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Comunicati stampa

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APPELLO DELLA CONSULTA SAN FRUTTUOSO DI MONZA:

INFANZIA E FAMIGLIE AL CENTRO DELLA RIPARTENZA NEL SOLCO DELLA PARTECIPAZIONE

Gentili Signor Sindaco, Assessori e Consiglieri,

a poco più di un mese dalla lettera del 27 aprile 2020 con la quale i Coordinatori comunicavano la disponibilità delle Consulte di quartiere – presidio e risorsa attiva nei quartieri della Città – di mettersi al servizio dell’Amminitrsazione per fronteggiare le numerose criticità derivanti anche dalla riorganizzazione dei servizi primari a seguito dell’emergenza sanitaria, in qualità di coordinatori della Consulta San Fruttuoso torniamo oggi ad interpellarvi invitandovi alla riflessione su alcuni punti.

Qual è la situazione oggi nelle città, nella nostra città?

Così come in molte città, anche a Monza la crisi generatasi dalla pandemia covid-19 ha fatto emergere la naturale predisposizione alla partecipazione di interi tessuti sociali. Tantissime le iniziative comunitarie con una mobilitazione di forze dal basso, nel segno della solidarietà, senza precedenti. Di fatto, siamo di fronte ad una vera e propria scuola di cittadinanza anticipata da esperienze concrete generate dalla crisi.

Dall’altro lato, questa crisi ha fatto anche emergere in maniera chiara che le amministrazioni pubbliche, da sole, non riescono a fornire risposte concrete ai nuovi problemi di sistema. Questo perché le iniziative di comunità necessitano per forza di cose il coinvolgimento degli attori del territorio, secondo il modello dell’amministrazione condivisa, cui anche Monza ha aderito da diversi anni attraverso l’attivazione delle Consulte di Quartiere.

Eppure, attraverso la partecipazione ad alcune riunioni di lavoro sul difficile tema delle attività estive per l’infanzia e a sostegno delle famiglie alle prese con il ritorno al lavoro, abbiamo avuto modo di constatare che nel nostro Comune il terzo settore, e le Consulte in particolare, non vengono considerati partner strategici nell’amministrazione della città.

Non solo, ma abbiamo avuto modo di verificare che anche all’interno della compagine politica e amministrativa ogni settore lavora in maniera separata e distinta, senza uno schema e una visione improntati alla collaborazione.

Ciò che vogliamo sottolineare con questo appello è che in questo momento di grande trasformazione, la sfida dei centri estivi, oltre a rappresentare un bisogno di attenzione verso le famiglie e i bambini, offre anche la possibilità di creare nuovo lavoro sul territorio, essendo impossibile pensare che tutto possa essere realizzato a livello volontaristico.

COSA CHIEDIAMO

1 – Che l’Amministrazione tenga in seria considerazione il lavoro delle Consulte, valorizzando le forze provenienti dalla società civile e dalla progettazione condivisa: le progettualità offerte sono una risorsa importante che consente al Comune di dare risposte concrete e innovative ai nuovi bisogni emergenti.

2 – Che gli apparati amministrativi si adoperino per semplificare e ridurre i passaggi burocratici, cambiando completamente approccio rispetto al passato. Nuovi problemi non possono essere affrontati secondo schemi ormai superati.

3 – Che l’Amministrazione si preoccupi di distribuire in maniera capillare e su base quartiere le risorse, sia umane che economiche, per far sì che nel periodo estivo i bambini e le bambine, con le rispettive famiglie, possano riconquistare spazi di vita e di crescita dopo il difficile periodo di isolamento.

4 – Che l’Amministrazione faciliti con ogni mezzo la realizzazione dei progetti e delle attività generate dal territorio, evitando di scaricare oneri burocratici e responsabilità unicamente sui soggetti proponenti.

5 – Che l’Amministrazione consenta la massima condivisione degli spazi pubblici presenti nei quartieri, incluse le scuole, sollecitando una maggiore collaborazione da parte di alcuni dirigenti scolastici che dimostrano una qualche forma di rigidità.

6 – Che l’Amministrazione presti particolare attenzione anche alla fascia di utenza 0-5 anni che in questa difficile contingenza sembra essere relegata ai margini per mancanza di idee, coraggio e capacità di elaborare progettualità dedicate.

7 – Che l’Amministrazione si adoperi in ogni modo per scardinare il pesante paradigma che, in questa situazione emergenziale, vede soprattutto le madri lavoratrici schiacciate su molteplici fronti, da quello professionale, famigliare oltre che di vita personale.

8 – Che sia i componenti dell’attuale giunta che i consiglieri tutti si degnino di rispondere in maniera chiara e responsabile alle sollecitazioni provenienti dalle Consulte. Ci duole sottolineare che alla precedente lettera del 27 aprile u.s. a firma dei Coordinatori delle Consulte di Quartiere ha dato seguito solo l’Assessore alla Partecipazione Andrea Arbizzoni e nessun capogruppo del Consiglio Comunale.

I cittadini, le famiglie, i Coordinatori della Consulta San Fruttuoso esprimono grande preoccupazione per i tempi strettissimi e per la precarietà del sistema organizzativo con il quale si sta affrontando la delicata partita infanzia/famiglie nel particolare momento che stiamo vivendo.

Nel giorno in cui anche la nostra città festeggia la Res-Publica, la Consulta si chiede e Vi chiede: è questa la situazione politica della terza città della Lombardia?

Grati per l’attenzione, salutiamo cordialmente.

Coordinatori Consulta San Fruttuoso

Giustina D’Addario

Massimo Arosio

Daniela Colombo

 

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Quale prospettiva per i trasporti in Monza e in Brianza?
Confronto pubblico, giovedì 4 giugno, tra politica, sindacati e movimenti

Dopo la fase 1 di lockdown, dove l’espressione più utilizzata era “io resto a casa”, la fase 2, per la paura del contagio sui mezzi pubblici e la contrazione del servizio, ha coinciso con la riaccensione dei motori dei mezzi di trasporto privati. Così, la fase 3 della tanto agognata “normalità” sembra sempre più configurarsi come un poco auspicabile “io resto in macchina”.

Cosa dobbiamo aspettarci per l’immediato futuro? Quali azioni possono essere messe in campo per evitare l’arretramento delle politiche di mobilità sostenibile? Quali prospettive, insomma, per il trasporto pubblico e privato anche in Monza e in Brianza?

Di questo e di molto altro discuteranno, in un dibattito pubblico in diretta Facebook, rappresentanti provenienti dal sindacato, dalla politica e dai movimenti di opinione. L’appuntamento è per giovedì 4 giugno, dalle 16 sulla pagina della Cgil di Monza e Brianza.

Fase 3: “Io resto in macchina”, questo il titolo dell’iniziativa che vedrà come protagonisti Sara Tripodi, segretaria generale della Filt Cgil di Monza e Brianza, Gigi Ponti, consigliere regionale in Lombardia, Luca Santambrogio, presidente della provincia di Monza e Brianza, Daniele Barbone, esperto in materia di trasporti, e Eleonora Porcu, del movimento Fridays For Future di Monza e Brianza.

Un’iniziativa fortemente voluta dalla segreteria confederale della Cgil di Monza e Brianza insieme alla categoria trasporti. “Mettere attorno a un tavolo virtuale gli attori in grado di dare una prospettiva della mobilità nella provincia senza abbandonare il concetto di sostenibilità sociale ed ecologica del mezzo pubblico e collettivo. Il percorso intrapreso con le associazioni ecologiste nei mesi precedenti l'emergenza sanitaria è patrimonio della Cgil come lo è l’utilizzo del mezzo pubblico e collettivo in alternativa alla macchina. Il cambio delle abitudini a seguito del Covid avrà un impatto sulle abitudini di mobilità: approfondiamo insieme la tenuta occupazione e il futuro del settore insieme alla progettualità di una modalità di trasporto green alternativo alla macchina", è la dichiarazione di Sara Tripodi, segretaria generale della Filt brianzola.


 

 

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Parco, Villa, Giardini Reali: alcune proposte sulle questioni rimaste aperte 

La doverosa chiusura e l’attuale riapertura hanno restituito a visitatori e cittadini, almeno in parte, l’immagine e la memoria del Parco com’era nell’idea originaria di chi l’ha voluto e progettato come oasi di bellezza, natura, ristoro. I cittadini stanno dimostrando di apprezzare questo Parco diverso, in cui la natura ha ripreso spazio e prevale il silenzio e una fruizione rispettosa del monumento, al punto da auspicare la prosecuzione della chiusura al traffico di viale Cavriga.

Non hanno potuto, invece, visitare la Villa, che riapre oggi nelle parti di pertinenza del Consorzio, mentre la parte centrale affidata al concessionario Nuova Villa Reale S.p.a rimarrà chiusa - fino a quando non si sa - per decisione del concessionario medesimo.

Il momento è propizio per affrontare alcune delle questioni di fondo ancora aperte con un approccio di largo respiro, più coraggioso e orientato al rilancio del complesso monumentale in una dimensione che ne salvaguardi la dignità e il valore civico. Venendo ai singoli aspetti:

  1. recupero unitario e gestione della Villa Reale: l’evidente fallimento, ampiamente previsto, del modello di gestione pubblico/privato inaugurato dal bando e sancito dalla dichiarazione di recesso del concessionario - che rischia di costare alla collettività la cifra ingente di 8.307.370 euro e, soprattutto, la totale incertezza sul futuro della Villa – apre la strada alla possibilità di eliminare la frammentazione a cui è stata condannata la Villa a causa del bando, e di procedere al riallestimento degli interni nobili e alla narrazione delle vicende, anche minute, che l’hanno trasformata in oltre due secoli di storia. La documentazione d’archivio da cui si può attingere per questo racconto, che ricongiunge idealmente l’ieri all’oggi di Villa e Parco, è sterminata e giace colpevolmente ignorata, mentre potrebbe essere la base su cui costruire un rinnovato interesse dei visitatori attorno al complesso monumentale;
  2. Ville Mirabello e Mirabellino: entrambe le ville duriniane versano in uno stato di degrado che impone un restauro non più procrastinabile. Per la prima, sono stati stanziati 4 milioni fra gli interventi cantierabili legati al masterplan, mentre per la seconda, stiamo ancora aspettando di sapere a che punto sono le trattative tra il Comune e il Demanio, proprietario di Villa Mirabellino, per la cessione del bene. In ogni caso, il restauro non può prescindere dalla destinazione d’uso delle ville duriniane, pena la frammentazione e il deterioramento delle parti già restaurate. La proposta è di fare del complesso architettonico e paesaggistico costituito dalle due ville, dal viale dei Carpini che le collega e dal grande prato circostante, il nucleo della vocazione culturale, naturalistica e paesaggistica di Parco e Villa. Esistono già progetti che vanno in questa direzione come quello presentato dalle associazioni che nel 2015 si sono riunite per salvare Villa Mirabellino dalla vendita, e l’ipotesi di riarredo degli ambienti di che ruotano intorno al salone centrale, sostenuta anche dalla Fondazione Durini;
  3. nomina del Direttore del Consorzio: da quanto detto è chiaro che le ipotesi prospettate esigono che il Consorzio non sia più la sommatoria degli interessi, specie politici, di chi ne fa parte, ma diventi l’ente che dà piena attuazione alle finalità previste nell’Atto costitutivo: in particolare, la promozione della conoscenza, il sostegno della conservazione e la garanzia delle migliori condizioni di fruizione pubblica del complesso (art. 2). In questa direzione, un ruolo essenziale spetta al Direttore coadiuvato da un Comitato Scientifico (art 12 dello Statuto). L’esperienza pregressa – in particolare, le decisioni sui concerti con ampia affluenza di pubblico, con i conseguenti danneggiamenti oggetto di esposti penali, e la reiterata mancata costituzione del Comitato Scientifico – ci spinge ad auspicare che nella scelta del prossimo Direttore, che dovrebbe essere ormai alle porte (sono rimasti 5 finalisti), siano privilegiati, oltre ai criteri di competenza progettuale, amministrativa e gestionale di un bene culturale di tale rilievo, anche la capacità di resistere a condizionamenti di qualsiasi tipo;
  4. infine, sulla questione annosa dell’ipotesi di chiusura, almeno parziale di viale Cavriga, chiediamo al Consorzio di promuovere uno studio scientifico di fattibilità all’interno del Piano Urbano Mobilità Sostenibile (PUMS) al quale noi e altre associazioni saremmo felici di collaborare. 

I portavoce: Bianca Montrasio e Roberto D’Achille

 

 

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Area Migranti Cgil Monza e Brianza, al via le consulenze per la “Regolarizzazione 2020”

In due giorni oltre 200 consulenze telefoniche e 75 appuntamenti per il perfezionamento delle richieste

A partire dal 26 maggio la Cgil di Monza e Brianza ha attivato un call center dedicato alla platea delle lavoratrici e dei lavoratori, e dei loro datori di lavoro, interessati dalla “Regolarizzazione 2020”. Il numero di telefono, lo 039.2731282, è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30, a rispondere, dalla Camera del Lavoro di via Premuda, Sarah, Matteo, Francesca e Luca.

In meno di due giorni abbiamo già effettuato oltre 200 consulenze telefoniche e fissato 75 appuntamenti per l’assistenza”, fa sapere Luca Mandreoli, responsabile dell’Area migranti e Politiche sociali della Cgil di Monza e Brianza. “Stiamo aspettando – continua Mandreoli – che vengano chiariti alcuni aspetti procedurali, ma, intanto, sono già molte le persone a cui abbiamo fornito un primo orientamento sulla base delle indicazioni del Decreto Rilancio”. A chiamare non sono solo lavoratori stranieri, ma anche datori di lavoro, soprattutto italiani, che vogliono regolarizzare la propria colf, o l’assistente familiare.

Il sostanziale blocco dei flussi d’ingresso per motivi di lavoro a tempo indeterminato, il peggioramento progressivo delle normative sull’immigrazione e asilo culminate negli ultimi anni con i c.d. “decreti sicurezza” (2018 e 2019) hanno prodotto un graduale restringimento dei diritti dei lavoratori migranti e un aumento di quelli sprovvisti di regolare titolo di soggiorno, costretti pertanto a lavorare in condizioni di irregolarità e di privazione di ogni tutela lavorativa e sociale.

Indubbiamente, la ratio dell’ultimo decreto va incontro alle numerose richieste di intervento sollecitate dalle organizzazioni sindacali nel corso degli anni e anche dalle associazioni laiche e caritatevoli come recentemente avvenuto anche nel nostro territorio da parte della Rete Brianza Accogliente Solidale”, commenta Matteo Casiraghi della segreteria confederale della Cgil brianzola.

Ci troviamo di fronte a un'inversione di tendenza rispetto alla recente evoluzione normativa – aggiunge Casiraghi –, ma il provvedimento, che si riferisce ai braccianti, alle colf e alle badanti, non tiene conto di altri settori, come la ristorazione, la logistica e l’edilizia”.

È una questione di civiltà. Stiamo parlando di migliaia di persone che stanno già lavorando sul nostro territorio e, in molti casi, nelle case per accudire i nostri cari più fragili”, conclude il segretario della Cgil.

 

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Lavori al via per la pista ciclabile “Brumosa”

collegherà Monza con Brugherio 

Monza, 26 maggio 2020.  Il cantiere per realizzare “Brumosa”, la pista ciclabile che collegherà Monza con Brugherio, è iniziato ieri con il picchettamento del tracciato.

L’acronimo, che sta per “Brugherio Monza Sostenibilità Ambientale”, sintetizza l’obiettivo ultimo dell’intervento, nato dalla partecipazione dell’amministrazione comunale ad un finanziamento regionale POR-FESR sulla mobilità ciclistica per promuovere nuove connessioni ciclabili urbane.

I lavori sono partiti ieri da Brugherio, dove sono previste le opere edili più impattanti in termini di scavi e movimenti di terra, anche per non interferire sulla viabilità di via Buonarroti, l’importante arteria interessata da un cantiere di Brianzacque in queste settimane.

“Quest’opera rappresenta un tassello importante degli investimenti in corso sul fronte della mobilità dolce – spiega il Sindaco Dario Allevi– Dopo il cantiere già avviato per la ciclabile in via Borgazzi, il bando sui monopattini e la posa delle nuove rastrelliere per le bici lavoriamo ora su questo importante collegamento, per offrire alternative valide e green anche per gli spostamenti intercomunali”. 

“Il prossimo step sarà l’avvio della gara per la pista ciclabile su via Enrico Fermi, nel tratto compreso tra via Buonarroti e via Montesanto, oltre al collegamento con il cavalcavia di via Aquiliea per la connessione con la ciclabile già presente su viale Campania: completeremo così un anello strategico per la mobilità dolce, una sorta di “circonvallazione ciclabile”, annuncia l’Assessore alla Mobilità Federico Arena.

L’itinerario previsto è: via Correggio - via Tiepolo-via Foscolo - via Buonarroti – viale Fermi – via Montesanto – viale Campania - viale Lombardia – viale Cesare Battisti. Proprio su viale Cesare Battisti a fine giugno partirà la riqualificazione della segnaletica verticale e orizzontale oltre all’adeguamento normativo degli attraversamenti ciclabili.

Tempi e costi. Il cronoprogramma prevede lavori per 270 giorni, pertanto il cantiere potrà terminare nei primi giorni del 2021. I lavori, per un totale di circa 700.000 euro, sono cofinanziati per il 67% da Regione Lombardia nell'ambito del POR-FESR 2014-2020. La restante parte delle risorse è stata individuata dai Comuni di Monza e di Brugherio.

Il progetto. Il progetto prevede il collegamento tra la ciclabile esistente su via Buonarroti all'altezza di via Veronese con una pista ciclabile in Brugherio, attraverso un percorso bidirezionale che garantisce la sicurezza ai ciclisti su un asse viario particolarmente trafficato soprattutto da mezzi pesanti, comprese le vie Monte Grappa, Carnia, Marconi e Fermi.

Oltre alla pista ciclabile vera e propria, il progetto prevede anche intersezioni ciclabili semaforizzate, attraversamenti ciclopedonali segnalati con illuminazione e gli opportuni incroci in corrispondenza dell’intersezione con il percorso sul canale Villoresi.

 

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Lavoratrici ausiliarie del nido senza stipendio, sit-in di protesta davanti al Municipio

A margine della manifestazione organizzata dalla Fp Cgil, il sindaco Allevi si è impegnato a riceverle

 A braccia incrociate, con la mascherina e a un metro di distanza l’una dall’altra: così, davanti all’ingresso del municipio, in piazza Trento e Trieste, questa mattina è andata in scena la protesta delle lavoratrici ausiliarie dei nidi comunali di Monza, dipendenti delle cooperative Insieme e Lacerenza.

Un flash mob che è sfociato nell’incontro con il sindaco, Dario Allevi, e a cui ha preso parte anche Matteo Villa, sindacalista della Funzione pubblica Cgil di Monza e Brianza, che sta seguendo le lavoratrici nelle giuste rivendicazioni nei confronti delle due cooperative: le ausiliarie, infatti, in Fis (Fondo d’integrazione salariale, n.d.r.) dal 24 febbraio, ad oggi non hanno ricevuto neanche un soldo.

Il 13 maggio abbiamo inviato una lettera al sindaco, denunciando la situazione e chiedendo un incontro, – spiega Matteo Villa della Funzione pubblica brianzola – e, questa mattina, abbiamo rinnovato le richieste con un presidio davanti al municipio, visto che il Comune, in quanto committente, è responsabile in solido”.

Il sindaco Dario Allievi, intercettato proprio da Villa, si è impegnato a concedere un incontro con le lavoratrici da organizzare nel breve periodo.

La responsabilità principale – ci tiene a precisare Villa – è delle due cooperative che, convocate l’8 marzo da Legacoop per sottoscrivere gli accordi sugli ammortizzatori sociali, non si sono presentate”. A quel punto è entrata in campo la categoria della Cgil che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici e delle cooperative sociali: “Abbiamo sollecitato le due cooperative a sottoscrivere gli accordi – spiega, ancora, il sindacalista della Fp brianzola –; a quel punto, Lacerenza ha firmato un primo accordo Fis valevole dal 24 febbraio al 15 marzo che, però, non ha rispettato, mentre la cooperativa Insieme non ha mai risposto”.

Come se non bastasse, le lavoratrici, nonostante siano assunte a tempo indeterminato, hanno un contratto da 47 settimane l’anno. Questo significa che ad agosto sono destinate a rimanere senza stipendio e ogni anno perdono 5 settimane di contributi. “Da contratto – precisa Villa – dovrebbero avere 52 settimane: lo prevedevano, infatti, i contratti di tutte le cooperative che hanno precedentemente gestito l’appalto”.

Matteo Villa, infine, spiega perché queste lavoratrici sono penalizzate anche nella retribuzione: “La maggior parte delle lavoratrici è in servizio ai nidi da più di dieci anni e dovrebbe avere cinque scatti di anzianità, ma queste cooperative ne riconoscono solo uno”.

Una situazione complicata, dunque, resa ancora più difficile dall’atteggiamento delle due cooperative, che non vogliono collaborare: “Le lavoratrici – denuncia Villa – non ricevono lo stipendio da tre mesi: alcune hanno sospeso i mutui e altre non hanno potuto farlo perché le cooperative non hanno fornito la documentazione necessaria alla banca. Attendiamo l’incontro di cui si è fatto carico il sindaco, il prima possibile”.

 

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Lissone, riaprono i servizi comunali dedicati ai giovani

Dopo la chiusura causata dall'emergenza Coronavirus, dalla scorsa settimana sono riattivati alcuni dei servizi per i giovani promossi dall’Amministrazione Comunale di Lissone, alcuni dei quali in presenza one-to-one, altri in modalità online.

L’Informagiovani, che è ufficialmente ripartito mercoledì 20 maggio presso la tradizionale sede di via Ferrucci 15, sarà accessibile su appuntamento da prenotare inviando una email a informagiovani.lissone@gmail.com o telefonando allo 039-7397297 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16:00 alle ore 18:30.

In alternativa, si potrà chiedere un video colloquio Skype chiamando l’account “Informagiovani Lissone” oppure inviare le proprie domande alla pagina Facebook “Inforientagiovani Comune Lissone”.

È ripreso anche il servizio specialistico di orientamento con i propri interventi nelle scuole, realizzando in videoconferenza due incontri tematici con gli studenti dell’ISS Meroni. A riaprire i battenti sono stati inoltre il Punto orientamento, specificamente rivolto a chi è alle prese con scelte complesse in ambito scolastico e formativo, e lo Sportello di ascolto socio-psico-pedagogico per adolescenti e genitori.

Lo sportello Socio-psico-pedagogico si rivolge ai genitori che sentono la necessità di accedere a uno spazio di ascolto e di confronto relativo al loro ruolo e alla relazione coi figli in età evolutiva, anche in una fase, come quella che stiamo vivendo, caratterizzata da incertezze e da dinamiche familiari in continua evoluzione. Lo sportello costituisce un luogo di ascolto anche per gli adolescenti che, da parte loro, possono sentire il bisogno di mettere a tema interrogativi e preoccupazione riguardanti emozioni, vissuti, motivazioni e idee per il proprio futuro.

I colloqui con le consulenti potranno svolgersi, previo appuntamento, sia presso la sede di via Ferrucci, sia da remoto utilizzando le piattaforme web per il video-collegamento. Per ulteriori dettagli in merito a caratteristiche e modalità di accesso, contattare il servizio Informagiovani via telefono o email nei giorni e orari di apertura.

Pur restando chiusi i servizi educativi del dopo-scuola in biblioteca e del centro Cubotto, continueranno a tenersi le video riunioni serali con il gruppo giovanile RadioLoL nell’ambito di Oggi crESCO, progetto finanziato dalla Regione ai sensi del bando “La Lombardia è dei giovani” e promosso dal Comune di Lissone in qualità di ente capofila.

Lissone, 25 Maggio 2020

 

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BUONE NOTIZIE PER  LA MOBILITÀ DI MONZA,  MA NON ABBASTANZA

L’associazione FIAB MonzaInBici celebra l’inizio dei cantieri per nuove piste ciclabili in città, ma segnala che per adattare la mobilità urbana al mondo post-coronavirus serviranno interventi nuovi e ancora più coraggiosi.

Finalmente delle buone notizie per la viabilità di Monza: è partito il cantiere per la realizzazione della ciclabile da Via Borgazzi a Bettola (futura fermata della metro 1).

Questa ciclabile sarà importante per raggiungere il capolinea della M1 con un mezzo alternativo ed ecologico come la bicicletta. Aspettiamo da tempo questo tratto ciclabile anche se con molto ritardo sarà un importante tassello per la mobilità ciclistica monzese, ma non ancora sufficiente per colmare le carenze della rete ciclabile cittadina. Per esempio, perché questo asse sia una valida alternativa all’uso della macchina per andare a prendere la metro in sicurezza dovrà congiungersi con il tratto di Corso Milano fino al centro di Monza .

Sarà inoltre importante adeguare i parcheggi per biciclette che nel progetto della fermata di Bettola sono in numero insufficiente.

Altrettanto importante anche l’altro cantiere previsto per questo mese, la cosiddetta “Brumosa”, che da via Buonarroti raggiungerà la città di Brugherio. 

Aspettiamo anche la tratta Via Aquileia/Monte Santo/Via Fermi che dovrà congiungersi con via Buonarroti.

Se queste tre strutture saranno realizzate avremo finalmente un collegamento con alcuni comuni limitrofi, e Milano non sarà più così lontana se anche la ciclabile da San Babila raggiungerà Sesto San Giovanni.

Trovare modi alternativi di spostarsi è oggi più che mai urgente: , la situazione di pandemia ha reso ancora evidente la necessità di intervenire sulla mobilità per scongiurare situazioni già conosciute e anche peggiori.  I cittadini sono consapevoli e chiedono sempre più la possibilità di scegliere il modo migliore di muoversi.

Ora con il nuovo decreto rilancio ci sono ulteriori possibilità di intervento, come le corsie ciclabili disegnate sull’asfalto, facili da realizzare e poco costose che possono permettere di connettere lo “spezzatino” di ciclabili cittadino e offrire ai cittadini nuove e utilissime alternative all’auto privata.

Nel frattempo abbiamo ricevuto anche l’adesione del complesso scolastico ICS Don Lorenzo Milani e con questo si aggiungono circa 1000 studenti che potrebbero usufruire di mobilità alternative.

Purtroppo stiamo scontando ritardi enormi e alcune delle notizie che arrivano dall’amministrazione comunale di Monza e dall’assessore alla mobilità Arena, non sono confortanti.

I monopattini elettrici annunciati non crediamo siano la soluzione ai problemi di cui soffre Monza:  traffico caotico e livelli altissimi di inquinamento. Per promuovere alcune nuove modalità di mobilità servono prima di tutto gli spazi a loro dedicati, in caso contrario avremo i monopattini senza sapere dove utilizzarli, con strade non adatte al loro utilizzo. 

Un esempio virtuoso di spazio dedicato, in tal senso, sono invece le nuove rastrelliere per biciclette annunciate dall’assessore.

Qualcosa si muove insomma, ma questi interventi, per quanto positivi, non sono ancora sufficienti a cambiare la mobilità a Monza, anzi possiamo definirlo un inizio cui dovranno seguire nuovi decisi interventi e immediati dettati dalla situazione attuale.

Servono strutture dedicate a biciclette e monopattini, serve la moderazione del traffico con velocità massima all’interno dei quartieri di 30km/h, serve la chiusura delle strade per l’entrata e l’uscita delle scuole: non sono misure fantascientifiche, ma soluzioni già in uso, e con successo, in tantissime città italiane ed europee.

  La moderazione del traffico è da tempo un modo irrinunciabile per rendere sicure le strade ed evitare incidenti gravi, di cui la velocità è la prima causa. Oggi, nel mondo post-corona, trovare modi alternativi per spostarsi, rispettando le distanze, rafforzando il sistema immunitario, e riducendo l’inquinamento, è ancora più urgente.

Fiab MonzaInBici

 

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Gentile lettrice, gentile lettore, mi rivolgo di nuovo a te in merito al caso "Asfalti Brianza", nella speranza di fare cosa gradita e scusandomi per aver inviato due comunicazioni tanto ravvicinate nel tempo. 

A seguito della lettera di qualche giorno fa, ho ricevuto centinaia di messaggi. Non ho potuto rispondere ad ogni email come avrei voluto e colgo l'occasione per confermare che stiamo seguendo tutte le strade possibili, per arrivare ad una soluzione quanto prima. Permettimi infine un ringraziamento davvero sentito, rivolto a tutti coloro che si sono resi disponibili per dare una mano o che hanno voluto condividere il proprio pensiero.

Tanti erano all'oscuro di quanto accade e, verosimilmente, ancora molti non hanno avuto l'occasione di conoscere come funzionano certi meccanismi. Una lettrice mi ha proposto di realizzare un video in cui raccontare la vicenda, forse più efficace e fruibile di una lettera scritta. Ho pensato di seguire il consiglio, pur con tutti i limiti degli strumenti a mia disposizione.

Il video è raggiungibile QUISpero possa servire ed essere condiviso con le tante persone sensibili che vorrai coinvolgere, non ancora a conoscenza di questo caso. L'attenzione dei cittadini, oggi più che mai, è molto importante.

Resto a disposizione, con la promessa di accogliere nuovi suggerimenti e di provare a risolvere tutti i dubbi e le incertezze del caso. Augurandoti il meglio per questi giorni di ritrovate libertà, un saluto.

Francesco Facciuto - Associazione Minerva Concorezzo

 

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IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CONTRARIO AI CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO (PII) SULL’AREA EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza), è stato coinvolto per valutazioni su di un Piano Integrato d’Intervento (PII) elaborato in fretta e furia dalla giunta di Lentate sul Seveso. Si tratta del PII riguardante l’area dismessa ex Schiatti, dove era attiva un’industria tessile nata nei primi anni del ‘900 e ora realtà concreta di archeologia industriale segnalata come tale, nel 2015, dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Il sito è posto in posizione centrale e potrebbe oltretutto costituire una cerniera, attraverso alcuni percorsi ciclabili, anche col Parco delle Groane e alcuni edifici pubblici, salvaguardando gli immobili per l’indiscutibile valore storico, testimoniale, urbanistico e sociale.

Purtroppo nulla di queste peculiarità è stato oggetto di ispirazione nell’elaborazione della proposta del PII adottato (con esigua maggioranza) dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 22 del 19 marzo 2020.

Tutto viene demolito per fare spazio al solito capannone commerciale sede dell’ennesimo supermercato. Viene inserita anche una Residenza Socio Assistenziale (RSA) con un progetto altrettanto anonimo che potrebbe essere realizzato identico altrove, ma non così in un nucleo di antica formazione.

Scompare la memoria storica e nulla di quegli edifici viene mantenuto e salvaguardato. Il progetto adottato creerebbe un “non luogo” incapace di cogliere gli aspetti storici, urbanistici e sociali, collocandovi una funzione commerciale inutile e dannosa soprattutto per il piccolo commercio di vicinato che ancora permane in quella parte del comune.

Il progetto non è nemmeno stato sottoposto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) come invece richiesto dalla Provincia di MB.

Abbiamo pertanto elaborato e protocollato 9 osservazioni che dovranno essere vagliate dall’amministrazione e discusse in sede di Consiglio Comunale.

Due osservazioni chiedono di non approvare il PII, così come adottato, per l’incompatibilità del PII stesso rispetto al valore storico e architettonico della struttura tenendo invece in considerazione le richieste puntuali formulate dal locale Comitato Area Schiatti, promotore di una petizione online.

Altre due osservazioni riguardano gli aspetti agronomici e la tutela del verde lì esistente. Si fa richiesta di una dettagliata relazione agronomica con una perizia sulle condizioni degli alberi presenti e la valutazione della qualità del patrimonio arboreo nonché la conservazione delle essenze esistenti e la loro valorizzazione per l’importanza ambientale e storica.

L’inserimento nel PII di una nuova media struttura di vendita (in una zona già satura di tali strutture) desta preoccupazioni: per la viabilità, per l’inquinamento acustico e atmosferico da traffico indotto e per le ricadute negative sui negozi di prossimità. Questo ci ha portato a formulare tre osservazioni che sollecitano relazioni d’approfondimento su queste criticità, non trattate nella documentazione del PII adottato.

Importanti le ultime due osservazioni con la richiesta di annullamento della deliberazione del CC n. 22/2020, il riavvio del procedimento assoggettando il progetto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). E’ stata infatti riscontrata la mancata stesura della (VAS), pur richiesta dalla Provincia di MB e anche ai sensi della LR 12/2005 che la prevede qualora, come avvenuto nel caso in esame, si attuino varianti al Documento di Piano che è atto costitutivo del Piano di Governo del Territorio (PGT) vigente.

13-05-2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB

Email: osservatorio.ambientalista.mb@gmail.com

Sito web: http://www.alternativaverde.it/PTCP/ptcpindex.html

Facebook: https://www.facebook.com/groups/osservatorioptcpmonzaebrianza

 

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