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FIAB a Monti: crisi come opportunità per eco-mobilità
Il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia fa appello al Governo Monti di prestare la massima attenzione ai temi della mobilità sostenibile e di cogliere l’occasione di crisi nazionale come opportunità di cambiamento e di rilancio della mobilità eco-compatibile a partire da quella ciclistica. Ciò che non è stato fatto in questi anni da tutti i passati governi. Mentre la crisi economica fa sentire pesantemente i suoi effetti, il nostro Paese affronta con una rinnovata compagine di Governo questa delicatissima fase. Si annunciano nuovi sacrifici con tre parole d’ordine: rigore, sviluppo, equità. Questo dovrebbe escludere quei “tagli lineari” che, tante volte, hanno penalizzato senza alcun criterio settori già duramente colpiti. Ma le preoccupazioni non mancano. La manovra finanziaria che verrà illustrata a breve dal presidente del Consiglio Mario Monti conterrà tagli importanti anche in un settore già fortemente penalizzato come quello del trasporto pubblico.
Le prime indiscrezioni dicono, infatti, che il trasporto pubblico locale (TPL), per il quale sono stati previsti finora trasferimenti solo per 400 milioni di euro, non sarà alimentato da altre risorse: perderebbe dunque più di 1 miliardo e mezzo rispetto agli anni passati. Che si aggiungono ai pesanti tagli agli enti locali, e rischiano di compromettere definitivamente anche l’erogazione di servizi per la mobilità collettiva. In fatto di mobilità, riteniamo doveroso invitare il Governo Monti a prestare la massima attenzione a cogliere l’occasione data da questa crisi come opportunità di cambiamento e di rilancio della mobilità sostenibile. Ciò che non è stato fatto in questi anni da tutti i passati governi. In questo quadro, riteniamo profondamente sbagliato operare tagli orizzontali sul trasporto pubblico locale. E riteniamo altrettanto miope non guardare alla ciclabilità, da sempre considerata in Italia con una certa indifferenza salvo che nei convegni e nei periodi elettorali, come a una risorsa per la mobilità, sia urbana che turistica e del tempo libero.
Il nostro Paese continua, di fatto, a dipendere da una mobilità costosa, inquinante ed energivora, mentre tuttora mancano politiche virtuose a livello nazionale, e le sinergie positive regionali e locali, che sappiano operare con lungimiranza, rendendo possibile quel cambiamento che, in altri Stati europei, è in atto da diversi decenni. Questo è il modello culturale che impone l’auto privata come unico o principale mezzo di mobilità, prioritario rispetto a tutti gli altri, privando di fatto i cittadini di una seria valutazione delle possibilità alternative e anzi limitandone ed ostacolandone l’offerta. E’ necessario riequilibrare l’uso dello spazio urbano a favore della mobilità sostenibile e riconvertire in tale direzione anche le aree metropolitane, i dintorni delle città. La mobilità ciclistica è virtuosa poiché consente anche investimenti con bassa spesa ed alta resa per favorire città più sicure e meno inquinate, riduce i consumi ed il fabbisogno energetico, e la bolletta che tutto il Paese paga, oltre ad abbattere decisamente i costi per la salute dei cittadini. I ventilati nuovi tagli al TPL comporteranno un aumento del traffico veicolare.
Tralasciando le considerazioni più ovvie (peggioramento della qualità della vita, aumento del fabbisogno energetico, riduzione dell’efficienza degli spostamenti), possiamo provare a quantificare l’efficacia dell’intervento. Ogni auto incide annualmente sulla collettività per circa 1.000 euro di spesa sanitaria per gli incidenti (30 miliardi €/anno per morti e feriti) e per circa 2.500 euro di costi ambientali (rumore e inquinamento atmosferico sono i principali). Se i tagli previsti porteranno il 30% dei pendolari ad usare l’auto invece dei mezzi pubblici, la tassa occulta cui i cittadini saranno sottoposti sarà pari a circa 15 miliardi di euro. Tassa odiosa perché fatta di morti, inquinamento e congestione dei centri urbani, esternalità negative che si aggiungono ai costi diretti. Per essere più precisi spenderemo 4 € in più per ogni euro tagliato. Le cose vanno “meglio” dal punto di vista della mobilità ciclistica, dove il saldo resta invariato: a zero investimenti di ieri corrispondono zero investimenti di oggi! Ma anche in questo caso l’assenza di una politica dei trasporti sostenibili ci discosta drammaticamente dal resto dell’Europa che punta a raggiungere il 15% di composizione modale per la mobilità ciclistica entro il 2020 (si vedano in proposito gli impegni sottoscritti con la Carta di Bruxelles). In questo settore ogni euro investito viene decuplicato in termini di risparmio per la spesa pubblica: sarebbero sufficienti anche piccoli interventi a costi contenuti per le amministrazioni pubbliche per dare l’opportunità a molti più cittadini di scegliere serenamente la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani con un indubbio vantaggio anche per le economie familiari così duramente provate da questa crisi. Tutto si tiene: economia, ambiente, lavoro. Non riuscire a cogliere il valore di tutto ciò, sarebbe ancora un imperdonabile errore politico destinato a privarci del nostro futuro.
Antonio Dalla Venezia Presidente FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus
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Agli gli Istituti Clinici Zucchi il Concerto Vocale “In attesa del Natale”
Monza,6 dicembre 2011.Giunto ormai alla sua ottava edizione, non poteva mancare il tradizionale ConcertoVocale della Corale Monzese “In attesa del Natale”, che si terrànella suggestiva Cappella degli Istituti Clinici Zucchi.
Giovedì15 dicembre p.v., con inizio alle ore 17.00, presso il Presidio di Monza degliIstituti Clinici Zucchi, la Corale Monzese si esibirà in un repertorio di branilirici tratti da alcune delle più famose opere; tra queste citiamo “Mosèin Egitto” (G. Rossini), “Nabucco” (G. Verdi),“Le nozze di Figaro” (W.A. Mozart), “Tosca” (G.Puccini).
Conla Corale Monzese si esibiranno la soprano Elena Cavallo, il tenore DiegoCavazzin e il basso Giuseppe Santoro, diretti dal Maestro AldoRugggiano ed accompagnati al pianoforte dal Maestro Maria CristinaMazzarotto.
Lamanifestazione, con ingresso libero, è nata ormai otto anni fa e vuole essereun’occasione di serenità nella quale trasmettere a tutti gli spettatoripresenti, al personale dell’Istituto, ai volontari e in particolar modoai ricoverati ed ai loro familiari, gli Auguri di Sereno Natale da parte dellaDirezione.
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Alle Redazioni dei Giornali
Vi informiamo che CGIL CISL UIL Monza e Brianza hanno organizzato un Presidio sotto la Prefettura di Monza per Mercoledì 7 dicembre alle ore 17, per manifestare la contrarietà alla manovra presentata e approvata dal Consiglio dei Ministri.
I segretari generali Maurizio Laini, CGIL, Marco Viganò, CISL, Antonio Zurlo, UIL, saranno ricevuti alle 17, 30 dal Prefetto per illustrare le posizioni del sindacato sulla manovra.
Alleghiamo volantino.
Cordiali saluti.
UNA MANOVRA SPROPORZIONATA E SQUILIBRATA
Cgil Cisl Uil Monza e Brianza ritengono sproporzionata e squilibrata la manovra presentata e
approvata dal Consiglio dei Ministri.
Infatti essa pesa quasi esclusivamente sui lavoratori dipendenti e sui pensionati.
UNA MANOVRA PESANTE MA NON EQUA
Non ci vogliamo sottrarre alla necessità di un intervento che porti in salvo il Paese da possibili
fallimenti e siamo consapevoli della necessità di mantenere il nostro paese nell’area dell’Euro.
Non possiamo però accettare che non vi sia la possibilità di spostare su rendite, patrimoni e redditi
elevati il peso di una manovra che appesantisce le prospettive pensionistiche dei lavoratori e delle
lavoratrici e blocca la rivalutazione delle pensioni.
CI SONO ALTERNATIVE: PAGHI CHI HA DI PIU’
La battaglia di CGIL CISL UIL è per il cambiamento in Parlamento degli aspetti più pesanti a carico
dei lavoratori e dei pensionati e l’introduzione di maggiori carichi per gli evasori, i possessori di
grandi patrimoni, i professionisti della finanza, i costi impropri della politica.
CGIL CISL UIL DI MONZA E BRIANZA ORGANIZZANO UNITARIAMENTE UN
PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI MONZA
MERCOLEDI’ 7 DICEMBRE, ALLE ORE 17.
I lavoratori, i pensionati, i cittadini tutti sono invitati a far sentire la propria voce:
LA MANOVRA VA CAMBIATA.
Monza, 6 dicembre 2011
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CRONACA di SEREGNO
- Il palazzetto ai musulmani? No dice il sindaco Giacinto Mariani
- Locali comunali ai gruppi politici: affitti irrisori socondo Federica Forcolin
- Asilo nido: dipendenti contro dirigente comunale
- Piazza Linate: di notte terra di nessuno
CALCIO: SEREGNO-CASTIGLIONE 0 - 0
Sintesi dell'incontro di calcio della 16^ giornata di campionato
di serie D - Girone B tra Seregno e Castiglione , conclusosi con il punteggio di 0 -0
LA POLITICA SEREGNESE
Mensile di informazione gratuita augestita
a cura dei gruppi Consiliari di Seregno
SONDAGGIO
GIACINTO MARIANI Sindaco di Seregno
Come giudichi il suo operato?
Vota anche tu!
www.seregno.tv info@seregno.tv
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PER FARE CASSA , L’AMMINISTRAZIONE VENDE ANCHE L’INVENDIBILE
Le due proprietà comunali di via Spallanzani 14 e di via Appiani 17 sono state inserite nel Piano delle alienazioni con delibera contestuale alla variazione di assestamento del bilancio.
Abbiamo dimostrato, carte alla mano, che la vendita di via Appiani (uffici comunali dei servizi sociali) non è possibile in quanto l'edificio rientra nel lascito testamentario di Don Bartolomeo Zucchi (famoso storico e letterato monzese di cui all'intitolazione del Liceo classico) che proibiva qualsiasi vendita del patrimonio che invece doveva essere dedicato unicamente all'istruzione gratuita dei poveri.
Il nostro emendamento (vedi allegato), dopo una sospensione del consiglio del 29 Novembre, data la gravità del caso, è stato sottoscritto da tutti i gruppi.
In questo modo viene stralciata la vendita dell'edificio di via Appiani che rimane nel patrimonio comunale: sarebbe stato un grave oltraggio alla volontà dell'illustre monzese B. Zucchi oltre un controsenso imbarcarsi in nuove affittanze.
Lista Città Persone
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TAGLIO DEL NASTRO PER LA NUOVA SEDE
DE “LA LAMPADA DI ALADINO”
Una folla numerosa per un sogno divenuto realtà.
Sabato 3 dicembre a Brugherio in Via Dante 106/108 è stata inaugurata la nuova sede de “La Lampada di Aladino”alla presenza delle autorità, dei volontari e di un vasto pubblico.
Il presidente della Lampada, Davide Petruzzelli, visibilmente emozionato, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno permesso la realizzazione della struttura partendo dall’ex assessore ai servizi sociali Bertilla Cassaghi, all’ex city manager Claudio Sarimari, al sindaco Maurizio Ronchi, allo studio di architettura Magni Strada, all’impresa Dotti, a Fondazione Carialo, alla BCC di Carugate. Ma il ringraziamento più sentito è andato allo straordinario contributo dei volontari.
Dopo la benedizione del parroco Don Vittorino Zoia e del taglio del nastro da parte del sindaco e dei volontari, il pubblico ha potuto visitare la nuova struttura che ospiterà il Centro di prevenzione, assistenza e riabilitazione oncologica. Il nuovo centro si chiamerà “PAROLA”, un acronimo formato dalle iniziali di “Prevenzione, Assistenza, Riabilitazione Oncologica Lampada Aladino”.
La folla si è poi trasferita in Biblioteca dove è stato presentato il nuovo scaffale “Oltre il cancro” ed il calendario 2012 degli ex pazienti.
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Fim Brianza su manovra Monti
La Fim Cisl Brianza ha valutato con grande preoccupazione i contenuti della manovra presentata domenica alle parti sociali e poi approvata da parte del Consiglio dei Ministri.
La Fim Brianza con i suoi quadri e attivisti è stata presente al presidio organizzato immediatamente per lunedì 5 dicembre dalla Cisl Lombardia in Piazza Duca d’Aosta a Milano per chiedere equità e per fare in modo che la manovra venga corretta.
La FIM Cisl Brianza ha rilanciato lo sciopero di due ore proclamato a livello nazionale di tutti i metalmeccanici e da effettuarsi entro mercoledì 7 dicembre.
Nelle fabbriche sono iniziate le prime mobilitazioni, i delegati della Fim Brianza hanno chiesto ai delegati di Uil e Fiom di fare iniziative unitarie delle RSU nelle singole aziende, ad esempio oggi scioperano per due ore in Candy a Brugherio e in Fontana e Agrati a Veduggio solo per citarne alcune!
Domani mercoledì 7 dicembre alle ore 17 parteciperemo ad un presidio indetto unitariamente da Cgil Cisl Uil Brianza davanti alla Prefettura di Monza.
Lunedì 12 dicembre Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di due ore a fine turno, sarebbe auspicabile una convergenza nelle iniziative da parte delle organizzazioni sindacali al fine di richiedere con forza l’apertura di un negoziato vero con il Governo.
La manovra pesa prevalentemente sulle lavoratrici, sui lavoratori, sulle pensionate e sui pensionati e non va bene!
Ancora una volta paga chi ha sempre fatto i sacrifici in questi anni e li ha fatti per tutti, paga chi non ha colpa della crisi e chi ha meno reddito.
Non si fa abbastanza per la lotta all’evasione e per tassare i grandi patrimoni.
La Fim e la Cisl chiedono equità!
Dov’è finita l’equità annunciata in Parlamento dal Governo Monti?
La Fim e la Cisl in questi anni di crisi difficile non si sono mai sottratte nell’assumersi le proprie responsabilità ma non è possibile che a pagare siano sempre i soliti.
Non si può anche a fronte di una situazione straordinaria e delicata come questa, caricare solo su lavoratori e pensionati i sacrifici e di fronte ad una manovra che colpisce i redditi fissi e le pensioni reagiamo con forza.
L’abolizione delle pensioni di anzianità, l’allungamento delle pensioni di vecchiaia, la mancata rivalutazione delle pensioni, l’aumento dell'Iva e le nuove tasse sulla casa sono i provvedimenti presi con eccessiva durezza e rispetto ai quali il governo non contrappone una necessaria tassa sui patrimoni né l'abolizione dei troppi privilegi dei politici e di molte altre categorie.
La Fim e la Cisl chiedono con forza di cambiare la manovra e di attenuare l'eccessivo peso su lavoratori e pensionati.
A sostegno delle nostre giuste ragioni e per correggere i provvedimenti in Parlamento la Fim e la Cisl sono da subito impegnate nella mobilitazione dei lavoratori e pensionati.
Monza 6 dicembre 2011
Cordiali saluti
Gigi Redaelli
Segretario generale Fim Cisl Brianza
Via Dante 17/A
20052 Monza
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Vi invitiamo a partecipare alla presentazione dei restauri che la Sezione di Milano di Italia Nostra Onlus, grazie al Fondo Enzo Monti, ha realizzato al Museo Bagatti Valsecchi
Giovedì, 15 dicembre 2011, ore 17.00
Salone d'Onore del Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù, 5 – Milano
alle ore 18.00
Prof.ssa Elda Cerchiari
Storica dell’Arte e Vice Presidente della Sezione di Milano di Italia Nostra terrà la conferenza "La Grande mostra di Leonardo a Londra"
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
www.italianostra-milano.org
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40° anniversario della legge 1044 sugli asili nido in Italia:
anche le strutture monzesi ricordano l’evento
Domani, martedì 6 dicembre alle ore 8.30 all’asilo nido Libertà il Sindaco Marco Mariani e l’Assessore alla Famiglia Pierfranco Maffè celebreranno insieme ai dipendenti e ai genitori dei bambini che frequentano la struttura, il 40° anniversario della Legge 1044 che nel 1971 ha ufficializzato gli asili nido in Italia.
In ognuno dei 7 nidi monzesi verrà consegnato a tutti i genitori un biglietto augurale con l'invito a portarlo ai loro datori di lavoro o capo ufficio. Il testo recita in prima persona, come se fosse un bambino a scriverlo:
"La mia mamma e il mio papà svolgono bene il loro lavoro in ufficio, in officina, in negozio, all'aperto, mentre IO al nido sto bene perché c'è chi si prende cura di me con professionalità. Questo avviene anche grazie a una legge nazionale di 40 anni fa: L. 1044/'71 che ha istituito gli asili nido in Italia".
Verrà distribuita anche una spilla con il logo degli asili nido del Comune di Monza. Lo stesso messaggio raggiungerà gli 840 iscritti alla mailing list del Call06, la linea telefonica gratuita a disposizione dei genitori di bambine e bambini da 0 a 6 anni, di prima informazione e orientamento sui servizi educativi, sociali, sanitari, lavorativi, ricreativi e culturali della città .
A Monza gli asili nido sono 30, sette dei quali sono gestiti dal Comune per un totale di 1010 posti di cui 440 nelle strutture comunali. Gli asili nido dell’Amministrazione monzese hanno redatto una Carta dei Servizi, predisposta con la partecipazione dei genitori.
Grazie alla preparazione del personale, al rispetto delle normative regionali e agli investimenti dell’Assessorato alla Famiglia, sono stati sviluppati nel corso degli anni progetti che hanno portato all’apertura di servizi e iniziative in grado di dare risposte diversificate in sintonia con le necessità dei cittadini e alle caratteriste dei nuclei familiari monzesi: Call06, Biblionido, Tempo per le famiglie, Verdegioco e Quicigioco per i periodi estivi.
“Monza ha un’offerta di asili nido sia comunali che privati di altissima qualità anche se c’è la necessità di implementare il numero dei posti disponibili per i bambini. Per questo motivo – afferma l’Assessore alla Famiglia Pierfranco Maffè – l’impegno della nostra Amministrazione è focalizzato sulla costruzione di una nuova struttura in via Monviso, nel quartiere di San Fruttuoso.
Tra gli asili nido e la nostra Amministrazione c’è una fattiva collaborazione soprattutto in progetti educativi.
Dodici strutture private hanno aderito all’accordo con il Comune per l’acquisto di 63 posti da riservare alle famiglie nelle liste d’attesa pubbliche; alta è anche la partecipazione ai percorsi di formazione organizzati e sostenuti dall’ente pubblico e agli eventi cittadini promossi dall’Amministrazione Comunale”.
Monza, 5 dicembre 2011
Ufficio Stampa del Comune di Monza
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PELLICCE: SOFFERENZE MADE IN ITALY. LAV: IN LOMBARDIA, VENETO, EMILIA ROMAGNA E ABRUZZO E’ STRAGE DI 200 MILA ANIMALI TRA VISONI E CINCILLA’. 70 MLN DI VITTIME ANIMALI IN TUTTO IL MONDO, VIDEO-DENUNCIA.
IL 10 E 11 DICEMBRE IN CENTINAIA DI PIAZZE D’ITALIA FIRMA LA PETIZIONE LAV PER OTTENERE UNA LEGGE CHE VIETI ALLEVAMENTO, CATTURA E UCCISIONE DI ANIMALI “DA PELLICCIA”.
A MONZA, TAVOLO LAV IN PIAZZA CARROBIOLO SABATO 10 DICEMBRE E IN PIAZZA SAN PAOLO DOMENICA 11 DICEMBRE, DALLE 9,30 ALLE 18,30.
SOSTIENI LA CAMPAGNA ANCHE ATTRAVERSO www.nonlosapevo.com
Ottenere una legge nazionale che vieti l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali per la produzione di pellicce: una drammatica realtà che in Italia interessa ancora circa 200.000 animali tra visoni e cincillà. Questa la principale finalità della nuova campagna antipellicce della LAV (www.lav.it) che sabato 10 e domenica 11 dicembre porterà i suoi attivisti in centinaia di piazze d’Italia per raccogliere firme a sostegno di questa proposta. A Monza la LAV sarà presente in piazza Carrobiolo il giorno 10 dicembre e in piazza San Paolo il giorno 11 dicembre, dalle 9,30 alle 18,30.
La campagna antipellicce della LAV corre anche sul web attraverso il sito dedicato www.nonlosapevo.com, aggiornato con nuovi filmati, informazioni e nella grafica.
Anni di campagne antipellicce hanno portato alla chiusura degli allevamenti di volpi in Italia (non più attivi dalla fine degli anni ’80), ma qui si allevano ancora visoni e risulta attivo anche un allevamento di cincillà. Questi allevamenti sono dislocati in Lombardia (province di Cremona, Mantova), Veneto (province di Padova, Vicenza), Emilia Romagna (Ferrara, Forlì, Modena) e Abruzzo (L’Aquila).
In Italia l’allevamento di animali per la produzione di pellicce non ha mai rappresentato un’attività di particolare rilevanza economica e negli ultimi 40 anni ha registrato un continuo e inesorabile trend negativo: nel 1988 erano attivi 170 allevamenti con circa 500 mila animali; nel 2003 si sono ridotti a 50, con circa 200.000 animali; nel 2011 sono ufficialmente dieci gli allevamenti ancora attivi. Un numero che potrebbe sembrare irrilevante rispetto ai 7.200 allevamenti presenti nel resto d’Europa, ma che in realtà comporta la sofferenza e la morte di almeno 200 mila animali all’anno.
L’85% della produzione mondiale di pellicce deriva da animali appositamente cresciuti e uccisi in allevamenti intensivi e dislocati prevalentemente in Europa (che detiene circa il 60% della produzione mondiale di pelli), ma anche in Cina (25% della produzione mondiale), Stati Uniti (poco più del 5%), Canada (4%), Russia (3%) e altri Paesi. Un business che condanna a morte almeno 70 milioni d’animali ogni anno. Le catture in natura rappresentano il 15% dell’approvvigionamento mondiale di pellicce, ovvero circa 10 milioni di animali.
L’allevamento in gabbia di questi animali risulta gravemente lesivo del loro benessere: a questa conclusione era giunto il Comitato Scientifico per la Salute e il Benessere Animale della Commissione Europea già nel 2001. Oggi, la conferma che nulla è cambiato, con nuovi filmati diffusi in Italia dalla LAV.
Negli allevamenti di visoni si registra una mortalità del 20% per i cuccioli e fino al 5% per gli adulti entro un anno di vita. Ulcera gastrica, problemi renali e caduta dei denti sono i problemi di salute più frequenti tra i visoni in allevamento, insieme a stereotipie comportamentali e automutilazioni causate dall’insofferenza alla prigionia che gli impedisce di correre, scavare, nascondersi, nuotare e stabilire delle naturali relazioni sociali.
In Italia migliaia di visoni sono costretti a vivere reclusi in gabbie che misurano 36x70cm e alte 45cm. Una vita fatta di privazioni e sofferenza, che inizia nel mese di maggio con le prime nascite dei cuccioli di visone e termina dopo 8 o 9 mesi, tra dicembre e gennaio, quando il cosiddetto “pelo invernale” è giunto a maturità e gli animali vengono così uccisi per asfissia tramite inalazione di monossido di carbonio in vere e proprie camere a gas. Non è possibile assicurare che questo sistema di uccisione provochi una morte indolore, in quanto l’abbattimento avviene per opera dell’allevatore, in allevamento, e non è possibile verificare che vengano adottati gli accorgimenti per risparmiare agli animali le sofferenze mentre sopraggiunge la morte (es. controllo della temperatura del gas immesso, la sua concentrazione, che determina il periodo di perdita di coscienza dell’animale).
I metodi di uccisioni ammessi, diversamente impiegati a seconda della specie e su decisione delle autorità sanitarie competenti, consistono in:
- strumenti a funzionamento meccanico con penetrazione nel cervello;
- iniezione della dose letale di una sostanza avente proprietà anestetiche;
- elettrocuzione seguita da arresto cardiaco;
- esposizione al monossido di carbonio;
- esposizione al biossido di carbonio.
“Questi metodi di uccisione sembrano richiamare un film horror e invece sono la spietata realtà che gli acquirenti di pellicce cercano di ignorare - afferma Simone Pavesi, responsabile nazionale LAV campagna antipellicce - I capi con pellicce animali non sono, come è evidente, un bene necessario e in Italia l’uccisione di animali senza necessità è un reato, ai sensi dell’art.544-bis del codice penale; ciononostante migliaia di animali ‘da pelliccia’ sono uccisi senza necessità: una contraddizione inaccettabile che richiede opportuni provvedimenti da parte del Parlamento. Inoltre si tratta di un prodotto insostenibile sul piano etico ma anche ambientale perché un recente studio indica le pellicce come il tessuto più inquinante”.
“Un capo d’abbigliamento con un piccolo inserto in vera pelliccia, la strategia più diffusa da parte delle imprese interessate a questo mercato, non è meno crudele di un capo interamente realizzato in pelliccia perché sarà sempre stato ottenuto attraverso le sofferenze e l’uccisione di uno o più animali - afferma Martina Miscioscia, responsabile della LAV di Monza - Nata come bene prezioso e di lusso, fin dagli anni ’80 la pelliccia ha del tutto perso questo connotato, messo in discussione da continue campagne informative e di sensibilizzazione condotte dalla LAV e da altre organizzazioni. Le pellicce sono i resti di cadaveri animali che nulla hanno a che vedere con il buon gusto che dovrebbe caratterizzare le proposte moda.”
Diversi Paesi hanno già vietato questi allevamenti, direttamente o per il tramite di forti restrizioni che hanno poi portato alla naturale dismissione di questa attività: già dal 2000, la Gran Bretagna ha bandito gli allevamenti in quanto ritenuti crudeli; l’Olanda ha vietato l’allevamento delle volpi e dei cincillà (dal 1995); anche Austria (dal 2004), Danimarca (dal 2009, con bando vigente a partire dal 2024), Irlanda del Nord e Scozia (2003), Croazia (dal 2007, con bando vigente a partire dal 2017), e la Bosnia hanno vietato l’allevamento di animali per la produzione di pellicce.
Germania, Svizzera, Svezia e Bulgaria hanno adottato forti restrizioni per disincentivare questo allevamento.
Approfondimenti:
° Nuova campagna LAV:
° Impatto delle pellicce sul benessere animale
Rapporto “The welfare of animals kept for fur production” (Commissione UE, 2001):
http://ec.europa.eu/food/animal/welfare/international/out67_en.pdf
° Impatto delle pellicce sull’ambiente
Rapporto “The environmental impact of mink fur production” (LAV, 2011):
http://www.lav.it/index.php?id=1728
LAV Sede di Monza Tel 3270666658 - lav.monza@lav.it
Ufficio Stampa LAV Sede nazionale 06 4461325 – www.lav.it