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Vediamo da vicino quale sorte spetta alla Villa Reale di Monza per i prossimi 30 anni secondo il bando in scadenza nelle prossime settimane

Per fortuna non ci vuole Wikileaks per conoscere i "segreti" del bando che sta per assegnare in concessione la Villa Reale di Monza per 30 anni ai privati. Al Consiglio comunale di lunedì 29 novembre Infrastrutture Lombarde, l'azienda della Regione Lombardia che sta gestendo la gara, ha presentato delle slide (click qui per scaricarle) in cui si capisce bene di cosa stiamo parlando: dalle destinazioni per le superfici ai criteri individuati per l'assegnazione, tutto è spiegato per filo e per segno con tanto di puntualizzazione su un aspetto che sul documento e nelle parole dei relatori è tornato più e più volte: "l'intera villa resterà accessibile a tutti per tutto l'anno", ovvero tutti i piani della Villa saranno "spazi aperti al pubblico". Due begli slogan che ricordano tanto quelli degli ipermercati: "Aperti 365 giorni l'anno!", ci manca il 3x2, la carta fedeltà e siamo a posto.

Non sappiamo chi abbia messo in dubbio che le porte possano essere aperte tutti i giorni, come pure non sappiamo come ciò possa rassicurare chi in questi mesi sta vivamente protestando contro il bando. Il paragone con gli ipermercati torna ancora utile: anche negli Auchan, negli Ipercoop e nei Carrefour possiamo entrare tutto l'anno - e ci credo! come ci spennerebbero sennò - ma per questo dobbiamo pensare che non siano spazi privati? Ora, tutto questo ribadire che la Villa Reale sarà aperta tutto l'anno può farci dimenticare che due dei suoi piani saranno adibiti a negozi, ristoranti e bookshop? potrà farci soprassedere sul fatto che il pubblico non potrà mettere becco sull'uso che il concessionario farà della parte restante?

Nel bando avranno previsto delle direttive, direte voi. Andiamo a leggere i criteri previsti:

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Nella parte evidenziata ci sono tutti i criteri che riguardano le modalità gestionali. Voi vedete qualcosa che impedisca la lotta nel fango? lo schiaffo del soldato? il lancio del nano? Va bene che comunqe nessuna di queste strambe attività saranno mai presentate - solo perché poco redditizie, mica per altro - ma nella città dove si usa piazza Duomo per gare di lancio del telefonino qualche timore potremmo sempre averlo.

Stiamo scherzando ovviamente, ma fino ad un certo punto. Il privato vorrà fare cassa, che di per sè non è un tabù, ma a quali condizioni? Basteranno la miseria dei 12 punti previsti a favore di chi offre il miglior "Progetto gestionale e tipologia di attività proposte nei piani nobili del corpo centrale"? E chi giudicherà la qualità di queste proposte? in base a quali criteri?

Quindi: Villa Reale aperta tutto l'anno per i clienti di ristoranti, negozi, bookshop e cos'altro vorranno mai fare i fortunelli che si aggiudicheranno la gara, ma Villa Reale che per 30 anni nessuno ci assicura che potrà ospitare manifestazioni davvero degne delle aspettative della città: mostre d'arte, il museo della Villa stessa, manifestazioni di grande respiro come festival culturali.

Mariani e Infrastrutture Lombarde si vantano di voler rimettere a nuovo la Villa Reale senza costi per il Comune di Monza e senza pagare la manutenzione (ci mancherebbe pure!), ma non considerano un aspetto molto semplice: se la cultura è un costo che il Comune non vuole accollarsi, perché dovrebbe accollarselo il privato? Chi ci assicura che la Villa non si riempirà di balli delle debuttanti, matrimoni, convention della Folletto? Nessuno, però potremo parteciparvi. 365 giorni l'anno. Wow, che fortunati che siamo.

 

Di seguito alcune delle slide presentate da Infrastrutture Lombarde che mostramo le destinazioni previste per il corpo centrale della Villa Reale di Monza. Più in basso il file integrale e infine il bando completo.

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Gli autori di Vorrei
Antonio Cornacchia
Author: Antonio CornacchiaWebsite: www.antoniocornacchia.com

Mi chiamo Antonio Cornacchia, per gli amici Ant (nel senso di formica). Sono art director e designer della comunicazione, ho studiato all'Accademia delle Belle Arti.
Come esperto di comunicazione visiva, curo campagne pubblicitarie e politiche, progetti grafici ed editoriali. Studio e realizzo siti web per giornali, istituzioni, aziende, enti non profit.
Dal 2008 dirigo la rivista non-profit Vorrei di cui ho ideato anche il progetto editoriale. Sono giornalista pubblicista dal 1996.

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