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Comunicati stampa

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Hanno preso il via i lavori di risanamento dei sottoservizi dell’area della stazione ferroviaria che risolveranno il problema dell’allagamento del piazzale nei giorni di forte pioggia.

Le opere previste, a cura dell’Alsi con il coordinamento degli uffici tecnici comunali, riguardano un delicatissimo intervento inerente il rifacimento di un vecchio condotto di fognatura occluso, in contropendenza e parzialmente crollato.

È prevista la posa di un nuovo condotto fognario con tecnica in spingitubo, ovvero senza scavi a cielo aperto e senza alcuna interruzione di sorta alla viabilità ferroviaria e stradale. I lavori interessano la cameretta di raccordo esistente in margine al fiume Lambro e a seguire, sottopassando l’adiacente parcheggio di piazza Castello, il cavalcavia di via Turati, il parcheggio della stazione FS e, per finire, le linee ferroviarie, incluse quelle di collegamento internazionale, sino a via Caduti del Lavoro. In questa strada, a partire dalla cameretta speciale di raccordo con lo sbocco dello spingitubo, è previsto il rifacimento di un tratto della fognatura mediante scavi tradizionali nel tratto antistante piazza Stazione FS e lungo via Arosio, per uno sviluppo di 147 m.

Soltanto nell’ultima fase dei lavori, inerenti il rifacimento della fognatura in via Arosio, verranno previste delle modifiche viabilistiche.

Il termine per l’ultimazione delle opere è previsto per il  25 luglio prossimo.

Monza, 25 febbraio 2010

Ufficio Stampa

 

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“I bambini sono come alberi.

Se rimangono incustoditi, crescono in direzioni contorte senza dare frutti.

Se, invece, ci si prende cura di loro, diventano pieni di frutti e utili.

Nello stesso modo, con una appropriata ed amorevole educazione,

i bambini saranno guidati verso la virtù e la beatitudine.” (Plutarco)

Una PEDAGOGIA che ARRICCHISCE

l’UOMO in DIVENIRE

INVITIAMO

TUTTI COLORO CHE VOGLIONO APPROFONDIRE

UNA VISIONE GLOBALE DEL BAMBINO,

E CHI INSIEME A NOI VUOLE FAR NASCERE UNA REALTA’ SCOLASTICA DI COLORE E CALORE

SABATO 13 MARZO 2010

 

INCONTRO GRATUITO APERTO A TUTTI

dalle 9.30 alle 12.00 – studio tratto dalla pedagogia di Steiner sul bambino nei suoi primi sette anni di vita

 

 

 

Da qualche anno il nostro Centro riconosce nella pedagogia steineriana quegli stessi principi e valori che proponiamo nelle nostre attività artistiche. Pensiamo che la creazione di una scuola materna e primaria a indirizzo steineriano nel territorio della Brianza possa venir incontro alle esigenze e difficoltà che molti genitore incontrato, alle loro richieste di aiuto per l’educazione dei propri figli tramite principi sani lontani da stimoli tecnologici privi di vitalità e dai giudizi opprimenti basati solo sui risultati scolastici, inserendo anche una classe di pedagogia curativa per bambini diversamente abili offrendo un luogo nel rispetto dei loro tempi e delle loro esigenze.

Per informazioni 333.2394847

 

per prenotarsi 0362.455577 o per mail

 

L’incontro si svolge presso:

Centro Studi Politeama Artiterapie di Varedo in via Madonnina 54

Centro Studi Politeama Artiterapie onlus
via Madonnina, 54 - 20039 Varedo
telfax 0362.544477 info@cspartiterapie.it - www.cspartiterapie.it

 

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Venerdì 12 marzo p.v. alle ore 21 presso la sala dell'Urban Center Binario
7 di Monza.

Il relatore della serata è il dott. Gianni FRANCESETTI, medico, psichiatra e psicoterapeuta della Gestalt.

Il dott. Francesetti, oltre ad essere didatta dell'Istituto di Gestalt HCC Italy, dell'Istituto di Gestalt Therapy HCC Kairòs e della Scuola Gestalt Torino, è Presidente della SIPG (Società Italiana della Psicoterapia della Gestalt), Membro del New York Institute for Gestalt Therapy, membro dell'esecutivo della FIAP (Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia) e dell'EAGT (European Association for Gestalt Therapy), è curatore e co-autore del libro della Franco Angeli "Attacchi di panico e post-modernità" e sarà presente il 12 e 13 marzo a Monza per un seminario dedicato a psicologi e psicoterapeuti.

L'ingresso è aperto a tutta la cittadinanza.

Ritenendolo un evento interessante data l'importanza del tema nel nostro contesto sociale,  ci sembra opportuno segnalarvelo in modo che la notizia possa essere divulgata per raggiungere quanti vogliono conoscere e sapere qualcosa in più di questo disagio contemporaneo e della lettura originale proposta dal relatore. L'originalità sta nell'intreccio tra la pratica clinica e la comprensione del campo sociale.

Riteniamo utile, e ci auspichiamo questo sia condiviso anche da voi, informare e sensibilizzare i vostri lettori ad un tema così importante: le persone che vivono questo disagio spesso lo fanno nascondendosi e vergognandosi della "malattia", non sapendo che è un disagio estremamente invalidante che colpisce moltissime persone, soprattutto giovani, strettamente collegame
nto col nostro contesto sociale caratterizzato da incertezza, frammentazione e complessità.
Una delle domande che introdurrà la conferenza sarà: come mai gli attacchi di panico sono così diffusi oggi?

Non è vero che non si guarisce, ma è anche vero che l'attacco di panico è un disagio profondo dell'anima, che ha un senso ed una relazione fra la storia personale della persona che ne viene colpita e il periodo storico in cui viviamo.

Associazione Parole che curano
+39 3351258397
http://www.associazioneparolechecurano.blogspot.com

 

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Le incontriamo tutti i giorni, al supermercato, per la strada, nelle nostre case in cui lavorano come badanti, babysitter, colf: sono le donne migranti che hanno raggiunto l'Italia alla ricerca di un futuro migliore. Troppo spesso le chiamiamo con il nome della loro nazionalità, come se l'origine corrispondesse a una professione. Etichette appiccicate con noncuranza che però fanno fatica a staccarsi: la "filippina" diventa sinonimo di domestica, "nigeriana" vuol sempre dire prostituta. Ma che cosa sappiamo delle storie di queste donne? Perché proprio dalla Nigeria arrivano così tante ragazze che finiscono sui marciapiedi? Perché non fuggono, perché non si ribellano? Chi offre loro aiuto? Per rispondere a queste domande il gruppo missionario padre Giovanni Beretta, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, organizza due iniziative solidali.

COSA: "Mai più schiave", mostra fotografica sul dramma delle nigeriane vittime della tratta.

Alla mostra sarà abbinata la vendita pro missioni di prodotti artigianali delle cooperative femminili bengalesi. Il ricavato dell'iniziativa verrà devoluto alle missioni Pime in Bangladesh.

 

DOVE: a Besana in Brianza (MB) presso il Centro Culturale S. Clemente (via S.Clemente 2, frazione Cazzano)

 

QUANDO: sabato 6 e domenica 7 marzo 2010. Orario continuato ore 10 - 19, ingresso libero.

 

CHI: il gruppo d'appoggio missionario "padre Giovanni Beretta" in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

 

E IN PIÙ: Sabato 6 marzo 2010 alle ore 21 presso l'aula S. Carlo dell'oratorio di Besana (p.za Cuzzi) si terrà il dibattito aperto a tutti sul tema "DONNE MIGRANTI IN BRIANZA: LA CONVIVIALITÀ DELLE DIFFERENZE".

Partecipano: ANNA POZZI, giornalista di Mondo e Missione, curatrice della mostra "Mai più schiave", GRUPPO MIRAL, coordinamento interculturale di donne (Bevera di Castello Brianza), CHIARA VERGANI, assistente sociale area minori e famiglie e area immigrazione. Modera il dibattito Sara Sironi, giornalista di Donnamoderna.com.

 

IN COLLABORAZIONE CON: la Comunità pastorale S. Caterina di Besana in Brianza, il Centro Culturale S. Clemente di Cazzano, la Bottega della Solidarietà di Sondrio, la Federazione stampa missionaria italiana e il Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano.

 

ALTRE INFO SU: www.besanabangladesh.wordpress.com

(o scrivendo un e-mail a besanabangladesh@gmail.com)

 

 

 

LA MOSTRA "MAI PIÙ SCHIAVE: Stop alla tratta per lo sfruttamento sessuale"

Una mostra fotografica per raccontare le storie di tante donne, dagli abusi alla redenzione.

Sono migliaia le ragazze nigeriane sulle strade d'Italia. Le chiamano prostitute, ma sarebbe meglio dire prostituite: costrette a vendere il proprio corpo per pagare un debito assurdo, per salvare se stesse e le proprie famiglie. Sono vittime di un traffico vergognoso che dalla Nigeria all'Italia si snoda lungo le rotte di una delle peggiori schiavitù contemporanee.

Quello della tratta di ragazze nigeriane per lo sfruttamento sessuale è diventato, dagli anni Ottanta in poi, un business da miliardi di dollari, fatto sulla pelle di ragazze giovanissime, cresciute in un contesto di miseria e degrado e desiderose di una vita migliore. Vengono ingannate da promesse fittizie, dal miraggio di un altrove fatto di benessere e felicità: finiscono col ritrovarsi su una strada, costrette a sopportare i peggiori abusi, in una situazione di vulnerabilità e povertà ancora peggiore di quella da cui provengono, sradicate in un Paese straniero, spesso clandestine, senza identità né dignità. Questa mostra fotografica - con le immagini della reporter Silvia Morara e i testi della giornalista di Mondo e Missione Anna Pozzi - racconta le loro storie. Una mostra nata dal progetto della Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana), volto a scandagliare a fondo il fenomeno in tutti i suoi aspetti - sociali, culturali, economici... - non solo per denunciare questa vergognosa schiavitù, ma anche per sostenere concretamente le esperienze positive di sensibilizzazione, prevenzione e recupero di queste giovani donne, sia in Italia che in Nigeria. Esperienze raccontate da Morara e Pozzi, che hanno compiuto un viaggio nei luoghi da cui queste ragazze provengono - Lagos e soprattutto Benin City, nell'Edo State, la capitale nigeriana di questo orribile traffico -,  ma anche sulle strade italiane e nelle comunità di accoglienza, dove queste ragazze provano a ricostruirsi una vita. La mostra - disponibile al Centro Pime di Milano e corredata dal catalogo edito dalla Emi - testimonia anche l'iniziativa promossa dall'Ufficio "Tratta donne e minori" dell'Unione delle superiore maggiori d'Italia (Usmi), guidato da suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, impegnata dal 1993 nella lotta contro la tratta di esseri umani.

 

IL GRUPPO D'APPOGGIO "PADRE GIOVANNI BERETTA"

È un gruppo missionario informale nato nel 1976 dal desiderio di accompagnare e sostenere il missionario besanese Giovanni Beretta, sacerdote del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). Alcuni amici e parenti del missionario hanno mantenuto attivo questo “filo diretto” ritrovandosi periodicamente e contribuendo alle attività svolte da padre Giovanni. Tra le iniziative realizzate ricordiamo la grande raccolta di macchine utensili per la scuola professionale di Dinajpur (diretta da padre Giovanni fino al 2005), le mostre-mercato dedicate all’artigianato bengalese “Nokshi kantha: ricamare la vita” (ottobre 2001) e “Un filo di juta” (ottobre 2006).

 

GIOVANNI BERETTA, missionario Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere)

Padre Giovanni Beretta è nato a Besana Brianza il 23 dicembre 1941. Nel 1965, dopo il servizio militare, decide di entrare nel seminario di Monza del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) e viene ordinato sacerdote nel 1971. Dopo alcuni anni di preparazione, parte per il Bangladesh: è il 1975. La sua attività missionaria si svolge prima nel villaggio di Bonpara (fino al 1983) e poi nella cittadina di Dinajpur, dove dirige la scuola professionale “Novara Technical School”. Dal 1991 al 1992 è impegnato nella capitale del paese, Dhaka, che lascia per un periodo di lavoro a Milano come economo del suo istituto missionario. Rientra in Bangladesh nel 1996 e torna alla scuola professionale di Dinajpur. Nel 2005 viene richiamato in Italia dove attualmente ricopre il ruolo di economo generale del Pime presso la sede di Roma.

 

IL BANGLADESH: GIOVANE NAZIONE IN TERRA ANTICA

La civiltà bengalese era già fiorente nel quarto secolo a.C.: posto all’apice del Golfo del Bengala, passaggio obbligato per i commercianti, il paese era sede riconosciuta di varie università e monasteri. Il Bangladesh (etimologicamente “terra bagnata”) è una grande pianura alluvionale attraversata da 230 fiumi, confluenza naturale tra Gange e Brahmaputra: un grande e fertile delta, dominato dal passare dei monsoni.

L’avvento dei musulmani nel 1200 inaugura un florido periodo che si conclude drasticamente nel 1765 con il colonialismo: il Bangladesh non tornerà più all’antico benessere. Nel 1947 gli Inglesi lasciano il paese che resta alle dipendenze del Pakistan fino al 1971, quando si costituisce una repubblica indipendente, confinante con India e Myanmar (Birmania).

Gli abitanti sono gli eredi di una fusione secolare di etnie. Prevale la lingua Bengali, ma le minoranze tribali parlano idiomi diversi e conservano la propria religione tradizionale. Lo Stato è islamico, ma garantisce libertà di culto alle minoranze indù, buddiste, cristiane e animiste.

Essenzialmente agricolo (riso, juta, the, canna da zucchero), il Bangladesh è uno dei paesi più poveri del mondo. 155 milioni di persone, più del doppio degli italiani, sono distribuite (forse si dovrebbe dire stipate), su un territorio di 144.000 kmq, pari a circa la metà della superficie italiana. La densità è di 1064 abitanti per kmq. La manodopera a basso costo è sfruttata in modo indiscriminato nelle industrie della capitale, Dhaka (è tristemente famoso l’incendio di una fabbrica tessile in cui sono morti più di 50 donne e bambini-operai, chiusi a chiave dentro lo stabilimento). Molti gli emigranti, soprattutto verso i paesi arabi.

 

IL CENTRO CULTURALE SAN CLEMENTE (LOCALITÀ CAZZANO)

È sede di un'associazione molto attiva nella realtà besanese, soprattutto nell'animazione della vita culturale della frazione di Cazzano: anche in questa occasione ha gentilmente messo a disposizione l'ampio salone "don Angelo Bramati" per l'allestimento della mostra.

 

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MONZA OGGI
OVVERO STORIE DI ORDINARIO DEGRADO
Dopo quasi 3 anni di governo della città,
la giunta Mariani consegna ai cittadini un territorio
abbandonato al suo destino di degrado
Buche nelle strade, marciapiedi dissestati e pieni di erbacce, panchine rovinate
o divelte, giardini inutilizzabili e senza luci, scritte sui muri, auto in sosta selvaggia
o sfrontatamente parcheggiate in aree pedonali, fontane senza acqua e
piene di rifi uti, pavimentazioni rovinate, piste ciclabili trascurate, segnaletica
danneggiata, carcasse di biciclette e moto lasciate in giro, discariche a cielo
aperto, edifi ci decadenti, aree dismesse e abbandonate…
Il denaro pubblico sprecato per rifare inutilmente rotonde, togliere dossi, togliere
paletti, innalzare pali segnaletici sui marciapiedi già poco sicuri, distribuire
fi oriere per compensare la totale mancanza di verde nelle piazze, fare
rosoni di dubbia utilità, continui ostacoli per i disabili e tanto altro ancora.
Una viabilità impossibile, un’aria irrespirabile, una città poco sicura anche
perché poco illuminata, una città che esclude chi ha problemi perché amplifi ca
le barriere architettoniche invece di rimuoverle.
Amministratori a “ore” che inseguono eventi per apparire, bravissimi a far proclami,
sicuramente attenti a certi interessi ma poco “interessati” a far vivere bene
i cittadini.
Il degrado è sotto i nostri occhi.
Non chiudiamoli.
MONZA MERITA DI PIÙ

www.cittapersone.it

 

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In collaborazione con il Comune di Monza – Assessorato alla Cultura
Amnesty International
presenta

Il lungo cammino verso la dignità di Stato

Letture tratte da:
“Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria
“Riflessioni sulla pena di morte” di Albert Camus
“L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo
“Laude” di Jacopone da Todi
“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters
“Parlate” di Mario Luzi
Voci recitanti: Nice Fiorentini, Arcangelo Villa, Eliana Agazzi.

Sala Maddalena, Monza
Domenica 7 febbraio 2010 - ore 17.00


Introduzioni musicali:
“Passione secondo Matteo” BWV 244 di Johann Sebastian Bach
“Quartetto per 2 violini, viola e violoncello” di Aldo Finzi
“Passione di Sorvedolo” di Giulio Monaco
“Requiem for a dream” di Clint Manswell
Immagini:
“Il trionfo della morte” di Pieter Bruegel
“Davide con la testa di Golia”, “Cattura di Cristo”, “Ecce Homo”, “Decollazione di San Giovanni” di Caravaggio
“La fucilazione”, “Esecuzione della strega” di Francisco Goya
“Via Crucis (2 disegni)”, “La fucilazione” di Aligi Sassu
“Pietà” di Vincent van Gogh
“Crocifissione” di Marc Chagall
“Cristo di San Giovanni della Croce” di Salvador Dalì
Stampe antiche sulle esecuzioni capitali

“Mi pare un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio.”
(Cesare Beccaria – Della pena di morte)

 

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il Bice Bugatti Club è lieto di comunicarvi il calendario del II ciclo di
lezioni del corso di storia dell'arte.

8 FEBBRAIO
Gli anni '20/'30 tra "ritorno all'ordine", Surrealismo e Razionalismo.

22 FEBBRAIO
Tutte le forme dell'Informale.

8 MARZO
L'eredità Dadaista della metà del '900.

22 MARZO
Le Neoavanguardie.

12 APRILE
Il Postmoderno.

SEDE E ORA DEI CORSI:
Sala Gio.I.A.
Nova Milanese
Ore 21.00-22.00.

Potete prenotarvi scrivendo al nostro indirizzo:
info@bicebugatticlub.eu

Sarà possibile iscriversi presentandosi poco prima delle 21,00 in sala GioIA
martedì 26 gennaio, in occasione del recupero della quinta lezione del I
ciclo, o lunedì 8 febbraio, in occasione della prima lezione del II ciclo.

Vi attendiamo numerosi.
Cordiali saluti

Bice Bugatti Club

 

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L’ASSOCIAZIONE CULTURALE OLIS  E  BAR CENTRALE , con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale – Organizzano:

AL…….BAR DEI LETTORI - incontriamo i libri,  i loro autori e autrici

Programma:

 

Giovedi  28 gennaio  - ore 21.00 – Bar Centrale P.zza Marconi

Marco Fusi e Giovanni Beduschi

Re di coppia e due di picche

E' un libro molto divertente scritto da due autori satirici, premiati in numerosi concorsi. Non è facile, come scrive nella prefazione Maurizio Mosca, far ridere giocando sui sentimenti. Loro ci sono riusciti con un'ironia pungente, parente stretta della freddura, nelle tante leggi e nelle vignette che troverete in questo libro e che, a mio modesto parere- continua Mosca- sono oltre che divertenti, azzeccate. Perché analizzano, smitizzano e a volte distruggono in poche micidiali parole, situazioni, sensazioni, pensieri che tutti hanno vissuto e che nella coppia costituiscono l'essenza.

 

Venerdi 26 febbraio  - ore 21.00 - Bar Centrale P.zza Marconi

Giustina Porcelli

101 motivi per non smettere di guardare Beautiful

Chi non ha mai guardato almeno una puntata di beautiful, la soap che narra le avventure della famiglia Forrester e dei suoi amici? Anche per sbaglio ognuno, su canale 5, poco dopo il telegiornale, deve esserci capitato e deve essersi, anche solo momentaneamente, appassionato agli intrecci, per nulla semplici che Brooke, Eric, Stephanie, Ridge e tanti altri, sono letteralmente pronti a metterci in tavola.

 

Come imparare a dire NO e vivere meglio

Quando non vuoi fare qualcosa, No è la prima risposta che ti viene in mente, ma non riesci a dirlo. No. Quante volte uccidiamo i no più genuini e sinceri che nascono dentro di noi in favore di grigi e rassegnati Sì? Per chi non riesce a pronunciare un NO a pieni polmoni di fronte a richieste che manderebbero in bestia anche un maestro zen, quando ci viene chiesto non di 'collaborare' ma di 'fare', quando arriva la milionesima pretesa, quando chi ci sta di fronte non capisce che è arrivato il momento di smettere di chiedere o di imparare un po' di buona educazione... "Come imparare a dire no ...e vivere meglio" ti insegnerà a sfoderare quel liberatorio e sano no che rinchiuso come una bestia feroce in gabbia ti avvelena (e ti invecchia anche!).

 

Martedi 9 marzo - ore 21.00 - Bar Centrale P.zza Marconi

Marika Pensa

Al fratello

Queste poesie si proiettano nel sociale. Una musica interna, come un solfeggio o una nenia, dà vita a versi che animano un pensare razionale. Dove il colore è luce con la sua “perenne caduta sulle cose

Venerdi  26 marzo  - ore 21.00 - Bar Centrale P.zza Marconi

Giusy Taglia

Novesi

I personaggi che hanno contribuito a cambiare il volto della città

Raccolta di trenta interviste fatte a novesi che hanno segnato la recente storia locale raccolte in un volume pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli, realizzato con il contributo dell'Amministrazione Comunale e di Sviluppo Brianza.

 

Ingresso libero

 

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L’attuale situazione generale e il contesto nel quale si inserisce l’attività delle 70.000 imprese della Provincia di Monza e Brianza (che userò come osservatorio per questa riflessione) offre uno scenario che deve essere valutato con rinnovate attenzioni dal PRC.
L’analisi mi è stata sollecitata da quella che è stata la composizione della lista Comunista, Socialista e Ambientalista con la quale abbiamo ottenuto un ottimo risultato nella cattolicissima Brianza alle ultime elezioni: lavoratori autonomi, liberi professionisti, consulenti, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Si può tranquillamente affermare che tra le 12.500 persone che ci hanno votato i lavoratori dipendenti sono solo una parte, l’altra non meno importante, è composta da donne e uomini (molti giovani) che hanno scelto per amore o per forza di dedicarsi ad attività “in proprio”.
Appare chiaro quanto il popolo delle cosiddette partite iva, che ha una composizione variegata quanto precaria, sia una moltitudine che opera nel campo di un profit, quasi sempre pulito e che lo fa in completa solitudine.
Non è raro, che questi lavoratori abbiano una spiccata predisposizione alle relazioni con soggetto pubblici e privati improntate su percorsi che potremmo definire etici, responsabili e sostenibili. Lo fanno perché sono “bravi” ancor prima che “buoni” e sanno che oggi per competere - se non simpatizzi con chi falsa le regole del gioco in senso criminale – devi assumere la qualità, l’attenzione all’ambiente e la sicurezza come biglietti da visita da esibire sui mercati globali.
La moltitudine “indipendente” (tra questi spicca l’area del cosiddetto terziario avanzato, dei servizi, dei lavori intellettuali) non gode di posizioni di rendita né presso i le lobby di potere delle associazioni imprenditoriali, né presso la famiglia della “grande” cooperazione, ma neppure (purtroppo) presso i sindacati che non hanno una dimensione reale di questo spaccato della società. La massa “autonoma” vede le Istituzioni come il luogo di compensazione di una macchina burocratica che li opprime e le parti sociali come una parte del “carrozzone” assistito e protetto.
Si sentono soli di fronte a ritardi nei pagamenti insopportabili, che limitano la liquidità e quindi la possibilità di fare fronte alle necessità quotidiane. Si sentono vittime di meccanismi assurdi di cui si rende protagonista una Pubblica amministrazione che non facilita i rapporti territoriali e chiede tanto senza nulla dare in cambio. Si trovano a combattere con un sistema bancario che “apre l’obrello quando c’è il sole” ma è sordo alle richieste di quanti assillati dai debiti sono costretti a chiudere.
Il PRC non può più permettersi di appoggiare solo politiche di natura assistenziale, pur necessarie in tempi di difficoltà, ma che rischiano di entrare più in competizione con le azioni caritatatevoli della curia che di risolvere in modo duraturo i problemi di chi rischia di precipitare nell’indigenza. Rifondazione non può esimersi da pensare a prospettive nuove per quella platea sempre più ampia di lavoratrici e lavoratori che espulsi dalle fabbriche cercano nuovi percorsi per collocarsi e che spesso si tuffano nel mare in burrasca di un’attività di micro-impresa “destinata a soccombere alla crisi.
Il nostro Partito non può non ritenere parte del suo popolo, tale quantità di persone esposta a percorsi borderline con l’illegalità e le sirene delle mafie, degli strozzini; con la tentazione costante di scorciatoie che cerchino soluzioni ai problemi tramite risposte che alimentano l’incultura dell’evasione fiscale.
Oggi cominciano ad affiorare ambiti di autonvocazione di queste soggettività all’interno dei quali anche noi dobbiamo avere un ruolo attivo per evitare che prevalga una deriva genericamente ribellistica, che spesso coltiva il germe del razzismo e dell’egoismo.
Dobbiamo essere una sponda credibile e dobbiamo farlo con proposte concrete che rappresentino una reale alternativa ai corporativismi alimentati dalla Lega Nord. Messaggi chiari e rinnovati anche nella forma, per questa gente che si oppone alla rottamazione di sé stessi e che mal accolglie i prepensionamenti forzati.
Imperativo assoluto dovra essere l’attenzione sia ai processi locali e che agfli sviluppi globali. L’internazionalizzazione va vista come un’opportunità anche contro la delocalizzazione; l’attivazione di percorsi formativi e gli investimenti sulla ricerca dovranno essere assunti come perte integrante dei nostri programmi.
Dobbiamo essere motore di nuovo lavoro, attraverso progetti di sviluppo sostenibile e alternativi a quelli che hanno creato devastazione ambientale. Bisogna favorire nuove intese territoriali, dove le parti sociali rinnovino il proprio ruolo in chiave propositiva in modo da essere percepiti come soggetti attivi.
Quindi, mutualismo, economia verde, bioarchitettura, edilizia sociale saranno le parole d’ordine per un mercato veramente equo e solidale.

Un Nuova Economia alla quale chiamiamo a collaborare il popolo delle partite iva e al quale ci impegnamo in 7 punti mirati di programma politico:
1. Migliore l’accesso al credito
2. Sburocratizzazione dei rapporti con la Pubblica amministrazione
3. Proporre sgravi fiscali per chi non chiude, non licenzia, non delocalizza e dà lavoro stabile
4. Formazione e ricerca
5. Sicurezza sui posti di lavoro come marchio di qualità
6. Lotta alla concorrenza sleale e alle infiltrazioni mafiose
7. adozione di reti solidaristiche fondate su progetti etici e bilanci trasparenti

Un impegno particolare dovremo riservare alla piccola impresa femminile, alle donne che anche in questo campo sommano impegno lavorativo ad impegno famigliare.
Indagare senza preconcetti la cosiddetta questione settentrionale ci servirà per conoscere meglio l’Italia, per capire meglio cosa è avvenuto che ha prodotto l’involuzione culturale che a volte sembra sovrastarci.
Cerchiamo di capire che volto hanno queste donne e questi uomini, “micro imprenditori” che lavorano da soli o spalla a spalla con pochi collaboratori con i quali, di questi tempi, condividono poche gioie e tanti dolori.
Facciamo inchiesta sulle piccolissime imprese (in Brianza la stragrande maggioranza) dove il sindacato non entra, dove il rapporto col padrone è di tipo paternalistico, dove puoi finire sulla strada da un giorno all’altro senza nessun preavviso.
Appropriamoci, di uno spazio che non è mai stato, neppur parzialmente, nostro. Allora, troveremo il terzista che lavora con tutta la famiglia nel sottoscala, che ha comprato la macchina utensile per vivere all’ombra di una multinazionale e che ora è come se si fosse comprata una croce. Parliamogli senza tatticismi o bizantinismi, usiamo il linguaggio della gente comune e non quello del ceto politico. Facciamolo all’estremo nord, che è purtroppo la metafora di un Paese che va a destra, e facciamolo nel resto d’Italia sapendo trovare i linguaggi adatti ai diversi luoghi, alle diverse categorie sociali diversamente distribuite sui territori, ma così unificate dalla crisi.
Facciamolo anche nei confronti del lavoro autonomo, proprio noi che dell’autonomia di pensiero abbiamo fatto una bandiera; cerchiamo con questi mondi un patto per il progresso, senza esitazioni o tentennamenti, forti delle nostre idee.
Se ci riusciremo, dimostreremo che la Rifondazione di un pensiero Comunista è anche questo.

Vincenzo Ascrizzi

 

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Testimoni del Tempo

Rassegna a cura di Associazione Culturale La nave dei folli, La Danza Immobile e Comune di Monza

 

Terza tappa del viaggio di Testimoni del Tempo: dopo la poesia di Alda Merini e il racconto dell'impegno politico di Gabriele Albertini ora i Testimoni indagano la magia del teatro.

Il 10 gennaio alle ore 16, sul palco di Binario7, un ospite d'eccezione, Alessandro Preziosi, condurrà la platea attraverso una storia d'arte: dal teatro alla televisione. E poi ancora al teatro. Oggi, infatti, Preziosi è impegnato con il suo Amleto in tour per Khora Teatro, regia di Armando Pugliese.

La rassegna Testimoni del tempo, che vede la collaborazione tra La Nave dei Folli, La Danza Immobile e il Comune di Monza, ospiterà prossimamente sul placo del Binario7 altri due grandi protagonisti del nostro tempo:

  • Giuseppe Masera, oncologo primario dell'ospedale San Gerardo di Monza
    Mercoledì 10 febbraio 2010 ore 18.30

  • Tiziano Scarpa, scrittore e vincitore del Premio Strega 2009
    Venerdì 12 marzo 2010 ore 18.30

Abbiamo un progetto culturale che vogliamo far vivere e crescere in questa città, chiedendo a tutti quelli che lo vogliono di contribuire con noi alla sua costruzione.

Ci auguriamo che in questo periodo di difficoltà economiche la nascita di soggetti culturali diffusi sia capillare, la culturale, l’arte, la socialità, l'amore possono aiutare…

 

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