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20220423 foto intro

Nel mondo e nel tempo narrando in versi ai bambini

 

 

dedicato a voi tutti e in particolare ai bambini dell’Ucraina

Umberto De Pace, Patrizia Zocchio, Pippo Biassoni

  

Presentazione di Umberto De Pace

Disegni a cura di Pippo Biassoni 

 

 

dalla raccolta 

“C'ERA UNA VOLTA UN RE”

 

 

 

1 foto luglio 2022

 

L'UCCELLO E IL SEME

 

Un uccello, una volta,

beccando semi per terra,

ne trovò uno nè piccolo nè grosso

ma duro come un osso.

 

Lo era almeno per lui,

quindi, perciò, per cui,

lo lasciò stare

e riprese a volare.

 

Dopo un anno, in quel posto,

in quello stesso prato

dov'era già stato,

ritornò quell'uccello.

 

Era di primavera

e vide un alberello

che prima non c'era.

Gli chiese: – Ma chi sei?

Da dove sei spuntato?

 

Rispose la piantina:

Ma tu mi ci hai portato,

qui mi hai piantato tu.

Non ti ricordi più?

Ero un piccolo seme, un seme nero,

ma adesso sono un pero.

 

– Bello, sei proprio bello!  

disse l'uccello.

– Grazie del complimento, 

rispose il pero e mosse i rami al vento.

–  Quando ne avrai bisogno,

 

uccellino mio caro,

io ti darò riparo.

 

Passò un altr'anno.

Sul piccolo alberello

spuntarono gemme e fiori,

e fu ancora più bello.

 

I fiori poi divennero

gustosi frutti

e furono contenti tutti, tutti.

 

 2 foto luglio 2022

 

LA VOLPE GIUDICE

 

C'erano un cane e un gatto,

vivevano e mangiavano

sotto lo stesso tetto,

sotto la stessa tavola.

Erano cane e gatto

e spesso liticavano.

 

Ma poi fecero un patto:

«Al cane tutti gli ossi,

tutte le lische al gatto,

a ognuno quel che piace

e sia fatta la pace».

Detto, scritto, firmato:

«Tu non graffi, io non mordo,

vivremo sempre insieme

d'amore e d'accordo».

 

Ma un giorno, in cucina,

nel comune piatto,

trovarono una spina

di merluzzo. – È una lisca!

– disse convinto il gatto.

– Non dir sciocchezze, è un osso  

– disse il cane – e non posso

lasciartelo mangiare!

Tira di qua, tira di là,

presero a liticare

intorno al baccalà.

 

Com'era naturale

i due rivali finirono

davanti al tribunale.

Il giudice, una volpe,

rivolto al cane e al gatto,

disse: – Veniamo al fatto!

E il fatto fu spiegato:

il cane e il gatto

confermarono il patto

da loro stipulato.

La volpe pensa, pensa...

– I patti sono chiari, ma, però,   

il caso è un po' confuso...

Simulò di riflettere, pensare...

 

Poi, leccandosi il muso,

così sentenziò:

– Non è lisca nè osso, 

si chiama resca o resta.

Per poterlo provare

me la devo mangiare.

 

E, detto-fatto, oplà

scomparve il baccalà.

Scomparve nella bocca

dello scaltro volpone

che, masticando, disse:

– Buono, avevo ragione!

 

 3 foto luglio 2022

 

C'ERA UNA VOLTA UN OROLOGIAIO

 

C'era una volta un orologiaio,

un mastro sopraffino.

Un giorno, era il mattino,

gli capitò un bel guaio.

Lavorando con morse e con pinzette,

ritoccando e smontando un orologio,

perse la lente, perse il cacciavite,

perse una molla, perse le lancette...

Anche cassa e calotta erano sparite.

Cercò, frugò, indagò

e alla fine trovò:

le parti dell'orologio,

gli arnesi e gli strumenti

danzavano contenti

per terra, sotto il muro:

alberino, ingranaggio,

quadrante, bilanciere... 

Era bello vedere:

un cristallo con il perno a braccetto,

in coppia pulsantino e batteria,

una corona in testa all'uncinetto...

Festeggiavano l'ora dell'allegria.

 

Quello era invece un chiasso,

un vero grosso guaio

per l'orologiaio.

Che fece l'uomo allora?

Estrasse dal taschino una cipolla

d'oro, di marca «Omega»,

ed imbronciato chiuse la bottega.

 

Fuori c'era una folla

di parenti e amici,

ed altra gente usciva dagli uffici.

– Che succede? Cos'è? 

chiese l'orologiaio; era indisposto.

– È l'ora del caffe, – gli fu risposto.

 

 

 

Gli autori di Vorrei
Giacomo Scotti
Author: Giacomo Scotti

Nato a Saviano (Napoli) nel 1928, Giacomo Scotti raggiunse Fiume nel 1947 dopo brevi permanenze nel Territorio Libero di Trieste, a Lubiana e Pola. Cominciò a lavorare presso il quotidiano “La Voce del Popolo” diventandone il redattore e commentatore. Al tempo stesso, a cominciare dal 1948 – anno in cui pubblicò le prime poesie e i primi racconti sui periodi della minoranza italiana – imboccava la strada della creazione letteraria che non ha più abbandonato. Finora ha pubblicato, in Italia ed all’estero, 180 opere in volume: raccolte di poesie e di racconti, romanzi, opera saggistica, antologie. E’ stato tradotto in una ventina di lingue. Per la sua attività letteraria ha ottenuto numerosi e prestigiosi premi in Italia, Croazia, Slovenia, Macedonia e in altri paesi. Per ben dodici volte ha ottenuto il premio “Istria Nobilissima” per la narrativa, la saggistica e la poesia. E’ anche detentore del prestigioso Premio Città di Fiume.

Particolarmente importante è la sua produzione nel campo della poesia, compresa quella dedicata all’infanzia. Vanno ricordati, in particolare le raccolte C’ERA UNA VOLTA UN RE (1987), RACCONTINI DIVERSI E FAVOLE IN VERSI (1989), PAROLE RIDENTI (1968), C’ERA UNA VOLTA UN MAGO (1998), LA LUNA, IL GALLO ed altre poesie per i più giovani (2002), FAVOLE E STORIE DA RECITARE (2005), STORIELLE, STORIELLENE E FILASTROCCHE (2018). Alcuni di questi volumetti sono stati tradotti in lingua croato-serba. Qualche critico letterario ha definito Scotti “il Gianni Rodari della Piccola Italia d’oltre confine”. Sue poesie sono presenti sui libri di lettura delle scuole italiane in Croazia e Slovenia dalla prima all’ottava classe.

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