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1 - Dalla fine dell’ottocento, agli inizi del novecento

 

Pubblichiamo la prima di una serie di dieci articoli relativi alla ricostruzione storica degli strumenti urbanistici a Monza fatta dall'architetto Giorgio Majoli tra il 2007 e il 2008 per il sito Areganiogià dirigente e responsabile del Settore pianificazione territoriale del Comune di Monza. Allora li aveva scritti con lo pseudonimo di Pavel Romanoff.

Tra fine dell’800 ed i primi del ‘900, inizia per Monza un periodo di forte espansione residenziale e produttiva, con lo sviluppo dell’industria del cappello. La popolazione passa da 25.970 abitanti nel 1861 a 52.659 nel 1911, raddoppiando. La città aveva trovato espansione al di là delle mura secondo le direttrici radiali per Agrate, Lissone, Muggiò oltre che verso Milano.E’ bene ricordare che sino alla metà dell’Ottocento, Monza era ancora tutta racchiusa tra le mura viscontee (tracciato delle attuali vie Visconti, Manzoni, Appiani), mentre spiccava poco a nord la presenza della Villa Reale e del Parco, del tutto fuori scala rispetto alle dimensioni della città, la quale era considerata come “annessa alla Villa e al Parco” voluto nel 1805 da Napoleone (e perciò chiamato “imperiale”). Da non dimenticare poi che nel 1840 era stata creata la ferrovia per Milano, una delle prime in Italia. Tutto ciò è ben visibile in una nota mappa del 1845 di Giovanni Brenna, tenente, ingegnere e geografo dell’Imperial Regio Esercito Austriaco (sotto Ranieri, viceré del Lombardo Veneto) di cui pubblichiamo un particolare.

 

2021327 ranieri
2021327 monza mappa 1

 

Monza, da subito, utilizzò la normativa intervenuta in campo urbanistico e per le espropriazioni. Si trattava della legge n. 2359 del 1865, che all’art. 86, curiosamente recitava: “ I Comuni in cui trovasi riunita una popolazione di diecimila abitanti almeno, potranno, per causa di pubblico vantaggio, determinata da attuale bisogno di provvedere alla salubrità ed alle necessarie comunicazioni, fare un piano regolatore, nel quale siano tracciate le linee da osservarsi nella ricostruzione di quella parte dell’abitato in cui sia da rimediare alla viziosa disposizione degli edifizi, per raggiungere l’intento”. Quindi i piani dovevano essere fatti per motivi igienici, viabilistici ed estetici.

Poco dopo l’approvazione di quella legge, Monza adottò, tra il 1871 e il 1886, quattro piani di allineamento relativi ad allargamenti stradali, rettifiche e nuovi tracciati, tutti approvati con Regio Decreto. Si trattava di: allargamento delle vie San Maurizio e Porta di Lecco (R.D. 30 maggio1871); allargamento delle vie Vittorio Emanuele dalla chiesa di San Maurizio al ponte di Lecco (R.D. 8 dicembre1878); nuova strada fra via Balossa e Terraggio di Porta Milano (R.D. 2 maggio1886); sistemazione di via Borghetto e della Strada per Villa Regia (R.D. 16 ottobre 1886). Mancava però ed ancora una visione urbanistica d’insieme della città, da realizzarsi con lo strumento del piano urbanistico generale.

 

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Progetto delle Strade e del piazzale nel sobborgo detto di Porta Milano - 20 aprile 1886

 

2021327 regolamentoUn primo atto di regolamentazione dell’edificazione, che seguiva al regolamento d’ornato del 1843, che normava le altezze e l’aspetto degli edifici, viene approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 28 novembre 1907 ed entra in vigore il 15 giugno1908, in seguito all’approvazione della GPA e l’omologazione del Ministero dei LLPP. Esso prevede la composizione della Commissione Edilizia e l’obbligo di denuncia per le opere edilizie, nonché meccanismi di silenzio assenso in caso di inerzia del Comune. Il regolamento era accompagnato da una perimetrazione entro la quale scattava l’obbligo di richiedere l’autorizzazione e la licenza edilizia. Esso costituirà l’ossatura di tutti i seguenti regolamenti edilizi di cui si doterà Monza, in realtà assai pochi, considerando che quello attuale risale al 1928, con poche modifiche successive.
E’ bene ricordare che la legislazione italiana ha sempre distinto lo strumento del Regolamento Edilizio da quello del Piano Regolatore vero e proprio, dicotomia che permane ancora oggi, dopo 150 anni. Il R.E. non fa parte degli elaborati del PRG, il quale ha peraltro proprie Norme Tecniche di Attuazione (NTA), legate alle singole zone del Piano (indici edilizi per l’edificazione, distanze dalle strade e dai confini, rapporti di copertura, destinazioni d’uso ammesse, ecc.), creando a volte confusione tra i due strumenti.Ma il primo vero e proprio Piano Regolatore Generale per la Città risale al 1910, la relativa documentazione è scarsissima e ne parleremo in seguito.

 

Gli autori di Vorrei
Giorgio Majoli
Author: Giorgio Majoli

Nato nel 1951 a Brescia, vive a Monza dal 1964. Dal 1980 al 2007, ha lavorato nel Settore pianificazione territoriale del Comune di Monza, del quale è stato anche dirigente. Socio di Legambiente Monza dal 1984, nel direttivo regionale nei primi anni ’90 e dal 2007, per due mandati (8 anni). Nell’esecutivo del Centro Culturale Ricerca (CCR) di Monza dal 1981. Ora pensionato, collabora come volontario, con associazioni e comitati di cittadini di Monza e della Brianza, per cercare di migliore l’ambiente in cui viviamo.Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.

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