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Vorrei | Rivista non profit

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Ottima organizzazione ma poca sostanza,
sarà per questo che nessun telegiornale o testata nazionale gli ha dato spazio?

 


Proviamo a ribaltare la questione. Il Forum Unesco ha dimostrato una volte per tutte che la Villa Reale è in grado di ospitare eventi di un certo rilievo internazionale, ed è  finalmente pronta per farlo. Ecco la notizia.  Se questo non avviene, qualcuno dovrà renderne conto ai cittadini. Dopo decenni di decadenza , il Palazzo che fu dei Savoia torna  a brillare con l’evento  che ha raccolto 170 delegati da oltre 50 paesi. Ottima organizzazione, il servizio di sicurezza ha funzionato, la splendida cornice ha dato agli ospiti la sensazione di essere immersi in un paradiso verde.

Era forse sbagliato chiedere di più a questo Forum. Se dal punto di vista organizzativo è andato tutto per il meglio, infatti, a non convincere  sono stati i contenuti.  Nelle stanze del Piermarini  si è parlato, e molto. Tra un catering e l’altro, però,  pochi sono stati i nomi di rilievo presenti all’evento, a parte l’ovvia parata di stelle della politica nazionale e locale. Una misura della considerazione di cui  ha goduto l’evento al di fuori di Monza  l’ha data l’assenza della presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia, annunciata come ospite d’onore all’apertura, e che invece si è collegata in videoconferenza nel giorno di chiusura per un intervento breve quanto banale. I delegati, tra cui molti stilisti e imprenditori dell’artigianato, apparivano sin troppo distesi e rilassati.  Che mancasse la tensione tipica degli eventi dove si decide qualcosa è stato  abbastanza evidente. La colpa, chiaramente, non si può attribuire ai presenti.

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Francamente, da un evento organizzato col patrocinio dell'Unesco era lecito aspettarsi di più. La sensazione, nella migliore tradizione,  è che il valore della manifestazione sia stato gonfiato al di sopra delle sue potenzialità.  Alle declamazioni altisonanti della vigilia, che indicavano in Monza addirittura“ la nuova Davos della cultura” (Massimo Zanello, assessore regionale guaedacaso alla Cultura ) ha fatto da contraltare una reale  scarsità dei cosiddetti “decisori”, i politici, cioè, e chi tiene in mano le leve del potere economico. Che a Davos ci sono.

Ciò che resterà della tre giorni brianzola è comunque la rete di relazioni create nei momenti di convivialità e nelle due  uscite serali, la prima al Cenacolo di Leonardo, e la seconda alla Scala. Non è poco. Tutto questo, conferma il sindaco Mariani,  uomo che da sempre bada al sodo, potrebbe tradursi in opportunità per le aziende del territorio.

Ma fuori da Monza si sono accorti tutti, e non solo per via della coincidenza col G20 di Pittsburgh, che questo vertice di culturale non aveva niente. Gli osservatori più attenti hanno capito che si trattava di un meeting di tipo  “commerciale”, una specie di fiera rilevante per il territorio, ma dallo scarso peso internazionale.  Sarà per questo che nessun telegiornale o testata nazionale gli ha dato spazio.

 


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