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Comunicati stampa

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ANALISI INTEGRATIVE ALLA CARATTERIZZAZIONE:

COME PREVISTO, DIOSSINA CON VALORI INFERIORI ALLE SOGLIE DI LEGGE

SOTTO L'ASFALTO DELLA SUPERSTRADA MA NON ALTROVE

E' passato un po’ di tempo da quando li abbiamo richiesti, ma finalmente, con pazienza e un'attività di costruzione e mantenimento di buone relazioni, abbiamo potuto avere accesso ai dati relativi alle analisi chimiche integrative alla Caratterizzazione eseguite da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) in contraddittorio con ARPA e localizzate nei Comuni di Meda, Seveso e Cesano Maderno.

La Caratterizzazione del 2016, unitamente alle precedenti indagini, aveva già certificato 129 superamenti del limite verde e 21 superamenti del limite industriale.

Le attuali analisi integrative sono state volute dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), autorizzate il 31/8/2018 da Regione Lombardia e assoggettate ad un protocollo tecnico definito con ARPA. L'attività di prelievo dei campioni s'è tenuta nei giorni dal 5-2-019 all'8-2-019.

Il Consigliere Regionale Marco Fumagalli, del M5S, in un rapporto d'interlocuzione reciproca e nel rispetto dei propri ruoli, si è reso disponibile per una richiesta di accesso agli atti e ora c'è contezza dei risultati, relazionati sia da ARPA sia dalla stessa APL.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, insieme a Legambiente Circolo "Laura Conti" di Seveso li rende noti, come da sempre fa con il materiale in suo possesso.

Sono 19 i campioni che sono stati sottoposti ad analisi da parte di APL (15 provenienti dai punti inizialmente previsti + 1 punto aggiuntivo con stessa metodologia di prelievo + 1 altro punto con prelievo su tre livelli di suolo -Top-Soil, Intermedio, Profondo-) e successivi 4 campioni effettuati successivamente da ARPA per il contraddittorio.

Occorre ricordare che, per APL, lo scopo di queste analisi integrative era ed è quello di escludere il suolo sotto l'asfalto dell'attuale superstrada ex SS35 dalle aree perimetrate da sottoporre a bonifica. Tratti del sedime d'asfalto risultava infatti incluso nella perimetrazione (frutto di elaborazione secondo il principio geometrico dei "poligoni di Thiessen") poiché compreso tra due punti contaminati ai suoi lati o in sua prossimità.

Per maggiori dettagli, ce ne siamo occupati su: AGGIORNAMENTI SULL'INUTILE AUTOSTRADA PEDEMONTANA.

Come era prevedibile, nei 16 punti sotto l'asfalto, che ha fatto da barriera fisica, non sono stati registrati superamenti delle soglie di legge stabilite la categoria Dibenzidiossine e Furani, di cui fa parte la TCDD.

Altrettanto prevedibilmente il risultato è differente per il campionamento denominato IND.INT.17, effettuato direttamente sul terreno, localizzato nella zona degli svincoli di Meda.

Nel Top Soil cioè nei primi 20 cm di terreno, è stata rilevata una quantità di Diossina di 122,9 ng/kg, un valore addirittura superiore al livello industriale della tabella B, contemplato nel DL 152/06.

Si tratta della stessa area dove, già nel 2008 e successivamente con le analisi della Caratterizzazione, vennero rilevati livelli alti di presenza di Diossina, con un massimo pari a ben 547 ng/kg.

 

Relazione di APL al link: https://drive.google.com/file/d/1a0yiqDEJWDC3547loPxY2T0u2fyhhC96/view?usp=sharing

Nel panorama riguardante la presenza di Diossina TCDD nelle aree interferite dal tracciato autostradale e l'iter corrispondente all'applicazione del DL 152/06 per le zone contaminate,  continua ad essere sconosciuto il nuovo progetto definitivo 2018 (realizzazione affidata ad aprile 2018 alla Conteco Check srl) e a maggior ragione ancora non esiste un esecutivo.

Questi due progetti sono comunque imprescindibili per la stesura del Piano Operativo di Bonifica (messo a gara e affidato il 12/2/019 a HPC Italia) i cui contenuti sono ancora ignoti. Un Piano Operativo di Bonifica che dovrà essere approvato dalla Conferenza dei Servizi.

Oltre alla mancanza di fondi per il completamento dell'autostrada, molte sono quindi le incognite legate alla presenza di Diossina TCDD lungo il tracciato B2 da Meda a Bovisio Masciago.

A partire dalla stessa perimetrazione delle aree con le “sorgenti di potenziale contaminazione” da assoggettare a bonifica,  presentata da APL e approvata il 23-11-2017 con Decreto Regionale 14300 dalla DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile che si basa sui dati delle analisi chimiche e sul progetto Definitivo Revisionato del 27-4-2012 e non sul nuovo progetto definitivo né tantomeno su un esecutivo che ancora non esiste.

La perimetrazione lascia altresì fuori molte zone dove i valori di TCDD superano i limiti delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione (CSC) e dove non è noto se avverrà o meno movimentazione di terra.

Continueremo ad operare e ad agire per la diffusione del sapere e perché si rinunci al completamento di questa inutile, dispendiosa e impattante autostrada.

Meda/Seveso 11 luglio 2019

Sinistra e Ambiente Meda

Legambiente circolo Laura Conti Seveso

 

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Riunito in Regione il Collegio di Vigilanza

Riqualificazione dell'ex Ospedale di Vimercate: trovato l'accordo

Nel collegio di vigilanza sono stati risolti tutti gli ostacoli per arrivare alla definizione del progetto urbanistico dell’Accordo di Programma per la riqualificazione delle aree dell’ex Ospedale di Vimercate e aree limitrofe. Gli enti pubblici, nel perseguire la realizzazione dell’accordo, hanno confermato il loro impegno e la loro volontà garantendo un’attuazione degli interventi flessibile poiché verranno adottati più programmi integrati di intervento.

Regione Lombardia in tutti questi mesi si è adoperata per accompagnare questa fase e finalmente le parti pubbliche e private hanno raggiunto un obiettivo pienamente condiviso per definire in maniera chiara le modalità attuative. Al tavolo ha prevalso il senso di responsabilità e la piena collaborazione.

 Piena soddisfazione da parte di Regione Lombardia, al tavolo con il Vicepresidente Fabrizio Sala. “Il rilancio di Vimercate passa anche da queste decisioni che sono state prese in questo collegio. Regione Lombardia ha voluto fortemente avviare questo progetto per rigenerare le aree dell’ex Ospedale fornendo servizi sanitari e pubblici ai cittadini che necessitavano di risposte concrete ai loro bisogni” ha commentato il Vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala. “E’ stato un lavoro di squadra importantissimo e Regione Lombardia si fa subito promotrice di un atto integrativo per dare attuazione all’aggiornamento dei servizi di interesse pubblico”, ha proseguito Sala. “Siamo soddisfatti del buon esito e possiamo così dare un futuro radioso a Vimercate con la rigenerazione di un’area che stava diventando un problema e che invece con questo progetto verrà trasformata in una zona riservata ai cittadini, anche con spazi dedicati alla cultura per tutta la collettività”, ha concluso il Vicepresidente.

 Soddisfatto anche il Sindaco di Vimercate Francesco Sartini dopo il Collegio di Vigilanza. “Esprimo grande soddisfazione per il risultato raggiunto con l'ultimo Collegio di Vigilanza dove abbiamo finalmente potuto dare forma alla volontà di tutti di procedere senza ulteriori indugi al recupero di un'area che rischiava di divenire un grave problema di degrado per la nostra città e che adesso diviene occasione concreta per lo sviluppo di servizi pubblici strategici per rivitalizzare Vimercate. Avremo un nuovo PreSST, residenze protette per anziani, un teatro, il recupero della ex cappellania a servizi socio culturali e l'edificio delle ex medicine recuperato anch'esso per servizi pubblici, il tutto su una grande piazza dedicata alla socialità e alla ricreatività. Sono entusiasta per il risultato che finalmente ha sbloccato una situazione non più sostenibile”, ha spiegato il Sindaco di Vimercate Francesco Sartini.  “Tutti abbiamo lavorato per valorizzare al meglio l'area cogliendo le importanti potenzialità, ed io stesso mi sono speso molto su questo lavoro, con molti momenti in cui pareva che il senso di scoraggiamento o di disfattismo avesse la meglio, ma è stata la spinta di coloro che mi hanno sostenuto spronandomi a cercare di dare il meglio possibile alla nostra città e a permettere di non perdere di vista l'obiettivo. Finalmente oggi – ha proseguito Sartini - assieme ad ASST, Regione Lombardia e gli operatori privati, possiamo contare su un percorso chiaro e definito, che ci vede tutti concordi e che finalmente può dare avvio alla fase operativa che la città attende da oltre 10 anni. Lo ritengo il passo decisivo verso un successo tutt'altro che scontato”.

“Abbiamo raggiunto un grande obiettivo – ha dichiarato Nunzio Del Sorbo, Direttore Generale dell’ASST di Vimercate -. Oggi il progetto che porta alla riqualificazione dell’area del vecchio ospedale, una delle maggiori aspettative anche della città, può prendere più concretamente corpo.

È stato un percorso laborioso e di grande impegno, oltre che irto di insidie e tuttavia non ho mai avuto un attimo di sconforto o di pessimismo, convinto di avere imboccato la giusta direzione.

Il progetto approvato e sottoscritto da tutte le parti – ha aggiunto Del Sorbo - darà nuova vita a Vimercate e in particolare al suo centro storico: è previsto, tra l’altro, la realizzazione di un presidio socio sanitario territoriale moderno e ben attrezzato, con ambulatori specialistici, infermieristici e ostetrici organizzati secondo modelli assistenziali innovativi, consultori, uffici territoriali di scelta e revoca, CUP, punti prelievo etc..

Verrà garantita la conservazione degli edifici storici con interventi di ristrutturazione, in ricordo dello storico Ospedale, giusto vanto dei vimercatesi, che ha visto passare intere generazioni di pazienti e professionisti.

Voglio ringraziare per questo esito Regione Lombardia, nella figura del Presidente Fontana e del vice Presidente Sala per l’impegno e la determinazione che ci hanno assicurato, oltre che i tanti dirigenti della Regione che indefessi hanno collaborato anche materialmente alla riuscita dell’operazione.

Grazie, naturalmente, al Sindaco e ai suoi collaboratori e a tutti gli altri protagonisti che ci hanno creduto sin dall’inizio.

Questo risultato ottenuto – ha concluso Il Direttore Generale dell’ASST - conferma che, come ho sempre sostenuto, il gioco di squadra è sempre vincente e dà i suoi risultati”.

 “Questo accordo – ha commentato soddisfatto Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia - mette in evidenza un metodo di lavoro sinergico e condiviso, e premia una capacità progettuale responsabile. Alcune delle nuove strutture saranno destinate a servizi socio sanitari integrati, con una attenzione particolare alle fragilità e al tema della cronicità. Per questo importante avvio di percorso, esprimo apprezzamento e soddisfazione”.

 

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SS36, altro che “restyling” e lampioni con bulbi a led. La strada extraurbana più pericolosa d’Italia ha urgenza di interventi rilevanti per garantire la sicurezza

Lanciamo l’ennesimo accorato appello perché la Statale Valassina (SS36) sia messa in sicurezza. Lo facciamo in questi giorni in cui Anas si sta limitando a rinnovare l’illuminazione con nuove lampade a led, gli stessi giorni in cui si parla anche di “restyling” in vista delle Olimpiadi invernali (la strada collega Milano alla Valtellina). I problemi della SS36 sono seri e innumerevoli, in molti casi si tratta di condizioni non a norma che avrebbero richiesto interventi già da tempo. Le corsie di immissione/accelerazione e uscita/decelerazione sono quasi tutte lunghe 90-100 metri quando invece dovrebbero essere circa il doppio (in rapporto alla velocità massima consentita sulla SS36, che è di 110 Km/h con alcuni brevi tratti a 90 Km/h). Inoltre, le corsie di decelerazione dovrebbero anche non avere curve finali a raggio così stretto, come invece quasi ovunque. Da notare che esistono gli spazi fisici per intervenire; Gli accessi alla Statale a Lissone, Desio, Seregno dovrebbero essere completamente ripensati per evitare le croniche lunghe code nelle ore di punta, pericolose sulla prima corsia di marcia della Statale stessa e insostenibili per le città coinvolte; Il raccordo di Monza-Lissone con la costruenda variante della SP6 è contorto e poco sicuro, andrebbe modificato; Le cuspidi presenti (punte metalliche dei guardrail, lati di muretti, gradini alti, ecc…) dovrebbero essere protette con appositi attenuatori d’urto che invece mancano quasi ovunque e, dove esistono, sono sfondati e quindi “riarrangiati” in modo approssimativo; I guardrail metallici laterali quasi ovunque non sono a norma per la sicurezza delle motociclette e non hanno adeguata tenuta certificata per i veicoli pesanti sui tratti affiancati da strade complanari, come ad esempio in corrispondenza di Lissone, Desio e Seregno; Le tratte nei comuni di Lissone, Desio, Seregno, Giussano e Briosco sono da anni teatro quasi quotidiano di incidenti stradali anche gravi. Occorre trovare soluzioni per ridurne concretamente la pericolosità e controllare meglio il rispetto delle norme stradali e dei limiti di velocità (che a Briosco per breve tratto scendono a 70 Km/h) da parte degli automobilisti. Le asfaltature lasciano a desiderare, specie sulla prima corsia di marcia per i veicoli lenti, e sono in condizioni non accettabili per una strada che di fatto è in categoria A, cioè assimilabile ad una autostrada. Ricordiamo che la SS36 è la strada extraurbana più pericolosa d’Italia, in base agli ultimi dati statistici disponibili (riferiti al 2017). L’Aci certifica 311 incidenti all’anno sui 23 km della sola tratta sul territorio della Provincia MB, quasi uno al giorno. Il segmento peggiore risulta quello tra Desio e Lissone, con 24 incidenti e 47 feriti in un anno. Segue Briosco.

 

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Pista ciclabile da via Copernico alla Rotatoria Carducci, chiesto il co-finanziamento a Regione Lombardia

Una pista ciclabile che da via Copernico porti alla Rotatoria Carducci, favorendo la mobilità dolce all’interno della città per costruire percorsi protetti alternativi all’auto. La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo della Pista Ciclabile per la quale si intende chiedere co-finanziamento a Regione Lombardia. La spesa complessiva prevista per la realizzazione dell’opera è di 1 milione e 250mila euro; di questi, 200.000 euro (importo massimo previsto dal Bando di Regione Lombardia) saranno oggetto della richiesta di cofinanziamento.

L’opera pubblica programmata dall’Amministrazione Comunale di Lissone si pone l’obiettivo - come peraltro specificato nel bando regionale - di effettuare interventi infrastrutturali mirati alla riduzione o all’eliminazione dei fattori di rischio sui punti critici della rete stradale. Consentirà di collegare, con un percorso sicuro e protetto, le parrocchie Cuore Immacolata di Maria e Sacro Cuore di Gesù, e gli istituti scolastici Farè e Moro.

Viabilisticamente consentirà di creare due rotatorie, una all’intersezione tra Via Monza e Via Isonzo, oggi caratterizzata da un rilevante elemento di criticità per la circolazione stradale, e una all’intersezione tra via Fratelli Bandiera, Via Mameli e Via Cappuccina. Si provvederà ad ampliare la corsia ciclopedonale in corrispondenza del sottopasso di Via Fratelli Bandiera – Via Bramante da Urbino, e si avrà l’innesto, in corrispondenza della rotatoria di Via Carducci, con la pista ciclabile che corre parallela alla ex SS 36.

“Un importante intervento viabilistico – dichiara il Sindaco Concettina Monguzzi - che darà risposte qualificate ad una domanda di mobilità ciclistica sicura ed efficace, ed al tempo stesso risolverà in termini di sicurezza due importanti intersezioni, spesso teatro di incidentalità stradale”.

Lissone, 10 Luglio 2019

 

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 Il Parco di Monza non merita tutela ? Si chiamava Caffè. A dargli questo nome era stata la gente che frequentava i Giardini della Villa Reale al Parco di Monza. Il colore del suo piumaggio non lasciava dubbi. Con gli animali selvatici funziona così: il colore, un dettaglio del corpo, oppure il carattere, un certo comportamento, talvolta soltanto l’andatura; tutti aspetti che rappresentano ai nostri occhi una sorta di carta di identità e fanno insorgere il desiderio collettivo di identificarli e dar loro un nome. Caffè era una femmina, ibrido anatra-germano, ed era doppiamente fortunata, non solo perché viveva in un luogo protetto e quindi era tutelata, ma anche perché quando del tutto spontaneamente si giunge a dare un nome a un animale selvatico, in genere è perché ci si abitua alla sua presenza, ci si sofferma ad osservarne il comportamento, lo si cerca ogni volta che si torna. E in qualche modo, col tempo, ci si affeziona. Dare un nome a un animale selvatico è probabilmente un modo – forse l’unico – che chi li ama ha di compensare l’inevitabile distanza che la salvaguardia della loro libertà impone. Senza saperlo, Caffè aveva il privilegio di questa tutela affettiva. E come lei, Duke, il suo inseparabile compagno di vita, e alcuni altri. Ora Caffè non c’è più. Azzannata da un cane lasciato senza guinzaglio dal suo proprietario, non ha trovato scampo nemmeno nel laghetto. Ed è ora straziante vedere Duke cercarla starnazzando disperatamente. È purtroppo l’ennesimo episodio di inciviltà che si verifica e il fatto che avvenga nello stesso luogo e spesso negli stessi orari, al mattino presto, desta il sospetto che vi sia qualche cacciatore che decida di allenare il proprio cane con gli animali selvatici ospiti dei Giardini della Villa Reale. Caffè non è che l’ultima vittima; prima era toccato ad altre anatre, ma anche a cigni, lepri, talpe, scoiattoli, ricci. La conseguenza di queste continue aggressioni, anche quando non si concludono con la morte dell’animale, è che durante il periodo delle nascite i piccoli rimangono incustoditi e divengono così facili prede per rapaci e cornacchie. In soli due mesi si sono contati circa cinquanta piccoli catturati e uccisi. Dunque, vi sono alcuni – probabilmente le stesse persone – che deliberatamente e ripetutamente scelgono di violare il Regolamento che vieta di “uccidere, catturare, o anche semplicemente molestare gli animali” e che impone di tenere i cani al guinzaglio, oppure liberi ma con museruola e comunque sempre sotto sorveglianza. Costoro rappresentano una “specie” nella specie umana: quelli che non hanno alcun rispetto del patrimonio comune, che siano gli animali selvatici, i boschi e i prati, i fiumi, i laghi e il mare, le opere d’arte, ma anche una strada o una piazza. Vivono costantemente nel microcosmo mediocre del loro patrimonio personale, sia esso il pianerottolo, l’auto, il cane. L’approccio educativo nei confronti di questa categoria di persone non può perciò essere che di tipo patrimoniale e deve avere un forte potere disincentivante. Questo ci vorrebbe e questo vorrebbero tutti i frequentatori del nostro Parco, coloro che sanno apprezzare la bellezza della natura, il contatto discreto con gli animali selvatici, il bene raro e prezioso di un luogo che consente a tutti di dimenticare, anche se per brevi momenti, la gabbia di cemento e asfalto di cui ci siamo circondati. Coloro, cioè, che sanno dispiacersi.

La LAV è riconosciuta organizzazione non lucrativa di utilità Sociale ed Ente Morale ogni volta che viene perduto un pezzetto di questo patrimonio, che sia un albero o un nido, un’anatra o un riccio. Ma purtroppo non si fa nulla. Ed è proprio l’incessante reiterazione della violazione del Regolamento che sta a dimostrarlo. Questi incivili si sentono certi di farla franca, sanno che nessuno controlla e, anzi, con chi si permette di far loro osservazione si dimostrano strafottenti e arroganti. Eppure basterebbe poco per stroncare questo fenomeno. Basterebbero dei vigili in borghese che a turno sorveglino i Giardini e il laghetto per poter cogliere in flagranza questi incivili. Infine, individuare zone dove proprietari responsabili possano lasciar liberi di correre i propri cani, così da eliminare ogni pretesto. Come per un museo le opere d’arte, gli animali selvatici sono i piccoli gioielli del nostro Parco e dovremmo fare di tutto per proteggerli da questi vandali. Dunque, davvero non si comprende cosa aspettino il Consorzio e il Comune di Monza a prendere provvedimenti. Forse l’ultima anatra?

 

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RACCOLTA DIFFERENZIATA: UTENZE NON DOMESTICHE

Dal 15 luglio inizia la distribuzione di sacchi e bidoni con RFID. Ecco come funziona. A Vimercate prosegue il cammino verso la piena sperimentazione della tariffa puntuale applicata alla raccolta dei rifiuti. A partire dal lunedì 15 luglio inizierà, presso l’ufficio ecologia del Comune di Vimercate, la distribuzione di sacchi e bidoni muniti di sistema RFID e destinati alle utenze non domestiche.

MODALITÀ DI RITIRO Dove: ufficio Ecologia presso il Comune (piazza Unità d’Italia 1) Giorni e orari: lunedì e mercoledì, dalle 9 alle 12 Scadenza: sacchi e/o bidoni vanno ritirati entro il lunedì 30 settembre. Chi può presentarsi per il ritiro: titolari o dipendenti o incaricati. E’ necessario presentarsi con la cem card intestata all’attività/azienda. I sacchi che saranno consegnati dovranno essere usati fin da subito. Le piccole attività professionali (notai, studi professionali ecc) che fino a oggi hanno seguito, dal punto di vista della gestione dei rifiuti, le regole del condominio di cui fanno parte continueranno a seguirle anche con il nuovo metodo: dovranno pertanto presentarsi all’ufficio ecologia negli orari indicati sopra e ritirare il bidone rosso da 30 litri (se il condominio ha 29 appartamenti o meno) oppure il rotolo di sacchi grigi (se il condominio ha 30 appartamenti o più). Tutte le altre attività potranno scegliere, in alternativa alle precedenti opzioni, anche i sacchi da 120 litri. Ricordiamo che la seconda metà del 2019 e tutto il 2020 serviranno al Comune e a CEM Ambiente per sperimentare l’utilizzo dei chip RFID presenti su bidoni e nuovi sacchi grigi e rendere possibile, a partire dal 2021, l’introduzione della tariffa puntuale, che consentirà a ciascuno di pagare in proporzione alla quantità di rifiuti indifferenziati effettivamente prodotti. L’Amministrazione ringrazia per la preziosa collaborazione.

Vimercate, 8 luglio 2019

 

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Emblematici Provinciali 2019

Da Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza 400mila euro per il nuovo bando dedicato al mondo no profit

Focus sui progetti ambientali

Monza, 5 luglio 2019 – Si chiamano Emblematici Provinciali perché rappresentano iniziative di particolare rilevanza per il territorio. Anche quest’anno Fondazione Cariplo e le Fondazioni di Comunità lanciano un’iniziativa congiunta: ogni Comunità provinciale avrà a disposizione 400 mila euro per sostenere progetti in grado di produrre un impatto significativo sulla qualità della vita della comunità e sulla promozione dello
sviluppo culturale, sociale ed economico. I settori di intervento. Potranno essere ammessi al contributo i progetti e gli interventi selezionati coerenti con gli indirizzi delle aree filantropiche strategiche di Fondazione Cariplo nei settori ambiente, arte e cultura, servizi alla persona e ricerca scientifica. Sarà possibile presentare domanda fino al 15 ottobre 2019: informazioni e dettagli sul sito della Fondazione MB: ww.fondazionemonzabrianza.org.

La Fondazione MB può contribuire con un apporto minimo di 80 mila euro, su un costo progettuale di almeno 160 mila euro. In dettaglio. Per il 2019 Fondazione Cariplo ha evidenziato, all’interno del bando, tre diverse aree di intervento: “Sviluppo del welfare comunitario: comunità solidali, coese e sostenibili”, “Benessere sociale ed economico dei cittadini del territorio” e “Inserimento attivo dei giovani nella comunità”.

A questi macrotemi, la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza ha aggiunto alcuni obiettivi specifici, valutati sulla base delle esigenze e delle richieste del territorio: focus di quest’anno i progetti in campo ambientale.

Area ambiente: sostegno di interventi finalizzati alla rigenerazione sostenibile e alla riqualificazione ambientale delle aree urbane, del sistema città-campagna e del sistema naturale, come riduzione dell’inquinamento e dei rischi per la salute, contrasto alla perdita della biodiversità e alla scomparsa di aree verdi, azioni contro il consumo di suolo e per mitigare l’impatto di eventi climatici estremi. In particolare, si intendono realizzare interventi di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici attraverso la promozione di stili di vita sostenibili e il coinvolgimento della cittadinanza in azioni concrete.

Area Servizi alla persona: progetti rivolti alle fasce più deboli in particolare ai disabili, ai minori, agli anziani e per il sostegno alle famiglie.

Area Arte e cultura: progetti rivolti alla valorizzazione e alla conservazione di beni e attività di interesse artistico, storico e culturale.
Il ruolo delle Fondazioni. Ogni territorio potrà contare sulla competenza e sulla professionalità delle Fondazioni, con l’obiettivo anche di sviluppare la filantropia locale. Fondazione Cariplo punta infatti sull’importante ruolo di antenna sul territorio svolto dalle Fondazioni locali per individuare e selezionare progetti significativi da sostenere: Cariplo oltretutto si avvale del supporto e delle competenze delle Fondazioni territoriali per la promozione e per la diffusione dell’iniziativa, per l’assistenza agli enti interessati e per la candidatura di progetti sul territorio di ciascuna delle province di intervento.

Le Fondazioni e Cariplo. Oggi sono 16 le Fondazioni di Comunità del progetto Fondazione Cariplo. Possono contare su un patrimonio di oltre 264 milioni di euro: in vent’anni hanno raccolto quasi 79 mila donazioni per un ammontare di oltre 179 milioni di euro e hanno erogato 359 milioni di euro a favore di oltre 35 mila progetti.
“Le Fondazioni di Comunità – ha dichiarato Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo - promuovono a livello locale la cultura del dono e cercano di dare risposte concrete ai bisogni della comunità costruendo patti virtuosi tra donatori, organizzazioni del terzo settore ed enti pubblici. Il coinvolgimento diretto di chi vive il territorio, ne conosce i problemi e le potenzialità rappresenta il valore di questi particolari enti filantropici, tanto più efficaci quanto più sono in grado coinvolgere e attivare la cittadinanza nella soluzione dei problemi sociali, ambientali e culturali. Per questo motivo vent’anni fa Fondazione ha scommesso su di loro e continuerà a farlo anche in futuro”. “Il ruolo delle Fondazioni di Comunità – ha commentato il presidente della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Giuseppe Fontana – diventa sempre più rappresentativo, perché realmente in grado di raccogliere i bisogni e le istanze del territorio. Gli interventi promossi nell’ambito degli Emblematici provinciali raccolgono i bisogni e le istanze del territorio. Questo bando, in particolare, si distingue dagli altri perché mette a terra progetti rilevanti e significativi per il territorio, attivando reti e valorizzando beni comuni. Gli Emblematici si affiancano così all’attività erogativa più tradizionalmente promossa dalla
Fondazione. Significativo aver scelto come focus di quest’anno l’ambiente, per la cui salvaguardia è ormai necessario impegnarsi in prima persona”.

Qui moduli e documenti:
http://www.fondazionemonzabrianza.org/emblematici-provinciali-2019-pubblicato-il-bando-da-400mila-euro/
A questo link i progetti vincitori dell’edizione 2018 del bando Emblematici Provinciali:
http://www.fondazionemonzabrianza.org/bando-emblematici-provinciali-selezionati-i-cinque-progetti-vincitori/

Per informazioni:
Federica Fenaroli | Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus
Via Gerardo dei Tintori, 18 - Monza | 039.3900942
info@fondazionemonzabrianza.org - www.fondazionemonzabrianza.org

 

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BIGLIETTO INTEGRATO, LA VITTORIA DELL’ASTENSIONE
L’integrazione ferro – gomma è il risultato anche della pressione dell’Amministrazione Comunale che ha sempre considerato determinante l’introduzione di un unico ticket per autobus, treni e metropolitane

Monza, 05 luglio 2019. «È una vittoria del sistema Monza e Brianza. Quando gli enti sanno fare squadra mettendo da parte le loro differenze politiche e guardano agli interessi dell’intero territorio, riescono a raggiungere traguardi straordinari. Questa, in particolare, è una nostra vittoria». Così il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Mobilità Federico Arena commentano l’accordo tra la Regione e l’«Agenzia del Trasporto Pubblico Locale della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia» che prevede dal 15 luglio l’inserimento nel biglietto unico integrato anche del trasporto ferroviario.

L’astensione di Monza. Il Sindaco e l’Assessore, infatti, ricordano che il Comune di Monza lo scorso 19 gennaio, nel corso dell’Assemblea dei soci dell’«Agenzia del TPL» aveva votato a favore dell’approvazione del nuovo Sistema Tariffario Integrato del Bacino di Mobilità («Stibm»), mentre si era astenuto dalla possibilità di partire subito senza l’integrazione ferro gomma. Stessa posizione tenuta nella seduta del 15 maggio.

Rivoluzione copernicana. «In entrambe le circostanze – spiegano Allevi e Arena – la nostra astensione era per la mancata integrazione ferro – gomma. Non eravamo contrari al nuovo sistema integrato. Anzi lo abbiamo sempre sostenuto. Ma ritenevamo che fosse fondamentale, soprattutto per una città di grandi dimensioni e con un’importante utenza ferroviaria come la nostra, che fosse indispensabile un biglietto unico per viaggiare su autobus, treni e metropolitane. La nostra astensione ha fatto emergere il problema e, tutti insieme, abbiamo portato a casa il risultato che è una vera rivoluzione copernicana per il sistema dei trasporti pubblici. È uno dei traguardi più importanti raggiunti della nostra Amministrazione».

I vantaggi. Con un unico biglietto gli utenti del trasporto pubblico potranno utilizzare più mezzi di trasporto, superando la frammentazione esistente fino ad oggi. Ad esempio, i pendolari che da Monza devono raggiungere il centro di Milano non dovranno più acquistare il biglietto urbano per arrivare in stazione, il biglietto del treno e quindi quello della metropolitana o dell’autobus. «Con un unico ticket si potranno utilizzare i tre mezzi con un consistente risparmio economico – concludono il Sindaco e l’Assessore – in quanto in precedenza i costi complessivi erano pari a 5 euro, mentre adesso si pagherà 2,40 euro con un risparmio di oltre il 50%».

 

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VIMERCATE FESTIVAL: UN SUCCESSO GARANTITO DA OLTRE 12.000 CITTADINI

Un incremento dell’11,38% rispetto all’edizione del 2018 Oltre 12.025 persone (+ 11,34% rispetto al 2018) hanno partecipato agli eventi della 3ª edizione del VIMERCATE FESTIVAL rassegna promossa e coordinata dall'Assessorato alla cultura del Comune di Vimercate dall'1 al 30 giugno 2019. Oltre 70 iniziative di teatro, musica, letteratura e arte. Nello specifico il festival si è sviluppato su quattro ambiti:

1) Il Vimercate Festival (13-30 giugno) con 24 spettacoli di teatro e musica nelle meravigliose corti di Palazzo Trotti e Villa Sottocasa, con grandi nomi della scena teatrale e musicale italiana (Giancarlo Giannini, Isabella Ferrari, Mariangela D'Abbraccio, Marco Baliani) accanto a numerose realtà culturali locali. Affluenze*: 4.900 spettatori

2) La 3ª edizione del Vimercate Ragazzi Festival (7-8-9 giugno) con 18 spettacoli di teatro ragazzi e numerose iniziative per i più piccoli (laboratori, stand, teatro di strada) nel centro storico di Vimercate. Affluenze: 4.200 partecipanti

3) La X Festa del libro e degli autori (dall'1 all'17 giugno) con 30 appuntamenti tra presentazioni di libri, spettacoli e laboratoriper bambini presso la Libreria Il Gabbiano. Affluenze: 2.000 partecipanti

4) La mostra finale di V_AIR 2019 Vimercate Art in Residence (19 maggio-1 luglio) con l'esposizione delle opere dei sei giovani artisti partecipanti alle residenze d'artista, le visite guidate, i laboratori per bambini e l'apertura gratuita (e serale) del MUST Museo del territorio per tutto il mese di giugno. Affluenze: 925 visitatori

 

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"Rete Brianza Pride apprende con stupore, dopo mesi di silenzio da parte del Sindaco Allevi, di essere entrata nei pensieri del primo cittadino, il quale ha deciso di non voler patrocinare il Brianza Pride, neppure in modo non oneroso – ricordiamo, infatti, che Rete Brianza Pride è completamente autofinanziata -, giustificando l’accaduto con la bugia di un confronto che non ha mai cercato. Ne è prova il fatto che il Brianza Pride è stato l’ultimo, in Italia, ad aver ottenuto una data.
Leggiamo ciò sulle testate locali e nella diretta streaming del Consiglio Comunale, non essendo stati invitati alla conferenza stampa che tuttavia ci riguardava.
Rispondiamo così alle falsità del Sindaco:
- Il 6 luglio è il primo giorno di saldi e gli organizzatori del Pride avrebbero evitato il dialogo con l’Amministrazione decidendo comunque di passare dal centro: FALSO! Abbiamo deciso di modificare in parte il percorso precedentemente concordato con la Questura, come da normale procedura, proprio per venire incontro alle richieste che ci sono state fatte ma non rinunciando alla parte di sfilata in via Italia. Non c'è mai stato un tavolo a tre tra noi, la questura e l'amministrazione. Riscontriamo anche, dopo le adesioni di varie realtà sul territorio, il supporto da parte di vari piccoli commercianti della città.
- Non ci sarebbe stata nessuna strumentalizzazione nel non concedere il patrocinio da parte dell’Amministrazione: FALSO! E’ il Sindaco, in Consiglio Comunale e in conferenza stampa, che sta facendo di tutto per ostacolare la festosa e colorata riuscita di questa giornata, insinuando che non sarebbe stata una manifestazione pacifica. Noi difenderemo sempre i diritti con la "resistenza civile e non violenta" (dal punto 'Solidarietà' del nostro manifesto). Le consigliamo quindi di leggere attentamente il nostro sito, il nostro manifesto e il nostro decalogo. 
- Le adesioni sarebbero solo da una parte politica, non chiedendo a tutti l’adesione: FALSO! Le nostre assemblee, specialmente quelle per partiti e associazioni, sono state sempre pubbliche e aperte a tutti. Chiunque poteva venire ed esprimere le sue perplessità o adesione aiutandoci a costruire insieme il Pride, ciononostante questo non è stato fatto. Le adesioni che abbiamo raccolto spaziano attraverso un’estesa diversità di partiti, associazioni e gruppi vari fra loro. 
- Il Pride sarebbe un atto politico: VERO! Credere nell'eguaglianza è un atto politico. La giunta di Monza ha deciso politicamente di non crederci. Se tu ci credi, scendi in piazza con noi.
Il Sindaco troverà sempre la porta aperta per un civile confronto per abbattere stereotipi e pregiudizi, non solo sulla comunità LGBT+ brianzola, ma anche sulle "certezze inconfutabili" che ha esposto.
All'unanimità Rete Brianza Pride ha deciso di omaggiare il Sindaco Allevi di un mazzo di fiori, augurandogli una vita gaia quanto la nostra. 
Aspettiamo tutta la cittadinanza brianzola. #vienicomesei.

Rete Brianza Pride"

 

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