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Fra gli stand di MonzaPiù e i provini di X-Factor spuntano casinò e gioco online.
È questo l'esempio che il Comune di Monza vuol dare ai giovani?

Finito il Gran Premio. Sbaraccata MonzaPiù, la rassegna che ha il compito di accompagnare cittadini e turisti verso una corsa che quest’anno è apparsa un po’ sottotono, il circuito di eventi cittadino   si è sviluppato nel centro da poco restaurato dopo l’intervento in piazza Trento e Trieste. Evento clou, il concerto di Davide Van de Sfroos. A corollario,  il menù prevedeva  una mostra di fotografie a tema e un concorso fotografico intitolato alla memoria di Pepi Cereda, giornalista scomparso nel 2001.

In centro si è visto il solito viavai di gente dei giorni del Gran Premio. Ma  tra gli stand della neonata Provincia e la mostra di foto c'era una sorpresa. Un tavolo verde,  un casinò con tanto di croupier, gettoni e rastrelli sotto le mura dell’Arengario. Niente soldi veri, ma fiches gratuite per provare l'esperienza del gioco e come premi  gadget, portachiavi, penne. Se l'obiettivo era farsi pubblicità, pare sia stato raggiunto.  Molta gente incuriosita si affaccia, si avvicina, si cimenta infine  con le fiches messe a disposizione dall’organizzazione, quel Casinò di Campione i cui incassi, si legge sui siti specializzati, sono in diminuzione. E quale miglior occasione di un evento internazionale a mezz’ora di macchina per farsi un po’ di promozione?

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Niente di illegale. Chiaramente. Ma qualche  considerazione si impone. Vorremmo riflettere sull’opportunità  per un’amministrazione, quale che ne sia il colore,  di puntare sul gioco d’azzardo come risorsa a cui attingere. Non un bell’esempio, viene da dire. Ma non è l’unico nel passato recente.  Vediamo.

Qualche giorno fa a Monza, sempre in piazza Trento e Trieste, si sono svolte le finali del casting di XFactor, la popolare trasmissione di Raidue alla quale partecipa in veste di giurato anche il monzese Morgan, ex cantante dei Bluvertigo ed ex compagno di Asia Argento. Centinaia di ragazzi e ragazze si sono messi in coda con l’obiettivo di  “diventare la nuova stella della musica pop”.  Abbinato al carrozzone di Raidue ha viaggiato però per tutte le dieci date anche lo stand di Poker Club All In Tour, un evento promozionale di Lottomatica che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza del gioco del poker attraverso incontri con campioni delle varie specialità. Durante le selezioni,  racconta chi c'era, alcune hostess avrebbero distribuito ai presenti schede per giocare gratis. Niente di strano, dato che Lottomatica fa soldi con le scommesse.  Ma è normale che li faccia col patrocinio del Comune?

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La manifestazione è stata infatti organizzata sotto l’egida dell’assessorato alle Politiche Giovanili. In sostanza, si è promosso il gioco d'azzardo legandosi  per due volte a partner del settore. Pecunia non olet, si sa. In Brianza, soprattutto. Per  organizzare eventi di grandi dimensioni ne servono parecchi, di soldi. Ma forse non sarebbe male scegliere da chi riceverli. Sono noti i problemi di dipendenza dovuti al gioco (ce ne siamo occupati qui). È forse meno noto il tasso di diffusione delle scommesse tra i giovani, un fenomeno che se conducesse a un aumento della patologie conclamate da adulti, graverebbe, e parecchio, sulle casse comunali.  Appare strano che un’amministrazione possa ignorarlo.

Mentre  i Cag (i Centri di Aggregazione Giovanile) lottano quotidianamente per togliere i ragazzi dalla strada e offrire loro un’alternativa ai modelli proposti da televisione, e a volte anche dalle stesse famiglie -  dall’altra parte invece si rema al contrario.

Forse c'è un  po' di confusione. O forse non è il punto di vista educativo quello che conta.   “Ci fa molto piacere – ha dichiarato l’assessore  alle Politiche Giovanili Martina Sassoli -  ospitare le selezioni di 'X Factor' a Monza -  perchè ancora una volta diamo un segnale evidente del nostro sostegno ai talenti giovanili”.  Da quanto appreso da alcuni concorrenti, il tempo concesso a ciascuno per esibirsi è stato inferiore a un  minuto. Troppo poco per dimostrare di avere veramente  talento.  Soprattutto quando per far spazio alla trasmissione Rai si tagliano i fondi  a progetti come Overground, un  prototipo a livello nazionale giunto alla dodicesima edizione. Gira infatti voce che l’anno prossimo per la manifestazione, ridotta a corollario di XFactor, potrebbero non esserci soldi.

Fin qui i fatti. Proviamo a trarre qualche conclusione. Monza ha bisogno,  non da oggi, di cambiare marcia. In città non si fa cultura, mancano gli spazi - ma non le energie -  manca un coordinamento, manca persino la pubblicità a quel poco che c’è.

Il problema, però,  non è se vernirne fuori, è come venirne fuori. Quali interventi  ci saranno.  Che tipo di logica si seguirà. Se l’unica alternativa al nulla cosmico degli anni scorsi  è il velinismo (oltre al già sin troppo citato XFactor, durante la tre giorni brianzola si è tenuta anche l’elezione di Miss Autodromo, una sedicenne a cui auguriamo di continuare a studiare per garantirsi un futuro) o il gioco d'azzardo, a cui certo non mancano introiti, forse davvero, come direbbe qualcuno, si stava meglio quando si stava peggio. È apprezzabile la buona volontà di organizzare eventi per promuovere il brand di Monza.  E' comprensibile che XFactor sia una ribalta nazionale. Ma non basta questo. I mega-eventi duranto lo spazio di due giorni.  Quello che resta è ciò che vivono quotidianamente gli adolescenti e chi, con passione e impegno,  sta loro vicino. C'è da sperare che a loro sia riservata la stessa attenzione.