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A Monza una mostra per la giornata della memoria con le tavole di Spiegelman, Eisner Filman e gli originali di “La neve era bianca” di Elena Maitrello

È stata inaugurata sabato 23 gennaio la mostra “I fumetti della Memoria, scenari di sterminio” presso la Galleria Civica di Monza, dove rimarrà fino al 21 febbraio 2016.
Il sindaco di Monza Roberto Scanagatti ha aperto l’esposizione, contento di “Ricordare la giornata della memoria con una modalità che rispecchi il gusto dei giovani, usando i fumetti per commemorare questi eventi”. L’esposizione accoglie le riproduzioni tratte da tre lavori famosissimi, disegnati da quattro artisti internazionali: “Il complotto” di Will Eisner, “Maus” di Art Spiegelman e “Valzer con Bashir” di Folman e Polonsky, accanto alle quali si è voluto inserire anche un ricordo monzese alla Resistenza, con le tavole originali di “La neve era bianca” di Elena Maistrello.

L’assessore alla cultura, Francesca Dell'Aquila, si è unita alle parole del sindaco, esprimendo l’importanza di riportare questi drammatici temi ai nostri giorni con modalità che coinvolgano tutti, dai più piccoli ai più grandi.

 

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Agli interventi istituzionali è seguita la presentazione di Luigi Bona, presidente della Fondazione Franco Fossati e direttore del Museo del Fumetto di Milano «Il tema del non dimenticare è comune a tutti e tre i fumetti che qui presentiamo. Il fumetto non ha limiti, a differenza del cinema e della letteratura; con il fumetto si può raccontare minuziosamente una storia come quella de “Il complotto”, di come sia stato creato un documento falso che ipotizzava la conquista del mondo da parte degli ebrei». Questo documento, nonostante la sua falsità, è servito ad Hilter e continua a servire ad altri come lui allorquando sia necessario creare il nemico. Cosa fondamentale è che questi falsi non sono stati creati dai cattivi, come Hilter, ma da gente comune, da gente immersa nella normalità. La normalità, appunto, è l’altra caratteristica comune a queste storie, la normalità di eseguire gli ordini “dei quali non siamo responsabili”. Maus è il racconto di un sopravvissuto, convinto ed aiutato dal figlio a ricordare quei drammatici momenti, con lo scopo di disegnare un fumetto. “Per generazioni i sopravvissuti non avevano la forza di ricordare certe scene e certi fatti”. In questa graphic novel i protagonisti sono persone normali che improvvisamente si ritrovano deportati, la stessa normalità che ci circonda, appunto. “La cosa importante”, ha continuato Bona “è non ripetere gli stessi errori: gli errori della normalità”.

Il discorso del Direttore si è concluso con un elogio al fumetto: “Conoscere la tecnica del fumetto è fondamentale e le scuole stanno, lentamente, iniziando a comprenderlo”.

La mattinata di presentazione si è chiusa con una bellissima esibizione di archi dei ragazzi del Liceo Zucchi di Monza, che, per alcuni minuti, sono stati in grado di riportarci indietro nel tempo, partendo dalla suonata di brani ebraici, fino ad arrivare a musiche da film.

 

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Intervista a Luigi Bona

Come mai avete scelto di creare una mostra mettendo in risalto la “normalità” nella guerra piuttosto che i fatti storici?
È facile creare storia con il buono e il cattivo nel quale il buono è sempre rappresentato in un certo modo mentre il cattivo è sempre cupo e infimo. La normalità, invece, è più difficile da rappresentare, il cattivo lo possiamo trovare tra tutti noi, può essere il nostro vicino, l’immigrato o chiunque altro. La normalità che viene rappresentata in questa mostra è quella del '900 ma la normalità e la violenza alla quale ci stiamo abituando oggi è forse peggiore di quella qui rappresentata. A riguardo, è interessante osservare “Maus” di Art Spiegelman, in cui i personaggi sono rappresentati come animali, topi nello specifico. Questa scelta ha un fondamento importante: il fatto di rappresentare tutti i personaggi allo stesso modo, non influenza il nostro pensiero e ci fa focalizzare molto di più sugli atteggiamenti di quel personaggio, piuttosto che sul suo viso.

 

 

Come sono stati scelti questi fumettisti con le relative graphic novel?
Stiamo sicuramente parlando di tre best seller internazionali che hanno rappresentato meglio di molti altri questo terrificante periodo della nostra umanità. A partire da Folman e Polonsky von il Valzer di Bashir  che ha fatto anche un film legato a questo fumetto, fino ad arrivare a Spiegelman che racconta l’Olocausto attraverso i ricordi del padre sopravvissuto e, infine, Eisner, considerato il padre della grapich novel.

 

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I Fumetti della Memoria
Scenari di sterminio

Dal 23 gennaio al 21 febbraio 2016
+20900+Monza+MB
Galleria Civica, Via Camperio 1 MONZA

Orari: ore 15-19 da lunedì a venerdì ore 15-19
sabato e domenica ore 10-13 e 15-19
INGRESSO LIBERO

info: mostre@comune.monza.it – tel. 039 366381

 

lab redazione mondo 300laboratorio di giornalismo dedicato all'intercultura e all'immigrazione sul territorio brianzolo tenuto da Daniele Biella, promosso da Africa 70, Arci Scuotivento, Comune di Monza e Vorrei con il sostegno di Fondazione Monza e Brianza.

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