20260622 bosco

 

Comunicato Stampa

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Riceviamo e pubblichiamo

La scelta di realizzare uno studentato al Polo Istituzionale di Monza è una scelta errata dal punto di vista ambientale, ma è anche una scelta ormai inflazionata e non adeguata di un servizio sociale abitativo legata al diritto allo studio.

Si tratta ormai, a nostro parere, solo di “trasformare l’housing studentesco in business immobiliare”.

Quanto denunciato lo si rileva dai documenti di cui al Masterplan approvato dalla Giunta Comunale, dai quali risulta che solo il 30% delle camere per studenti che verranno realizzate sarà convenzionato al diritto allo studio. Il restante 70% sarà a mercato libero e quindi con prezzi molto elevati per le famiglie con reddito basso/medio, già in difficoltà per l’inflazione e i redditi di lavoro bloccati.

Per dare un’idea della dimensione economica, a Milano nell’ ex Villaggio Olimpico trasformato in studentato, ci sono 400 posti letto con tariffa agevolata (solo camere doppie) su un totale di 1.700 posti letto (solo il 23,50% circa in DSU) con i seguenti prezzi: tariffa agevolata camera doppia a studente € 627, doppia non agevolata € 815, singola € 1.095, singola con criteri di accessibilità ed inclusività € 737, doppia ad angolo € 1.012.

Anche la collocazione dello studentato in una zona lontana dal centro della città e priva di servizi non risponde ai criteri minimi ministeriali che richiedono che: 1) l’immobile deve essere integrato nel contesto cittadino al fine di costituire un continuum nel tessuto sociale e dei servizi.; 2) il servizio abitativo deve essere collocato in modo da poter usufruire dei necessari servizi complementari alla funzione residenziale e alle funzioni connesse alle attività di tempo libero degli studenti; 3) la dislocazione della Residenza per Studenti deve tener conto della facile raggiungibilità delle sedi universitarie e dei servizi che possono maggiormente interessare la popolazione studentesca, verificando che ci siano nelle vicinanze fermate dei mezzi pubblici di trasporto cittadino, percorsi a piedi e ciclabili.

Infine, questo progetto, seppur finalizzato a dare una risposta per gli studenti fuori sede che frequentano l’Università Bicocca sede di Monza, arriva per ultimo, a fronte di un’offerta immobiliare già avanzata che ci appare ormai “inflazionata”.

Infatti, per quanto riguarda la zona in prossimità con Monza, vi sono i seguenti interventi:

- lo studentato di via Milanese 1 Sesto S. Giovanni, di fronte al Centro Commerciale Sarca, di 500 posti letto (14 piani, 17.000 mq), con solo 72 camere con tariffe DSU, edificio completato;

- lo studentato di via Acciaierie in Sesto S. Giovanni, di 700 camere per 800 studenti (16 piani, 22.000 mq) in via di completamento;

- il Campus Universitario in viale Marelli Sesto S. Giovanni, per oltre 1.000 studenti, in via di costruzione.

Il progetto dello studentato al Polo Istituzionale è partito con un difetto di origine: non è stato preso in considerazione che su quell’area è sorto in più di vent’anni un rigoglioso bosco spontaneo per la maggior parte formato da pioppi: si tratta di 35.774 mq di bosco, di cui 18.437 mq di fustaie, bosco maturo, e 17.337 di bosco di nuova formazione, tutelato per legge, sia forestale che paesaggistica.

In seguito della denuncia/segnalazione di Legambiente Monza del 04/06/2025 indirizzata a tutti gli Enti interessati, il Demanio il 10/07/2025 ha richiesto la caratterizzazione del bosco in questione.

A nostro parere è stato un grave errore pianificare un intervento edilizio su un’area soggetta a tutela forestale e paesaggistica. Persistere è tuttavia diabolico, vista la debolezza del progetto sociale qui evidenziata, dando per scontato che gli Uffici competenti della Regione Lombardia e della Soprintendenza daranno l’autorizzazione al taglio totale del bosco. Infatti il colpo di grazia del bosco è il previsto insediamento del comando della Guardia di Finanza (a fianco del Commissariato e della Prefettura).

La Regione e la Soprintendenza dovranno tener conto che per la trasformabilità del bosco è necessario che l’edificio che verrà realizzato sia inquadrabile come opera pubblica o uno studentato con solo il 30% di posti letto DSU ci sembra difficile definirlo un servizio pubblico, nonché che siano rispettati gli obiettivi ambientali della valutazione DNSH (“Do No Significant Harm”, “Non Fare Danni Significativi”) ai sensi del regolamento sulla Tassonomia (Regolamento UE n. 2020/852) in quanto:

- la realizzazione del nuovo edificio, dei parcheggi sotterranei e della piazza, rispetto al bosco esistente, comporteranno inevitabilmente, anche in casi di progettazione miticante, più inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e di rumore, distruzione di biodiversità e ecosistema, distruzione degli habitat e delle specie che hanno trovato a casa nel bosco, rispetto alla situazione esistente prima del suo avvio.

La normativa regionale che prevede una compensazione in caso di trasformabilità del bosco, se ne ricorreranno i presupposti, è comunque subordinata alla normativa di diritto europeo che mira a non finanziare opere che arrechino danni significativi agli obiettivi ambientali sopra citati.

In un incontro che questo Coordinamento ha avuto con l’Università Bicocca di Milano, che è parte attiva dell’Accordo di Programma che rende possibile l’opera, abbiamo cercato di sensibilizzare e far comprendere come il progetto dello studentato sia dannoso da un punto di vista ambientale e non adeguato per collocazione e offerta DSU.

Pertanto facciamo appello all’Università Bicocca affinché verifichi con maggiori approfondimenti, anche normativi, i pro e i contro del progetto, con uno sguardo anche al contesto delle offerte di mercato delle residenze per studenti già realizzate nelle vicinanze di Monza e dell’Università, valutando se esso mantiene ancora una sua validità e se sia condivisibile dall’Università.

Per tutti i motivi sopra esposti, dati i molteplici spunti di criticità economica e speculativa, ambientale e sociale del progetto, il Coordinamento, mentre ribadisce la propria contrarietà al progetto, chiede al Comune di Monza che l’eventuale attuazione del Masterplan approvato sulle aree pubbliche demaniali, se riterrà di non modificarlo, avvenga almeno attraverso un Piano Attuativo e non attraverso un Permesso di costruire convenzionato, come prevede la normativa del PGT vigente e come alternativa ipotizzata nel Masterplan, strumento peraltro non previsto dalla legislazione italiana. Riteniamo che il PA sia il procedimento necessario, data la complessità e le dimensioni dell’intervento e la sua significativa ricaduta per carichi urbanistici, soggetto a osservazioni e quindi a un percorso pubblico e trasparente. Nel frattempo le firme contro quell’insensato progetto edificatorio e conseguente taglio del bosco hanno superato le 32.000 adesioni.

Il Coordinamento dei Comitati e Associazioni di Monza

Monza, 21 giugno 2026