si opera con poche risorse. «Alla fine sono i lettori e gli inserzionisti i nostri giudici – spiega – in genere riscontriamo un certo gradimento proprio per la passione con cui facciamo il nostro giornale. Crediamo che ci sia ancora molto spazio per un’informazione più riflessiva, meno frenetica e sbrigativa, e soprattutto crediamo che ci siano ancora in circolazione lettori che amano prendere fra le mani una rivista su carta, sfogliarla e leggerla con calma».

Nonostante le differenze, entrambi i progetti editoriali si baserebbero quindi sull'attenzione alla qualità, non solo del prodotto che deve arrivare in mano al lettore, ma anche dell'informazione offerta. È interessante notare che entrambi gli interlocutori rifiutano l'espressione "rivista patinata".

La differenza fra la "classica" Vivere e la "nuova arrivata" Trantran è nel rapporto con internet: la testata di Michele Mauri, forte di un rapporto di lunga data con il territorio, si è limitata a sviluppare una versione sfogliabile online come questa, in tutto e per tutto uguale alla rivista cartacea. Del resto, come spiega il direttore Mauri, Vivere riesce ancora a mantenere con il suo lettore un rapporto non influenzato dalla modalità di fruizione delle notizie imposta da internet. Trantran ha fatto invece del proprio sito un ulteriore strumento di diffusione, capace di portare il nome della rivista lontano dai confini brianzoli, pur senza recidere il legame con il territorio. «Cerchiamo di essere attuali e nazionali, pur avendo una nostra identità brianzola» spiega Migliardi.

Entrambe le linee editoriali mirano allo svago del lettore: l'approfondimento deve riguardare argomenti che permettano di evadere, di astrarsi per un attimo dalla realtà di tutti i giorni. Con uno sguardo privilegiato sugli eventi e sui fenomeni all'ultima moda o leggendo di un personaggio particolarmente in voga o comunque interessante per il pubblico nostrano. D'altronde, ci vuole anche quello.

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Trantran è anche casa editrice: l'ultima opera pubblicata è Dylan Dog & Botolo: incubo a Montiscuri, realizzato in collaborazione con la Sergio Bonelli Editore. Il ricavato è devoluto a favore dell'Enpa.

Gli autori di Vorrei
Simone Camassa
Author: Simone Camassa

Nato a Brindisi il 7 maggio del 1985. Insegnante di Italiano, Storia e Geografia nella scuola pubblica, si è laureato in Lettere, in Culture e Linguaggi per la Comunicazione e in Lettere Moderne, sempre all'Università degli studi di Milano. Suona la chitarra elettrica (ha militato in due gruppi rock, LUST WAVE e BLACK MAMBA) e scrive poesie.

Appassionato di sport, ha praticato il nuoto a livello agonistico fino ai diciotto anni, per un anno ha anche giocato a pallacanestro. Di recente, è tornato al cloro.
È innamorato della letteratura in tutti i suoi aspetti, dalla poesia fino al fumetto supereroistico statunitense. Sogna di realizzare un supercolossal hollywoodiano della Divina Commedia, ovviamente in forma di trilogia e abbondando con gli effetti speciali.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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