Nato a Ruvo di Puglia nel 1941, Pasquale Barbella inizia la carriera pubblicitaria a Milano nel 1967, dopo esperienze in altri settori (tra cui quattro anni di mail writing presso la Mondadori). Alla professione dedica 36 anni di attività come copywriter, direttore creativo e coordinatore creativo di network internazionali. Nel 1990 è tra i fondatori della BGS (Barbella Gagliardi Saffirio); dal 2000 al 2003 è membro del Worldwide Board of Directors del gruppo internazionale D’Arcy, per il quale è anche responsabile dei servizi creativi per l’Europa e il Nordamerica. Con i suoi team ha creato case histories di successo per Swatch, Lacoste, Champion, Infostrada e numerose altre marche. I suoi lavori sono stati spesso premiati in festival italiani e internazionali. È stato per due volte presidente dell’Art Directors Club Italiano, che lo ha eletto nella sua Hall of Fame. Nel 1992 è stato membro della giuria dell’International Advertising Film Festival di Cannes, nel 1998 membro della giuria dei CLIO Awards a Chicago, nel 1999 presidente della giuria TV del Festival Internazionale di Mosca. Nel 2002 è stato l’unico relatore europeo a One Show China, congresso sulla pubblicità tenutosi a Shanghai. Nel 2004 ha presieduto a Milano un convegno sulla creatività italiana organizzato dal videomagazine britannico Shots, e ha partecipato come lecturer al Masters Degree Program in Strategic Communications alla Columbia University di New York. Tra le pubblicazioni più recenti: interventi sulla creatività in Il dolce tuono. Marca e pubblicità nel terzo millennio, a cura di M. Lombardi, Franco Angeli Editore, 2000; Shakespeare graffiti, a cura di M. Cavecchi e S. Soncini, Cuem, 2002; La comunicazione d’azienda, a cura di U. Collesei e V. Ravà, Isedi/Utet, 2004; La comunicazione in corso. 7 anni di eccellenza alla Facoltà di Sociologia di Urbino di AAVV, Franco Angeli Editore, 2006; Bill Bernbach e la rivoluzione creativa di Mara Mancina, Franco Angeli Editore, 2007. Ha pubblicato anche racconti e un romanzo, Giardini neri, edito da Lupetti nel 1995.
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