Vorrei | Rivista non profit

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Ci sono le opinioni e ci sono i fatti: la Brexit non sta cagionando disastri, il debito pubblico italiano è certificato come sostenibile, la questione banche non è sotto controllo per niente.

 

Oggi parliamo di bugie, fregnacce, balle, puttanate: quelle cose che i moderni definiscono post-verità, tra una cena in piedi a base di finger food e l’altra.

 

Nell’agosto scorso, avevamo discusso dei primi effetti della Brexit, dimostrando come non si stesse avverando alcun scenario catastrofico a valle del voto referendario. Ora abbiamo qualche dato a consuntivo in più per argomentare.

 

Il PIL in Gran Bretagna aumenta e non diminuisce:

 

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La disoccupazione scende ancora, mica aumenta:

 

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Migliorano le esportazioni, ma guarda:

 

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E migliora pure il valore assoluto delle buste paga:

 

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Ma ecco che, dagli stessi che vaticinavano immediati disastri post Brexit che non avevano fondamento né storico né scientifico (ma ideologico sì), arriva di nuovo il ditino alzano: “Eh ma per la vera Brexit ci vogliono due anni”.

Caro lettore catastrofista, non so se ti sia chiaro il concetto: ti sei fatto prendere per i fondelli due volte (ad un amico ho scritto “ti hanno fatto fesso” e mi ha risposto che non gli piaceva l’espressione, dunque la cambio perché vengo in pace e fratellanza). La prima, quando hai creduto che dal giorno successivo al referendum sarebbero accaduti sfracelli. La seconda quando ora ti ricordi che ci vogliono due anni di negoziato. Gli stessi due anni che ci volevano anche prima ma gli sfracelli sarebbero accaduti comunque subito, veloci veloci, già il 24 Giugno 2016.

 

Nel dicembre 2016 avevamo invece presentato le dotte analisi di Tito Boeri, presidente INPS: diminuiamo le pensioni, così le persone schiattano prima e noi risparmiamo rendendo il nostro debito pubblico più sostenibile. Ah sì? Più sostenibile di quello che è record europeo secondo la stessa Commissione? [credits a questo compatriota]

 

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Tagliare il debito (ossia la pensione del vecchietto, il reddito del lavoratore, la commessa dell'impresa) è del resto il mantra dei nostri governanti. Per qualcuno, boom, è una questione di educazione, che cacchio:

 

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Lo stesso qualcuno (Padoan Pietro Carlo) che è capace di calembour di questo tenore, un novello Flaiano non pienamente compreso: lo scudo per difendersi ci vuole ma la situazione non è mica grave. Ossia mi doto di atomica, hai visto mai le pericolose zanzare?

 

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No Pier Carlo, amore mio, la situazione è grave ma non seria e tu non sei Flaiano.

 

Tanto per dire quanto si sia sul registro della gravità e della mancanza di serietà, dal 23 dicembre ci sono migliaia di persone con in mano azioni Monte Paschi che sono sospese a tempo indeterminato dalle contrattazioni di borsa. Come se fosse la cosa più normale del mondo: ti blocco i soldi investiti, non ti faccio sapere niente, cazzi tuoi e chi si è visto si è visto. Ce lo chiede l’Europa, con quello stile così British, elegante, da perfetto remain col cerino in mano. 

Gli autori di Vorrei
Ivan Commisso
Author: Ivan Commisso

Vado per i quaranta, mi occupo di soluzioni pubblicitarie online in una grande concessionaria. La mia formazione universitaria è economica. Sono giornalista pubblicista e su Vorrei scrivo per lo più di economia perchè da lì verranno (ulteriori) problemi e su quel tema si dicono un sacco di fesserie. Nota Bene: mi piacciono le metafore, i dolci e la Calabria.

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