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Comunicati stampa

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Puliamo il Mondo 2020 Domenica 18 ottobre, un altro giro di pulizie del Canale Villoresi

Quest’anno ricorrono i 130 anni dall'inaugurazione definitiva del canale Villoresi. Dalla diga del Pan Perduto all’Adda, si snoda per 86 km, ed è il secondo canale artificiale più lungo d’Italia. Di certo il suo creatore, Eugenio Villoresi, che l'ha ideato per irrigare i campi circostanti, non avrebbe pensato né che lungo il canale ci sarebbe stata tanta gente che correva, camminava e andava in bici, con grande beneficio per il corpo e per lo spirito, né che ci sarebbe stata tanta gente che buttava, nell'alveo e sulle sponde, rifiuti di ogni genere. Ora il canale è in secca, per importanti lavori di impermeabilizzazione, avviati a primavera e interrotti a causa del lockdown.

Il circolo Legambiente Alexander Langer di Monza, anche per dare un segnale di cura per un luogo così importante non solo per i monzesi, ma per tutti coloro che abitano lungo il suo percorso, ha organizzato una mattina di pulizie. Questa volta viene fatta in collaborazione con il Consorzio Est Ticino Villoresi, che sarà presente con alcuni suoi operatori e con il suo patrocinio.

Verrà pulito il tratto che va da Viale Lombardia alla Boscherona. Inoltre, ci saranno alcuni studenti della International School of Monza, ai quali sarà dedicato un secondo punto di raccolta, all’incrocio fra via Solferino, dove si trova la scuola, e il canale stesso. È, questa, una collaborazione molto importante che speriamo di poter ripetere.

L’appuntamento è per domenica 18 ottobre alle ore 10, al banchetto di Legambiente tra viale Lombardia e canale Villoresi. Ogni partecipante deve venire munito di mascherina e deve prendere visione del documento informativo di sintesi sui comportamenti da seguire per la corretta gestione del rischio da contagio e firmarlo per accettazione. I guanti, il materiale necessario per la raccolta dei rifiuti e il dispenser con soluzione alcolica saranno messi a disposizione dal circolo. Si consiglia di indossare calzature idonee per camminare nell’erba umida. Tutti i cittadini sono invitati!

 

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Ancora sulla Villa Reale tra Consorzio e Concessionario

Abbiamo appreso che, a differenza di quanto dichiarato dal Presidente del Consorzio, Allevi, già l’11 settembre la Corte dei Conti aveva respinto al mittente la richiesta di un parere sull’ipotesi di danno erariale nel caso in cui il Consorzio avesse firmato una transazione che concedeva 4 milioni di “buona uscita” dalla Villa Reale al concessionario inadempiente;

Abbiamo appreso anche che alla Corte dei Conti era stato sottoposto dal Consorzio un secondo quesito: se i 4 milioni benevolmente riconosciuti al concessionario avrebbero potuto essere sottratti dai 55 milioni destinati alla realizzazione del masterplan per la rinascita di Parco e Villa;

La risposta perentoria, e anche un po’ seccata, del Supremo organo di controllo della contabilità pubblica lascia ben pochi dubbi sull’approssimazione con cui il Consiglio di Gestione dell’organo che ha in mano le sorti del complesso monumentale si sta muovendo su una situazione gravissima che sta mettendo in dubbio il futuro dell’apertura della Villa e la garanzia della continuità del lavoro per i dipendenti. A ciò si aggiunge l’indebita ipotesi di stornare 4 milioni dai fondi del masterplan per destinarli a coprire errori gestionali che a soli 6 anni dal restauro hanno portato a chiudere i cancelli della Villa a tempo indeterminato per decisione del concessionario.

Ribadiamo che per uscire dal guado è necessario che la questione venga chiarita nelle sedi giudiziarie opportune affinché siano stabilite inequivocabilmente le responsabilità senza cedere in alcun modo a risoluzioni di compromesso che ricadrebbero solo sulle spalle della collettività, già vittima di una situazione intollerabile.

Nel frattempo chiediamo che il Consorzio assuma la gestione temporanea del bene e promuova nel caso tutte le iniziative anche giudiziarie perché sia assicurata al più presto la riapertura della Villa Reale al pubblico.

I portavoce: Bianca Montrasio e Roberto D’Achille

 

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Per ridurre i picchi di traffico su viale Lombardia va soppresso il casello San Rocco della Tangenziale Nord Cosa c’entra? Ecco la spiegazione (e altro) Si torna periodicamente a parlare del traffico sul nuovo viale Lombardia, sopra il tunnel, e si moltiplicano le idee e le proposte per cercare di migliorare la situazione. Ma la memoria corta, specie da parte degli enti pubblici, finisce per alimentare illusioni ed essere di ostacolo a soluzioni vere ed efficaci.

Diciamolo subito in sintesi: per migliorare la situazione, la prima cosa da fare è eliminare il casello di San Rocco-Sesto San Giovanni sulla Tangenziale Nord. Circa la metà del traffico che oggi transita su viale Lombardia è di puro attraversamento, quindi è traffico “parassita” per la nostra città e causa di congestioni nelle ore di punta.

  • Al primo posto c’è un fenomeno imprevisto: una buona quota del traffico su viale Lombardia, è proveniente da nord e da ovest della Brianza il mattino e diretto in quelle zone la sera, ed è rappresentato da veicoli che interrompono a metà l’uso della Tangenziale Nord allo scopo di “saltare” il pedaggio al casello di San Rocco/Sesto. Sono migliaia di veicoli che entrano ed escono dalla A52 a Sesto Vulcano e poi si spostano sulla rete stradale ordinaria, coinvolgendo pesantemente viale Lombardia. Questo fenomeno era già stato rilevato negli anni recenti da indagini sugli spostamenti tra le province di Monza e Milano, confermato da osservazioni dei tecnici del Comune di Monza ed anche da nostre rilevazioni con domande agli automobilisti fermi ai semafori lungo l’itinerario. Per questo negli anni passati, insieme ad altre associazioni di cittadini, abbiamo ripetutamente chiesto a Regione e Area Metropolitana che il casello della A52 Nord a San Rocco venga soppresso, così come peraltro era stato più volte promesso. Va poi ricordato che il sopratunnel di Monza, insieme al tunnel sotterraneo, fanno parte di un sistema di viabilità più ampio. I calibri e le caratteristiche delle strade sono stati realizzati tenendo conto di diversi elementi previsti, i principali dei quali:
  • la futura entrata in funzione della Pedemontana, con intersezione con la SS36 a Desio, capace di ridurre notevolmente i flussi dalla Brianza verso Torino/Varese/Como e viceversa, traffico che oggi passa da Monza utilizzando la A4 con ingresso e uscita a Cinisello;
  • la futura entrata in funzione della intera e completa variante SP6 dietro l’Ospedale, cioè un collegamento rapido e diretto tra la Monza-Carate e la SS36 a nord della galleria urbana;
  • la futura entrata in servizio di una linea metropolitana che attraversi Monza da nord a sud, da tempo prevista e oggi concretamente più vicina con il finanziamento e la progettazione del prolungamento della M5.

La mancata realizzazione, sinora, di quanto sopra, contribuisce ulteriormente a determinare allo stato attuale un sovraccarico di traffico di attraversamento su viale Lombardia di Monza, in particolare nelle ore di punta. Una situazione che, va sempre ricordato, è comunque ben lontana dalla congestione su otto corsie totali, 24 ore su 24, che esisteva pre-tunnel. Il sistema semaforico “intelligente” che è stato installato non riesce sempre a gestire in modo efficiente i carichi semplicemente perché sono del tutto squilibrati e dubitiamo che eventuali modifiche ai semafori possano portare a risultati positivi.

 

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È uscita l’edizione speciale di Mal’aria e Monza sta  molto male. È appena stato reso pubblico il report di Legambiente Mal’aria, un’edizione speciale che dà i voti alle città italiane in tema di inquinamento atmosferico. I dati sono allarmanti, anche se non sorprendenti, nel loro complesso. Ma per i cittadini di Monza il giudizio è davvero grave: 1 solo punto, su una scala da 0 a 10. Soltanto altre 8 città, su un totale di 97 città italiane, hanno preso un voto uguale o inferiore. E solo 15 hanno preso la sufficienza: Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6).

Il rapporto confronta le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2. I limiti della OMS hanno come obiettivo esclusivamente la salute delle persone e sono di gran lunga più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2).

I dati sono stati presentati da Legambiente alla vigilia del 1° ottobre, data in cui prenderanno il via le misure e le limitazioni antismog previste dall’«Accordo di bacino padano» in diversi territori del Paese per cercare di ridurre l’inquinamento atmosferico: una piaga dei nostri tempi al pari della pandemia e che, ogni anno, solo per l’Italia, causa 60mila morti premature e ingenti costi sanitari. Con Mal’aria, edizione speciale, Legambiente chiede anche al Governo e alle Regioni più coraggio e impegno sul fronte delle politiche e delle misure da mettere in campo per avere dei risultati di medio e lungo periodo.

Un coraggio che è mancato alle quattro regioni dell’area padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) che, ad esempio, hanno preferito rimandare all’anno nuovo il blocco alla circolazione dei mezzi più vecchi e inquinanti Euro4 che sarebbe dovuto scattare questo 1° ottobre nelle città sopra i 30 mila abitanti. Una mancanza di coraggio basata sulla scusa della sicurezza degli spostamenti con i mezzi privati e non pubblici in tempi di Covid, o sulla base della compensazione delle emissioni inquinanti grazie all’organizzazione e regolamentazione dello smart working per i dipendenti pubblici e privati.

Il circolo Legambiente Alexander Langer, che subito dopo il lockdown, ha inviato la lettera di Legambiente Lombardia al Sindaco per chiedere provvedimenti importanti e durevoli sul tema della mobilità e della gestione delle città, chiede all’amministrazione di Monza che i dati del report vengano studiati e presi come base per progettare finalmente in cui città in cui si possa vivere sicuri e in salute.

“Per aggredire davvero l’inquinamento atmosferico - dice Maddalena Viola, nuova Presidente del Circolo Locale - e affrontare quindi in maniera concreta il tema della sfida climatica, servono misure preventive, efficaci, strutturate e durature. Per questo torniamo a ribadire l’urgenza di puntare su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile, potenziare lo sharing mobility e raddoppiare i chilometri delle piste ciclabili, un intervento, quest’ultimo, da prevedere anche nel PUMS, il Piano urbano per la mobilità sostenibile, che il Comune deve mettere in campo al più presto. È inoltre fondamentale avere cura del verde e piantare nuovi alberi, che sono in grado di catturare gli inquinanti atmosferici e ridurre la quantità di polveri sottili nell’aria. Anche l’adesione al parco GruBria, che è stata oggetto di petizioni da parte della cittadinanza, sarebbe un passo avanti in questa direzione."

Il report integrale a questo link:

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2020/09/Dossier_aria_citta_092020.pdf

Circolo Legambiente Alexander Langer

Monza, 6 ottobre 2020

 

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Villa Reale, è stallo. Cresce l’ansia per i lavoratori.

La Corte dei Conti ha chiarito che non spetta alla magistratura contabile entrare nel merito della conciliazione tra pubblico e privato. Cgil: “Non si perda altro tempo. Il Consorzio deve decidere”.

La Corte dei Conti rimanda al mittente la richiesta avanzata da Regione e Consorzio per avere un’indicazione sulla scelta da compiere sull’affaire Villa Reale. Una decisione che rimette le responsabilità per risolvere il caso nella giusta posizione, ossia davanti al Consorzio e al suo presidente.  

La strada della riapertura della Villa si fa molto in salita – commenta Angela Mondellini, segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza – e mette il Comune di Monza e il Consorzio di fronte alla necessità di assumersi presto le proprie responsabilità. A mio avviso, la risposta che la Corte ha fornito era prevedibile, le scelte spettano all’amministrazione”. 

Intanto, crescono le preoccupazioni per le sorti del bene simbolo della città capoluogo di provincia: “Stiamo seguendo, con la categoria Filcams, tutte le evoluzioni della vicenda – aggiunge il numero uno della Cgil in Brianza –. Siamo in ansia per i lavoratori e per il futuro della reggia piermariniana”. 

Stiamo aspettando la convocazione del consiglio comunale straordinario – fanno sapere da via Premuda –; chiederemo di essere presenti per rappresentare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori che animavano i luoghi della Villa e che oggi sono in cassa integrazione a zero ore e senza anticipo”. 

I cancelli della reggia rimangono, pertanto, ancora chiusi, comunicando un messaggio negativo e scoraggiante a un territorio che vuole ripartire dopo i mesi più duri dell’emergenza sanitaria.

 

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CCR con Legambiente riprende il ciclo “Uomo dove vai?” alla Casa del Volontariato

Riprende anche quest’anno, con modalità compatibili con le disposizioni in tema di Covid 19, il ciclo di conferenze “Uomo dove vai?”. Questa 9° edizione è stata pensata in collaborazione con il Circolo Legambiente Alexander Langer, perché i temi ambientali sono diventati quelli cruciali per il nostro mondo.

I tre incontri, che si svolgeranno alla Casa del Volontariato il 9 ottobre, il 23 ottobre e il 20 novembre, partono dalla consapevolezza, aumentata dopo la pandemia da coronavirus, dei limiti del nostro pianeta e dalla necessità di riflettere e trovare nuove strade. Lo faremo a partire dall’ecopsicologia, che studia i problemi derivanti all’uomo da un suo alterato rapporto con la natura, per proseguire con il libro di Jeremy Rifkin “Un green new deal globale”, e concludere con l'Ecosistema urbano di Monza e Brianza, che ci mostrerà lo stato di salute dell'ambiente in cui viviamo. Gli stessi temi verranno approfonditi durante alcuni incontri di lettura presso il Centro Civico di Triante e le proiezioni al cinema Capitol dei film “Cattive acque” di Todd Haynes, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “Bella e perduta” di Pietro Marcello, a cura del gruppo “Insieme è meglio”.

Il primo incontro, venerdì 9 ottobre alle 21, sarà dedicato all'Ecopsicologia, una nuova branca della psicologia che osserva l'essere umano e la natura non separatamente ma alla luce delle loro interconnessioni. La Prof. Marcella Danon, insegnante di Ecopsicologia all’Università della Valle D’Aosta, ci guiderà alla scoperta di quanto ecologia e psicologia insieme possano aiutarci ad affrontare i problemi quotidiani e a migliorare i rapporti con noi stessi e con il mondo circostante.

Venerdì 23 ottobre Angelo Consoli, direttore dell’Ufficio Europeo JR, ci parlerà della visione proposta da Jeremy Rifkin nel suo ultimo libro “Un Green new deal globale”.

Infine venerdì 20 novembre si prenderanno in esame i risultati dell'indagine Ecosistema urbano, il dossier pubblicato ogni anno da Legambiente, con Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Tutti gli incontri si svolgono alle ore 21 alla Casa del Volontariato in via Correggio Allegri 59, a Monza.

L’ingresso è gratuito. Per rispettare le norme di sicurezza, i posti sono limitati, quindi è necessario prenotarsi, scrivendo una mail a : monza@legambiente.org . Ciascuno dovrà presentarsi dotato della propria mascherina.

 

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Chiusura della Villa a tempo indeterminato: di chi sono le colpe

A soli sei anni dalla sua sbandierata riapertura dopo il restauro pagato dai cittadini, la parte nobile della Villa Reale è chiusa alla fruizione pubblica da 6 mesi, ben oltre le restrizioni imposte dalla pandemia.

 La ragione vera della chiusura a tempo indeterminato dei cancelli del bene monumentale - che non solo impedisce di visitarla, ma mette anche a rischio la continuità lavorativa del personale - è la decisione di recedere unilateralmente dal contratto da parte del concessionario, il gruppo Navarra, che ha chiesto un risarcimento di oltre 8 milioni al Consorzio, l’ente concedente, accusandolo di essere responsabile dei mancati introiti prefigurati.

 Si prospetta una intesa di ben 4 milioni di euro che il Consorzio penserebbe di corrispondere al gruppo Navarra per evitare strascichi giudiziari, senza neppure avere, comunque, alcuna certezza sul destino della Villa Reale, se sarà riaperta e chi la gestirà nei prossimi anni.

 Osserviamo:

1- se il Consorzio ritiene di non avere responsabilità, non si comprende perché debba assumere un atteggiamento tanto remissivo riconoscendo, nella sostanza, le ragioni del concessionario e addirittura ponendo a carico della collettività oneri per ben 4 milioni, per responsabilità che ritiene di non avere; 

2. se vi sono responsabilità del Consorzio nel fallimento del rapporto contrattuale non possono che essere riconducibili alle condotte degli amministratori del Consorzio medesimo, che, pertanto, dovrebbero fare la scelta coerente di dimettersi collettivamente; 

3- se, viceversa, non sussiste responsabilità del Consiglio di Gestione del Consorzio, quest’ultimo ha l’obbligo nei confronti di tutta la collettività di difendere il proprio operato e di impedire speculazioni e iniziative arbitrarie che puntano a sottrarre alle casse pubbliche consortili una cifra molto rilevante e ai cittadini il sacrosanto diritto alla fruizione del bene monumentale. Se il Consorzio non ha commesso errori, è evidente che il concessionario dovrà risarcire la collettività. 

4- A fronte della vicenda vi è l’amara conferma della previsione da noi fatta, purtroppo inascoltati, che il modello adottato di concessione a un privato con condizioni a suo vantaggio e a scapito del pubblico, avrebbe vanificato l’obiettivo del restauro: la garanzia dell’apertura al pubblico della Villa Reale. 

Il modello adottato, fondato solo ed esclusivamente su parametri di profitto, non può costituire una soluzione valida per la gestione di beni culturali di tale importanza perché tiene conto solamente di regole di mercato che antepongono l’interesse economico del privato a quelli culturali dei cittadini. 

Pertanto chiediamo 

- che il Consorzio assuma una posizione pubblica sulle pretese formulate dal concessionario e agisca anche nelle sedi giudiziarie per tutelare i diritti dei cittadini; 

- che il Consorzio assuma la gestione temporanea del bene e promuova nel caso tutte le iniziative anche giudiziarie perché sia assicurata l’apertura della Villa Reale al pubblico; 

- che, con atto formalizzato dal Consorzio stesso e dal suo Presidente, della vicenda venga investita la Corte dei Conti, non per sapere se il fatto di accettare una transazione che concede a Navarra la metà di quanto richiesto costituisca un danno erariale, ma per verificare, se sotto il profilo economico, esistono e quali siano le responsabilità nella gestione della Villa che hanno portato a una situazione tanto grave. 

Dal canto nostro, ci riserviamo, da cittadini, di esporre in quella sede le nostre osservazioni. 

I portavoce: 

Bianca Montrasio e Roberto D’Achille

 

 

 

 

 

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Ville Aperte in Brianza 2020.

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020.

Passeggiate reali

Dopo un periodo complesso, lontano dalla bellezza di arte e natura siamo felici di riprendere le nostre attività culturali, partecipando alla XVIII edizione di Ville Aperte in Brianza, manifestazione che si propone di incoraggiare i cittadini a scoprire e a lasciarsi coinvolgere dalle testimonianze di Arte, Architettura, Paesaggi, beni di tutta la comunità ed espressioni della nostra identità. Abbiamo previsto eventi su prenotazione, che possano dare un segnale di ripresa e di speranza; adotteremo le stesse misure utilizzate per la riapertura dei Beni FAI, che permettono l’ingresso di gruppi ristretti per mantenere il distanziamento sociale, in determinati slot di visita e su prenotazione. Verrà chiesto ai partecipanti di rispettare le norme per prevenire la diffusione del CoronaVirus 2019. La Delegazione FAI Monza con il Gruppo Giovani, in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, propone sabato 26 e domenica 27 settembre delle Passeggiate reali, visite culturali ai Giardini della Villa Reale di Monza, progettati dall’architetto Piermarini tra il 1778 e il 1783, dapprima con impianto formale, ispirato alla moda francese, secondo un grande disegno geometrico e regolare; in seguito ampliati al fine di proporre una percezione unitaria con il paesaggio circostante. Proponiamo due differenti percorsi: il percorso storico-paesaggistico, con partenza sul retro di Villa Reale, per illustrare l’iniziale impianto formale piermariniano, inclusa la parte paesaggistica (oggi unica superstite) e la trasformazione in giardino all’inglese. Punti salienti del percorso saranno: l’Antro di Polifemo, il laghetto inferiore e la Grotta, il laghetto superiore e il Tempietto neoclassico. Proprio a quest’ultimo edificio viene dedicata particolare attenzione, non solo perché topos di particolare importanza nel giardino all’inglese, ma per illustrarne il recupero grazie al recente restauro conservativo. Per conoscere parte del patrimonio botanico (grandi alberi monumentali/secolari) e paesaggistico dei Giardini Reali proponiamo il percorso botanico: illustreremo anche la rilevante importanza economica e scientifica del luogo nei secoli passati; il percorso si snoderà tra sequoia, ginkgo, cedro dell’Atlante, querce gemelle, calocedri, cipressi calvi fino ad arrivare alla Torretta, sede di collezioni e cataloghi. Informazioni Orari visite Percorso storico-paesaggistico con prenotazione obbligatoria su www.villeaperte.info: ore 10, 11, 12, 14, 15 e 16. Orari visite Percorso botanico, con prenotazione obbligatoria su www.villeaperte.info: ore 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30. E’ possibile iscriversi direttamente al banco di accoglienza solo in caso di posti ancora disponibili e registrandosi Durata di entrambi i percorsi: 60 minuti ca. Costo: 5 euro (gratuito under 6) Massimo 3 posti prenotabili per persona Evento musicale: Giardini in musica A conclusione delle Passeggiate Reali, per domenica 27 settembre ore 17.45 la Delegazione FAI Monza, in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, propone il concerto “Giardini in musica”. Natalia Oddi e Andrea Gelain suoneranno musiche del ‘700 (periodo storico in cui furono realizzati Villa e Giardini), comprendenti brani per flauto e violoncello composti da P. Locatelli, B. Marcello, G. P. Telemann e J.S. Bach. Ritrovo: area della Torretta Non verranno messi a disposizione posti a sedere, il pubblico potrà portare cuscini o sedie pieghevoli. In caso di maltempo il concerto sarà spostato a domenica 4 ottobre, stessa ora e stesso luogo. Prenotazione obbligatoria su www.villeaperte.info. Sarà possibile iscriversi direttamente al banco di accoglienza solo in caso di posti ancora disponibili e registrandosi. Costo: gratuito, contributo libero destinato al FAI Contatti: monza@delegazionefai.fondoambiente.it

 

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Villa Reale ancora chiusa, nessuna risposta ai lavoratori. Intanto, parte la richiesta di cassa integrazione per i dipendenti di “Cultura Domani”. Ma il datore non anticipa.

È stata finalmente richiesta la cassa integrazione da parte dell’azienda, dal 3 di agosto e per le successive 18 settimane. Le ferie sono già state esaurite e ci sono ancora poche certezze sul futuro. A tutto questo si somma l’attesa dell’assegno da parte dell’Inps, perché il datore di lavoro ha già più volte ribadito l’indisponibilità ad anticipare le somme dovute ai propri dipendenti”; la sintesi degli ultimi avvenimenti che stanno tenendo sulle spine otto dipendenti di “Cultura Domani” è di Fabiana Cabras, sindacalista della Filcams Cgil Monza e Brianza. 

Un silenzio assordante aleggia sulla villa costruita dall’architetto imperiale Giuseppe Piermarini per l’arciduca Ferdinando d’Asburgo. I cancelli della reggia, infatti, si sono chiusi a marzo durante il lockdown e non si sono più riaperti. Le visite sono consentite solo agli appartamenti reali, gestiti direttamente dal Consorzio della Villa (la biglietteria è chiusa, le prenotazioni si effettuano solo on-line), mentre il corpo centrale, affidato a Nuova Villa Reale di Attilio Maria Navarra, società controllata a sua volta da italiana Costruzioni in cui Navarra è consigliere delegato, resta chiuso. 

Patrimonio culturale di assoluto valore, simbolo della città di Monza, oggi la Villa, con i cancelli chiusi, sembra lanciare un messaggio inquietante sulla città e sulle aspettative di un territorio che desidera ripartire dopo i mesi più difficili della pandemia. 

A farne le spese, finora, sono stati i lavoratori: oltre agli otto dipendenti, ci sono anche le guide turistiche e le altre realtà professionali che gravitavano attorno alle attività della reggia piermariniana. 

È sempre mancata una visione strategica a lungo termine”, ci ha raccontato Leonardo Marcos Martello che, insieme ad Alberto Locatelli, è la RSA in azienda. “Il nostro obiettivo – spiega Martello – è di stimolare le istituzioni affinché si pubblichi il prima possibile un bando per la nuova gestione”. E, amaramente, aggiunge: “Ci troviamo nuovamente di fronte al fallimento amministrativo della gestione consorzio-privato di un bene pubblico di pregio, un fallimento per tutti, in primis per i cittadini monzesi”. 

“Siamo esterrefatti da questo immobilismo istituzionale – rincara la dose Angela Mondellini, segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza –. È tempo che chi ha la responsabilità delle scelte strategiche si impegni in un progetto di ampio respiro per il rilancio della Villa, uno dei gioielli di questo territorio che non possiamo accettare rimanga chiuso oltremodo. Stiamo seguendo la vicenda con interesse con l’obiettivo di tutelare i posti di lavoro – continua Mondellini – e faremo di tutto perché non si perda altro tempo. Crediamo che, dal complesso della Villa, la città possa ricevere la spinta giusta per il rilancio economico che serve”.

 

 

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“GIACOMO PUCCINI E MONZA”

A CURA DI ETTORE RADICE

PROIEZIONE DOCUFILM E RECITAL CON

MARIANGELA LA PALOMBARA ,SOPRANO

CLAUDIA MARIANO , PIANOFORTE

CHIOSTRO LICEO DEHON

VENERDI' 18 SETTEMBRE ORE 21.00

L'ASSOCIAZIONE MNEMOSYNE E GLI AMICI DEI MUSEI DI MONZA E BRIANZA

HANNO PRODOTTO E PROMOSSO , NEL PERIODO DELLA QUARANTENA, UN DOCUMENTO PREZIOSO: IL RACCONTO SUGGESTIVO ED EMOZIONANTE DEL RAPPORTO TRA GIACOMO PUCCINI E LA CITTA' DI MONZA.

GIACOMO PUCCINI HA VISSUTO A MONZA TRA IL 1886 E 1887 IN CORSO MILANO IN UNA ELEGANTE CASA AL NUMERO 18 , OVE ANCORA LA TARGA CI RICORDA CHE, PROPRIO IN QUESTA CASA, PUCCINI COMPOSE L'OPERA 'EDGAR'. MA IL RAPPORTO TRA PUCCINI E MONZA SARA' MOLTO PIU' INTENSO, RICCO DI MEMORIA E DI GRATITUDINE E IL DOCUFILM , A CURA DI ETTORE RADICE, CHE FINALMENTE PROIETTIAMO DAL VIVO, LO TESTIMONIA .

LA SERATA SARA' ALLIETATA DAL RECITAL TUTTO PUCCIANIANO E TUTTO AL FEMMINILE CON MARIANGELA LA PALOMBARA E CLAUDIA MARIANO.

UN SENTITO RIGRANZIAMENTO AL LICEO DEHON PER LA COLLBORAZIONE

IN OTTEMPERANZA ALLE PRESCRIZIONI COVID19 L'INGRESSO SARA' SU PRENOTAZIONE PER 60 PERSONE , TELEFONANDO ALLA ASSOCIAZIONE AMICI DEI MUSEI 347 6986580

 

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