“Siamo il gruppo peggio assemblato d’Italia, ma grazie a questo riusciamo a ottenere un suono diverso. Non migliore, non peggiore. Diverso.”

 Ritmiche punk, riff hard rock e screaming prepotente, ecco il mix che crea il suono dei Seditius e che rispecchia le differenti influenze dei componenti: chi ascolta hard/prog-rock anni 70, chi ascolta rap, chi la “gente che urla”, chi suona da sempre jazz. Ne fuoriesce una musica di sicuro impatto, che disorienta chi si affida alla pura definizione del genere hardcore. Se Deep Purple e Led Zeppelin, ai loro tempi, sembravano cattivi, i Seditius li hanno rispolverati per donare alla loro musica una grinta rinnovata, conferita in particolar modo dalla voce graffiante di Noodles, scatenato front man sul palco.
Ragazzi che suonano per “gasarsi e divertirsi”, per conoscere gente nuova e nuovi luoghi in cui esibirsi. Irriverenti per scelta, anticonformisti per genetica e sostenitori del pensiero libero e individuale. Non offrite loro da bere con un secondo fine, ma solo se vi fa davvero piacere farlo.

 



 

L’INTERVISTA


Raccontateci la vostra storia, come nasce il gruppo?

La primissima formazione nasce nel 2005, ma è nel 2008 con l’entrata di Nerchia al basso e di Abbondanza alla batteria che si formano gli attuali Seditius.


Come è ricaduta la scelta su questo nome?

I sediziosi, da definizione, sono quelle persone che fanno casino per il puro piacere di fare casino, e a noi piaceva l’idea di riportare questa cosa in ambito musicale. Poi per un errore di battitura nella versione inglese della parola (seditious) è venuta fuori questo termine latineggiante che è Seditius (da leggersi appunto sedizius alla latina, ndr).


E dagli albori della vostra formazione, quanti concerti siete riusciti a fare?

Dal 2005 possiamo dire di aver fatto una cinquantina di concerti, la maggior parte suonati con la formazione attuale, composta di cinque persone con la reale voglia di suonare. Ora, infatti, ci è più facile muoverci per i concerti.

 

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Pubblicazioni all’attivo?

Il primo demo è uscito nel 2006, il primo disco invece nel 2008, un sette pollici split uscito l’anno scorso, un EP online uscito nell’estate 2010 ed il disco che presentiamo stasera, “Carne da Macello”, che è il primo con questa formazione. Contiene 10 pezzo di cui 3 in italiano, i primi scritti nella nostra lingua. Le sonorità si discostano poi dalle prime pubblicazioni, che avevano un stampo molto punk-rock, mentre in questo disco c’è una forte vena anni 70 e una grande varietà fra i vari pezzi.  Il genere che ne viene fuori è qualcosa di inedito e originale, un misto tra l’hard-core americano anni 80 e il rock dei 70, un genere difficilmente incanalabile. Questo è un vanto per noi.


Parliamo della situazione in zona Monza e Brianza. Come ci si trova a cercare membri per un gruppo?

In Brianza c’è un sacco di gente che suona, nessuno però approccia la cosa seriamente. Per suonare, qui dove abitiamo noi, ci sono degli sbattimenti da fare, devi investire del tuo, in senso economico e temporale. E non tutti sono disposti a impegnarsi in questo senso. Nonostante questo in Brianza ci sono delle situazioni positive che ti consentono di divertirti suonando.


A questo proposito com’è la situazione dei locali che fanno suonare gruppi originali?

In generale in Italia è una situazione ardua, e anche qui in zona si trovano per la maggior parte locali che fanno suonare più che altro le cover band, prediligono il pubblico che il gruppo porta piuttosto che la qualità della musica che il gruppo fa. Noi per esempio, anche se suoniamo musica pestata, spendiamo un sacco di tempo in sala prove, stiamo attenti alla composizione e, in fase di registrazione, ci sta a cuore la qualità del suono e per ottenerla ci rivolgiamo a dei professionisti. In Brianza, però, bene o male qualche locale che dà attenzione ai gruppi originali c’è, anche se comunque lo sguardo al soldo e al pubblico che si fornisce c’è. Alla fine nei locali ci sono tante spese, e questo ragionamento è anche comprensibile, solo che andrebbe distinto il fare business dal fare arte.


E dove vedete il problema voi?

Per noi il problema è che in Brianza la gente è troppo impegnata a farsi una posizione lavorativa e a spendere le giornate a lavorare, tanto che la sera arriva senza più la voglia di divertirsi. E qualunque altra cosa che non sia il lavoro, appunto, tra cui la musica, passa in secondo piano.


E che tipo di soluzione trovereste a questo problema?

Secondo noi ci vorrebbero un sacco di posti in più in cui suonare, partendo dai centri sociali che non andrebbero chiusi, dato che sono i luoghi in cui più facilmente si ottiene una serata e in cui si vive meglio la musica. Sembra che si faccia di tutto per eliminare il piacere della musica, partendo dal limite di 80dB per le casse, e per rovinare i luoghi di aggregazione, dato che secondo noi le autorità vogliono che la gente non stia insieme. Purtroppo l’Italia è un paese vecchio. In Svezia, ad esempio, le sale prova sono gratuite, ma ci sono tante cose che all’estero funzionano meglio che qui, perché all’estero sono fatte per funzionare, non per far mangiare qualcuno e qualcun altro no.


A chi suggerireste di ascoltare i Seditius?

Alle MILF!! [ridono]. Suggeriamo di ascoltarci a chi ha una mentalità aperta e si è stufato delle solite cose che ascolta in giro, perché di sicuro in noi trova qualcosa di diverso. Anche se poi non dovesse piacere, però troverebbero qualcosa che di sicuro hanno sentito meno.

 

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Foto di Davide Di Tria



Seditius live @ Honky Tonky
Componenti: Noodles (voce); Mat (chitarra solista); Lorenz (chitarra ritmica); Nerchia (basso); Apu (batteria).
Città: Cesano Maderno; Nova Milanese; Desio; Muggiò.
Genere: hard-core “settantuso”
MySpace: http://www.myspace.com/seditius