
Sempre più evidente il crollo dei votanti nelle elezioni ai diversi livelli
S i è ormai abituati quando vengono resi noti i risultati delle elezioni che si succedono, sia a livello locale sia a quello regionale e quello nazionale, che tutta l'attenzione dei media si sposta sul candidato e sulla coalizione che ha vinto. Quasi fosse un tifo da stadio, ma poco o nulla viene detto sul numero degli aventi diritto al voto che sono andati a votare. Solo qualche accenno iniziale degli articoli e delle trasmissioni in televisione e in radio e poco di più. Peccato che il dato più rilevante degli ultimi anni sia proprio il crollo dell'affluenza e l'aumento dell'astensionismo.
Essendo questa Rivista online con la propria sede a Monza (MB), inizierò per mostrare una tabella con l'affluenza al voto delle elezioni amministrative comunali, da quelle del 1997 alle ultime del 2022, cioè degli ultimi 25 anni. I dati sono estratti dal sito Eligendo del Ministero dell'interno.

Come si può notare, si è passati dal 77% degli aventi diritto al voto che hanno votato al 1° turno nel 1997 al 46% del 2022. Per non parlare del 2° turno che, alle medesime date, è passato dal 62% al 36%. Come dire che su 10 cittadini, solo meno di 4 si sono recati al seggio. Non risulta che a questo fatto sia stato data molta importanza dai Partiti vincenti, con Sindaci sempre meno rappresentativi e sempre più isolati nei luoghi del cosiddetto potere.
Ma veniamo alle elezioni regionali, dove si dimostra anche nella seguente tabella, con dati estratti sempre da quel sito ministrale citato in precedenza, che l'affluenza ai seggi è in continuo calo, spesso un vero e proprio crollo!

Nella popolosa Lombardia, alle elezioni del 2023, Regione con più di 10 milioni di abitanti e 8 milioni di possibili elettori, solo 3 milioni hanno espresso un voto valido e l'affluenza è passata dal 73% delle precedenti al 41% di quell'anno. Tanto più che degli 8 milioni di elettori potenziali (aventi diritto al voto) solo 1.774.000 votarono la coalizione vincente (54% sul 41% dei votanti), cioè solo il 22% dei potenziali elettori. In pratica: solo 2 cittadini su 10 li hanno scelti per rappresentarli.
In particolare, nelle singole Province della Lombardia, si è avuta la seguente affluenza (fonte Wikipedia):

Ma questo fatto pare interessare molto poco ai Partiti, ma non solo quelli. Infatti possiamo assistere spesso, con cadenza settimanale, ad accurati sondaggi che dimostrano le intenzioni al voto, con spostamenti da prefisso telefonico (zero virgola).
Pochi o quasi nulli, anche in internet, gli articoli di coloro che cercano di capire i motivi di tale disaffezione, con diverse timide ipotesi non supportate almeno da qualche sondaggio.
C'è chi sostiene che i Partiti, soprattutto quando poi vanno al governo a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale, prima dicono o scrivono nei propri programmi una cosa e poi ne fanno un'altra opposta. Vi è quindi una sostanziale perdita di credibilità.
C'è chi sostiene che i giovani non sono più interessati ad andare a votare; c'è chi si sente deluso o impotente di fronte alle decisioni pubbliche, tanto non conta nulla la propria opinione. Vi possono essere anche altri motivi (delega), ma sta di fatto che attualmente la maggioranza dei cittadini potenziali elettori non vanno più ai seggi. A nessuno interessa capire bene i motivi. Interessa solo diffondere sui media quelli che hanno vinto nello stadio della politica e del bipolarismo.
Non c'è che da sperare che qualcuno si prenda la briga di capire questo crollo verticale del voto e l'aumento esponenziale dell'astensionismo in modo il più possibile scientificamente supportato, almeno con alcuni specifici sondaggi. Capire questo fatto servirebbe a tutti, anche ai Partiti.
Alcuni articoli trovati nel web sull'astensionismo:
https://www.rivistailmulino.it/a/gli-astensionisti
https://www.liberioltreleillusioni.it/articoli/articolo/perche-non-votiamo-piu
https://it.wikipedia.org/wiki/Astensionismo
https://stefanorolando.it/?p=6604
https://tesi.luiss.it/39337/1/649882_ALEMANNO_NERI.pdf
