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Ripropongo questo mio manifesto, anche a rischio che sia una voce che grida nel deserto, nella speranza di innescare la consapevolezza su un patrimonio storico-culturale di dimensione universale del tutto ignorato: l’Imperial Regia” Villa e Parco di Monza.

Su questo monumento incombe un Master Plan regionale, che meglio si definirebbe Monster Plan o addirittura Murder Plan.

Questo piano dividerebbe in due il Parco di 700 ettari, cancellando definitivamente il suo disegno paesaggistico unitario, capolavoro di Luigi Canonica, concepito nel 1805 in competizione con quelli di Versailles e Schoenbrunn

La metà del Parco a nord del Viale Vedano, circa 300 ettari, verrebbe trasformata in una “Cittadella dello Sport”, cioè in un luna park motoristico, sostanzialmente privatizzato. L’altra metà verrebbe declassata a generico parco periurbano, del tutto anonimo.

 

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La demolizione del rudere-ecomostro detto “Pista di alta velocità”, irrilevante per la formula 1, è essenziale per il restauro. Era prevista dall’articolo 5 della concessione all’Autodromo degli anni novanta del secolo scorso, ma spudoratamente e in modo impunito non realizzata. Occorre reintrodurre quella norma nella concessione.

 

Prego chi mi legge di diffondere il seguente manifesto:

Demolire i ruderi dell'eco mostro detto “pista di alta velocità” nel Parco di Monza. Restaurare il disegno paesaggistico di Luigi Canonica. Ottenere l’inclusione della “Imperial Regia” Villa e Parco di Monza tra i beni patrimonio dell'umanità dell’Unesco.

  • È stata abbandonata due volte per scarso interesse sportivo
  • Le curve sopraelevate si sono rivelate errate progettualmente e mal realizzate
  • È stata rifiutata da piloti e scuderie per la sua pericolosità
  • Ha danneggiato l’immagine internazionale dell’autodromo
  • Ha devastato e devasta il cuore del disegno paesaggistico del parco, di valore culturale e ambientale internazionale
  • Non ha sane prospettive economiche, se non ulteriormente devastanti

Il restauro consentirebbe il recupero di parti essenziali del disegno paesaggistico, quali il viale Mirabello nella sua integrità, il Rondò della stella, il Bosco Bello, il Serraglio dei Cervi

L’ inclusione tra i beni patrimonio della umanità dell’Unesco avrebbe una altissima e permanente valenza non solo culturale e ambientale internazionale, ma anche economica.

 

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 Mostri di cemento nel Parco di Monza, servizio di Gimmi Perego, 24 Settembre 2008

Sopraelevate: un caso di prepotenza, ignoranza, spreco di risorse, di Giacomo Correale Santacroce, 30 Settembre 2013

Gli autori di Vorrei
Giacomo Correale Santacroce
Giacomo Correale Santacroce

Laureato in Economia all’Università Bocconi con specializzazione in Scienze dell’Amministrazione Pubblica all’Università di Bologna, ha una lunga esperienza in materia di programmazione e gestione strategica acquisita come dirigente e come consulente presso imprese e amministrazioni pubbliche. È autore di saggi e articoli pubblicati su riviste e giornali economici. Ora in pensione, dedica la sua attività pubblicistica a uno zibaldone di economia, politica ed estetica.

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