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Dossier. Braccia ridate all'agricoltura. Intervista alla direttrice Antonella Pacilli sul centro di formazione professionale, nato nel 1902

 

I

ncontriamo la direttrice della Scuola Agraria del Parco di Monza, Antonella Pacilli, in un pomeriggio piacevolmente assolato di Maggio.

In fondo a uno stretto vialetto, circondato da ampi campi verdi, si annuncia la bella struttura di questa scuola, la Cascina Frutteto, esempio di architettura lombarda che già dal 1800 ospitava un centro di studi e di sperimentazione agricola.

Ci racconta Antonella Pacilli, che la scuola fu fondata nel 1902 da Aurelia Josz come Scuola Agraria Femminile, in particolare per dare istruzione e dignità alle donne contadine, da sempre considerate paria nella società del 900, ultime tra gli ultimi. Forse non sarebbe sbagliato definire questa scuola come precursore del femminismo.

20130516-Scuola-Agraria-FemminileDifatti la Scuola era in grado di garantire una formazione professionale moderna grazie a strumentazioni tecnologiche e scientifiche notevoli per l'epoca e all'ampio sviluppo dato alla sperimentazione. Le giovani diplomate, indirizzate verso nuove professioni e ambiti di lavoro autonomi e non competitivi con quelli maschili, si fecero portatrici di un'agricoltura più scientifica e aggiornata.

Il piano di studi prevedevano anche lezioni di economia domestica e piccolo allevamento come quello del baco da seta, e del pollame destinato all’autoconsumo e alla vendita e infine l’apicoltura.

Si può dire che furono le prime intuizioni della “multifunzionalità agricola”, tematica che oggi la Scuola riprende in chiave moderna, predisponendo in tale ambito una specifica offerta formativa.

La multifunzionalità agricola, ci spiega la direttrice, è la diversificazione delle funzioni svolte dall'imprenditore agricolo,in ambito produttivo, ambientale, paesaggistico, ricreativo, educativo, culturale; ovvero la capacità del settore primario di produrre beni e servizi secondari di varia natura insieme a prodotti destinati all'alimentazione umana e animale.

La dottoressa Pacilli sottolinea l'importanza che questa Scuola sia Ente Morale già dal 1920, e che ha nel suo DNA la promozione della formazione e della cultura nei settori del verde ornamentale e territoriale, dell'agricoltura multifunzionale, con particolare riferimento all'orto-terapia, alla valorizzazione ambientale, alla gestione sostenibile dei rifiuti e altre tematiche legate alla sensibilizzazione e al rispetto del territorio a cui unisce uno specifico impegno nell'ambito del disagio sociale, fornendo percorsi formativi a disabili psichici ad esempio affidando loro, ad esempio, la cura di un grande orto, le cui produzioni vengono consumate in loco nella mensa.

La forte spinta di urbanizzazione degli anni 80 mise in crisi la Scuola, che si trasformò raccogliendo l'eredità del passato e facendo sue le parole d’ordine di innovazione e progresso.

La Scuola Agraria opera nel Parco di Monza come centro di Formazione Professionale: tra i suoi obiettivi statutari persegue la valorizzazione dell'agricoltura, del paesaggio e del territorio, che persegue attraverso l'erogazione di corsi di formazione specialistica e aggiornamento professionale per giardinieri, arboricoltori, florovivaisti, forestali, tecnici e progettisti ed altro.

 

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La Scuola ha adottato il Codice Etico, che è garanzia di buon comportamento, di lealtà, di correttezza. Attraverso il coinvolgimento dei propri collaboratori, l'azienda previene comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per suo conto, garantendo un comportamento di qualità e di serietà imprenditoriale.

Collaborando con associazioni, aziende, imprenditori legati al mondo agricolo, come Assoverde, AIAP, Confagricoltura, CIA e tante altre, la Scuola ha creato una vera rete dove poter scambiare esperienze professionali tanto da integrare il proprio sito web con una pagina dedicata al lavoro un punto d'incontro virtuale tra domanda e offerta, con particolare riferimento al settore del verde ornamentale con una percentuale di successo e occupazione nel mondo del lavoro che fino al 2010 superava il 95%.

Eppure, sebbene le premesse per quanto sopra sembrino promettenti, non mancano i problemi, uno su tutti, che sentirlo dire e scriverlo pare una follia, è quello che la Scuola continui a rimanere nella Cascina Frutteto, mira da anni di speculazioni politiche per una destinazione d'uso diversa dall'attuale.

Relativamente al modello europeo, la Pacilli evidenzia che sebbene la Comunità Europea abbia idee chiare e precise sulle strategie di sviluppo nei settori dell'agricoltura, mancano dei veri professionisti istituzionali, leader capaci di applicare in Italia e in Lombardia, tali strategie.

Cosi come è evidente, da parte delle amministrazioni pubbliche, una mancanza di sensibilità e di coscienza del verde pubblico come parte fondante del benessere del cittadino.

Per fortuna, allo stato attuale, la Scuola Agricola gode di ottima salute, tanto da aver aperto una nuova sede a Roma nel Parco di San Sebastiano presso una struttura pubblica del dipartimento della Tutela Ambientale del Comune di Roma.

Nell'ultima domanda alla direttrice Pacilli chiediamo cos'è che distingue questa scuola dalle altre: «Qui nessuno resta indietro, tutti arrivano a raggiungere i propri obiettivi, che spesso equivalgono a trasformare i propri sogni in realtà».

 


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